
In un paese stravagante qual è l'Italia non è azzardato paragonare Gino Paoli a un politico; infatti il cantautore è stato deputato del Pci dal 1987 al 1992, eletto nella circoscrizione di Napoli: un’attività che ha abbandonato perché la politica politicante non si addiceva a chi dichiara tuttora di non sapere, di avere il dubbio come unica certezza e di preferire che a ogni domanda ne segua un’altra.
Non si contano le generazioni che si sono innamorate, divorziate, riconciliate ed arrabbiate con le sue canzoni. Ha fatto conoscere al pubblico italiano le canzoni di Joan Manuel Serrat, Jacques Brel, Piero Ciampi e Leo Ferré.
Non si contano le generazioni che si sono innamorate, divorziate, riconciliate ed arrabbiate con le sue canzoni. Ha fatto conoscere al pubblico italiano le canzoni di Joan Manuel Serrat, Jacques Brel, Piero Ciampi e Leo Ferré.
Nel libro intervista di Gianni Borgna Una lunga storia d’amore, Gino Paoli si racconta. Il dvd: un filmato della durata di 57 minuti con immagini rare che ripercorrono la sua intera carriera, il cantautore racconta, parla e interpreta le sue canzoni. La vita nel capoluogo ligure, gli amori più importanti, le grandi amicizie con i musicisti della scuola di Genova (De André, Tenco, Lauzi -ricordate il post Bruno Lauzi in memoriam del 30.10.06?-, le passioni civili e quelle politiche, le riflessioni sulla società, sul tempo, sull’«autunno della vita». Un ritratto a tutto tondo da cui scaturiscono aspetti imprevedibili della personalità dell’artista e attraverso il quale si ricostruiscono quarant’anni di storia italiana.
Una canzone di Paoli, la si riconosce subito, per il giro armonico, per la costruzione musicale, e, come no, per le parole che esprimono un immaginario preciso. Nella collana Le voci del tempo, così chiamata, perché intende ripercorrere la storia dell’Italia repubblicana utilizzando le canzoni come strumento di narrazione, il libro dedicato a Paoli si intitola Gino Paoli. Storie da ascoltare (scritto da Marco Peroni e Davide Grossi): attraverso i successi del cantautore si parla di alcuni aspetti che riguardano l’identità profonda dell’Italia del “miracolo” economico. L’artista è quindi visto come una voce narrante in grado di raccontare qualcosa del bel paese. Le canzoni non sono viste solo come arte, bensì anche e soprattutto come documento storico, E secondo gli autori: “… Paoli, cantando, assapora le parole. Non è una voce buona per arredare alla meglio un momento vuoto: […] c’è [...], una vena di follia, di inquietudine malcelata, quasi una riga di acqua fredda nel complesso di un’interpretazione invece calda e appassionata. Qualcosa di non detto, a monte delle parole, a monte della canzone. Un ingrediente che però è un fatto storico: con gli anni Sessanta, la realtà irrompe nella canzone, certo, ma anche nella voce. Agli acuti, ai vibrati, all’impostazione ed anche alla “prestazione” dei cantanti melodici tradizionali si sostituisce l’espressività dei cantautori. Vita che resta attaccata alla voce, sigarette che grattano nelle vocali, inquietudine che detta i tempi alle parole: una persona che canta, prima che un cantante…”.
(Foto dal sito ufficiale di Gino Paoli di Daniele Scaramuzza)
7 commenti:
Bravissimo cantante. Aspetto che possiamo ascoltare questa bella voce molti più anni.
Grazie tante. Se lo merita. Spero che piú gente conosca questo grande cantante.
"Sapore di sale" es la canción de amor más bonita que he escuchado.
A me mi piace molto "Senza fine" cantata a duo con ornella vanoni. E' un grande cantante.
Adoro Gino Paoli. Come si chiede, io vi avevo chiesto un post dedicato a Battisti, vi ricordate? Scherzo, ma quando potete lo pubblicherete?
In You tube c'è una versione di Sapore di sale molto bella, stile anni sessanta, con Gino Paoli molto giovane. Guardatela!
La gatta e Il cielo in una stanza (e anche Sapore di sale) sono le sue canzoni più belle.
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