venerdì 17 maggio 2019

Celo, manca


(foto da internet)



Ebbene sì, siamo tuttora un po' nostalgici del celo, celo, manca che segnò l'infanzia di molti di noi, incollati (letteralmente) all'album dei calciatori italiani della celebre casa di figurine Panini. Non ci aspettavamo, però, che a sostituire i giocatori in mutande (per dirla alla Brera) ci fossero proprio loro: i politici!
È vero che le elezioni amministrative sono una prova di forza importante, un rito che si consuma quasi sempre uguale a sé stesso, che coinvolge migliaia di persone, intere famiglie, condomini, quartieri, paesi, e che, in mezzo a questa folla di persone, ci sono -udite, udite- i collezionisti di santini, i cultori delle elezioni. Tutto per loro c'è l’album per collezionare i santini elettorali!
Ideato due anni or sono per le elezioni comunali di Martina Franca, e poi diffuso sul territorio nazionale durante le ultime elezioni politiche, l’album Santini si può scaricare gratuitamente dal sito albumsantini.it e chiunque può stamparsene una copia per tenere traccia della raccolta dei santini elettorali per queste elezioni comunali 2019.
Massimiliano Martucci è tra gli ideatori dell’album Santini, anche se l’idea dell’album sarebbe nata, in realtà, grazie al suo barbiere, il quale collezionava, dal lontano 1987, i santini delle elezioni amministrative della città su grandi quaderni a quadretti, di quelli che si usavano a scuola.




(foto da internet)


Martucci ha pensato di aiutarlo nell'impresa, realizzando un album dove poter raccogliere i santini elettorali. Poche copie che sono andate a ruba, perché in realtà in giro ci sono molti collezionisti, che, silenziosamente, collezionano i santini, spesso se li scambiano, come fossero figurine dei calciatori (celo, manca...). L’album è un modo per omaggiare la pazienza di coloro che raccolgono i santini, custodiscono la memoria politica locale e di fatto impediscono che tutta quella carta vada a finire nella spazzatura.
Secondo Martucci l’album è uno strumento per favorire la partecipazione politica, la memoria e la democrazia locale. La scelta di non stamparlo è determinata dalla volontà di non impattare sull’ambiente: chiunque voglia può usare il file liberamente scaricabile e stamparselo ovunque voglia. 
E allora, in questa tornata elettorale, perché non collezionare i santini dei candidati più simpatici e divertenti? Si potrebbe iniziare da Maria (detta Lucia) Rollo, candidata alle amministrative a Lecce con la lista Sinistra Comune, la quale gioca sul doppio senso del suo nome e cognome. En passant, dà una stoccatina anche al ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è di recente scagliato contro i negozi di cannabis legale. Io voto Maria (uno dei tanti modi di denominare la marijuana in Italiano) Rollo (dal verbo rollare>>) è davvero un ottimo slogan, specialmente se scritto su un pacchetto di carta per le sigarette da rollare!






(foto da internet)

O ancora Carlo Goldoni, candidato della Lega, che sceglie di giocare anch'egli con i doppi sensi: il suo cognome, infatti, è uguale al termine gergale con cui in alcune regioni del Nord sono chiamati i preservativi... e allora Goldoni per tutti!
E poi c'è Dante Cattaneo che ironizza sul suo nome e si presenta sul santino con un copricapo alla Dante Alighieri e annuncia che Questa Europa è un Inferno, diventi un Paradiso!
Si continua con Lucia Zippo, candidata alle amministrative di Novi Ligure, con il Movimento Cinque Stelle, che ha pubblicato un santino in cui appare l'omonimo accendino zippo
Poi ci sono i poeti: leghista fa rima con dentista. Claudio Giordanengo, 62 anni, dentista, candidato a Saluzzo con la Lega a sostegno della sindaca Alessandra Piano, promette a chi lo voterà visite odontoiatriche gratuite. 





(foto da internet)

Per finire, ecco l'idea di Giorgio Pala, candidato alle amministrative di Lecce con la lista Lecce Città Del Mondo, appoggiata da Fratelli d’Italia, con un santino in cui appare con una bella pala (omonima) rossa in mano per seppellire la cattiva politica. 
Nel frattempo, c'è anche chi ha lanciato un evento presenziale, ad Imperia, in Liguria, chiamato “CeloManca”,  per lo scambio di “santini” stampati dai candidati per le prossime elezioni comunali. In pochi giorni, sono stati numerosi quelli che hanno iniziato a commentare e a partecipare, su Facebook, a questo simpatico gioco come fosse la raccolta delle figurine di quando eravamo ragazzini. 

Le regole per partecipare all'evento, tutte impostate sul bon ton,  sono chiare: 
a) Si sorride sempre, non si fa polemica, non si litiga e non si fanno risse.  

b) Si entra, si saluta, si guardano le bacheche, si mangia e beve qualcosa e si esce fuori per far entrare gli altri, se c’è troppa gente. 





(foto da internet)

c) Ci sarà un tavolino su cui verranno appoggiati dei santini in ordine sparso, senza differenze tra partiti o sindaci. I partecipanti all'evento potranno prendere quello che vogliono e, se vogliono, potranno lasciarne altri, possibilmente mettendoli in ordine. 

d) Ci sarà una poltrona bianca su cui i vari candidati potranno farsi fotografare dentro una cornice così da rimanere per sempre impressi nell’evento.
e)  Chi lo desidera potrà farsi fotografare con i candidati presenti.
Meditate, gente, meditate.


p.s. cari chiodini vicini e lontani, siamo giunti alla fine dell'anno scolastico. Il nostro blog chiude per le vacanze estive. Torneremo on line, come sempre, a settembre. 
Buone vacanze!
















































mercoledì 15 maggio 2019

Uno scontrino da shock

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(foto da internet)

Due hamburger pagati come caviale, il caffè così eccezionale da pensare che sia sbarcato in aereo direttamente dal Brasile. Totale dell’esoso pasto per due visitatori in gita al Vaticano, ben 81,60 euro. La coppia, basita e furente, però poi ha postato lo scontrino dorato sui social ed è diventato l’ennesimo caso di «turisti spennati» a Roma, come raccontato anche dal sito Corriere della Città. Conto a dir poco salato, più simile a quello di un ristorante di lusso, che stando alla ricevuta risale al 9 maggio scorso, pagato nel Caffè Vaticano, poco distante da San Pietro. Un caffè già oggetto su Tripadvisor di numerose critiche proprio per i costi esorbitanti delle vivande più semplici. E ancora una volta i social si sono fatti eco della vergogna e hanno diffuso questo triste imbroglio. 

Roma, due hamburger e due cappuccini: 81 euro. E lo scontrino finisce sui social
(foto da www.corriere.it)

Nel dettaglio lo scontrino lascia poco spazio a dubbi: due hamburger per 50 euro, un caffè americano doppio (otto euro) e due cappuccini anche questi doppi (che in Italia poi è una definizione ben poco utilizzata) pagati ben 16 euro. Al conto si aggiunge il servizio al tavolo che varrebbe un più 10%, del valore di poco meno di 8 euro. Ed ecco il costo del pasto «frugale» di quasi cento euro dei due turisti, che probabilmente avrebbero speso in altro modo la cifra e che difficilmente si fideranno a mangiare ancora in un locale della Capitale.

Insomma... sembra proprio il caso di dire... Attenti al lupo!


lunedì 13 maggio 2019

Le Rampe del Poggi



(foto da internet)

Sono state ristrutturate a Firenze le Rampe di Giuseppe Poggi (vedi>>), e cioè la via in stile neo-manierista costruita dall’architetto fiorentino che da Porta San Niccolò porta al piazzale Michelangelo
La presentazione delle nuove Rampe sarà festeggiata sabato 18 maggio con un grande evento articolato lungo l’arco dell’intera giornata, dalle 16 alle 23, con una folta serie d’iniziative gratuite nel rione di San Niccolò. Il restauro, curato dal Comune di Firenze, è stato finanziato dalla Fondazione CR Firenze nell’ambito dei progetti Art Bonus e ha riportato le Rampe all’idea originaria dell’architetto Giuseppe Poggi, artefice della rivoluzione urbanistica di Firenze nel periodo in cui fu capitale d’Italia. 




(foto da internet)

Si è realizzato, a tempi di record in soli 225 giorni di lavoro, un nuovo impianto idrico, basato su pozzi artesiani, per ridare vita alle cascate e alle vasche sovrastanti piazza Poggi, si sono consolidate delle parti in distacco, e si è proceduto a sigillare delle fessure, ad impermeabilizzare delle vasche, a sostituire dei materiali lesionati e a ripristinare della vegetazione prevista in origine (ninfee, edera, begonie, iperico). 
Le Rampe hanno una superficie di 6.700 metri quadrati e furono realizzate tra il 1872 (l'anno successivo al trasferimento della Capitale da Firenze a Roma) e il 1876. 



(foto da internet)

Finora le Rampe erano coperte dalla fitta vegetazione, rovinate dal tempo e dalle intemperie, prive dei loro giochi d’acqua e poco conosciute per questo anche da molti fiorentini.
Il programma di sabato 18 maggio prevede una serie di spettacoli teatrali, di musica dal vivo, di circo contemporaneo e laboratori didattici per i più piccoli, senza dimenticare le visite guidate alla Rampe restaurate e agli splendidi Giardini dell’Iris e delle Rose, per finire con un grande spettacolo serale con giochi di luci, suoni, colori.

venerdì 10 maggio 2019

Il negro bianco



(foto da internet)

Fausto Leali è stato un grande cantante italiano degli anni '60; grazie alla sua voce roca e aggressiva, molto black, in netto contrasto con gli schemi della melodia italiana di quegli anni, Leali fu soprannominato il Negro bianco.
Iniziò la sua attività musicale come cantante solista in alcuni gruppi di Brescia, la sua città natale. Poco tempo dopo, con un gruppo di Alessandria, I Novelty, incise i primi 45 giri, tra i quali due cover dei BeatlesPlease please me e Lei ti ama (She loves you).
Fausto Leali conobbe un grosso successo di pubblico nel 1967 con la canzone A chi (versione italiana di Hurtuna canzone americana di Roy Hamilton, lanciata negli Stati Uniti da Timi Yuro). 
Interpretò magistralmente il brano Senza luce, versione italiana del singolo di Procol Harum (A Whiter Shade of Pale), già cantato con successo dai Dik Dik
Nel 1969 conobbe un altro importante successo con la canzone Solo lei
Dopo un periodo d'ombra, tornò alla ribalta nel 1976 con Io camminerò scritta da Umberto Tozzi portandola ai primi posti della Hit Parade e, nel 1980, con una particolarissima versione di Malafemmena , la celebre canzone scritta da Totò.




(foto da internet)

Partecipò varie volte al Festival di Sanremo, con discreti piazzamenti: nel 1987 guadagnò un quarto posto con Io amo e l'anno dopo ottenne un quinto posto con Mi manchi.
Nel 1989, assieme con Anna Oxa, vinse il festival con la canzone Ti lascerò.
Nel 2006 pubblicò un originalissimo album intitolato Profumo e kerosene (vi proponiamo la sua originale versione di Non Credere, scritta da Mogol e resa celebre da Mina) dove sono presenti 10 brani inediti con un particolare sound.
Vi lasciamo con due chicche: la prima è la bellissima canzone Un'ora fa, del 1969, e la seconda è la particolarissima Angeli negri, versione italiana di Angelitos negros dell'indimenticabile Antonio Machín.



mercoledì 8 maggio 2019

Il falso cibo Made in Italy

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(foto da internet)
Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell'ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dall'analisi Coldiretti e Filiera Italia in occasione dell'apertura di Tuttofood, la World Food Exibition che si svolge alla Fiera di Milano fino a domani, 9 maggio. Gli ultimi casi più eclatanti di falso Made in Italy a tavola sono stati svelati con l'anteprima della mostra su «L'inganno del falso Made in Italy nel piatto». Un fenomeno che rischia di moltiplicarsi con le nuove guerre commerciali a partire dai dazi Usa nei confronti dell'Unione Europea (e della Cina). A far esplodere il falso, che ruba all' Italia trecentomila posti di lavoro, è stata paradossalmente la «fame» di Made In Italy all'estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come dimostra l'embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato, dal salame Italia alla mozzarella `Casa Italia´, dall'insalata `Buona Italia´ alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati nel Paese di  Putin. 

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(foto da internet)

A preoccupare è ora - continuano Coldiretti e Filiera Italia - l’emergere di misure protezionistiche e la chiusura delle frontiere a partire dalla minaccia di Trump che mettere i dazi sui prodotti europei con la pubblicazione di una black list dei prodotti europei da colpire per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. 
Basta pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa - sottolinea la Coldiretti - sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l’olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano, senza dimenticare i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Un pericolo che - precisano Coldiretti e Filiera Italia - riguarda anche la Brexit poiché nel caso di uscita della Gran Bretagna senza accordo con l’Unione Europea non sarebbe garantita la stessa tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che, senza protezione europea, rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. Basta pensare ai casi, smascherati in passato in Gran Bretagna, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai wine kit o ai parmesan kit.
(foto da internet)

Nonostante il record fatto segnare nelle esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi, oggi più di due prodotti di tipo italiano su tre venduti nel mondo sono falsi con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall'Australia.

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(foto da internet)

In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi, a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, oltre al Barbera bianco prodotto in Romania e al Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense sono invece solo alcuni esempi delle contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più prestigiosi.

lunedì 6 maggio 2019

Il Calendimaggio



(foto da internet)

Il Calendimaggio in origine era le kalendae, dal latino kalare (annuncio): per i romani indicava l'annuncio delle festività che il Pontefice Massimo dava ogni primo del mese. Queste feste consistevano in lunghe processioni nei campi e riti propiziatori alle divinità agresti.
In era cristiana, e ancora tutt'oggi, tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio avvengono le rogazioni, e cioè le processioni religiose lungo le strade di campagna, un auspicio del mondo contadino per i raccolti della nuova stagione.
La festa del Calendimaggio è, quindi, l'annuncio della rinascita della natura dopo i rigori dell'inverno, l'auspicio ad un buon raccolto, e in un certo senso anche il segno della rinascita dell'uomo, la vittoria della luce sul buio. 


(foto da internet)

Il primo maggio rappresentava il passaggio dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del nuovo raccolto: una nottata bene augurante per la nuova stagione.
In Italia si tengono due manifestazioni molto interessanti in questo periodo: Il Calendimaggio di Assisi e il cosiddetto cantar maggio.
Il Calendimaggio di Assisi è una rievocazione storica della città di Assisi che si svolge il giovedì, venerdì e sabato della prima settimana di maggio. Con costumi medievali, dame e cavalieri si cantano serenate, si passeggia per le vie della Città riccamente decorate di fiori, bandiere e, durante la notte, illuminate di torce. In questa particolare cornice, spettacoli teatrali, canti, cori, concerti, danze, esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori, vedono gareggiare in una imponente sfida le due antiche fazioni medioevali di "Parte de Sopra" e "Parte de Sotto". 



(foto da internet)

L'origine della festa risale al 1927, quando cantori delle diverse cappelle cittadine si riunivano per cantare serenate, ispirandosi a consuetudini dei tempi andati.
Sospesa durante la seconda guerra mondiale è stata ripresa nel 1947 assumendo la struttura che tuttora conserva. La Città si divide in Parte de Sopra e Parte de Sotto, ed entrambe gareggiano per la conquista del Palio. La divisione riecheggia le lotte che videro le due fazioni contendersi il potere sulla città tra il XIV e il XVI secolo. La disfida cortese di oggi è basata invece su un confronto in cui conta, per l'esito della gara, la bravura dei cori, la riuscita dei cortei in costume e la perizia nel rappresentare scene di ambientazione medievale. La preparazione dell'evento comincia diversi mesi prima, con l'ideazione, la ricerca e la documentazione in archivio e in biblioteca per la ricostruzione del Medioevo Assisano


(foto da internet)

E' il Medioevo infatti il contenitore temporale del gioco che coinvolge per tre giorni gli abitanti di Assisi; ecco quindi un garage divenire bottega d'artigiano, una via trasformarsi in mercato, fondi e piazzette diventare cucina o taverna. La musica accompagna ogni tappa del Calendimaggio, e la sfida dei cori polifonici in Piazza del Comune è il momento culminante dell'inno che le parti rivolgono alla primavera. Il Cantar maggio, invece, è un rito folklorico molto diffuso nelle campagne umbre e toscane. Esso si ripete da secoli nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, quando gruppi di ragazzi e ragazze vanno di casa in casa a cantar maggio, annunciando l’arrivo della bella stagione.


(foto da internet)


maggiaioli, o maggerini, gente allegra e colorata,  indossano cappelli e fiori di carta, portano la chitarra a tracolla e la fisarmonica in mano. La squadra è capitanata dal poeta, al quale spetta il compito di improvvisare la richiesta di permesso ai padroni di casa, rigorosamente in ottava rima, così come il ringraziamento al momento del saluto. Altre due figure si distinguono dal coro: l’alberaio – che porta l’albero, simbolo della natura che si risveglia, solitamente rappresentato da una pianta di alloro decorata con i fiori – e il corbellaio, colui che porta il cesto (un corbello) nel quale si raccolgono le eventuali offerte.
Proprio in base a come vengono accolti, i maggiaioli intonano il loro canto, di buon auspicio o di mala sorte. Eccone uno:

"se al panier l'ovo portate
pregherem per le galline
che da volpi e da faine
non vi siano molestate"

ma se il contadino non ha offerto nulla,
gli si canterà:

"v'entrasse la volpe nel pollaio
e vi mangiasse tutte le galline
v'entrassero i topi nel granaio
e vi muffisse il vin nelle cantine
v'entrassero i topi nel granaio
e vi morissero le bestie vaccine
un accidente al padre e uno alla figlia
e un accidente a tutta la famiglia.


Vi auguriamo un buon mese di maggio e vi lasciamo con l'interpretazione della canzone da parte del Canzoniere Internazionale (vedi>>).

venerdì 3 maggio 2019

I pastafariani


(foto da internet)

ll pastafarianesimo (Flying Spaghetti Monsterism o Pastafarianism in inglese) è una religione fondata dal fisico americano Bobby Henderson, per protestare contro la decisione del consiglio per l'istruzione del Kansas di insegnare il creazionismo nei corsi di scienze come un'alternativa alla teoria dell'evoluzione.
In una lettera aperta, Henderson professò di credere in un creatore sovrannaturale molto somigliante a degli spaghetti con le polpette! Sostenne, altresì, che la sua teoria era altrettanto valida quanto quella del disegno intelligente e chiese che le venissero dedicate un numero pari di ore di lezione in classe. Henderson battezzò la propria teoria Pastafariana, una sincrasi di pasta e Rastafarianesimo



(foto da internet)

Questa religione ha avuto larga diffusione su Internet riunendo molti seguaci del Prodigioso Spaghetto Volante, che si fanno chiamare, appunto, pastafariani e rivendicano di essere stati toccati dalla sua spaghettosa appendice (in inglese His Noodly Appendage). Attualmente è religione riconosciuta in alcuni stati americani.
La matrice provocatoria di questo fenomeno lo porta ad essere inquadrato come movimento sociale o filosofia più che come vera religione. Insomma, una presa in giro delle religioni ufficiali per metterne in luce le contraddizioni, ma priva della dignità di religione vera e propria.


(foto da internet)

La Chiesa Pastafariana Italiana è nata ufficialmente il 12 marzo 2012 a Roma e ha posto varie sedi sul territorio nazionale (denominate Pannocchie) gestite dai Frescovi locali, che organizzano periodicamente degli eventi.
Il 20 luglio 2014, è stato celebrato il primo matrimonio in Italia con rito pastafariano. La Chiesa pastafariana italiana ha organizzato sette raduni nazionali e sta raccogliendo adesioni per chiedere il riconoscimento ufficiale dallo Stato.
Nel 2016, il Concistoro della Chiesa pastafariana italiana si è riunito ed ha proclamato Scialatella Piccante Emanuela Marmo, vale a dire la Pappessa della Chiesa pastafariana italiana.




(foto da internet)

Nel 2017 i pastafariani italiani hanno aderito alla campagna internazionale EndBlasphemyLaws che chiede l’abolizione del reato di blasfemia, lanciando l'iniziativa Dioscotto: essa consiste in un cartellone di eventi volti a promuovere e tutelare artisti considerati blasfemi, nonché a raccogliere fondi per dare sostegno finanziario e consulenza legale alle persone denunciate per blasfemia o vilipendio della religione.
I Pastafariani italiani iscritti al Registro Online sono più o meno 10mila. 
In Italia, secondo la Pappessa Marmo, ci sono migliaia di fedeli pronti a credere nel Prodigioso Spaghetto Volante...
O tempora...








mercoledì 17 aprile 2019

Le voci di un popolo

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(foto da internet)

Lunedì scorso abbiamo avuto il piacere di presentare alla EOI di Sagunt l'antologia di poeti valenzani Le voci di un popolo, Edizioni dell'Orso. Le poesie sono state tradotte in italiano dal nostro chiodino Gianpiero Pelegi, Dionís Martínez, presente nell'antologia sia come poeta che traduttore, e da Giuseppe e Valentina Zirilli. 
Si è scelto di fare questa antologia, perché negli ultimi anni il pubblico italiano ha avuto modo di avvicinarsi anche al variegato mondo della poesia grazie alla pubblicazione di testi di poeti fondamentali della letteratura catalana moderna e contemporanea, dove, però, la poesia valenzana è scarsamente rappresentata. L'obiettivo principale dell'antologia è colmare, almeno in parte, questa importante lacuna e far conoscere al pubblico italiano il caleidoscopico mondo della poesia valenzana. 
Gli autori, nel 2016, avevano già presentato un libro di poesie di Andres Vicent Estellés, il poeta più noto del panoramo poetico valenzano La gioia della strada. Le voci di un popolo. Antologia di poeti valenziani
(foto da internet)

L'antologia di poeti valenzani deve il titolo proprio ai famosi versi di Estellés: 
Assumiràs la veu d'un poble/ Porterai su di te la voce di un popolo. 
E si prefigge di dar a conoscere al pubblico italiano alcune voci poco note in Italia. Gli autori ricordano che non si tratta di un inventario della poesia valenzana moderna e contemporanea, ma vuole rappresentare un primo approccio a poeti, a volte distanti tra loro, a cavallo tra il XX e XXI sec., che testimoniano un'altra espressione di una cultura tutta da scoprire.

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(foto da internet)

Poi abbiamo letto alcune poesie con la traduzione a fronte in italiano e abbiamo goduto della lettura delle poesie, fatta da professori e studenti della EOI dei dipartimenti di valenzano e italiano, con musica di sottofondo, grazie alla cortesia di una studentessa musicista che ha amenizzato la lettura con il rabab. 
La presentazione dell'antologia è stata una delle tante attività presenti alla EOI di Sagunt durante la settimana culturale, dal 15 al 17 aprile, con l'intenzione di avvicinare lo studio di una lingua alla cultura di cui le lingue sono portatrici. 

È stato un vero piacere!
Vi auguriamo una Buona Pasqua e ci rivediamo online il prossimo 3 maggio!