Qualsiasi scusa è buona per andare in Sicilia: oggi, però, ve ne offriamo due molto originali.
La prima è, senza dubbio, per gli amanti degli ofidi; nell'isola, infatti, vive tuttora il boa delle sabbie (Eryx jaculus), che, detto così, fa rabbrividire.
Si tratta, invece, di un serpente innocuo appartenente alla famiglia Boidae. Il serpente boa delle sabbie (siciliano) è di media taglia, ed è lungo da 30 a 60 cm.; è pigro e trascorre le ore diurne in rifugi scavati nel terreno sabbioso. Proprio grazie al suo comportamento così schivo, è riuscito a sfuggire, per secoli, alla vista di ricercatori e ofiologi.
Si nutre, perlopiù, di lucertole, topi e lumache. Vive in Nord Africa, in Medio Oriente, nell'Asia minore e nell'Europa orientale.
La seconda, invece, è per gli amanti della Cultura Classica (ma non solo): il nome scientifico del sopraccitato serpente deriva da Erice (Eryx), una montagna a est di Trapani, nella cui sommità si erge l'eponima città.
L'attuale cittadina di Erice, considerata una delle perle della Sicilia, dista 15 km da Trapani, ed è raggiungibile con una comodissima funivia.
E' a 750 m. sul livello del mare, e si trova in una splendida posizione panoramica. La città si è affermata come una delle principali mete turistiche siciliane.
Tornando al serpente, la sua presenza è stata accertata, però, nella parte meridionale della Sicilia, nel territorio di Licata, in provincia di Agrigento. La sua introduzione viene attribuita agli antichi Greci, che abitarono a lungo nella zona.
(Ad Ana e Mariló, con affetto)








