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lunedì 20 gennaio 2020

Il Molise



(foto da internet)

Il New York Times ha recentemente stilato un elenco di 52 luoghi da visitare nel 2020:  al primo posto c'è la capitale Washington, poi, ad esempio, vi possiamo trovare la Groenlandia o il Tagikistan. Per l'Italia, insieme alla Sicilia, dove molti americani vanno a ritrovare le loro origini, fanno spicco il Molise e Urbino.

Negli ultimi anni il flusso dei turisti statunitensi in Italia è aumentato. Solo nel 2018, secondo le stime Istat, gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 5,7 milioni (+15,7% rispetto al 2017), mentre le presenze hanno raggiunto i 14,5 milioni (+14,9%). Secondo le stime della Banca d'Italia, nel 2018 gli statunitensi in Italia hanno speso oltre 5 miliardi di euro (+12,1% rispetto al 2017).




(foto da internet)

Come abbiamo detto poc'anzi, tra le segnalazioni che riguardano il nostro Paese, troviamo il Molise, una delle regioni più bistrattate d'Italia, che si prende, in questo modo, una notevole rivincita. Il quotidiano americano segnala che neanche gli italiani la conoscono e ne parla come uno degli angoli più spettacolari della penisola, con la costa di Termoli, i siti archeologici di Saepinum (in provincia di Campobasso) e le montagne di Campitello Matese. Il New York Times consiglia di girarla in treno, ad esempio usando la tratta tra Sulmona (in Abruzzo) e la molisana Isernia, con la cosiddetta "Transiberiana d'Italia".




(foto da internet)


ll Molise è una terra ricca di tesori nascosti, e il viaggio può iniziare da Isernia, la capitale dei sanniti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la parte antica di Isernia andò in parte distrutta. Oggi è possibile visitare la zona bassa, in cui fanno spicco la Fontana Fraterna e la Cattedrale nota con il nome di La Madonna della Luce.
Nell’entroterra, il Molise offre una natura selvaggia e incontaminata. Vale la pena visitare la stupenda Riserva di Montedimezzo. Si trova nell’Appenino Molisano, e dal 1977 fa parte del programma Unesco MAB. La flora e la fauna del posto si sono mantenute e non sono state intaccate dall’uomo.





(foto da internet)



(foto da internet)

Da lì si può far visita a Campitello Matese, che si trova nell’Appennino Molisano. È tra le mete turistiche invernali predilette dagli italiani.
Da non dimenticare il siti archeologico di Saepinum che si trova in provincia di Campobasso.
Per chi ama il mare Termoli è, ad esempio, una rinomata località balneare, con le famose spiagge di Rio Vivo e  di Sant’Antonio. A Termoli si può ammirare il Borgo Vecchio, dove si erge il Castello Svevo.
Un altro angolo incantevole è Marina di Petacciato che conserva ancora un certo fascino selvatico di natura incontaminata.




(foto da internet)

La gastronomia molisana è assai ricca: fra gli antipasti,  consigliamo i formaggi e i salumi tipici: in particolar modo i formaggi dei comuni di Carovilli, Vastogirardi e Agnone.
Il primo piatto per eccellenza, preparato a mano, sono i cavatelli, di soliti conditi con un sugo di carne o di verdure. In Molise il guanciale è un ingrediente base della cucina e lo potrete trovare anche nei secondi piatti. 




(foto da internet)


Da provare il tartufo e la salsiccia di fegato. Per i dolci, vi consigliamo i panzerotti con ripieno al mosto cotto e il famoso sanguinaccio.
Le 52 località scelte dal New York Times sono una miscellanea interessante per farsi un'idea del punto di vista statunitense sul turismo. In Europa ci sono mete scontate come Minorca o, appunto, la Sicilia, ma salgono Paesi come la Slovenia o la Romania. E non può mancare Parigi: è al 31° posto; ma per gli americani è ancora la città romantica per eccellenza. Ma, almeno per il 2020, anche il Molise può vantare di entrar a far parte del top turistico a stelle e a strisce.




mercoledì 27 novembre 2019

Viaggio Sicilia EOI Sagunt

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(foto da internet)

Quest'anno il dipartimento d'italiano della EOI Sagunt ha deciso di organizzare nel periodo di Fallas 2020 un viaggio culturale-linguistico in Sicilia, meta privilegiata del turismo nazionale ed internazionale, crocevia di culture, di cui si ha testimonianza nella ricchezza e varietà di monumenti da visitare.

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(foto da internet)

Condividiamo con tutti i chiodini il nostro prossimo viaggio e le sue innumerevoli risorse. 


lunedì 25 novembre 2019

La corsa di Anghiari



(foto da internet)

Il 29 giugno si corre ogni anno nella cittadina toscana di Anghiari,  in provincia di Arezzo, il Palio della Vittoria, Si tratta di una gara di 1.440 metri, con arrivo in salita, per ricordare la battaglia in cui le truppe dei Visconti furono sconfitte dai fiorentini. 
La corsa ammette di tutto:  trattenute e spintoni e poi via di gran corsa in ripida salita. Il Palio della Vittoria ricorda la Battaglia di Anghiari, combattuta nel 1440 e punto di arrivo per definire i confini della Toscana di allora. In campo ci sono i Comuni alleati con Firenze come Venezia, e i Comuni nemici come Milano, guidato dalle truppe dei Visconti. Oggigiorno, non si combatte più con i cavalli, le lance e le armature. Si corre invece, per circa 1.500 metri, con partenza dalla Maestà della Vittoria fino in piazza Baldaccio, finale con ascesa al 18%! Ogni Comune può schierare fino a un massimo di cinque atleti (sei per quello che ha vinto l’ultima edizione). 

                                 (foto da internet)

La gara ha regole tutte sue. L'età minima dei partecipanti è di 18 anni. L'iscrizione è gratuita con comprensiva cena del Ringraziamento lungo le mura cittadine, illuminate e affascinanti, allestite per ospitare ottocento commensali. Gli atleti ricevono una pettorina e vengono scortati dagli armigeri fino alla linea di partenza. Ammesse le trattenute e le spinte (con l’intento di gettare i nemici direttamente nei fossi), ammesso anche il gioco di squadra. Vince il Palio non chi è più veloce, ma chi è più organizzato, chi sa sfruttare meglio la strategia del gruppo. Ci sarà dunque chi avrà il compito di difendere i compagni più veloci e più agili, permettendo loro di arrivare in testa. La gara in sé dura meno di dieci minuti. La partenza viene data al crepuscolo e gli atleti cercano subito di togliersi la pettorina per evitare di essere trattenuti e rallentati. 



(foto da internet)

Il Comune vincitore riceverà il Palio, un drappo di tessuto prezioso quest’anno opera di un artista prescelto ogni anno. La Battaglia di Anghiari resta viva nella storia grazie agli affreschi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Vi si celebra il successo di Firenze sulle truppe viscontee guidate dal Piccinino
Fu Niccolò Machiavelli, nel ruolo di Segretario della Cancelleria fiorentina, a sottoscrivere l'atto con cui fu commissionata a Leonardo la rappresentazione della battaglia. L’artista vi mise mano nel 1503, ma il tentativo di applicare la tecnica ad encausto si rivelò fallimentare ed il colore della parte superiore del dipinto, invece di essere fissato dal calore del fuoco, si sciolse e colò e il pittore abbandonò l'opera. La ristrutturazione della sala fu condotta da Giorgio Vasari

sabato 26 ottobre 2019

Le Marche: Best in Travel





(foto da internet)



Best in Travel è la pubblicazione dell'australiana Lonely Planet che ogni anno mappa il meglio tra destinazioni sconosciute e mete che vale la pena riscoprire e racconta trenta luoghi, equamente divisi tra Paesi, città, regioni. Per ogni edizione le destinazioni vengono selezionate dai collaboratori delle guide sparsi in tutto il mondo. Quest'anno,  le Marche sono al secondo posto della lista delle regioni in tutto il mondo che il prossimo anno meritano una visita.  Il Presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha accolto con grande soddisfazione e orgoglio il significativo riconoscimento concesso da Lonely Planet che colloca le Marche, unica regione italiana presente nella graduatoria, al secondo posto tra le dieci più importanti mete turistiche mondiali consigliate per il 2020. 

Purtroppo, l'Italia non compare in nessun altra classifica della prestigiosa pubblicazione che stila, ogni anno, un lungo elenco dedicato esclusivamente 10 paesi, 10 regioni, 10 città e 10 destinazioni convenienti.




(foto da internet)

Ma che cosa c'è da vedere nelle Marche? A dir il vero, questa Regione sembra un po' tagliata fuori dai circuiti turistici tradizionali, ma ha tali tesori nascosti che ha giustamente occupato un posto di rilievo nella suddetta guida.
Le Marche si affacciano sul Mare Adriatico al centro dell’Italia e già dal nome lasciano intendere le numerose anime che le popolano. Dal mare alle montagne, dagli antichi borghi alle città d’arte, questa regione invita a muoversi senza fretta, alla scoperta di un paese diverso.
Il viaggio nella Marche può iniziare dalla stupenda Urbino, città UNESCO e patria di Raffaelloun gioiello unico al mondo, emblema del Rinascimento italiano e, dal 1998, vanta con il centro storico patrimonio dell’umanità UNESCO. Vi si può ammirare lo splendido Palazzo Ducale dimora di Federico da Montefeltro, oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche che ospita una delle più belle ed importanti collezioni d’arte del Rinascimento italiano con opere di Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Tiziano e Melozzo da Forlì.



(foto da internet)

Nei pressi di Urbino, vale la pena visitare Gradara con il castello e il borgo fortificato che rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia. La Rocca, posta su una collina a 142 metri sul livello del mare, è conosciuta per la storia d’amore di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, resa immortale dai versi del Canto V dell’Inferno di Dante. Il torrione principale, si innalza per trenta metri, dominando l’intera vallata.
Il nostro itinerario ci porta a Pesaro, la città di Rossini. È una delle città più animate delle Marche.  Uno dei simboli della città è la suggestiva scultura contemporanea la Palla di Pomodoro, una sfera di bronzo realizzata nel 1998 dallo scultore Arnaldo Pomodoro che è antistante il mare.


(foto da internet)


Pesaro è una città di mare, ha sette chilometri di spiaggia sabbiosa e più di cento strutture di accoglienza turistica, con un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. 
Pesaro è anche la città della musica grazie al suo più illustre concittadino Giochino Rossini che qui nacque e vi rimase molto legato tanto da lasciare, alla sua morte, una somma per istituire il Conservatorio Rossini, una delle scuole di musica più prestigiose d’Italia.
Proseguiamo verso il Monastero di Fonte Avellanaricordato anche da Dante nell’XXI Canto del Paradiso. Questo antico eremo, nascosto tra le colline e le montagne, si trova ai piedi del Monte Catria ed è racchiuso in una conca avvolta da ampie faggete.




(foto da internet)

Andando verso sud, troveremo la Riviera del Conero, che è  il tratto di costa che va dal porto della città di Ancona  fino a quello di Numana. La Riviera del Conero offre un mare cristallino, delle spiagge sovrastate dal Monte Conero, caratterizzate dal colore verde argenteo che sprofonda nel blu del mare. È ricca di insenature e piccole spiagge, rocciose o sassose.
È costellata da borghi suggestivi che vantano storie greche, picene e romane come Sirolo e Numana, e da baie spettacolari come quella di Portonovo.
È la volta di Fabriano, nota in tutto il mondo come la città della carta. Fabriano ha tutt'oggi delle cartiere che producono principalmente carta da banconote ma che una volta era famosa per i fogli da disegno F4. Nel Museo della Carta e della Filigrana, è possibile percorrere il viaggio storico della carta, partendo dalla fabbricazione a mano della carta fino ad arrivare all’esposizione delle filigrane.
A Fabriano, si produce il rinomato salame omonimo, 
Proseguendo il viaggio, punteremo su Loreto, la culla della spiritualità marchigiana, che deve la sua fama al Santuario, che ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Un ricco e sontuoso recinto marmoreo riveste la Santa Casa e fu progettato dal Bramante.




(foto da internet)

Per gli amanti della speleologia consigliamo le Grotte di Frasassi uno dei complessi ipogei più grandi d’Europa che si trovano all’interno del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi dove è possibile ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia.
Continuiamo il nostro viaggio a Jesi, città di storia, arte e cultura ubicata in mezzo alle colline. la città ha visto nascere Federico II di Svevia nel 1194 e il compositore Giovanni Pergolesi nel 1710. È circondata da una cinta muraria fra le meglio conservate della regione, con sei porte, torrioni e cortine coronate da beccatelli, ha il titolo di Città esemplare  Unesco per la capacità di preservare un patrimonio secolare architettonico, artistico e culturale altamente suggestivo.






(foto da internet)

Il nostro tour ci conduce ad Ascoli Piceno, una città incantevole. La sua famosa Piazza del Popolo viene considerata una delle piazze più belle d’Italia. Di forma rettangolare è delimitata dalla poderosa facciata del Palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti di gusto liberty e dalle gotiche forme della Chiesa di San Francesco, al quale è addossata la Loggia dei Mercanti.
Da assaggiare la rinomata oliva ascolana, piatto di street food che più rappresenta questa città e l’anisetta, un liquore a base di anice verde, tipica di questa zona.
Ci dirigiamo a Fermo, una città rinascimentale con la Piazza del Popolo, dove si trova il cinquecentesco Palazzo dei Priori, che ospita la Pinacoteca Civica e la Sala del Mappamondo, fulcro della splendida Biblioteca Civica Romolo Spezioli. Il mappamondo manoscritto del 1713 è un’opera dell’abate Moroncelli rivestita in carta di Fabriano. 
Il nostro viaggio finisce a Recanati, un borgo letterario in cui 
nacque Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani della letteratura italiana.




(foto da internet)

Situata al centro della regione, in una posizione strategica, tra costa e l’entroterra, Recanati  offre al turista un ampio panorama dei luoghi leopardiani come la piazzetta Sabato del Villaggio, su cui si affacciano il settecentesco Palazzo Leopardi, casa natale del poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000 volumi e la Casa di Silvia; il Colle dell’Infinito, la sommità del Monte Tabor e la Torre del Passero Solitario, ubicata nel cortile del chiostro di Sant’Agostino.
Buon viaggio!

venerdì 11 ottobre 2019

Ragusa ad ottobre



(foto da internet)


Ragusa, in dialetto siciliano Raùsa è il capoluogo più meridionale d'Italia. La città è chiamata È chiamata la "città dei ponti", per la presenza di tre strutture molto pittoresche e di valore storico. Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell'intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull'altopiano, dall'altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell'antica città e ricostruita secondo l'antico impianto medioevale.
Ragusa è uno dei luoghi più importanti per la presenza di testimonianze d'arte barocca, come le sue chiese ed i suoi palazzi settecenteschi.
Le campagne attorno alla città sono plasmate dal duro lavoro dei contadini, in un paesaggio frastagliato dai muretti a secco.




(foto da internet)

Il suo territorio si estende tra le alture e le vallate degli Iblei, padroni incontrastati dell’entroterra ragusano, caratterizzato da profondi canyon scavati dalle acque dei torrenti, in un’equilibrata alternanza tra alte scogliere e i lunghi litorali di sabbia finissima.
Nella provincia di Ragusa, vanno segnalate le località di  Modica, Scicli e Ispica, in cui si possono osservare le pregevoli architetture e la particolare pietra di tufo che esalta i decori che ornano piazze, chiese e palazzi. 
La storia della città comincia quando i Siculi stabilirono i loro insediamenti in questa terra, per continuare con la Magna Grecia, l’epoca romana e le altre dominazioni che hanno influenzato l’arte e la cultura della Sicilia.
Ad ottobre, perdersi nei vicoli di Ragusa Ibla, significa  rivivere l’emozione di luoghi resi celebri dai romanzi di Camilleri e dalla fiction tv Il commissario Montalbano (vedi>>), ma soprattutto immergersi nella magia degli artisti di strada. La città, infatti, ospiterà dal 10 al 13 ottobre la kermesse Ibla Buskers, che radunerà fra le strade e le piazze i più famosi ed eccentrici performers a livello internazionale. 



(foto da internet)

La sera, a partire dalle ore 20, la fantasia e la creatività saranno protagoniste. Ogni anno la manifestazione attira una media di 60mila visitatori, tra cui fanno spicco i turisti tedeschi e francesi che si recano in questa regione. 
Oltre all'iniziativa sopraccitata, si possono ammirare le botteghe del carretto siciliano, dove ogni singolo pezzo di legno decorato dai maestri falegnami che si tramandano quest’arte di padre in figlio rappresenta una leggenda o una storia legata alle famiglie nobili del territorio, alle grandi battaglie dei tempi antichi, alle gesta dei paladini e degli eroi. E ancora ci sono le botteghe dei pupi siciliani, alcuni dei quali, solitamente i più antichi, non sono neppure in vendita. 





(foto da internet)


In città si può ammirare il Duomo di San Giorgio che ne è il cuore scenografico, si può continuare la visita della città visitando lo splendido Giardino Ibleo, da cui si gode anche un bellissimo panorama della valle che circonda Ragusa. 
Fra gli antichi palazzi aristocratici merita una visita lo splendido palazzo settecentesco La Rocca, con i suoi balconi finemente decorati. 
Buon viaggio!

lunedì 6 maggio 2019

Il Calendimaggio



(foto da internet)

Il Calendimaggio in origine era le kalendae, dal latino kalare (annuncio): per i romani indicava l'annuncio delle festività che il Pontefice Massimo dava ogni primo del mese. Queste feste consistevano in lunghe processioni nei campi e riti propiziatori alle divinità agresti.
In era cristiana, e ancora tutt'oggi, tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio avvengono le rogazioni, e cioè le processioni religiose lungo le strade di campagna, un auspicio del mondo contadino per i raccolti della nuova stagione.
La festa del Calendimaggio è, quindi, l'annuncio della rinascita della natura dopo i rigori dell'inverno, l'auspicio ad un buon raccolto, e in un certo senso anche il segno della rinascita dell'uomo, la vittoria della luce sul buio. 


(foto da internet)

Il primo maggio rappresentava il passaggio dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del nuovo raccolto: una nottata bene augurante per la nuova stagione.
In Italia si tengono due manifestazioni molto interessanti in questo periodo: Il Calendimaggio di Assisi e il cosiddetto cantar maggio.
Il Calendimaggio di Assisi è una rievocazione storica della città di Assisi che si svolge il giovedì, venerdì e sabato della prima settimana di maggio. Con costumi medievali, dame e cavalieri si cantano serenate, si passeggia per le vie della Città riccamente decorate di fiori, bandiere e, durante la notte, illuminate di torce. In questa particolare cornice, spettacoli teatrali, canti, cori, concerti, danze, esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori, vedono gareggiare in una imponente sfida le due antiche fazioni medioevali di "Parte de Sopra" e "Parte de Sotto". 



(foto da internet)

L'origine della festa risale al 1927, quando cantori delle diverse cappelle cittadine si riunivano per cantare serenate, ispirandosi a consuetudini dei tempi andati.
Sospesa durante la seconda guerra mondiale è stata ripresa nel 1947 assumendo la struttura che tuttora conserva. La Città si divide in Parte de Sopra e Parte de Sotto, ed entrambe gareggiano per la conquista del Palio. La divisione riecheggia le lotte che videro le due fazioni contendersi il potere sulla città tra il XIV e il XVI secolo. La disfida cortese di oggi è basata invece su un confronto in cui conta, per l'esito della gara, la bravura dei cori, la riuscita dei cortei in costume e la perizia nel rappresentare scene di ambientazione medievale. La preparazione dell'evento comincia diversi mesi prima, con l'ideazione, la ricerca e la documentazione in archivio e in biblioteca per la ricostruzione del Medioevo Assisano


(foto da internet)

E' il Medioevo infatti il contenitore temporale del gioco che coinvolge per tre giorni gli abitanti di Assisi; ecco quindi un garage divenire bottega d'artigiano, una via trasformarsi in mercato, fondi e piazzette diventare cucina o taverna. La musica accompagna ogni tappa del Calendimaggio, e la sfida dei cori polifonici in Piazza del Comune è il momento culminante dell'inno che le parti rivolgono alla primavera. Il Cantar maggio, invece, è un rito folklorico molto diffuso nelle campagne umbre e toscane. Esso si ripete da secoli nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, quando gruppi di ragazzi e ragazze vanno di casa in casa a cantar maggio, annunciando l’arrivo della bella stagione.


(foto da internet)


maggiaioli, o maggerini, gente allegra e colorata,  indossano cappelli e fiori di carta, portano la chitarra a tracolla e la fisarmonica in mano. La squadra è capitanata dal poeta, al quale spetta il compito di improvvisare la richiesta di permesso ai padroni di casa, rigorosamente in ottava rima, così come il ringraziamento al momento del saluto. Altre due figure si distinguono dal coro: l’alberaio – che porta l’albero, simbolo della natura che si risveglia, solitamente rappresentato da una pianta di alloro decorata con i fiori – e il corbellaio, colui che porta il cesto (un corbello) nel quale si raccolgono le eventuali offerte.
Proprio in base a come vengono accolti, i maggiaioli intonano il loro canto, di buon auspicio o di mala sorte. Eccone uno:

"se al panier l'ovo portate
pregherem per le galline
che da volpi e da faine
non vi siano molestate"

ma se il contadino non ha offerto nulla,
gli si canterà:

"v'entrasse la volpe nel pollaio
e vi mangiasse tutte le galline
v'entrassero i topi nel granaio
e vi muffisse il vin nelle cantine
v'entrassero i topi nel granaio
e vi morissero le bestie vaccine
un accidente al padre e uno alla figlia
e un accidente a tutta la famiglia.


Vi auguriamo un buon mese di maggio e vi lasciamo con l'interpretazione della canzone da parte del Canzoniere Internazionale (vedi>>).

mercoledì 3 aprile 2019

L'Italia viaggia in bici


L'Italia ama viaggiare in bicicletta. Boom del cicloturismo: +41% in cinque anni
(foto da www.repubblica.it)

C'è un'Italia che pedala e va sempre più avanti. Che attraversa terre senza inquinare e contribuisce ad arricchire il Paese, sia in termini economici che ambientali. E' l'Italia delle due ruote, dove sempre più viaggiatori si muovono in bicicletta: nel 2018 le presenze cicloturistiche rilevate tra strutture ricettive e abitazioni private ammontano infatti a 77,6 milioni, pari cioè all’8,4% dell’intero movimento turistico dello Stivale.  

E' un vero e proprio boom: si calcolano almeno 6 milioni di persone che hanno trascorso una vacanza utilizzando la bicicletta e i cicloturisti sono aumentati, dal 2013 ad oggi, del 41%. 

L'Italia ama viaggiare in bicicletta. Boom del cicloturismo: +41% in cinque anni
 (foto da www.repubblica.it)




In tempi in cui si cercano strategie per arginare l'avanzata del cambiamento climatico e sistemi per ridurre emissioni e inquinanti anche legati ai trasporti, in termini ambientali l'ascesa delle bici è dunque un vero toccasana. E lo è anche in chiave economica: i cicloturisti  generano un valore pari a 7,6 miliardi di euro all’anno. Cifra che porta a quasi 12 miliardi di euro il valore attuale di quello che è chiamato PIB, il Prodotto Interno Bici, ovvero il volume generato da chi si sposta a pedali, dalla produzione di bici sino alle ciclo-vacanze.


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(foto da internet)

Tutto questo è stato raccontato con orgoglio a Roma durante il BikeSummit2019 nel report realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente e con la partecipazione di Legambici. Focus del summit sono stati i dati sul cicloturismo italiano, ricordando come questo "potrebbe dare un contributo straordinario al turismo considerando il contesto paesaggistico e territoriale del Paese" e sottolineando che "è ancora troppo poco sviluppato". 

Secondo il Rapporto i turisti che ogni anno in Italia percorrono in bicicletta itinerari completi di cicloturismo sono circa 1,85 milioni, "mentre chi usa la bicicletta a destinazione – avendola al seguito, o noleggiandola sul posto – sono circa 4,18 milioni di persone" ricorda lo studio. 


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 (foto da internet)


A questi si aggiungono gli oltre 700.000 ciclisti urbani che usano ogni giorno la bicicletta sui percorsi casa-lavoro e che portano il totale a circa 6,73 milioni di persone. Anche a causa di un rete ciclabile insufficiente per ora, nonostante la crescita, in Italia non siamo ancora a livello di altre nazioni europee. Da noi  sono stimate circa 440 bici ogni mille abitanti, mentre nei Paesi Bassi o in Germania il rapporto è quasi di 1 a 1.


Tra le principali regioni di partenza dei cicloturisti "figurano diverse aree del Centro Sud (quasi un quinto dei cicloturisti dichiara di provenire dalla Campania, seguita da Lombardia e Lazio), mentre le principali destinazioni di soggiorno sono tutte collocate nell’area settentrionale del Paese (Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana). La Germania è, invece, il principale mercato estero di origine dei flussi interessati alla vacanza attiva, seguita da Francia, Stati Uniti e Regno Unito" spiega sempre il report.

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 (foto da internet)


L'Italia che pedala contribuisce come detto anche alla crescita economica: dal solo il settore produttivo della bicicletta arrivano 1,3 miliardi di euro l’anno, per oltre 1,7 milioni di pezzi venduti, con un export in crescita del 15,2% (dati 2017). Aumentano poi i fondi per implementare il sistema delle ciclovie italiane: "L’attuale governo ha infatti confermato la realizzazione e il finanziamento del sistema delle ciclovie con lo stanziamento di 361,78 milioni di euro per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, immaginata come  un’infrastruttura diffusa che promuove la mobilità dolce e il turismo sostenibile" spiegano i relatori del summit.  

Per fare sì che il cicloturismo funzioni però, ricordano i partecipanti, è necessario aumentare la sicurezza delle strade: "È urgente una riforma del Codice della Strada che preveda la definizione di strada ad alta intensità ciclistica per quelle strade secondarie a traffico promiscuo, più utilizzate da ciclisti che autoveicoli nelle strade minori, abbasandone i limiti di velocità e aumentandone la sicurezza di utilizzo per il cicloturismo".

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 (foto da internet)
"La strada è tracciata, ed è una ciclovia. Ora serve dotare il nostro Paese di un osservatorio per il cicloturismo in grado di produrre un flusso di dati che costituisca un valido supporto per le decisioni politiche e soluzioni concrete e produttive in modo da continuare con decisione e rapidamente il percorso di realizzazione delle infrastrutture avviato negli anni scorsi" chiosa il direttore generale di Legambiente.