Visualizzazione post con etichetta coronavirus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coronavirus. Mostra tutti i post

venerdì 8 maggio 2020

C'è come un dolore nella stanza





C'è come un dolore nella stanza


C'è come un dolore nella stanza, ed
è superato in parte: ma vince il peso
degli oggetti, il loro significare
peso e perdita.

C'è come un rosso nell'albero, ma è
l'arancione della base della lampada
comprata in luoghi che non voglio ricordare
perché anch'essi pesano.

Come nulla posso sapere della tua fame
precise nel volere
sono le stilizzate fontane
può ben situarsi un rovescio d'un destino
di uomini separati per obliquo rumore.

(da Documento, Amelia Rosselli) 

mercoledì 6 maggio 2020

Ma dobbiamo continuare...







Ma dobbiamo continuare
come se
non avesse senso pensare
che s'appassisca il mare.

(Da "La ballata di Rudi", Elio Pagliarani)

domenica 3 maggio 2020

Città d'estate







Città d’estate

O città, città, i tuoi mattini
Dileguanti cavalli in un brumo di paglie d’oro,
Il vino viola versato dalle cupole ardenti!

Stille di sete fumano via
Nei fiati allegri folti di voli,
Struggente grembo dell’aria,
La guglia s’arrende al solco della rondine.

(da Il cuore zoppo, Alfredo Giuliani)

giovedì 30 aprile 2020

43.



43.

sugli spalti si accendono migliaia di fiammelle tutti ti guardano tutti guardano tutti la sua musica la sentivamo come nostra una rottura delle regole del gioco ma forse si rompeva già prima all’interno di ciascuno la sua voce irriducibile come la tua alla rassegnazione per tutto ciò che di disumano ti circonda passando tra i corpi inquieti percorrendo quasi di corsa tutto lo spazio tornando indietro se una nuova vocalità può esistere deve essere vissuta da tutti e non da uno solo con tanta rabbia dentro di me sale la rabbia sorda che mi hai svegliato tu un mondo che non ho alzandomi in piedi mi raggiungevano folate di vento e di musica che sembravano arrivare direttamente dal centro del cielo noi inadeguati senza armi senza trappole con le candeline accese ora si sta avvicinando un gran temporale lampi all’orizzonte sul mare e sulla linea del bosco.

(da BLACKOUT E ALTRO, Nanni Balestrini)

lunedì 27 aprile 2020

Occhiali




Occhiali


Mi sono riadattato agli occhiali (che la patente, a me, rende obbligati, ormai,
in un paio solo di giorni: vedo tutto più netto: (ma niente mi è, per questo,
diventato migliore, in verità: un semaforo è sempre un semaforo, un marciapiede
è un marciapiede: e io sono sempre io, così)
(quanto al doloroso senso di capogiro,
vaticinato, con l’emicrania, da un Istituto Ottico di corso Buenos Aires, al quale
mi sono rivolto, questa volta, l’ho sperimentato e l’ho superato): (l’oculista
affermava che, con il tempo, io mi ero costruito una mia rappresentazione arbitraria
della realtà, adesso destinata, con le lenti, a sfasciarsi di colpo):
e ho potuto
sperare, per un attimo, di potermi rifare, a poco prezzo, una vita e una vista)


(da Segnalibro, Edoardo Sanguineti)

venerdì 24 aprile 2020

Non andartene...




Non andartene...

Non andartene,
non lasciare
l'eclisse di te
nella mia stanza.
Chi ti cerca è il sole,
non ha pietà della tua assenza
il sole, ti trova anche nei luoghi
casuali
dove sei passata,
nei posti che hai lasciato
e in quelli dove sei
inavvertitamente andata
brucia
ed equipara
al nulla tutta quanta
la tua fervida giornata.
Eppure è stata,
è stata,
nessuna ora
sua è vanificata.

(da Su fondamenti invisibili, Mario Luzi)

mercoledì 8 aprile 2020

Per non vivere...



Per non vivere
maledettamente solo,
mi disabitai
della necessità
degli altri


(da Le cose della vita, Ezio Vendrame)

lunedì 6 aprile 2020

Senza di te tornavo




Senza di te tornavo


Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

1945/46

(da Poesie scelte, Pier Paolo Pasolini)

venerdì 3 aprile 2020

Marzo



MARZO


Marzo: nu poco chiove
e n’ato ppoco stracqua
torna a chiovere, schiove,
ride ‘o sole cu ll’acqua.

Mo nu cielo celeste,
mo n’aria cupa e nera,
mo d’’o vierno ‘e tempesta,
mo n’aria ‘e Primmavera.

N’ auciello freddigliuso
aspetta ch’esce ‘o sole,
ncopp’’o tturreno nfuso
suspireno ‘e vviole.

Catarì!…Che vuo’ cchiù?
Ntiénneme, core mio!
Marzo, tu ‘o ssaie, si’ tu,
e st’ auciello songo io.


(da Ariette e sunette,1898, Salvatore Di Giacomo)


"Marzo: un po' piove / e dopo un po' cessa di piovere: / torna a piovere, spiove, / ride il sole con l'acqua. / Ora un cielo celeste, / ora un'aria cupa e nera: / ora le tempeste dell'inverno, / ora un'aria di primavera. / Un uccello freddoloso / attende che esca il sole: / sopra il terreno bagnato / sospirano le viole... / Caterina!...Che vuoi di più? / Cerca di capirmi, cuore mio! / Marzo, lo sai, sei tu, / e quest'uccello sono io". 
(Traduzione di Pier Paolo Pasolini)

mercoledì 1 aprile 2020

Certezza




Certezza


Tu sei l’erba e la terra, il senso
quando uno cammina a piedi scalzi
per un campo arato.
Per te annodavo il mio grembiule rosso
e ora piego a questa fontana
muta immersa in un grembo di monti:
so che a un tratto
- il mezzogiorno sciamerà coi gridi
dei suoi fringuelli -
sgorgherà il tuo volto
nello specchio sereno, accanto al mio. 

(Antonia Pozzi)

lunedì 30 marzo 2020

In un momento



In un momento


In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P. S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

(da Canti Orfici, Dino Campana)

venerdì 27 marzo 2020

Passioni





PASSIONI

Sono fatte di lacrime e di sangue
e d'altro ancora. Il cuore
batte a sinistra.

(da Il canzoniere, Umberto Saba)

mercoledì 25 marzo 2020

Dolore di cose che ignoro






Dolore di cose che ignoro


Fitta di bianche e di nere radici
di lievito odora e lombrichi,
tagliata dall'acque la terra.

Dolore di cose che ignoro
mi nasce: non basta una morte
se ecco più volte mi pesa
con l'erba, sul cuore, una zolla.

(da Acqua e terre, Salvatore Quasimodo, 1943)

lunedì 23 marzo 2020

Amore della vita




Amore della vita


Io vedo i grandi alberi della sera

che innalzano i cieli dei boulevards,

le carrozze di Roma che alle tombe

dell' Appia antica portano la luna.

Tutto di noi gran tempo ebbe la morte.

Pure, lunga la via fu alla sera

di sguardi ad ogni casa, e oltre il cielo

alle luci sorgenti ai campanili

ai nomi azzurri delle insegne, il cuore

mai più risponderà?

Oh, tra i rami grondanti di case e cielo

il cielo dei boulevards

cielo chiaro di rondini!

O sera umana di noi raccolti

uomini stanchi uomini buoni,

il nostro dolce parlare

nel mondo senza paura.

Tornerà tornerà,

d' un balzo il cuore

desto

avrà parole?

Chiamerà le cose, le luci, i vivi?

I morti, i vinti, chi li desterà?

(da Amore della vita, 1944, Alfonso Gatto)

venerdì 20 marzo 2020

Nessuna parola



Nessuna parola


Poiché non mi veniva nessuna parola
(la parola era "addio", ma non riuscivo a dirla)
ti ho dato il mio silenzio
ed ho ascoltato il tuo,

e non è stato un vuoto, ma condivisa pienezza
e ancora gioia, mentre accettavamo,
come la terra, un nostro tempo di neve,
bianco grembo d'attesa delle future estati.

(da Inno alla gioia, Margherita Guidacci)

giovedì 19 marzo 2020

No, non tornare

No, non tornare

No, non tornare, avrei crudo sgomento
e mi toglieresti a questi dolci sogni
o forse troveresti che disfatta
è la mia carne e la mia croce viva,
non tornare a vedermi, sono in pace
con le sfere assolute dell’amore
e mi giaccio scoperta e solitaria
come una rosa sfatta nel sereno.
(da Destinati a morire, Ada Merini, 1980)

mercoledì 18 marzo 2020

Passerò per Piazza di Spagna




Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane –
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu – ferma e chiara.

Cesare Pavese
[28 marzo 1950]

da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1951

martedì 17 marzo 2020

Soldati

Soldati
Si sta come

d’autunno
sugli alberi
le foglie

(Bosco di Courton luglio 1918)
Giuseppe Ungaretti

lunedì 16 marzo 2020

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

[da Ossi di seppia, Eugenio Montale]