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venerdì 22 giugno 2007

I bambini sono di sinistra

(foto: http://www.deejay.it/)

Nella penultima sessione del corso Italiano per principianti, organizzato dal Cefire di Sagunt, e nell'ambito della riflessione sull'importanza del teatro in aula, abbiamo avuto il piacere d'ospitare l'attore valenzano Albert Iborra, il quale, oltre a parlarci della Smorfia e di Massimo Troisi, ci ha regalato un testo di Claudio Bisio, poco conosciuto in Spagna, intitolato I bambini sono di sinistra.

Bisio è nato nel 1957 in provincia di Alessandria ed ha debuttato, nel 1981, al Teatro dell'Elfo con Sogno di una notte di mezza estate. Versatile e graffiante, il popolare comico ha pubblicato nel 1993 presso Baldini&Castoldi il libro Quella vacca di nonna papera, seguito da Prima comunella poi comunismo, dato alle stampe nel 1996.

La notorietà è giunta con il cinema. Bisio ha preso parte a numerosi film, tra i quali ricordiamo: I Picari di Mario Monicelli (1987), Scemo di guerra di Dino Risi (1985), Strana la vita (1987) e I cammelli (1988) di Giuseppe Bertolucci, fino al sodalizio con Gabriele Salvatores. Insieme girano: Kamikazen. Ultima notte a Milano (1987), Turné (1989), Mediterraneo (1991, vedi>>), Sud (1993), Puerto Escondido (1992, vedi>>) e Nirvana (1997, vedi>>). Nel 1996 Bisio è diretto da Francesco Rosi ne La tregua (vedi>>), tratto da libro omonimo di Primo Levi , e da Giovanni Veronesi (2006, vedi>>) in Manuale d'amore 2.



(foto da internet)

Sul piccolo schermo Claudio Bisio ha partecipato a diverse trasmissioni comiche di successo, tra le quali ricordiamo: Cielito lindo (Raitre, 1993), Facciamo cabaret (Italia 1, 1997), Mai dire gol (Italia 1, dal 1997 al 2000) e Zelig (Italia 1, 2000).
Attualmente è il capocomico di Zelig Circus .

Vi offriamo lo sketch I bambini sono di sinistra (leggi il testo>>).

Buon divertimento!!

lunedì 28 maggio 2007

La fame dello Zanni (ovvero il teatro in aula)

(foto da internet)


Ha scritto Antoni Navarro nel suo blog: "Il teatro è una scorciatoia pedagogica".
Siamo d'accordo. Ogni anno, nelle nostre classi, cerchiamo di fomentare l'uso del teatro come risorsa pedagogica mediante un semplice teatro di burattini, con personaggi nati da un rotolo di carta igienica, un po' di lana e dei pennarelli colorati.

Parlare un lingua, e sappiamo che può sembrare strano (!), significa anche, a nostro avviso, avere una forte conoscenza di sé, degli altri, degli oggetti e della realtà spazio-temporale in cui ci si trova. Noi crediamo che attraverso l’attività teatrale gli studenti vengono costretti a stare, per un certo tempo, nel cosiddetto altro da sé; e per poter realizzare questa necessità, dovranno essere nella massima condizione se stessi.
Tutto ciò richiede un importante lavoro: gli alunni saranno in grado di far vivere i loro personaggi teatrali se riusciranno a calarsi in se stessi, e nella solitudine del proprio essere, dirigendo la loro emotività, potranno controllare le loro pulsioni istintive per far emergere l’altro da sé. E', in difinita l'incontro dell'allievo con se stesso, con la sua interiorità, con il suo Io (a volte stravolto da un filtro affettivo alto) di cui ne potrà cogliere la potenzialità, la ricchezza creativa e creatrice. E' questo forse il valore fondante del far teatro a scuola.

Nell'ultima sessione del corso Italiano per Principianti, organizzato dal Cefire di Sagunt, parleremo, quindi di teatro (con una sorpresa!). Per introdurre questo tema che ci sta a cuore, abbiamo scelto un testo di Dario Fo: La fame dello Zanni.

Zanni (o Zanul, Zuan, Giovanni, Joan, ecc.), era il burlone che si esprimeva in dialetto e che affrontava nei suoi monologhi tutti i temi tipici della successiva Commedia dell'Arte: l'amore, il matrimonio burlesco, il lavoro e i rapporti con il padrone, la fame, i sogni e la morte.

Nella letteratura italiana lo Zanni è presente nelle opere di Pietro Aretino, il quale, nel 1534, descrisse uno Zanni che, nascosto dietro a una porta, contraffaceva tutte le voci… il filo storico col burattinaio non è evidente?

La figura profana dello Zanni cominciò a muoversi in Italia e in Europa grazie al lavoro di attori comici e figure che raccontavano storie di persone, i loro amori, le speranze di una vita spesso assai dura.



Furono gli attori itineranti, e gli attori che operavano presso le corti e i palazzi aristocratici, che diedero fama allo Zanni. Vennero censiti dai cronisti di corte, rimanendo perciò nelle cronache e nei resoconti, e giungendo fino a noi oggi. La figura dello Zanni, nel Cinquecento si sdoppiò in due caratteri: l'uno semplice e leale, Arlecchino, l'altro furbo e ingannatore, Brighella. Accanto a loro le maschere di Pantalone, Pulcinella e tutte le altre presenti nella Commedia dell'Arte animarono il teatro dell'epoca. I personaggi si muovevano sulla scena improvvisando battute e smorfie, piccoli drammi e grandi equivoci, burle di ogni tipo. L'esiguo testo scritto - il cosiddetto canovaccio - fungeva da riferimento e spunto per le acrobazie verbali e sceniche più disparate. L'improvvisazione richiedeva la definizione del personaggio, scena dopo scena, spettacolo dopo spettacolo. Nacque, così, un carattere e una fisionomia.

La fame dello Zanni di Dario Fo (leggi la trama>>), è la storia di una fame atavica recitata in grammelot con sproloqui e contorsioni da artista circense, ma è anche la denuncia delle condizioni di vita dei più umili: la loro disperazione, l'essere perennemente l'anello più debole della catena, vittime ignare dei soprusi e dell'ingiustizia.

Buon divertimento!

domenica 27 maggio 2007

A Capri, in piazzetta


(Foto da Internet)

L’estate è alle porte e sull’isola di Capri, nel porto di Marina Grande, già si avvistano i primi panfili. L’isola azzurra, alla ribalta in aprile con la prima edizione del Capri Film Festival, in cui ha celebrato, in una mostra fotografica itinerante, i divi del cinema che soggiornarono a Capri negli anni ‘50 e ’60, in estate diventa un centro movimentatissimo, di moda.
Eh, sì, Capri, Ischia e la Costiera amalfitana sono da sempre meta del jet set internazionale. Il fascino di questa luce, di questo sole, che rese mondialmente famosa la canzone O sole mio (vi proponiamo la versione dei tre tenori) si trova nel cuore del Mediterraneo, tra borghi suggestivi come Positano, Ravello (luogo incantato soprattutto per gli amanti della musica classica), le isole del golfo di Napoli, e, come no, la stessa città di Napoli.
Ogni paesino ha la sua peculiarità, ma hanno anche tante caratteristiche in comune: dai prodotti tipici alla gastronomia, alla storia etc. Ogni borgo ha il suo centro molto attraente, e ogni angolo esercita un’attrazione per svariati tipi di turisti: il sole, il mare, la buona cucina, la vita mondana, la musica e ce n’è anche per gli amanti del trekking (anche se il suggestivo Sentiero degli Dei non è solo prerogativa dei camminatori incalliti).
Poi, però, c’è un luogo, che accomuna tutti, la piazzetta di Capri, meta obbligata, affascinante, piccola e divertente, molto di più che il centro mondano della vita locale. E proprio qui, dopo aver fatto un tuffo nella storia locale, grazie alle decorazioni di ceramica, (in questo senso tutta la Costiera e le isole sono un museo en plein air), conviene fare una pausa: sedetevi a un bar e, mentre sbirciate qualche personaggio famoso, non perdete l’occasione di degustare una delikatessen: ci sono tante ricette appetitose, ma all'ombra di un tavolino, in piazzetta e, dopo una bella passeggiata estenuante di salite e discese, vi consigliamo di provare una bella fetta di torta caprese, accompagnata, come no, dal limoncello!
P.S: dedicato ai colleghi del Cefire, con i quali abbiamo fatto merenda con la torta caprese!

sabato 19 maggio 2007

Il Marsala

(foto da internet)


Il Marsala è uno dei vini liquorosi più pregiati al mondo. La sua blasonata storia ebbe inizio poco più di due secoli fa, quando John Woodhouse, un intraprendente uomo d'affari di Liverpool, impegnato nel commercio delle ceneri di soda, navigava, nel 1773, lungo le coste siciliane diretto a Mazara del Vallo.
Woodhouse non raggiunse mai Mazara perchè una tempesta lo fermò poco prima, costringendolo ad una sosta imprevista nel porto di Marsala.
In una delle numerose osterie della città, gli fu offerto il miglior vino qui prodotto, quello che i contadini riservavano alle grandi occasioni: il perpetuum.
Woodhouse ne rimase affascinato e intuì che era perfetto per essere sorseggiato nei raffinati salotti inglesi, durante le lunghe chiacchierate pomeridiane.
Aggiunse al perpetuum un po' di acquavite da vino, per evitare che si alterasse durante il viaggio, e ne spedì 50 pipe a Liverpool con l'intenzione di testarne l'effetto.
Il vino, simile al Porto e al Madera, piacque molto agli inglesi e fece la fortuna dei Woodhouse che cominciarono a investire sulla zona acquistando il vino dai contadini in miseria, costruendo propri stabilimenti e impiegando ingenti capitali per la costruzione del porto.

Woodhouse avviò la commercializzazione del vino prodotto nell'agro marsalese che aveva caratteristiche simili al Madera, allora molto in voga in Europa e negli Stati Uniti. Grazie alle capacità imprenditoriali di altri inglesi e via via di abili produttori locali, nella secondà metà dell'800 il vino Marsala assunse una propria peculiare identità distinta da quella del vino prodotto a Madeira e divenne il fulcro di una fiorente industria.

La tradizione del Marsala è oggi perpetuata e tutelata attraverso la denominazione di origine controllata sancita per legge: il Marsala DOC è quel prodotto, invecchiato ed imbottigliato in provincia di Trapani (esclusi i territori dei comuni di Alcamo, Favignana e Pantelleria). Secondo i tipi è ottenuto da uve bianche (catarratto, insolia, grillo, damaschino) o da uve rosse (pignatello, calabrese, nerello marsalese).

Dalla lavorazione del mosto d'uva si ottengono tutti gli ingredienti necessari alla produzione del Marsala: con la fermentazione del mosto si ottiene il vino base, con l'alcolizzazione si ha la mistella (sifone), mentre con la cottura si ha il mosto caramellizzato. Inoltre, dalla distillazione del vino base si ottiene il quarto ingrediente: l'alcol vinico o l'acquavite di vino. A seconda dei tipi di Marsala, questi ingredienti vengono dosati e amalgamate. Infine, il Marsala a sottoposto all'affinamento in fusti di rovere, sapientemente custoditi in antiche cantine in tufo.

Dopo l'invecchiamento, il Marsala raggiunge la sua compiutezza: una contenuta gradazione alcolica (da 17 a 19% alc/vol.), un profumo intenso, un gusto delicato, un bouquet equilibrato e inconfondibile. In particolare il Marsala può essere secco, semi secco o dolce in riferimento al grado zuccherino, e oro, ambra o rubino in base al colore. Oltre che per vitigni utilizzati, i vini Marsala si distinguono anche per la durata minima dell'invecchiamento a cui devono obbligatoriamente essere sottoposti:


Fine 1 anno
Superiore 2 anni
Superiore Riserva 4 anni
Vergine 5 anni
Vergine Soleras Stravecchio10 anni




(foto da internet)

Il Marsala eccelle per la sua versatilità: il tipo Fine è protagonista in cucina nella preparazione di molte pietanze. Per la mescita, invece, gli intenditori scelgono il Marsala del tipo Superiore o Vergine. E' un inimitabile vino da meditazione ed altrettanto pregevole vino da dessert che accompagna superbamente dolci a base di ricotta o di crema, pasticceria secca, frutta fresca e formaggi. Eccellente aperitivo -quando è servito freddo-, il Marsala è, infine, un ingrediente adatto alla preparazione di raffinati cocktail (specialmente nei cosiddetti cobbler).

Buona degustazione!

lunedì 14 maggio 2007

Diamo i numeri?


(foto da internet)


Fuori stagione, e dedicato ai colleghi iscritti al corso Italiano per principianti, organizzato dal Cefire di Sagunt, pubblichiamo questo post sul gioco della tombola.
Tempo fa, parlammo dell'importanza della tombola, specialmente nell'Italia meridionale, così lontana dall'internazionale bingo, e dei riti ad essa legati. Oggi vorremmo occuparci dell'aspetto sociologico del fenomeno, facendo riferimento, in special modo, alla città di Napoli.
La tombola, a Napoli, non è soltanto un gioco. Specialmente nelle festività natalizie, si trasforma in una celebrazione pagana, un rito affabulatorio, una festa di famiglia: un vero e proprio monumento alla giocosità. E' anche una sfida alla sorte e un canto alla vita.
C'era, nel passato, la cosiddetta tombolata dei poveri: una vera e propria rappresentazione popolare di piazza, Era una tombolata trasgressiva, quasi carnevalesca. Ciascun nucleo del vicolo vi partecipava, portando, cibi e pietanze come posta-premio in palio. Si trattava di giocare per arricchire il magro pranzo di Natale, vincendo, chiaramente, all'estrazione.
La tombolata si svolgeva, di solito, al mattino, in modo da consentire ai partecipanti vincenti di poter gustare, a cena, le pietanze vinte.
Oggi il gioco resiste all'usura del tempo; unifica ancora nonne e bambini disincantati, spezzoni di famiglie assai diverse da quelle di un volta.

(foto da internet)


Nella tombola, la parte del leone la faceva la cosiddetta imbonitrice (un ruolo riservato quasi esclusivamente alle donne): eccellenti interpreti dei numeri estratti e addestrate all'uso metaforico e salace dell'interpretazione del numero uscito dal panariello. Queste geniali affabulatrici frequentavano, a pagamento, le case, proprio per allietare, coi loro lazzi e commenti allusivi, la lunghissima partita di tombola e per dare un tono assai spassoso alla tavolata natalizia.

Dunque, la tombola come spettacolo orale, come teatro improvvisato, tramandato da madre a figlia. Le imbonitrici più brave venivano contese, in queste date, come fossero grandi attrici da palcoscenico.
Oggi le tombolate come quelle descritte forse non esistono più. Tuttavia, il gioco della tombola è assai diffuso e noto.
Per giocare avrete bisogno del cartellone e delle cartelle; noi vi consigliamo di farveli da voi, seguendo le istruzioni di questo video.
Il gioco consta di due arnesi indispensabili: il cosiddetto panariello (la forma classica è quella di una specie di cono maneggevole, in vimini); e i 90 numeri (qui è d'obbligo il legno. Niente plastica, per carità!).

Per finire, non dimenticate gli umili fagioli che avranno il compito di segnare sulle cartelle dei giocatori i numeri estratti.

Buon divertimento!

lunedì 23 aprile 2007

Sant Jordi (festa del libro e delle rose)

(foto: alunni della scuola elementare di Monistrol de Calders)




Cari lettori, ricordate una vecchia canzone di Serrat che diceva: "I per Sant Jordi ell li compra una rosa, embolicada amb paper de plata..."? (ascoltate>>).

Oggi è San Jordi (San Giorgio), la festa del libro e delle rose. In Catalogna si tiene, da più di ottant'anni, una festa bellissima: in questa ricorrenza i catalani si scambiano libri e rose, simboli della cultura e della bellezza, d'intelligenza e di affetto.

Da tre anni, a Milano, questa tradizione è stata importata dall’agenzia Amat Comunicazione.
Le vie pedonali del quartiere Brera si animano con bancarelle di libri e chioschi di rose per permettere ai passanti di compiere un rituale che prevede, in questo speciale giorno di primavera, che gli uomini regalino alle donne una rosa e le donne ricambino o anticipino il dono con un libro.

Perché San Giorgio, i libri e le rose? I Catalani onorano il libro il 23 aprile perché in quello stesso giorno ricorrono la morte di Cervantes, quella di Shakespeare e l’onomastico di san Giorgio, il santo guerriero che, dopo aver sconfitto il drago, colse una rosa dal cespuglio di rose germogliato dal sangue del mostro, per donarla a Sabra, la Principessa liberata.


(foto da internet)

Si dice che il giorno di San Giorgio sia testimone della nascita di nuovi amori, ma è il desiderio di celebrare in modo intrigante e coinvolgente la passione per i libri e la lettura il sentimento protagonista di questa tradizione. La Festa di San Giorgio nacque a Barcellona nel 1926 su idea di un editore valenzano (Vicent Clavel i Andrés) e si ripete da allora ogni anno con immutata magia. Il 23 aprile la città si sveglia con un profumo diverso, quello di rose appena colte e ancora bagnate di rugiada. E’ primavera, l'aria è tiepida e frizzante e c’è nell'ambiente quel modo particolarissimo di onorare il libro.

Bella ci sembra l'idea di questa unione rituale: la conoscenza (il libro) con l'estetica (la rosa), con la leggenda religiosa (San Giorgio che uccide il drago). La liturgia è semplice: regalare libri e offrire rose. Per un giorno la letteratura invade le strade, le librerie si trasferiscono all'esterno, gli editori presentano le ultima novità, gli autori firmano centinaia di migliaia di copie.

Chiunque abbia partecipato a quella festa ne è rimasto rapito. E’ successo anche a Ludovica Amat, di origine catalana, che ha deciso di importare la festa a Milano.
Le prime due edizioni dell'evento hanno infatti registrato un’incredibile affluenza di pubblico, entusiasta e coinvolto, oltre che dagli acquisti di libri e rose, anche dalle presentazioni delle novità editoriali.
Cari chiodini, vi invitiamo a partecipare alle attività che la nostra scuola ha organizzato per celebrare la Festa del libro (vedi programma>>), e in special modo allo spettacolo "Romeo y Julieta" che l'attore valenzano Valentí Pinyot rappresenterà, alle 19.15, nell'aula multiuso dell'IES Camp de Morvedre (è il liceo che si trova accanto alla EOI).
Per chiudere vi offriamo un video in catalano molto originale, girato in occasione della Festa del libro del 2003: Cuina per lletraferits, e siccome non possiamo regalarvi una rosa, vi regaliamo un link di un sito nel quale troverete delle rose virtuali da donare ai vostri cari.


Buon divertimento! Fateci sapere quali libri vi hanno regalato (e quali avete regalato)!



P.s.
riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un messaggio di saluto che la scrittrice Rossana Campo ci ha inviato per l'occasione:
ESCUELA OFICIAL DE IDIOMAS DE SAGUNTO. Dipartimento di Italiano.
Carissimi tutti, vi mando un saluto e un buon Sant Jordi. L'unico santo che ci piace. Mi raccomando, ricordatevi che nella vita finché vi resta un libro da leggere, qualcosa di buono da ascoltare e un bicchiere da tirare giù niente è perduto! Baci & abbracci al caro Miguel e a tutti voi.
Rossana Campo

mercoledì 18 aprile 2007

Tv, radio e tic (attorno al Cefire di Sagunt)





(foto da internet)

Ieri il nostro dipartimento ha iniziato la collaborazione annuale con il Cefire di Sagunt che, puntualmente, prevede l'inizio, nel mese d'aprile, del corso Italiano per principianti.

Nella sessione di ieri, tenutasi nei locali del Liceo Camp de Morvedre di Sagunto, abbiamo parlato dell'utilità delle nuove tecnologie nelle lezioni di L2. Oltre all'importanza della posta elettronica, abbiamo affrontato il fenomeno dei blog in aula e delle risorse che internet offre agli insegnanti e agli studenti.

Per riprendere questo discorso, offriamo, agli iscritti al sopraccitato corso, e anche ai nostri lettori, alcune risorse che ci sembrano particolarmente interessanti.

La prima è la cosiddetta tv in streaming, un servizio che ci consente di vedere un gran numero di tv online, in moltissime lingue, o di vederla solo in italiano.

La seconda risorsa riguarda il fenomeno delle radio in internet. In questo termine-ombrello potrete trovare, per esempio, delle vere e proprie stazioni radiofoniche (vedi la voce "RADIO" nella sidebar del nostro blog), delle radio impostate su trasmissioni che hanno come obiettivo l'apprendimento dell'italiano (Ah, grazie Alberto per averci girato questo sito) e, per ultimo, delle radio-server che ci permettono di ascoltare dei brani musicali e di incollarli nei nostri blog (1>> e 2>>).


Buon divertimento!

mercoledì 14 giugno 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (8, the end)

Cari/e colleghi/e,

ieri, nella fretta, e preso un po' dall'emozione, mi sono dimenticato di svelare (ma Mariló me l'ha ricordato quando eravate già andati via) l'origine della parola ciao.
Ebbene, cerco di rimediare, 24 ore dopo, con questo link.
Vi ricordo che il gruppo google funzionerà fino al 31 luglio e poi andremo tutti in vacanza.
Il nostro blog, invece, prenderà qualche giorno di ferie ad agosto.
Grazie di nuovo. Buone vacanze.

venerdì 9 giugno 2006

Corso del Cefire di Sagunt "italiano per principianti" (7)

Post riservato agli iscritti al corso del Cefire "Italiano per principianti" (e a chi ama la cucina italiana). Martedì 13 giugno parleremo di gastronomia italiana ed in particolar modo dei dolci italiani. Per un primo assaggio, da' un'occhiata ai post di questo blog dedicati all'enogastronomia.

giovedì 1 giugno 2006

Corso del Cefire di Sagunt "italiano per principianti" (6)


Il filo conduttore della sessione di martedì 6 giugno sarà dedicato ai gesti italiani (con un'ospite).
Mi hanno raccontato una barzelletta in inglese che provo a tradurre così. Due signori inglesi prendono il tè e commentano le notizie del giorno.
Il primo dice: "Una nave da crociera è affondata".
Il secondo gli chiede: "Ci sono superstiti?".
"Sì" -risponde l'amico- "solo due italiani".
"Ma come si sono salvati sono due italiani", chiede l'altro.
"Beh, credo che parlando e parlando", fa il primo.
E' possibile immaginare un italiano che parli senza gesticolare?
Lo scopriremo, insieme, martedì. E, come sempre, continueremo a far cose con l'italiano.

giovedì 25 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (5)


Post riservato agli iscritti al corso del Cefire "Italiano per principianti" (e curiosoni).
Il filo conduttore della sessione di martedì 30 maggio sarà la canzone italiana dagli anni '50 ad oggi. Eccovi un sito in cui potrete trovare le canzoni piú famose, interviste ed altre curiosità. Buon divertimento!

lunedì 22 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (4)


Post riservato agli iscritti al corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (e curiosi).
La sessione di martedì 23 si terrà nei locali della EOI di Sagunt, Avd. Fausto Caruana s/n (accanto al liceo Camp de Morvedre), alle ore 17.45, nell'aula 22, 2º piano.
Portate il materiale che abbiamo richiesto!
Martedì avremo un ospite ("vecchio" e "giovane". Sorpresa!), parleremo di teatro e di "commedizzazione".
Vi presenterò un autore italiano che a me piace molto: Dario Fo.
Come sempre continueremo a imparare a far cose con l'italiano.
A martedì.

mercoledì 17 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (3)


Post riservato agli iscritti al corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (e anche ai curiosi). Il testo che dovete leggere per la sessione di martedì 23 maggio è L'uomo che chiamava Teresa di Italo Calvino (fonte: Scuola Dante Alighieri). Buona lettura!

domenica 14 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti" (2)


Post riservato agli iscritti al corso del Cefire "Italiano per principianti" (e, come sempre, anche ai curiosi). Martedì 16 parleremo ancora di Gianni Rodari. Se non l'avete ancora fatto, vi invito a leggere "La passeggiata di un distratto". Ah! Avremo degli ospiti...
Per la sessione del 23 maggio, invece, il filo conduttore dell'incontro sarà il teatro e la drammatizzazione nella lezione di lingua.
Dovrete procurarvi alcune cose: il cartoncino di un rotolo di carta igienica, dei pennarelli colorati, un po' di lana di diversi colori e lo scotch.
Ma non tutte le carte sono state scoperte! (Sorpresa!?).
Ricordate che la sessione di martedì 16 si terrà nei locali del Cefire di Sagunt.
Ci vediamo martedì.

domenica 7 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "italiano per principianti" (1)

Post riservato agli iscritti al corso del Cefire "Italiano per principianti" (e anche ai curiosi).
Come avevo promesso svelerò il "mistero" della Vespa. Avete già cercato i film in cui c'è una vespa? Per verificare l'esattezza delle vostre risposte, cliccate qui.
La vespa aveva una rivale: la Lambretta! Ve la ricordate? In Italia era molto famosa. Un gruppo musicale le dedicò una canzone intitolata lambrettTwist. Buon divertimento!
Vi ricordo che il corso si trasferisce nella sede del Cefire di Sagunt (nei locali della piscina municipale di Sagunt). Ci vediamo martedì!

lunedì 1 maggio 2006

Corso del Cefire di Sagunt "Italiano per principianti"


Il 2 maggio 2006 avrà inizio il corso "Italiano per principianti", organizzato dal Cefire di Sagunt con la collaborazione del Dipartimento d'Italiano della EOI di Sagunt.
Il corso si terrà i martedì dalle 17.30 alle 20.30 nel liceo Camp de Morvedre (Avd. Fausto Caruana s/n, Sagunt).
Invitiamo gli iscritti a visitare il nostro blog e a farci pervenire i loro suggerimenti.
Per iniziare, vi proponiamo qualche esercizio online. Buon lavoro!