sabato 19 maggio 2007

Il Marsala

(foto da internet)


Il Marsala è uno dei vini liquorosi più pregiati al mondo. La sua blasonata storia ebbe inizio poco più di due secoli fa, quando John Woodhouse, un intraprendente uomo d'affari di Liverpool, impegnato nel commercio delle ceneri di soda, navigava, nel 1773, lungo le coste siciliane diretto a Mazara del Vallo.
Woodhouse non raggiunse mai Mazara perchè una tempesta lo fermò poco prima, costringendolo ad una sosta imprevista nel porto di Marsala.
In una delle numerose osterie della città, gli fu offerto il miglior vino qui prodotto, quello che i contadini riservavano alle grandi occasioni: il perpetuum.
Woodhouse ne rimase affascinato e intuì che era perfetto per essere sorseggiato nei raffinati salotti inglesi, durante le lunghe chiacchierate pomeridiane.
Aggiunse al perpetuum un po' di acquavite da vino, per evitare che si alterasse durante il viaggio, e ne spedì 50 pipe a Liverpool con l'intenzione di testarne l'effetto.
Il vino, simile al Porto e al Madera, piacque molto agli inglesi e fece la fortuna dei Woodhouse che cominciarono a investire sulla zona acquistando il vino dai contadini in miseria, costruendo propri stabilimenti e impiegando ingenti capitali per la costruzione del porto.

Woodhouse avviò la commercializzazione del vino prodotto nell'agro marsalese che aveva caratteristiche simili al Madera, allora molto in voga in Europa e negli Stati Uniti. Grazie alle capacità imprenditoriali di altri inglesi e via via di abili produttori locali, nella secondà metà dell'800 il vino Marsala assunse una propria peculiare identità distinta da quella del vino prodotto a Madeira e divenne il fulcro di una fiorente industria.

La tradizione del Marsala è oggi perpetuata e tutelata attraverso la denominazione di origine controllata sancita per legge: il Marsala DOC è quel prodotto, invecchiato ed imbottigliato in provincia di Trapani (esclusi i territori dei comuni di Alcamo, Favignana e Pantelleria). Secondo i tipi è ottenuto da uve bianche (catarratto, insolia, grillo, damaschino) o da uve rosse (pignatello, calabrese, nerello marsalese).

Dalla lavorazione del mosto d'uva si ottengono tutti gli ingredienti necessari alla produzione del Marsala: con la fermentazione del mosto si ottiene il vino base, con l'alcolizzazione si ha la mistella (sifone), mentre con la cottura si ha il mosto caramellizzato. Inoltre, dalla distillazione del vino base si ottiene il quarto ingrediente: l'alcol vinico o l'acquavite di vino. A seconda dei tipi di Marsala, questi ingredienti vengono dosati e amalgamate. Infine, il Marsala a sottoposto all'affinamento in fusti di rovere, sapientemente custoditi in antiche cantine in tufo.

Dopo l'invecchiamento, il Marsala raggiunge la sua compiutezza: una contenuta gradazione alcolica (da 17 a 19% alc/vol.), un profumo intenso, un gusto delicato, un bouquet equilibrato e inconfondibile. In particolare il Marsala può essere secco, semi secco o dolce in riferimento al grado zuccherino, e oro, ambra o rubino in base al colore. Oltre che per vitigni utilizzati, i vini Marsala si distinguono anche per la durata minima dell'invecchiamento a cui devono obbligatoriamente essere sottoposti:


Fine 1 anno
Superiore 2 anni
Superiore Riserva 4 anni
Vergine 5 anni
Vergine Soleras Stravecchio10 anni




(foto da internet)

Il Marsala eccelle per la sua versatilità: il tipo Fine è protagonista in cucina nella preparazione di molte pietanze. Per la mescita, invece, gli intenditori scelgono il Marsala del tipo Superiore o Vergine. E' un inimitabile vino da meditazione ed altrettanto pregevole vino da dessert che accompagna superbamente dolci a base di ricotta o di crema, pasticceria secca, frutta fresca e formaggi. Eccellente aperitivo -quando è servito freddo-, il Marsala è, infine, un ingrediente adatto alla preparazione di raffinati cocktail (specialmente nei cosiddetti cobbler).

Buona degustazione!

3 commenti:

Xosé Maria ha detto...

Por una sfogliatela sería capaz de matar... jajaja

Anonimo ha detto...

El vino italiano es malo con ganas. Pero seguro que lo venderéis como sublime. Os encanta el marketing.


viva il vino espagnolo.

Curro Ximenez.

Anonimo ha detto...

Molto interesante el articolo suscrito per Pelegi. La pedratta floruta e monto bella.
Animo e continuitate a la vostra labore molto secuenciata per la cultura del mediterrani