domenica 20 maggio 2007

Cuori di pietra


(Foto da Internet)

Il Malawi è uno dei paesi maggiormente colpiti dall'HIV/AIDS. Su una popolazione totale di circa 12 milioni di persone, 900.000 sono sieropositive, di cui 70.000 sono bambini. Quasi tutti hanno contratto il virus attraverso la loro madre, durante la gravidanza, il parto o l'allattamento. Senza un trattamento adeguato, un terzo circa delle madri rischia di trasmettere il virus al proprio figlio.

Per far fronte al problema, l’Unicef promuove un protocollo di terapia che limita i costi dei farmaci con un’altissima efficacia. Dal 2001 a oggi le donne in gravidanza che hanno avuto accesso al trattamento preventivo con la nevirapina sono più di 40.000, ma le percentuali di donne e bambini che hanno potuto usufruire dei servizi per la prevenzione della trasmissione madre-figlio sono ancora pochissime. Per questo Maria Pia Ammirati, Alessandra Appiano, Stefania Bertola, Anna Carugati, Luisa Ciuni, Maria Corbi, Geppi Cucciari, Donatella Diamanti, Tiziana Ferrario, Barbara Garlaschelli, Laura Laurenzi, Lorenza Lei, Loredana Lipperini , Elena Mora, Gabriella Piroli, Emanuela Rosa Clot, Nicoletta Sipos, Rosa Teruzzi, Annamaria Testa, Laura Toscano, Silvia Vaccarezza, Nicoletta Vallorani, Mariolina Venezia, esponenti di spicco della letteratura, del giornalismo e della comunicazione italiana hanno deciso di contribuire alla causa con Cuori di pietra, un libro di 22 racconti i cui proventi per diritti d’autore saranno devoluti a sostegno della campagna promossa dall’Unicef.

I fondi raccolti consentiranno di ampliare il numero di bambini che, in Malawi, nasceranno liberi dall’AIDS. Ma per liberare dall’AIDS tutti i neonati del Malawi serve l’aiuto di tutti, anche dei lettori.


6 commenti:

Maria ha detto...

Non conosco nessuno di queste donne ma mi sembra una bellissima iniziativa.

Susana ha detto...

Adesso funziona. Una bellissima iniziativa!

Lucio ha detto...

Per un'iniziativa analoga, "Nuvole a colazione", Panini Ragazzi editore (20 autori + 20 illustratori per ragazzi PRO BAMBINI DI SARAJEVO, anno 1995) io ci ho rimesso la carriera. Auguro miglior fortuna a questo volume. La beneficenza, purtroppo, suscita sempre le peggiori accuse da parte dei malevoli.

Gianpiero Pelegi ha detto...

Ciao Lucio, perché non ci racconti che cosa è successo con "Nuvole a colazione"? Saluti.

Lucio ha detto...

Così scrivevo l'11 novembre 2005 nel mio blog
www.lucioangelini.splinder.com

“Nuvole a colazione”, Panini Ragazzi Editore.

Il libro (una raccolta di racconti gratuitamente forniti da venti autori per ragazzi e illustrati, sempre gratuitamente, da altrettanti illustratori) venne presentato qui a Venezia nella sala consiliare del municipio - alla presenza del sindaco Cacciari, del prosindaco scrittore Gianfranco Bettin, del critico specializzato Roberto Denti, di varie scolaresche e di parecchi autori e illustratori del settore - esattamente 10 anni fa: l’11 novembre 1995

Proprio oggi, dunque, ricorre il decennale di un evento che preparai con grande entusiasmo, ma che, paradossalmente, provocò la mia cacciata come autore dal mondo dell’editoria per ragazzi.

Sintetizzo l’antefatto.

L'idea del libro mi venne nel 1995 dopo un Forum su Sarajevo svoltosi qui a Venezia il 7 luglio all'Ateneo Veneto, con Adriano Sofri, Massimo Cacciari, Gianfranco Bettin eccetera. Quella che mi colpì, soprattutto, fu la testimonianza agghiacciante di una giovane donna bosniaca (l’assedio di Sarajevo era nella sua fase più drammatica). Premetto che ero già abbastanza sconvolto dal suicidio di Alex Langer (il 3 luglio 1995 a Pian dei Giullari, sopra Firenze: "Continuate in quello che era giusto", aveva lasciato scritto nel messaggio d'addio) e dal tragico appello del sindaco di Sarajevo Tarik Kuposovic a Cacciari: "Ti prego di adoperarti in ogni modo per inviarci più cibo possibile"). Pensai che ognuno dovesse fare qualcosa, muovendosi nel proprio ambito (sono contrario ai progetti troppo vasti o fumosi). Mi dissi: "Se fossi un politico, farei qualcosa a livello politico. Poiché sono un autore per ragazzi, proverò a smuovere le acque nel mio ambiente". Telefonai a vari colleghi, a Roberto Denti, proponendo l’iniziativa di un libro i cui proventi andassero in favore delle vittime della guerra in Bosnia. Ci fu una risposta immediata e generosa da parte di quasi tutti gli interpellati. Una delle poche a reagire con parole che allora mi suonarono malevole e retoriche (oggi molto meno) fu proprio Orietta Fatucci, il mio editore, che si rifiutò di ospitare l'iniziativa ("Queste cose si fanno perché ci si vuole sentire buoni... davanti all'orrore l'unico atteggiamento possibile è il silenzio", eccetera). Mortificato, ma confortato dalle altre adesioni, strinsi i denti e procedetti per la mia strada. Tullia Colombo si adoperò per trovare un altro editore: la signora Laura Panini, che a sua volta si prodigò lodevolmente per la riuscita dell'iniziativa.

Le conseguenze:

La Fatucci, da radicale qual era ed è, dopo altri "scazzi" sulla questione decise addirittura di radiarmi dalla EL/Emme/Einaudi Ragazzi sia come autore, sia come traduttore (per insubordinazione?). Nuvole a colazione fu presentato anche in televisione da Bianca Pitzorno nel programma domenicale della veneziana Mara Venier, fruttò 25 milioni di lire in royalties e tale contributo fu regolarmente versato sul conto corrente umanitario pro-Sarajevo aperto dal Comune di Venezia.

Purtroppo qualche mestatore (qualcuno degli esclusi dalla raccolta?) prese a spargere merda e fango sull’iniziativa e in particolare sulle mie “vere” (?) intenzioni. La mia coscienza era a posto, ma presto, in una sorta di reazione a catena, vari personaggi che avevano costituito un riferimento professionale per me, cominciarono a prendere le distanze dal promotore dell’operazione (il mondo dell’editoria per ragazzi è un piccolo mondo in cui tutti conoscono tutti). In seguito, infine, mi capitò di sentire citare alla radio una frase di Enzo Ferrari, il magnate dell’automobile: "Non fate del bene, se non siete preparati a sopportare l'ingratitudine". Il monito mi suonò tristemente rivelatore. E devo confessare che se, da un lato, non mi ero aspettato la gratitudine di nessuno, dall’altro ero tutt’altro che preparato a sopportare di essere addirittura buttato fuori dal giro lavorativo per così poco, dopo sei volumi già pubblicati e ottimamente recensiti. Se avessi previsto, anzi, quanto indigeste si sarebbero rivelate per me le nuvole a colazione, forse, chissà, avrei vilmente scelto di fare colazione con qualcos'altro. Comunque, dopo essermi roso il fegato per molto tempo, alla fine riuscii a consolarmi dedicandomi alle traduzioni, alla montagna e all’alpinismo. Compresi anche, a poco a poco, che l’esperienza dell’ingiustizia è in qualche modo il momento clou delle nostre esistenze, il vero rito di passaggio per il conseguimento di un necessario, anche se doloroso, disincanto. “Quando la vita ci mette a dura prova”, mi disse un amico, “è nostro dovere tenerci insieme, non lasciarci travolgere, guardarci vivere con tutta l’ironia di cui siamo capaci. E stringere i pugni in attesa di momenti migliori, perché prima o poi la tensione si allenta.”

Da allora, ripeto, sono passati dieci anni esatti. Qualcuno mi ha detto che i grandi cicli del destino, nell’esistenza di un uomo, durano, appunto, dieci anni. Voglio sperare che da domani 12 novembre 2005 la ruota riprenda a girare nel verso giusto e mi riservi un ciclo professionale migliore. Se così non sarà, pazienza. La vita mi ha comunque dato altre soddisfazioni: due figli che adoro, una casa nella città più bella del mondo, il conforto delle montagne eccetera. Sono - tuttavia - certo del fatto che, se mai dovessi “rientrare in circolo” come scrittore per ragazzi (o, perché no?, anche per adulti), a certe potenti megere del FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi) fumerebbero tremendamente i marroni:- )

giulieta ha detto...

Ieri ho guardato la TV e ho visto nel notiziario come gli uomini si uccidevano gli uni a gli altri ancora non so perché, ho visto come i politichi si insultavano in piena campagna elettorale al posto di avere l’intenzione di risolvere i problemi, e come i giovani si lottavano in un "macrobotellón". Ed alla fine, ci vuole essere cieco per dire: "Mancano tre giornate per finire il campionato di calcio!"..., come se fosse lo veramente importante. Tutto si torna banale. Ma, dopo di spengere la TV, quello che veramente mi è piaciuto è stata la lettura del blog, sopratutto quando ho letto che hanno scritto un libro di racconti per aiutare alle donne ed i bambini di Malawi che sono sieropositive. Cuori di pietra, forse perché sono molti, oppure perché questa gente, donne e bambini, hanno visto tante cose che il tempo non può turbare la sua realtà...