mercoledì 2 maggio 2007

VITTORIO DE SICA E IL NEOREALISMO























( Foto da Internet)

Il neorealismo è, senza dubbio, il movimento del cinema italiano che ha conquistato maggiori consensi e maggiore fama in tutto il mondo. Secondo alcuni teorici, questo movimento cinematografico dura circa sei anni, da Roma città aperta (Roberto Rossellini) del 1944 a Umberto D. (VIttorio De Sica) del 1951. Ma Mario Verdone, professore di Storia e critica del film all'Università La Sapienza di Roma, non concorda:
Io non sarei così categorico nelle definizioni cronologiche. Ci sono pellicole successive, come Accattone, del ’60, e Mamma Roma, del ’62, di Pasolini, o Le mani sulla città, del ’62, di Francesco Rosi, che non sono certo più connesse ai temi della guerra e della resistenza, però sono legate alla vita vera, popolare o piccoloborghese, e quindi in questo senso sono ancora film neorealisti. Ermanno Olmi, con Il posto, del ’61, un film sui giovani disoccupati, ha un debito enorme col neorealismo. Che dire, per portare altri esempi, del Generale Della Rovere di Rossellini, girato nel ’59, o della Ciociara di De Sica, del ’61? Anche questi film a mio modo di vedere appartengono alla stagione neorealistica — pur essendo a stretto rigore cronologico opere tardive — per l’osservazione disincantata della realtà di cui sono portatori. E, per avvicinarci ancora di più al nostro tempo, lei crede che senza l’esperienza del neorealismo Olmi avrebbe potuto girare nel 1978 il capolavoro L’albero degli zoccoli? Io credo di no.

("Sciuscià", foto da Filmreference)

I maggiori esponenti del movimento furono i registi Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe De Santis e lo sceneggiatore Cesare Zavattini. In particolare, la coppia De Sica e Zavattini firma alcuni fra i più grandi capolavori del movimento neorealista: Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano e Umberto D.


(Francobollo dedicato a De Sica, da Comunicazioni.it)

Il cinema di De Sica è tempestato da osservazioni ora tenere, ora crudeli, ora ironiche. Sciuscià vede l'infanzia attraverso la tragedia della guerra; Ladri di biciclette è un dramma che innalza il furto di una bicicletta a rango di tragedia; contrasti di ricchezza e miseria sono invece il tema di Miracolo a Milano, sicuramente il film più zavattiniano di De Sica, dove emerge la personalità dello sceneggiatore che si manifesta nella vena surreale e favolistica.

In De Sica predomina l'elemento gioioso e vitale, il senso dell'umorismo, ma anche l'elemento amaro, il sentimento dell'incertezza e della delusione. In tutti i suoi migliori film sono presenti amarezza, sentimento, ironia, in quantità tali da caratterizzarne la tematica e lo stile.


("Miracolo a Milano", foto da Internet)

Il neorealismo è un punto di riferimento per molti registi contemporanei. Martin Scorsese, regista di notevole bravura, è un ammiratore di De Sica e considera Umberto D. "un grande film che parla di un eroe quotidiano (...) un tributo di De Sica a suo padre. E a tutti noi".

L'attore feticcio di Scorsese, Robert De Niro, parla del cinema italiano in questi termini:

Ricordo i film di Fellini, La dolce vita, 8 1/2, Amarcord, ma anche certi lavori di Pasolini e di Rossellini. Martin Scorsese sa tutto del cinema italiano, e molte cose me le ha segnalate lui. Ricordo benissimo quando passò per New York Umberto D. di De Sica e corremmo al cinema a vederlo mentre stavamo girando Mean Streets. Umberto D. è un film che mi ha segnato molto.
Oggi, a più di cinquant'anni di distanza, il cinema italiano viene ancora identificato con il neorealismo.

E secondo voi, quale film riflette meglio la realtà italiana di oggi?

6 commenti:

Sergi ha detto...

Non lo so. Arrivano pochi film qui. Forse i film di Moretti.

Vicente ha detto...

Io dico Manuale d'amore.

Anonimo ha detto...

Grazie,dunque ai fascisti tedeschi del dopoguerra che avrebbero saccheggiato e distrutto gli studi ormai settantene Cinecittà, nacque il neorealismo.
Purtropo quella onda di scaltrati e disagiati produttori e registe oggi non ci sono più.
Magari gli italiani capitano la realtà spagnola attraverso il cinema se vanno a Viareggio questa setimana
http://www.europacinema.it
Saluti
Alberto

Maria ha detto...

Di oggi non so che dire. Del passato, forse Ladri di biciclette.

ramon ha detto...

Il neorealismo è senza dubbio la migliore rappresentazione del cinema italiano, i registi che hai messo nel Blog sono reputati in tutti il mondo,e devo dire che i film come "Ladri di biciclette" lasciano una profonda orma. Oggigiorno ci sono grandi registi come Sabina Guzzanti, Ferzan Ozpetek, Muccino, Veronesse, Ettore Scola ecc..., che fanno grande il cinema italiano attuale.

Antonio Montanari ha detto...

Il premio «Federico Fellini» 2007 va ad Ermanno Olmi.
Ogni giorno a Rimini si parla di Fellini. Da quando è morto. Perché prima a lui non s'interessava nessuno. Anzi.
Sul tema qualche anno fa ho pubblicato questo raccontino (un giallo fantascientifico), intitolato «Federico, dammi un bacio».



http://blog.libero.it/tuttorimini/2736084.html