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mercoledì 2 maggio 2018

Anche il design pedala

senso design lifestyle 1
(foto da internet)

Sulla strada del design viaggia anche la bici. Il Salone del Mobile appena tenutosi a Milano ha visto il debutto internazionale di Badgley Mischka Home. Ossia della collezione di arredo che prende il nome da Mark Badgley e James Mischka. I due stilisti americani hanno realizzato la luxury bike Senso che concentra design, arte e tecnologia. Una bici che celebra l'eco-mobilità con un design estremamente innovativo. 

Lusso senza compromessiSenso è una bici veloce e innovativa. È stata creata con nuovi materiali e caratterizzata da una eccellenza ingegneristica. Comunque, è anche in grado di garantire prestazioni eccezionali per una bike da turismo. Senso è stata sviluppata e prodotta in Italia, unendo design e tecnologia. Il tutto impreziosito dal gusto estetico di Badgley Mischka.
bici
(foto da internet)
Al netto dell’oggettiva bellezza di questo prodotto che dà un tocco di stile a uno sport in continua crescita, non è stato tralasciato nulla della parte tecnica, in maniera tale da poter regalare al pubblico un prodotto di qualità assoluta e da poter utilizzare comodamente per strada. Senso è caratterizzata da un’eccellenza di ingegneria e da un lusso fuori dal comune. Il prezzo non è per tutti, proprio perché si tratta di un mezzo di lusso: 20mila e 500 euro. Le sue particolarità sono degne della sensibilità propria di un artista, uno stilista. 
senso design lifestyle
(foto da internet)
I particolari in foglia d’oro nel tubo sella e nelle forcelle, oltre all’utilizzo di Swarovski nel tubo sterzo e nel reggisella, danno un tocco prezioso e chic. Il manubrio e la sella sono realizzati in pelle di razza con la collaborazione del marchio Schedoni, azienda modenese che da anni collabora con il brand Ferrari. Senso è prodotta in collaborazione con PTM Images, azienda californianiana leader nella produzione di prodotti per la casa.
bici
(foto da internet)
Non solo Milano. Nel panorama internazionale spicca anche l’iF Design Award. Si tratta di un riconoscimento che, dal 1953, l’istituto di Hannover assegna come simbolo di eccellenza nel design. Aggiudicarselo non è semplice, dato che si passa da un’analisi di oltre 6 mila proposte provenienti ogni anno da più di 70 nazioni. La bici da strada Canyon Roadlite CF è stata incoronata a Monaco di Baviera per il suo stile pulito e le sue funzionalità all’avanguardia. Inoltre, questo modello è leggero e adatto a tutti: i suoi dettagli  grafici sono bilanciati tra il discreto e il dinamico.

mercoledì 21 febbraio 2018

La Smart compie vent'anni

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(foto da internet)

Spegne 20 candeline l'auto che ha rivoluzionato il modo di parcheggiare, ma anche di spostarsi in città. Dal 1998 a oggi, sono tanti gli eventi curiosi che ne hanno caratterizzato la storia...

Johann Tomforde, ingegnere della Mercedes-Benz, nel 1972, ebbe l'idea di produrre un'auto a due posti. Il progetto riprese qualche anno più tardi, grazie alla collaborazione con la Swatch (storica azienda produttrice di orologi) e la Mercedes.

Mr. Nicolas Hayek, il miliardario fondatore della fantasiosa Swatch aveva le idee chiare. Anzi chiarissime: “La vera city car – dichiarò - deve avere assolutamente il motore elettrico. Senza il quale la Swatch car non vedrà mai la luce. E poi dovrebbe essere condivisa".
Erano gli inizi degli anni novanta, la tecnologia delle auto a batteria (per non parlare del car sharing) non era ancora così avanzata da rendere possibile la realizzazione di un progetto così ambizioso, ma il geniale fondatore della casa di orologi di plastica non mollava. Cercò in tutti i modi di realizzare il suo progetto, arrivando a bussare alla porta di sua maestà Mercedes.


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(foto da internet)


Ma non ci fu nulla da fare. La vetturetta poteva prendere il mare solo se a benzina. E proprio su questo “piccolo” problema tecnico ci fu lo storico divorzio fra la Swatch e la MCC. Mr. Nicolas Hayek, gettò la spugna e grazie alla possente mano tecnologica Mercedes la Smart venne alla luce solo con normali motori a benzina.

Il marchio Smart è l'acronimo di Swatch-Mercedes-Art. L'obiettivo era quello di iruscire a produrre un'auto in grado di amssimizzare la convenienza, il comfort e la sicurezza di conducente e passeggero, minimizzando l'impatto sull'ambiente. 

Ma nella lunga storia della Smart Fortwo un altra tappa importantissima fu l'arrivo del micro diesel. Chissà infatti se quando nacque il progetto Swatch car l’esistenza di un motore super tecnologico come quello della prima diesel avrebbe potuto convincere Mr. Hayek a firmare con la sua casa di orologeria la vetturetta.

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(foto da internet)

Insomma non era certo un’auto elettrica ma ci si avvicinava parecchio…
Oggi che la Smart compie 20 anni però il sogno del papà della Swatch si è realizzato: la macchina è elettrica e condivisa. Ulteriore testimonianza del genio visionario Hayek.

Nel 1996 furono prodotti i primi prototipi ufficiali e due anni dopo ci fu il vero e proprio lancio della biposto. 
Nel 2004 poi la presentazione del nuovo modello: da due a quattro posti. 

Nell'ultima serie, si sa, il motore a gasolio è sparito: sarebbe costato troppo renderlo Euro6, e poi la rivoluzione elettrica era già decisa: dal 2020 tutte le Smart saranno solo a batteria.






Insomma sulla storia della Smart si potrebbe girare un film. C'è stato il modello della polizia, il furgone e mille aneddoti che rendono divertentissimo parlare della macchinina che ha fatto la felicità di tanti disperati del parcheggio. Ascoltate la canzone del trio Medusa Un uomo in smart "guida come 'n assassino pe le vie der tiburtino, pe raggiunge su cugino pe piasse n cappuccino...")






Particolare anche la storia - che pochi conoscono - della Fortwo negli Usa. Una delle cose che diede più problemi all'allora DaimlerChrysler. E già perché i tanti importatori paralleli avevano a quel tempo letteralmente invaso gli Usa già dal 2004 con modelli comprati in Europa e poi modificati per venire in contro alla normativa americana.



C'era stato anche chi aveva fatto le cose in grande: la Zap, un'azienda californiana nel 2006 mise in piedi addirittura una catena di concessionarie, essendo riuscita a mettere le mani su un lotto abbastanza consistente di Smart.  

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(foto da internet)

La Zap fece addirittura causa alla DaimlerChrysler, rea di aver ostacolato in tutti i modi l'importazione della Smart, e con la tipica caparbietà degli imprenditori americani riuscì a piazzare qualcosa come 6000 Fortwo nel 2006 e 15.000 nel 2007. Le Smart importate dalla Zap costavano però uno sproposito: il listino andava da 24 mila dollari in su, ma con qualche accessorio era facile sforare il muro dei 30 mila. Più di una Corvette...

Poi nel 2007, dopo aver incassato il colpo, la Mercedes si vendicò. E per il debutto ufficiale della Smart puntò su un listino stracciato di 11.590 dollari... Ovviamente si trattava del nuovo modello, più lungo di 19 cm rispetto al vecchio, e molto più sicuro, in modo tale da poter superare senza problemi la severa normativa Usa...



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(foto da internet)


Il resto, è storia dei giorni, con l'Italia che è il primo mercato al mondo per le Smart e Roma la città che ne compra di più... Buon compleanno Smart, gli italiani (e i romani) ringraziano.

lunedì 8 settembre 2014

Machifastefoto?



(foto da internet)

Machifastefoto? Avrebbe detto, parafrasando, la nostra Zazie di Queneau un viaggiatore del metrò di Parigi. Infatti, un'interessante iniziativa, legata al significato/significante di alcuni termini, e che ricorda un po' le proposte del gruppo OuLiPo, arriva dalla capitale della Francia: il fotografo Janol Apin, propone una sorta di viaggio fotografico attraverso delle foto in bianco e nero, realizzate negli anni '90, nella metro parigina.
Il lavoro in questione, denominato Métropolisson, presenta alcune stazioni della metro prese alla lettera (vedi>>). 
E così, ad esempio, la stazione di Abbesses viene raffigurata da due badesse in attesa del convoglio; quella degli Invalides da un invalido con due grucce; quella della Gare du nord da un eschimese e da un pinguino, e così via...


(foto da internet)

Orbene, se volessimo riproporre la stessa iniziativa in Italia avremmo qualche difficoltà: in primo luogo perché la somma (!) delle linee in funzionamento nelle città italiane è minore della totalità delle linee della sola metropolitana di Parigi!
Oltretutto, nel nostro paese abbandonano i nomi delle stazioni legati a personaggi celebri che offrono scarse scelte figurative e i toponimi.
Comunque, qualche eccezione esiste...
Vediamo, però, quali sono le città italiane che dispongono di un servizio di metropolitana. 


(foto da internet)

Al primo posto c'è, senza dubbio Milano, con 4 linee denominate M1, M2, M3 e M5. L'estensione della rete è di 94,5 km e il numero totale delle stazioni è pari a 103.
Le quattro linee sono denominate comunemente con i colori che le identificano: rossa (M1), verde (M2), gialla (M3), lilla (M5). 
E qui ci potremmo sbizzarrire facilmente. Le stazioni di Pero, Crocetta, Porta Venezia, Precotto, Gorgonzola, Lima, ecc., potrebbero far lavorare la nostra fantasia.



(foto da internet)

Roma, invece, ha una metropolitana assai limitata in rapporto alle dimensioni della città. La capitale ha, infatti, solo due linee
A Roma il nostro giochetto potrebbe contare sulle stazioni di Porta Furba, Piramide, Arco di Travertino, Ponte Lungo, Spagna, ecc. 
A Napoli è in funzionamento, attualmente,  una sola linea  (linea 1), che dalla periferia settentrionale scende verso il centro storico dopo aver attraversato i quartieri dell'Arenella e del Vomero. La linea 1 ha in esercizio 17 stazioni.
Qui potremmo usare le stazioni di Materdei e Quattro giornate (a Napoli è un po' complicato l'esperimento).
Nel 2006, è stata inaugurata la prima linea della metropolitana di Torino che collega la periferia occidentale della città con il centro cittadino.
Poca scelta anche qui: si potrebbero usare le stazioni di Pozzo Strada e Paradiso (!).


(foto da internet)

A Catania nel 1999, è stato inaugurato un primo tratto di metropolitana con quattro stazioni sotterranee e due in superficie. Sola la stazione di Fontana si presta al nostro gioco...
Genova, la metropolitana  ha in servizio solo 8 stazioni. Anche qui avremmo qualche difficoltà: l'unica stazione utilizzabile sarebbe quella di Principe.
Per finire, a Brescia, nel 2013, è entrata in funzione una metropolitana leggera che attraversa tutta la città da sud-est a nord. 
Anche in questo caso avremmo poca scelta: le stazioni di Europa e Vittoria, però, si potrebbero utilizzare a tale scopo.