venerdì 24 gennaio 2020

Satura lanx






(foto da internet)


Irene Regini è una giovane insegnante milanese che, attualmente, insegna il latino in Belgio. È nota per aver lanciato un canale su YouTube, col titolo di Satura lanx, che offre, a chiunque ne abbia voglia, di imparare il latino. L’idea è sorta quando la professoressa Regini ha deciso di coniugare la sua passione per le lingue classiche con le nuove tecnologie. Sulla scia delle esperienze fatte da insegnanti di lingue classiche americani e spagnoli che consentono a chi studia il latino di acquisire l’uso attivo della lingua, Irene Regini ha iniziato a divulgarne l'insegnamento on line  sfruttando appieno le TIC (vedi>>).






(foto da internet)

Il nome del suo canale, Satura lanx, rimanda al vassoio, colmo di primizie, che era offerto come sacrificio agli dèi. Nell’antichità, il termine satura indicava anche il genere letterario della satira, che si caratterizzava per l’estrema varietà dei contenuti e dei toni.
L'idea della professoressa Regini è quella di offrire agli studenti che si avvicinano allo studio del latino un piatto colmo di primizie, dal quale possano attingere a loro piacimento. Il suo canale è, come il vassoio degli antichi, assai misto giacché spazia su contenuti molto variegati.  La Regini difende l’utilità intrinseca del latino, una lingua che ci offre l’unica chiave d’accesso ad una quantità ingente di testi che possono ancora colpirci per la loro grande bellezza, il loro valore storico e la loro profondità. 






(foto da internet)


L'utilità del latino, quindi, è quella di comunicare -come del resto tutte le altre lingue-, di stringere legami con chi lo parla attualmente, e di entrare in rapporto con gli antichi per dare profondità e senso alla nostra cultura. 
Il metodo d'insegnamento utilizzato dalle Regini viene corroborato da numerosi insegnanti che in tutto il mondo, hanno deciso di affiancare allo studio della grammatica la pratica attiva della lingua (si tratta del cosiddetto metodo induttivo-contestuale, sviluppato dal professore danese Hans Ørberg). Questo  metodo, naturale ed efficace, per apprendere qualunque lingua, invita fin da subito a partire dal testo scritto e ad imparare centinaia di vocaboli. Lo scopo è quello di poter leggere e comprendere i testi latini, come si fa con qualunque testo scritto in una lingua moderna, senza dover continuamente ricorrere al vocabolario ed alla traduzione. 


mercoledì 22 gennaio 2020

Una cucina sociale

(foto da www.lastampa.it)
«Ho raccontato a papa Francesco della tazza di latte e pane che mia madre raccomandava di non zuccherare troppo». E anche «delle anziane cuoche che nei nostri laboratori insegnano ai ragazzi autistici a fare i tortellini e le tagliatelle». Non solo: «Abbiamo parlato dei refettori per i poveri in Messico e ad Harlem». Massimo Bottura, lo chef più premiato del mondo, racconta con la voce incrinata dall’emozione l’incontro con Jorge Mario Bergoglio. «È stato un confronto splendido: apre la mente sentirlo parlare di ospitalità, accoglienza, attenzione agli ultimi, muri da abbattere». La star della cucina ha dato al Papa «la completa disponibilità per realizzare progetti per i giovani in difficoltà. Fare qualcosa con il Pontefice per chi ha bisogno è per me un sogno che si realizza».

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(foto da internet)


È stato don Marco Pozza a portare Massimo Bottura, e con lui altri vip, in un’udienza privata da papa Francesco. Prete veneto, Pozza è soprannominato “Don Spritz” da quando ha iniziato a trascorrere il tempo libero incontrando i giovani, nei locali della movida padovana, all’ora dell’aperitivo. Tv2000, l’emittente della Cei, ha trasmesso le sue interviste con il Pontefice in due programmi sulla preghiera, che stanno per diventare una trilogia: dopo «Padre nostro» e «Ave Maria», toccherà a «Io credo», a cui interverranno vari personaggi celebri fra cui Bottura. «Don Pozza mi ha fatto diventare rosso davanti al Papa - sorride Bottura - Mi ha presentato come un genio della creatività, un nuovo Michelangelo». Alla fine dell’udienza «sono rimasto a conversare a tu per tu con Francesco e ho potuto riferirgli ciò che stiamo riqualificando a New York per farne strutture al servizio degli indigenti e dei ragazzi che vanno tolti dalle strade». La sollecitazione di «un patto tra le generazioni per trasmettere conoscenza ai giovani si tramuterà in nuovi progetti. Mi ha chiesto di rivederci. Tornerò presto a Roma», spiega. Lo chef dell’Osteria Francescana suscita interesse tra molti prelati Oltretevere grazie alle sue mense per i poveri, alla sua onlus “Food For Soul”, all’esperienza dei “Tortellanti” di Modena, laboratorio didattico in cui studenti e ragazzi con autismo apprendono il mestiere della cucina, e ai progetti di recupero dei cibi di scarto. E in questo pontificato che ha messo la povertà al centro dell’evangelizzazione, ora c’è chi nei sacri palazzi prevede una futura collaborazione con il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, testa pensante e braccio operativo della carità del Papa. Dalle docce all’ambulatorio al nobiliare Palazzo Migliori diventato dormitorio, le sue iniziative benefiche dimostrano «efficace inventiva, che potrebbero trovare una straordinaria sintonia in qualche progetto comune con la generosa creatività di Bottura», dice un monsignore. Da ieri questo sogno diventa più realizzabile.

lunedì 20 gennaio 2020

Il Molise



(foto da internet)

Il New York Times ha recentemente stilato un elenco di 52 luoghi da visitare nel 2020:  al primo posto c'è la capitale Washington, poi, ad esempio, vi possiamo trovare la Groenlandia o il Tagikistan. Per l'Italia, insieme alla Sicilia, dove molti americani vanno a ritrovare le loro origini, fanno spicco il Molise e Urbino.

Negli ultimi anni il flusso dei turisti statunitensi in Italia è aumentato. Solo nel 2018, secondo le stime Istat, gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 5,7 milioni (+15,7% rispetto al 2017), mentre le presenze hanno raggiunto i 14,5 milioni (+14,9%). Secondo le stime della Banca d'Italia, nel 2018 gli statunitensi in Italia hanno speso oltre 5 miliardi di euro (+12,1% rispetto al 2017).




(foto da internet)

Come abbiamo detto poc'anzi, tra le segnalazioni che riguardano il nostro Paese, troviamo il Molise, una delle regioni più bistrattate d'Italia, che si prende, in questo modo, una notevole rivincita. Il quotidiano americano segnala che neanche gli italiani la conoscono e ne parla come uno degli angoli più spettacolari della penisola, con la costa di Termoli, i siti archeologici di Saepinum (in provincia di Campobasso) e le montagne di Campitello Matese. Il New York Times consiglia di girarla in treno, ad esempio usando la tratta tra Sulmona (in Abruzzo) e la molisana Isernia, con la cosiddetta "Transiberiana d'Italia".




(foto da internet)


ll Molise è una terra ricca di tesori nascosti, e il viaggio può iniziare da Isernia, la capitale dei sanniti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la parte antica di Isernia andò in parte distrutta. Oggi è possibile visitare la zona bassa, in cui fanno spicco la Fontana Fraterna e la Cattedrale nota con il nome di La Madonna della Luce.
Nell’entroterra, il Molise offre una natura selvaggia e incontaminata. Vale la pena visitare la stupenda Riserva di Montedimezzo. Si trova nell’Appenino Molisano, e dal 1977 fa parte del programma Unesco MAB. La flora e la fauna del posto si sono mantenute e non sono state intaccate dall’uomo.





(foto da internet)



(foto da internet)

Da lì si può far visita a Campitello Matese, che si trova nell’Appennino Molisano. È tra le mete turistiche invernali predilette dagli italiani.
Da non dimenticare il siti archeologico di Saepinum che si trova in provincia di Campobasso.
Per chi ama il mare Termoli è, ad esempio, una rinomata località balneare, con le famose spiagge di Rio Vivo e  di Sant’Antonio. A Termoli si può ammirare il Borgo Vecchio, dove si erge il Castello Svevo.
Un altro angolo incantevole è Marina di Petacciato che conserva ancora un certo fascino selvatico di natura incontaminata.




(foto da internet)

La gastronomia molisana è assai ricca: fra gli antipasti,  consigliamo i formaggi e i salumi tipici: in particolar modo i formaggi dei comuni di Carovilli, Vastogirardi e Agnone.
Il primo piatto per eccellenza, preparato a mano, sono i cavatelli, di soliti conditi con un sugo di carne o di verdure. In Molise il guanciale è un ingrediente base della cucina e lo potrete trovare anche nei secondi piatti. 




(foto da internet)


Da provare il tartufo e la salsiccia di fegato. Per i dolci, vi consigliamo i panzerotti con ripieno al mosto cotto e il famoso sanguinaccio.
Le 52 località scelte dal New York Times sono una miscellanea interessante per farsi un'idea del punto di vista statunitense sul turismo. In Europa ci sono mete scontate come Minorca o, appunto, la Sicilia, ma salgono Paesi come la Slovenia o la Romania. E non può mancare Parigi: è al 31° posto; ma per gli americani è ancora la città romantica per eccellenza. Ma, almeno per il 2020, anche il Molise può vantare di entrar a far parte del top turistico a stelle e a strisce.




venerdì 17 gennaio 2020

La Tavola calda e Limón y Merengue




Pubblichiamo un'intervista a Alessandro Ponta, proprietario de "La Tavola Calda" e "Limón y Merengue" di Valencia, due interessanti locali che stanno riscuotendo un crescente successo. 

Da quanto tempo siete a Valencia?
Io sto a Valencia dal 1999, e mia moglie Florencia Pons Tobolski (in arte Flor, che è la pasticciera) dal 2000.

Avete, attualmente, due locali. Dove si trovano ?
Sì, attualmente abbiamo "Limón y Merengue" il nostro laboratorio di pasticceria e panetteria che si trova nel quartiere di Ruzafa, in Calle Sueca, 6 e "La Tavola Calda" che si trova in pieno centro di Valencia nella Calle Bisbe, 14 (è una traversa di Don Juan de Austria). 



Che cosa offrono?
A "Limón y Merengue" offriamo una pasticceria moderna e raffinata. La scuola è catalana ma ci sono moltissime influenze internazionali di stampo italo-francese con incursioni argentine (alfajores). Oltre ai formati classici delle torte abbiamo anche una selezione di mignon, tartellette e semisfere. La pasticceria inoltre offre, biscotti fatti in casa, brownie, tartufi al cioccolato e cognac ed anche una selezione di diversi pan di Spagna alle mele o alla zucca o addirittura la caprese al limoncello con mandorle e cioccolato bianco. 
Abbiamo anche un servizio di Catering e lavoriamo molto con torte per matrimoni, battesimi o feste private. Inoltre inforniamo vari tipi di pane naturale, fatto di lievito madre (baguettes, pane di segale e di farine biologiche) con lievitazioni di almeno 16 ore.
Per quel che riguarda il salato offriamo Empanadas tradizionali argentine, piadine romagnole, tramezzini, toast e varie lasagne (al ragú, al pesto o ai formaggi con tartufo).
Tutto rigorosamente fatto in casa senza conservanti, ne additivi. Solo ingredienti 100% naturali.




Alla "Tavola Calda", invece, offriamo tutta una serie di piatti da asporto per la maggior parte italiani, ma non solo.
Ci sono 4 tipi di lasagne, 2 tipi di cannelloni, la parmigiana di melanzane, oltre alla Peperonata, le polpette al sugo, le lenticchie ed il pollo al forno con le patate al rosmarino. Ogni giorno offriamo 2 tipi di pasta con sughi e ricette tradizionali con ingredienti assolutamente italiani e soprattutto DOP (niente panne ovunque, o potenziatori di artificiali di sapori) 
Ma abbiamo anche una selezione di piatti internazionali, tra i quali il Pollo al Curry (ricetta originale), el Arroz al horno, le Insalate Cesar ed altro.
Offriamo anche un menú con bevanda e dolce (ne abbiamo una selezione ampia) rigorosamente della pasticceria Limón y Merengue.  
Sotto le feste offriamo menù dedicati (Natale e Capodanno)
Abbiamo anche un servizio di Catering per qualsiasi evento.
Facciamo servizio di consegna a domicilio per gli uffici, negozi in centro ed anche per alcune scuole.
In generale nei due locali lavoriamo molto su prenotazione dove proponiamo qualsiasi cosa sia nelle nostre corde sia col dolce che con il salato. (Gnocchi, Risotti, Arrosti, ecc., e anche menu completi, dagli antipasti al dolce)



Perché avete scelto di chiamarli "Tavola calda" e  "Limón y Merengue"?
Limón y Merengue nasce perché è il dolce preferito di Flor e questo ha fatto sì che sia stato premiato da una rivista specializzata a livello nazionale.
La Tavola Calda mi piaceva particolarmente per il concetto che rappresenta ed è un nome facile da capire anche in spagnolo e valenciano 

 Proponete dei piatti/dolci tipici italiani?
Sì. Dei piatti abbiamo parlato prima. Facciamo tutta una serie di dolci italiani (Tiramisú, Millefoglie con crema pasticceria e frutta fresca, Torta al caffè e cioccolato e molto altro) meglio sempre su ordinazione. Senza dimenticare il Panettone artigianale (ricetta tradizionale con lievito madre) che a Natale va a ruba... La produzione va da metà Novembre alla Befana, e poi il Roscón de Reyes (anche se non è italiano...).


I clienti possono acquistare dei prodotti tipici italiani nel vostro locale? 
Sì certo, assolutamente. A Limón y Merengue abbiamo una boutique dove vendiamo prodotti tipico come il Limoncello artigianale, il caffè macinato o in chicchi, vari vini e Prosecco e la pasta italiana. Inoltre vendiamo prodotti locali di qualità quali il cioccolato, le marmellate, olio d’oliva extra vergine e vari Vermut, Cava e molto altro. 

mercoledì 15 gennaio 2020

Un patentino per lo smartphone

(foto da www.lastampa.it)

Interventi di prevenzione e contrasto del cyberbullismo partendo innanzitutto dalla conoscenza del fenomeno: il che significa coinvolgere prima di tutto i giovani, sovente trascurati dalle analisi e dagli studi sul tema. È l’obiettivo del Protocollo: avviare un’attività di monitoraggio sul fenomeno in 48 scuole pilota del Piemonte. Mello stesso tempo, si punta ad istituzionalizzare e ad estendere su base regionale il “patentino” rilasciato ai ragazzi e alle ragazze che si impegnano ad un utilizzo responsabile dei social.

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(foto da internet)

È questa l’idea nata nel programma “Scuole che promuovono la salute” del Piano regionale Piemonte della prevenzione, con il coinvolgimento dell’Asl Cuneo 1 e 2 e le scuole “Umberto Primo” di Alba e “Peano Pellico” di Cuneo, capofila del progetto. La filosofia di fondo è quella di dare agli alunni delle scuole secondarie di primo grado delle competenze affinché conoscano le potenzialità ma anche i pericoli che si corrono con l’uso del cellulare. “Si parte dall’idea – spiega il responsabile del progetto, il vice preside del “Peano Pellico” – che si prendono le patenti per guidare i motorini e si mette in tasca ai ragazzini una bomba senza che nessuno di loro sia adeguatamente istruito a usarlo”.

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(foto da internet)

Il patentino consiste in una sorta di formazione che viene erogata alle scuole medie attraverso gli insegnanti che hanno svolto un corso presso la scuola polo. Il primo passaggio di questo progetto è proprio quello di istruire i professori: “Abbiamo iniziato il corso – spiegano – con ottanta docenti che coinvolgono tutte le scuole del territorio che faranno attività con le diverse classi. Lo scopo è quello d’insegnare anche a loro l’uso dello smartphone, sia come strumento elettronico che per i contenuti. I docenti hanno studiato lo strumento e tutto ciò che attiene la parte ingegneristica; abbiamo affrontato il tema 5G. Abbiamo analizzato il principio di precauzione perché al momento non abbiamo dati sugli effetti dell’uso dello smartphone. La Polizia Postale ci ha informato su tutto ciò che è collegato al reato. Adesso entreremo più nella parte psicologica, sull’uso improprio che si può avere nella pratica quotidiana, sul discorso della dipendenza. Non mancherà un’analisi del ruolo della scuola che deve partire da un approccio che promuove l’uso consapevole e non solo punitivo”.

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(foto da internet)

Il lavoro nelle classi da parte degli insegnanti inizierà a dicembre e proseguirà fino a marzo. Agli studenti verrà poi posto un questionario, una sorta di esame, per ottenere il patentino. A maggio è previsto un evento pubblico per la consegna dei patentini, con la partecipazione delle famiglie. Il modello seguito è quello portato avanti lo scorso anno dalle scuole del Verbano che, in collaborazione con le aziende sanitarie, il Ministero della Pubblica Istruzione e le forze dell’ordine, hanno iniziato un progetto per rilasciare agli studenti che seguono un percorso formativo un patentino per l’uso responsabile dello smartphone. 

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(foto da internet)

Ottanta ore di corso, una sorta di patto tra studenti e famiglie per imparare a gestire uno strumento potente e in alcuni casi devastante, come dimostrano alcuni fatti di cronaca, che richiede l’assunzione di responsabilità. Il “contratto di buon uso ha una serie di punti: tra gli impegni dei figli si va dal “non scriverò mai nulla sui social ciò che non direi di persona”, al “non chiederò e non invierò foto intime perché questo potrebbe rovinare la mia vita in futuro”. I figli si impegnano poi a consegnare le password di accesso ai genitori che, da parte loro, assicurano la loro vigilanza, perché “lo smartphone è in prestito e la durata dipenderà dal comportamento, come la patente del motorino che viene ritirata se si sbaglia”.


lunedì 13 gennaio 2020

L'inno delle sardine



(foto da internet)


Le Sardine italiane, di cui abbiamo già parlato in un altro post apparso su questo blog (leggi>>), hanno ufficialmente un inno: si tratta del brano 6000 (siamo una voce). L'autore dell'inno è un musicista del sud,  MaLaVoglia, al secolo Gianluca Giagnorio, pugliese del Gargano che ha raggiunto in poche ore un successo virale (vedi>>). 
La canzone è stata rilanciata su Youtube e sulla pagina Facebook ufficiale di 6000 sardine.

Ha affermato MaLaVoglia: "In piazza abbiamo riscoperto la voglia di cantare tutti insieme. Perché la musica ci fa stringere, ci fa emozionare, ci offre la certezza che l'unione pacifica dei corpi e delle voci potrà davvero cambiare la storia".  La canzone è stata accolta con entusiasmo dalle Sardine di tutta Italia e verrà cantata in Piazza VIII Agosto, il prossimo 19 gennaio, a Bologna, insieme a tanti nomi importanti della musica italiana.




(foto da internet)

Il brano, realizzato dal cantautore pugliese con il musicista Francesco Tripi e con Marco Mori, è stato prodotto da MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti.
Il testo di MaLaVoglia afferma: "In questi giorni di politici né carne né pesce tutti cambiano partiti come cambiano scarpe. Papà Mameli ci voleva desti, un po' in ritardo, ma adesso siamo svegli! Siamo Sardine e siamo tante. Siamo formiche col passo d'elefante. Siamo l'Italia che si sta svegliando. Guarda le piazze: stiamo arrivando!".
E ancora: «Siamo i giovani già vecchi da buttare via, i cari bamboccioni che non sanno dove andare/ Sarà che abbiam giocato a troppi giochi dell’Atari/ Ma a volte vedo cose che mi sembra di sognare/ È il paese della fuga dei cervelli è il paese dei ministri degli inferni/ E noi vorremmo uscirne fuori come Dante ma Virgilio non si vede, è latitante/ È il paese dove campi se stai zitto ma si son dimenticati che “a ca’ nessun e fess!”...




(foto da internet)

E ancora: "Non vogliamo guerre, non abbiamo armi, siamo gli invisibili che han voglia di parlarvi/ Siamo una voce che è diventato un coro e canteremo davanti ad ogni squalo".
Così sia.


venerdì 10 gennaio 2020

Un genio immortale




(foto da internet)

Si è inaugurata lo scorso 14 dicembre, a Rimini la mostra Fellini 100 Genio immortale, grazie al progetto realizzato da Studio Azzurro per celebrare Federico Fellini, uno dei grandi  maestri del cinema. L'esposizione è un primo passo verso i festeggiamenti per il centenario della nascita in programma nel 2020, quando aprirà i battenti il Museo Internazionale a lui dedicato che si svilupperà tra Castel Sismondo, Piazza Malatesta e il Cinema Fulgor, tre punti chiave della Rimini felliniana.
In occasione della mostra le sale di Castel Sismondo sono state trasformate in suggestivi set dedicati all'arte e all'immaginario di Fellini. 



(foto da internet)

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte il sindaco di Rimini, i curatori della mostra e alcuni ospiti in rappresentanza del mondo della cultura e dell'arte italiane come il paroliere e produttore discografico Mogol, la stilista Alberta Ferretti, la giornalista e nipote del Maestro Francesca Fabbri Fellini e il compositore Andrea Guerra, figlio del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra che firmò alcune sceneggiature memorabili per il maestro riminese.
L'esposizione ruota attorno a tre nuclei di contenuti: il primo racconta la storia d'Italia a partire dagli anni '20-'30, attraverso l'immaginario dei film di Fellini; il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista e il terzo alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.



(foto da internet)


Tra il materiale in mostra i taccuini prestati dal Fondo Nino Rota; la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord chiamato Il borgo, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà della regista Lina Wertmuller.
Hanno sfilato gli abiti di moda ecclesiastica di Roma accanto ai costumi del Casanova. Altri prestiti provenienti dall'archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, Tonino Delli Colli e Giuseppe Rotunno, mentre le immagini di brani di repertorio dell'Istituto Luce e di Rai Teche hanno accompagnato le sequenze dei film di Fellini.



(foto da internet)

Nella mostra si può anche ammirare il materiale proveniente dall'archivio dell'Associazione Tonino Guerra, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana. La mostra resterà allestita a Rimini fino al 15 marzo 2020
Posteriormente, comincerà il suo viaggio: arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.