mercoledì 14 novembre 2018

Una camera da baratto

Risultati immagini per settimana del baratto
(foto da internet)

In campagna, seguendo le vie le vino. Nelle grandi città d’arte, per una full immersion di mostre, storia e cultura. Tra vette già innevate o su spiagge solitarie e romantiche. Lontano dal caos estivo e prima delle vacanze invernali, l’autunno è la stagione ideale per partire e staccare la spina per un weekend o poco più: non c’è folla e i prezzi sono più convenienti. Specie se si sceglie di partire dal 19 al 25 novembre, perché si soggiorna in tutta Italia senza spendere il becco di un quattrino. 
Come? Partecipando alla Settimana del Baratto. Giunta quest’anno alla sua decima edizione, la grande manifestazione apre le porte di più di mille strutture italiane tra B&B, casali rustici o guest house di design e piccoli alberghi, che offriranno un soggiorno gratuito ai loro ospiti, senza chiedere un soldo: il servizio per l’occasione si paga infatti con un baratto.

Risultati immagini per settimana del baratto
(foto da internet)

Sul sito si trova l’elenco dei B&B aderenti in tutta Italia, divisi per regione e provincia di appartenenza. Ogni struttura ha pubblicato, accanto a foto e descrizione, una “lista dei desideri”, un elenco di beni o servizi che scambierebbe in cambio di ospitalità. Le richieste sono di ogni tipo e per tutte le esigenze: c’è chi ha bisogno di scacchi, dame e giochi da tavola, chi cerca bei volumi fotografici per la sua libreria, e chi un quadro per arredare la sala da pranzo. Ma non si scambiano solo beni materiali, sono tante le richieste di servizi utili. Qualcuno ha bisogno di una mano per imbiancare una parete, qualcun altro deve raccogliere le olive, e c’è anche chi ha bisogno di aggiornare il sito web della sua attività. 
Non mancano i golosi, che chiedono prodotti enogastronomici tradizionali dalle varie regioni italiane, conserve, marmellate, olio, vino e formaggi, da gustare la sera in compagnia degli ospiti. Gli animi più romantici preferiscono offrire il soggiorno in cambio di performance e cercano artisti in grado di cantare e suonare per allietare una serata in albergo, esibirsi in una piece teatrale in soggiorno davanti agli altri ospiti o leggere poesie al chiaro di luna. Molti chiedono lezioni: dal pianoforte all’inglese o l’equitazione, una chiacchierata con un madrelingua francese o un’ora di tango. Vanno forte le riparazioni di manutenzione, sistemazioni elettriche e idrauliche soprattutto.
Risultati immagini per settimana del baratto
(foto da internet)

Ce n’è per tutti i gusti. Per esempio il bel Casale Giancesare di Capaccio Paestum, Campania, offre un soggiorno in cambio di un altro soggiorno, anche all’estero. Invece l’Up di Bologna offre ospitalità in cambio di un’ora di lezione di fisarmonica; la Masseria San Martino di Fasano, in Puglia, ha bisogno di un aiuto per la raccolta delle olive; in Sicilia, in provincia di Trapani, in cambio di una notte nel suo piccolo castello, Villa Amodeo cerca specchi, lampade e biancheria, oppure un bel servizio fotografico della scenografica villa.
Risultati immagini per settimana del baratto
(foto da internet)

Viaggiare in Italia non ha (letteralmente) prezzo, insomma. Ma non solo in Italia. La grande novità di quest’anno, infatti, è che la Settimana del Baratto esce dai confini italiani e diventa internazionale, unendosi al sito barterweek.com, dedicato a chi cerca uno scambio per un soggiorno all’estero. I B&B e agriturismi che partecipano oltreconfine sono 150, e offrono ospitalità (sempre dal 19 al 25 novembre) in ogni angolo del mondo, dalla Grecia al Portogallo, passando per l’Indonesia, dalla villa a Cipro alla yurta in Mongolia, lo chalet avveniristico sui monti innevati in Svizzera o la fattoria provenzale in Francia. 

Insomma, non resta che scegliere la destinazione e patteggiare un baratto!!!

lunedì 12 novembre 2018

Balle mortali






(foto da internet)


“Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.” Così Roberto Burioni, un medico e divulgatore scientifico italiano (vedi>>), esamina da vicino una serie, tragica e grottesca, di bufale pericolose, che ci pongono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali e al metodo scientifico della medicina. 
Nella fiera dell'orrore, c'è di tutto: un bambino morto per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna che soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina; le promesse del segreto siero anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra, i negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS e chi più ne ha, più ne metta... Il tutto raccolto e analizzato dal dottor Burioni nel testo Balle mortali, uscito da poco presso Rizzoli.




(foto da internet)

Roberto Burioni, specializzato in Allergologia e Immunologia Clinica, ha lavorato negli USA e,  dopo vari incarichi nelle università di Roma e di Ancona,  ricopre l'incarico di professore ordinario, presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di microbiologia e virologia. 
È responsabile di un laboratorio di ricerca immunologica per lo studio della risposta immunologica contro patogeni umani. Nell'ottobre del 2016 ha pubblicato  il saggio Il vaccino non è un'opinione, per smontare la tesi antivacciniste. 

L'opera ha vinto il Premio Asimov 2017 per la divulgazione scientifica. Nel corso del 2017 si è dichiarato favorevole all'istituzione dell'obbligo di vaccinazione per i bambini che accedono ad asili nido e alle scuole primarie.
Sempre nel 2017, pubblicò La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica, edito da Rizzoli. 
Ha ricevuto, negli ultimi tempi, numerose minacce di morte, ma con profonda ironia ribatte, colpo su colpo, tutte le acuse e le invettive che il popolo bue gli rivolge. "Lo faccio per mia figlia", ha affermato.
Uno degli ultimi messaggi ricevuti è un (falso) comunicato in cui si dice che è stato ucciso dalle Brigate Rosse. In un tweet è imbavagliato come Aldo Moro, in un altro una mamma anti-vax lo minaccia dicendo che sa benissimo dove passa le vacanze al mare...


(foto da internet)

Secondo Burioni, permettere alla gente di far circolare tutte le fandonie che si dicono sui vaccini vuol dire permettere che vengano minate le basi del benessere di tutti, e in particolare della generazione dei nostri figli.
I nemici di Burioni sono proprio i cosiddetti genitori no vax, che vogliono, a tutti i costi, la libertà di scelta contro obbligo. 
E qui c'è da sbizzarrirsi: c’è chi ha scritto che ci sono medici con esperienza trentennale che possono dimostrare come stanno davvero le cose, con dati alla mano, e farci capire quando è necessario usare i vaccini e come affrontare i virus per renderci autonomi da qualunque coercizione.
Roberto Burioni si difende: "Chi dice queste cose racconta bugie ed è preoccupante che possa essere ancora al suo posto. È come se lasciassimo fare il pompiere a chi è convinto che il fuoco si spegne con il kerosene".


(foto da internet)

E ancora ribatte: "È molto facile spaventare le persone. Se in un teatro grido che c’è una bomba scappano tutti ed è difficile calmarli. La stessa cosa fanno gli antivaccinisti: diffondono timori che è complicato arginare".
C'è anche chi lo accusa di essere arrogante, specie sui social. E lui replica così: "Sarei arrogante se partecipassi a un forum sul cricket, di cui non conosco nemmeno le regole. Nelle trasmissioni sportive è ammesso a dibattere di calcio, sullo stesso piano di allenatori, ex calciatori o giornalisti specializzati, qualcuno che non sa nemmeno che cos’è il fuorigioco? Se sì, come pensa che verrebbe considerato da chi guarda la trasmissione? Perché questo non accade quando si parla di scienza?".


(foto da internet)

Poi c'è chi lo accusa di conflitti d’interesse. E il medico afferma: "Sì, è vero, ce li ho, ma al contrario. Io ho tutto l’interesse a dire che i vaccini non funzionano perché il mio lavoro è trovare nuovi farmaci che possano essere usati al loro posto, in particolare contro i virus".
C'è chi gli dà del tiranno scientifico a causa di una sua affermazione in cui manifestò che la scienza non è democratica. Ancora al contrattacco: "La scienza è altamente democratica, perché ha al suo interno regole di controllo generali che non consentono a chi racconta fandonie di farla franca per molto tempo. Non è democratica solo nel senso che non dà ragione, per un frainteso principio di uguaglianza e libertà, a chi sostiene che il sughero affonda. Finora si è sempre visto che il sughero galleggia, e, finché il preteso Galileo di turno non dimostrerà il contrario, il mondo scientifico, democraticamente, non accetterà la sua tesi".
Così sia... e basta.



venerdì 9 novembre 2018

Libera nos a malo


(foto da internet)


La Festa del Soccorso è la festa patronale di San Severo, in provincia di Foggia, in Puglia. L’evento celebra la solennità liturgica della Madonna del Soccorso, patrona principale della città e della diocesi. Alla Vergine sono associati, nei festeggiamenti della terza domenica di maggio e del lunedì successivo, i santi Severino abate e Severo vescovo, le cui statue affiancano quella della Madonna. La festa è caratterizzata da due sontuose processioni, in cui si portano a spalla numerosi simulacri di santi, tra i quali gli Angeli Custode, Gabriele, Raffaele e Michele, che sono scandite da fragorose batterie pirotecniche, dette anche fuochi, incendiate negli oltre venti rioni al passaggio dei cortei (vedi>>). La festa è caratterizzata anche dai cosiddetti fujenti: un gruppo di ragazzi che si misurano in una corsa dietro o davanti le batterie dei fuochi.



(foto da internet)




Potrebbe interessarti: http://www.foggiatoday.it/attualita/festa-soccorso-san-severo-2018.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/FoggiaToday

L’evento, che ogni anno attira a San Severo migliaia di visitatori, è in costante aumento, anche grazie al rilievo dedicatogli, negli ultimi anni, dalla stampa locale, dalla tv e da siti internet specializzati in pirotecnica.
Il culto della Madonna del Soccorso, una Madonna nera, è legato agli Agostiniani, che a San Severo ebbero un monastero attestato sin dal 1319. Quando il monastero agostiniano venne definitivamente soppresso nel 1652, la devozione alla Madonna fu tenuta viva dai possidenti locali.


(foto da internet)

La festa è una delle celebrazioni più folli d'Italia. San Severo conta quasi 55mila abitanti e nel percorso dei fuochi, che va da piazza dell'Incoronazione a Porta Lucera, passando per le strade più strette della cittadina, tutti i suoi abitanti, grandi e piccini, giovani e vecchi, partecipano ai botti. 
I più coraggiosi corrono sotto le scariche di polvere pirotecnica per liberarsi dal male, in una tradizione che ebbe inizio '700. La Vergine Nera del Soccorso, protettrice dei campi, venne invocata più volte nel corso del XVIIII secolo: i sanseveresi del tempo portarono la statua sui terreni coltivati per scacciare la siccità e le tempeste: il miracolo, a quanto pare, avvenne ogni volta e da allora si iniziò a diffondere il culto dello scoppio, esorcizzante e salvifico. 




mercoledì 7 novembre 2018

Giornata internazionale del Sandwich


Dal XVIII secolo a oggi: ecco il Sandwich, il più intramontabile dei panini
(foto da internet)



Sandwich: un nome, un simbolo; uno dei pasti - o, per meglio dire, uno dei pranzi - più consumati e famosi al mondo. Bastano poche fette di pane e un ripieno gustoso, basta anche solo la forma, per rendere immediatamente identificabile questo particolare tipo di panino, la cui nascita è legata a una leggenda, tanto famoso da meritarsi una festa ad hoc: il Sandwich Day, celebrato il 3 novembre di ogni anno. 

Risultati immagini per sandwich day giornata internazionale del sandwich 2018
(foto da internet)

Si dice infatti che sia stato inventato da John Montagu, quarto conte di Sandwich, che, amante delle carte, chiese un giorno un pasto che poteva sostentarlo durante le lunghe sessioni al tavolo da gioco. Nacque così quello che, stando a quanto riportato in Tour to London, di Pierre Jean Grosley - libro di viaggi contemporaneo a Montagu - era un equilibrato mix di pane e carne essiccata, facile da conservare e portar via, per poi consumarlo in qualsiasi luogo. Nonostante l'aurea romantica di questa leggenda, gli storici dell'alimentazione ancora dibattono su quando questo panino - in Italia assimilabile per alcuni versi al tramezzino -, sia stato realmente inventato e per quale particolare utilizzo. Da allora ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata e nel tempo sandwich e panino sono diventati quasi sinonimi, segno di uno strapotere contrastato solo da quello dei burger



Risultati immagini per sandwich day giornata internazionale del sandwich 2018
(foto da internet)



Ma come si prepara un buon sandwich? La cosa più importante è l'equilibrio tra le varie consistenze che deve avere il panino: non possono mai mancare la croccantezza unita a un sentore di morbidezza dato da alcuni tra gli ingredienti. Il pane - almeno dalle due fette in su - va reso croccante previa cottura per i 2/3, lasciando, nel caso di una struttura più complessa, più morbide le fette che andranno a comporre i piani centrali del panino, mentre ad ogni sovrapposizione andrà spalmata la crema - la maionese è il condimento più usato nel mondo per questo tipo di panino - o il formaggio prescelto. Solo una volta completati questi passaggi fondamentali, si può passare al condimento vero e proprio, a seconda della propria fantasia e dei propri gusti. 

Risultati immagini per sandwich tramezzino
(foto da internet)


Ma una volta colti i trucchi base per un sandwich perfetto, come possiamo festeggiare il Sandwich Day? Il gioco è molto semplice: basta armarsi di un po' di fantasia e provare a tradurre in chiave panino - a strati ovviamente - tutti le nostre ricette preferite. Uova e bacon per una colazione salata all'inglese, un pranzo leggero, con tacchino, insalata e maionese light e una cena in grande stile, con l'intramontabile Club Sandwich (pancetta, tacchino, lattuga, pomodoro, uovo sodo, maionese e salsa Worcester), in assoluto il più famoso. 
E per una festa 2.0, basta fotografare e filmare la preparazione della ricetta e il vostro pasto, per poi postare tutto sui social network. Ovviamente al grido di #NationalSandwichDay.


Risultati immagini per sandwich tramezzino

(foto da internet)

Se siete amanti del sandwich e non avete idee, ve ne suggeriamo una noi per festeggiare il #NationalSandwichDay
Un club sandwich.... gourmet! Mini club-sandwich con mortadella, stracciatella e pistacchi (ricetta da "Un Panino per tutti i gusti", Giorgio Borrelli per Gribaudo)

Ingredienti: 3 fette di pane in cassetta, 3 fette di mortadella, 1 cucchiaio di stracciatella, misticanza, maionese, granella di pistacchi, olio extravergine di oliva sale, pepe.

Risultati immagini per sandwich tramezzino
(foto da internet)


Procedimento e composizione: Tostate 2 delle 3 fette di pane.
Dopo averle lasciate raffreddare, prendete la prima fetta abbrustolita e spalmate alla base un velo di maionese, poi disponete un letto di misticanza condita con olio e sale.
Ponete sopra alla misticanza una terza fetta di pane non abbrustolito e disponete su di essa le fette di mortadella, la stracciatella e condite con una piccola manciata di granella di pistacchi, olio e pepe.
Chiudete il sandwich con la terza fetta tostata e tagliatelo in 4 parti.

lunedì 5 novembre 2018

Mastroianni in mostra



(foto da internet)


Il 26 ottobre u.s. è stata inaugurata a Romaal Museo dell’Ara Pacis, in occasione della Festa del Cinema, la mostra Marcello Mastroianni, un percorso inedito nel cinema italiano per mano di uno degli attori più amati dagli italiani. 
La mostra è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e coprodotta e curata dalla Cineteca di Bologna. È stata realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con Istituto Luce-Cinecittà e con il sostegno di vari sponsor. 
La vita dell'attore è legata al suo cammino artistico: l’esposizione ripercorre la sua straordinaria carriera, sin dagli esordi con Riccardo Freda, nel 1948, la collaborazione con Federico Fellini, il teatro, i lavori all'estero, per arrivare agli ultimi anni della sua vita. 



(foto da internet)

Più di 100 film in totale, girati tra gli anni '40 e la fine degli anni '90, che hanno fatto di Marcello Mastroianni uno dei grandi attori del cinema di tutti i tempi.
Nel privato, Mastroianni era un uomo timido e schivo. Una vita tra parentesi, in questo modo amava definire la sua vita. Le parentesi furono quelle tra un set e l’altro, tra un teatro e l’altro, in una lunga carriera fatta di film, di spettacoli e di personaggi.
Mastroianni è stato un attore che entrò con forza nell’immaginario collettivo del nostro Paese. Il curatore della mostra, Gian Luca Farinelli (vedi>>), ha spiegato che per seguire il Mastroianni artista bisogna conoscere il Mastroianni uomo, partendo da un tratto distintivo della sua personalità: l’umiltà. La mostra inizia proprio dalle origini della sua famiglia, di estrazione popolare, e dell’infanzia in Ciociaria.



(foto da internet)

Mastroianni entrò a lavorare a Cinecittà, grazie a un aiutino avuto da alcuni parenti che vi gestivano una trattoria. Iniziò con le prime comparsate, fino al primo ruolo importante, in cui però è doppiato da Alberto Sordi, quello del vigile (vedi>>) in Domenica d’agosto, di Luciano Emmer, del 1950.
Il percorso si snoda anche attorno a l'altro polo fondamentale nella sua vita di attore: il teatro. Mastroianni fu scoperto nel C.U.T. (il Centro Universitario Teatrale, dove recitava pur non essendo iscritto all’università) da Emilio Amendola, amministratore della compagnia di Luchino Visconti che lo chiamò, nel 1948, per il ruolo di Mitch, in Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams.




(foto da internet)

Cinema e teatro, le due anime raccontate in dialogo costante grazie ai materiali conservati dalla Cineteca di Bologna, dallo stesso Mastroianni e da numerosi altri archivi con i quali è stato costruito questo percorso che accompagna lo spettatore attraverso cinquant’anni di cultura e costume italiani. 
Mastroianni fu protagonista di film di Mario Monicelli, Mario Camerini, Dino Risi, Pietro Germi, Luigi Comencini, Carlo Lizzani, Giuseppe De Santis, Ettore Scola  e Alessandro Blasetti
L'attore vestì i panni del sex symbol (vedi>>) ne La dolce vita di Fellini, fu il protagonista impotente (vedi>>) nel Bell’Antonio di Mauro Bolognini, opponendo sempre allo stereotipo del latin lover la sua personalità. Fu l'omosessuale antifascista (vedi>>) di Una giornata particolare a fianco di Sofia Loren, e l'indeciso (vedi>>Barone Fefè, in Divorzio all'italiana.




(foto da internet)

Nella mostra fa spicco il ruolo di Federico Fellini e l'importanza che ebbe nella carriera artistica dell'attore: Il lungo viaggio, si intitola la sezione dedicata al rapporto fondamentale tra Fellini e Mastroianni, che va da La dolce vita, a La città delle donne, da 8 e ½, a La città delle donne.
Vi sono anche i riferimenti della carriera dell'attore all’estero, specialmente il film di Manoel de Oliveira Viaggio all’inizio del mondo, uscito postumo, e il film-testamento Mi ricordo, sì, io mi ricordo (vedi>>), girato dalla compagna Anna Maria Tatò.
Un prezioso percorso attraverso scritti, testimonianze, recensioni, film e rare fotografie che omaggiano uno dei mostri sacri  del nostro cinema e del nostro teatro.



(foto da internet)

Noi vogliamo ricordarlo a modo nostro, con una sequenza tratta dal film Ieri, oggi, domani (del 1963) di De Sica, in cui Mastroianni e la Loren girarono una delle scene più famose di tutta la loro filmografia:  lo spogliarello, sulle note di Abat-jour di Henry Wright, in cui la bellissima squillo Mara si spoglia per il vicino di casa, il seminarista Augusto (vedi>>). La sequenza fu ripresa, trent'anni dopo, da Robert Altman in Pret-à-Porter: lì, però, attenzione (vedi>>Mastroianni si addormentava!


mercoledì 31 ottobre 2018

Dolce viaggio per il Nord Italia

(foto da internet)
"Io sono innamorato di tutte le signore che mangiano le paste nelle confetterie, confessava Guido Gozzano ne Le golose (1907). Inebriate da aromi “di cedro, di sciroppo, di creme, di velluti, di essenze parigine”, sognava di baciarle una a una “nel sapore di crema e cioccolatte”Voluttuosa, per profumi e delizie, l’atmosfera di ogni pasticceriaSoprattutto, se la cornice è d’epoca.
(foto da internet)
C’è un supplemento di piacere nel sedersi, per esempio, da Pfatisch a Torino agli stessi tavoli di Cesare PavesePrimo LeviMario Soldati, ad assaporare il famoso Festivo, la meringata al cioccolato simbolo della casa, tra interni Decò intatti dal 1915. Oppure, sempre a Torino, accomodarsi tra le pregiate boiserie ottocentesche della Farmacia del Cambio (in un’autentica farmacia!) per gustare un nuovo classico come la torta Jessica, che ha consacrato nel mondo il pastry chef Fabrizio Galla.
Risultati immagini per festivo pfatisch
(foto da internet)

In questo tour di dolci tentazioni nelle pasticcerie e confetterie storiche più belle d’Italia, impossibile non fare una sosta da Romanengo a Genova per scegliere tra quei frutti canditi che deliziarono pure Giuseppe Verdi e Fabrizio De André; alla Bomboniera di Trieste, interni Liberty e tradizione austro-ungarica, per le sue squisitezze dal sapore di una volta realizzate conmacchinari non più in produzione o da Gemmi a Sarzana, respiro fin de siècle per ricette senza tempo come la Spungata, già diffusa tra i pellegrini in cammino lungo la Francigena.
Risultati immagini per spungata
(foto da internet)
Niente stucchi, affreschi, specchiere o boiserie invece alla premiata gelateria Just Peruzzi a Bogliasco, ma terrazze e verande a picco sul mare che incorniciano tutto l’incanto del Golfo Paradiso. Tentazioni golose con vista per una sosta che vale il viaggio.

lunedì 29 ottobre 2018

Segni d'arte





(foto da internet)

Il Pio Istituto Sordomuti e l'Associazione Umane Alterazioni hanno lanciato un'interessante iniziativa, dedicata a chi soffre di ipoacusia, volta a superare le difficoltà quotidiane nella sfera comunicativa. Il progetto si chiama Segni d'arte e mira a sostenere la lingua visivo-gestuale attraverso dei viaggi nell'arte e nella cultura delle città italiane per un turismo accessibile e integrato a tutti. La prima tappa è Roma (vedi>>)
Giulia Clementi, interprete professionale della Lingua dei Segni Italiana (LIS), racconta alcuni dei luoghi più importanti della capitale. Il percorso è arricchito dall'interpretazione di due testi della cultura popolare romana: Roma nun fa la' la stupida stasera (vedi>>), scritta da Garinei e Giovanni e musicata da Armando Trovajoli, e la poesia (leggi>>La fretta (vedi>>) di Trilussa.


(foto da internet)

Mediante una mail si potranno suggerire anche dei luoghi d'arte in cui realizzare le visite in linguaggio LIS.
Precedentemente, si era tenuta un'esperienza analoga a Milano, dove il Pio Istituto dei Sordi di Milano, l'Associazione Umane AlterAzioni e l'Assessorato alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del capoluogo della città lombarda, proposero, per tutto l'anno in corso, un ciclo di visite guidate alle principali mostre milanesi in LIS, creando momenti di aggregazione e confronto con altri sordi, con udenti e con la città.
Una volta al mese da marzo a dicembre una guida sorda madrelingua LIS articolerà un percorso guidato ricco di spunti e di suggestioni, tra quadri, colori e segni d’arte. 
Il programma, è partito il 22 aprile con la mostra About di Keith Haring, per poi proseguire con altri sette appuntamenti: Manet e la Parigi moderna a Palazzo Reale, il 13 maggio e 10 giugno; Kandiskij. Il cavaliere errante al Mudec, il 1° luglio; Da Canova a Boccioni alle Gallerie d’Italia il 23 settembre; Il mondo fluttuante di Toulouse-Loutrec a Palazzo Reale il 18 novembre; e Dentro Caravaggio, a Palazzo Reale il 14 ottobre e il 16 dicembre!



(foto da internet)

Il Pio Istituto Sordomuti nacque nella seconda metà dell’800 grazie alla generosità del Conte Paolo Taverna che si avvalse dell’aiuto di don Eliseo Ghislandi, giovane catechista dell’Imperial Regio Istituto di Milano. Sorse così l’idea di realizzare un istituto che potesse occuparsi dei bisogni delle persone sorde. L’ente venne originariamente denominato Pio Istituto Sordomuti Poveri di Campagna perché destinato ad accogliere i sordomuti meno abbienti della provincia.
Grazie al lavoro di don Giulio Tarra, primo rettore dell’Istituto, si adottarono nuovi metodi di studio per i giovani sordi sviluppando sempre più il cosiddetto metodo orale con il quale si sostituì il metodo mimico tradizionale,  e l'istituto diventò un punto di riferimento nazionale e internazionale. 
A seguito della legge del 4 agosto 1977, l’insegnamento ai sordomuti venne affidato alle scuole pubbliche e l’Istituto assistette alla progressiva diminuzione dei suoi alunni fino alla chiusura dell’attività didattica avvenuta nel giugno del 1994. 




(foto da internet)


Il Pio Istituto Sordomuti riconvertì il suo patrimonio al fine di poter definire, in modo nuovo e diverso, le risorse disponibili per avviare nuovi interventi assistenziali nel rispetto dei principi etici e religiosi dei suoi fondatori. 
L’associazione Umane AlterAzioni, invece, si propone di favorire la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita di comunità svantaggiate o di persone che vivono un momento di problematicità personale, con particolare attenzione ai migranti, alle donne, agli anziani, ai detenuti delle carceri minorili e ai disabili. Si propone, inoltre, di promuovere la cultura e l’arte in tutte le sue forme come motore importante di riscatto sociale, impegnandosi affinché tutti possano accedere e partecipare ad eventi, incontri, laboratori formativi.



(foto da internet)

L'associazione, nata dalla volontà dei tre fondatori Roberta Pellegrino, Giuseppe Ferraro e Riccardo Losio, propone anche progetti per un pubblico più ampio. Da maggio si tengono gli incontri di MusicAreading al buio: qui si uniranno lettura e musica e ognuno degli appuntamenti è dedicato ad un grande classico del pensiero e della letteratura. Una voce dà vita ai testi e viene accompagnata da una musica selezionata ed eseguita dal vivo da musicisti professionisti. La particolarità dell’incontro è che si tiene al buio, per permettere alle persone di concentrarsi sulle parole e sul loro suono: in questo modo si potranno confrontare in una stessa condizione percettiva le persone che sperimentano quotidianamente la mancanza di vista e chi, invece, la vive come esperienza nuova e insolita.


(foto da internet)

L’esperienza coinvolge da un lato i sensi dell’uomo e dall’altra la sua capacità razionale e di pensiero. Il primo incontro si è tenuto il 20 maggio nella sede dello spazio interattivo ChiAmaMilano e le letture sono state tratte da Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, recitate da Alessandra Caputo, con l’accompagnamento al pianoforte di Michele Renò (ascolta>>), jazzista non vedente. Altre letture programmate saranno tratte da Mario Rigoni Stern, Italo Calvino e Robert L. Stevenson.
Non siamo solo Salvini e Di Maio...