giovedì 10 maggio 2007

Rossini gourmet

(Foto da Internet)

Nel 1829 Gioacchino Rossini scrive la sua ultima opera il Guglielmo Tell. Dopodiché il compositore si ritira al culmine della sua carriera e da quel momento dedica il tempo libero al suo hobby: la buona tavola.

Quando nel 1868, Rossini muore a Parigi, lascia alcune ricette da lui create. Ma sono più di 100 le ricette che si fregiano dell'attributo "alla Rossini", dato che numerosissimi cuochi hanno dedicato al maestro le loro opere gastronomiche.

Rossini nasce a Pesaro, ma trascorre gran parte della sua vita nella "Città della Luce" per ragioni di lavoro. Lì compone non solo musica ma anche menù, in cui unisce prelibatezze francesi ed internazionali a specialità italiane che si faceva spedire regolarmente: le olive da Ascoli, il panettone da Milano, diversi tipi di stracchino dalla Lombardia, gli zamponi da Modena, la mortadella ed i tortellini da Bologna, il prosciutto da Siviglia, i formaggi piccanti o fermentati dall'Inghilterra ed infine la crema di nocciole da Marsiglia.

(Foto da Internet)

Una delle ricette più famose create dal compositore è quella dei cannelloni siringati, così chiamati perché prevedono un ripieno di foie gras, prosciutto cotto e tartufi con cui si farciva la pasta. Una variante di questa ricetta è quella dei Cannelloni alla pesarese.



(Foto da Internet)

Ma sicuramente la ricetta più famosa ispirata al musicista è quella dei Tournedos alla Rossini, sulla cui nascita circolano diverse versioni. Secondo una di queste, Rossini insistette per vedere lo chef del Cafè des Anglais di Parigi mentre cucinava il filetto. Siccome interferiva continuamente nel lavoro del cuoco, il poveretto osò obiettare sulla sua costante interferenza e il maestro ribadì: "et alors, tournez le dos!" E allora voltate la schiena!


8 commenti:

Sergi ha detto...

Non conoscevo questi piatti: sono atraenti.

Ramon ha detto...

La storia dei "Tournedos alla Rossini" è veramente amena, e così se spiega che ci sono tantissime leggende sulla vita di questo gigante dell'Opera.Davvero che io non ce la faccio a fare queste ricette (sono un cattivo cuoco).A me piace di più il Rossini che ha fatto delle bellesime opere, però penso anche che se le riccette si assomiglino alle opere sicuramente saranno geniali.

Vicente ha detto...

Un grande musico e un grande gourmet.

Xosé María ha detto...

Me ha gustado mucho el post. Los tournedos a la Rossini están muy buenos (tengo que probar los canelones). Saludos.

Susana ha detto...

Ñam, ñam, gnam gnam, che buono. Tra il post sul vino e questo su Rossini (e musica) solo ci manca di dire: buon appetito.

Carlita ha detto...

io voglio menjare con Rossini, ma preferisco a la mia atita, veramente cucina molto bene.

giulieta ha detto...

Questa è una bella storia. Conosco un po’ l’opera di questo compositore, ma non sapevo che avesse quest’altra passione. Capisco che gli uomini che hanno tanta forza interiore, la devano lasciare uscire in qualche modo, perché la creatività dell’artista, a volte è più forte della propria volontà. Non si tratta d’orgoglio oppure di bisogno di attirare l’attenzione, non è niente di questo. Si tratta della passione dell’artista. Van Gogh si è tagliato l’orecchio mosso dalla passione e come lui, molti altri artisti hanno fatto altre cose. So che è un esempio estremo, ma le loro mentalità sono difficili da capire per la gente come noi, ma le accettiamo con le loro singolarità perché fanno la vita più interessante, diversa. Il vero artista può svegliare i nostri sensi ed è capace di muovere il piccolo bozzolo che portiamo dentro. La passione è sempre la passione. Adesso, a cucinare!

Immaculada ha detto...

Io, veramente pratica, quello che voglio è godere un fine settimana gastronomico con Xosé María e Cristina.
Auguri agli eccellenti cuochi.