lunedì 14 maggio 2007

Diamo i numeri?


(foto da internet)


Fuori stagione, e dedicato ai colleghi iscritti al corso Italiano per principianti, organizzato dal Cefire di Sagunt, pubblichiamo questo post sul gioco della tombola.
Tempo fa, parlammo dell'importanza della tombola, specialmente nell'Italia meridionale, così lontana dall'internazionale bingo, e dei riti ad essa legati. Oggi vorremmo occuparci dell'aspetto sociologico del fenomeno, facendo riferimento, in special modo, alla città di Napoli.
La tombola, a Napoli, non è soltanto un gioco. Specialmente nelle festività natalizie, si trasforma in una celebrazione pagana, un rito affabulatorio, una festa di famiglia: un vero e proprio monumento alla giocosità. E' anche una sfida alla sorte e un canto alla vita.
C'era, nel passato, la cosiddetta tombolata dei poveri: una vera e propria rappresentazione popolare di piazza, Era una tombolata trasgressiva, quasi carnevalesca. Ciascun nucleo del vicolo vi partecipava, portando, cibi e pietanze come posta-premio in palio. Si trattava di giocare per arricchire il magro pranzo di Natale, vincendo, chiaramente, all'estrazione.
La tombolata si svolgeva, di solito, al mattino, in modo da consentire ai partecipanti vincenti di poter gustare, a cena, le pietanze vinte.
Oggi il gioco resiste all'usura del tempo; unifica ancora nonne e bambini disincantati, spezzoni di famiglie assai diverse da quelle di un volta.

(foto da internet)


Nella tombola, la parte del leone la faceva la cosiddetta imbonitrice (un ruolo riservato quasi esclusivamente alle donne): eccellenti interpreti dei numeri estratti e addestrate all'uso metaforico e salace dell'interpretazione del numero uscito dal panariello. Queste geniali affabulatrici frequentavano, a pagamento, le case, proprio per allietare, coi loro lazzi e commenti allusivi, la lunghissima partita di tombola e per dare un tono assai spassoso alla tavolata natalizia.

Dunque, la tombola come spettacolo orale, come teatro improvvisato, tramandato da madre a figlia. Le imbonitrici più brave venivano contese, in queste date, come fossero grandi attrici da palcoscenico.
Oggi le tombolate come quelle descritte forse non esistono più. Tuttavia, il gioco della tombola è assai diffuso e noto.
Per giocare avrete bisogno del cartellone e delle cartelle; noi vi consigliamo di farveli da voi, seguendo le istruzioni di questo video.
Il gioco consta di due arnesi indispensabili: il cosiddetto panariello (la forma classica è quella di una specie di cono maneggevole, in vimini); e i 90 numeri (qui è d'obbligo il legno. Niente plastica, per carità!).

Per finire, non dimenticate gli umili fagioli che avranno il compito di segnare sulle cartelle dei giocatori i numeri estratti.

Buon divertimento!

2 commenti:

Vicente ha detto...

Tanti auguri!

Anonimo ha detto...

Moltas felicitates per les galardonates obtengudes per el vostre blog.