sabato 15 dicembre 2007

L'origine pagana di una festa religiosa


(Antoine-François Callet, Inverno o Saturnalia)

La festa più famosa nell’antica Roma era quella dei Saturnalia che durava dal 17 al 23 dicembre. Durante questo periodo era usanza donare e accendere dei ceri, scambiarsi regali o accompagnare i doni con cibo. Il 17 era la festa vera e propria e si celebravano tutti i riti dedicati al culto della divinità; il 19 dicembre era il giorno dedicato alle Opalia, dedicato alla Dea Ops e che pare si svolgesse nel foro con giochi gladiatori; subito dopo venivano le Sigillaria, in onore di Giano e Strenia, la dea delle strenie, i doni augurali. Le Sigillaria erano una festa caratterizzata dallo scambio dei doni come buon augurio e dall’uso di offrire agli dèi Lari delle sigilla, da cui prende il nome la festa. All’inizio i doni consistevano in frutta e miele e più tardi diventarono ricchi donativi. Queste feste si inauguravano con l’offerta a Giano di una focaccia, janual, il 1º gennaio, mese che prendeva il nome proprio da questo dio.

Le strenae avevano un valore simbolico e un significato religioso che lentamente subì dei grossi mutamenti fino a diventare una pratica oppressiva. Infatti, durante l’Impero, si consolidò il costume di offrire preziose strenne agli imperatori.

Le usanze pagane dei doni sopravvissero anche in era cristiana e accompagnarono principalmente le feste natalizie. Questo è dimostrato dall’impegno con cui la Chiesa tentò di combattere e di eliminare l’uso delle strenne, soprattutto di quelle delle Kalendae Ianuarii. I tentativi risultarono vani, giacché queste usanze erano così radicate nella cultura popolare che sono sopravvissute fino ai nostri giorni.

5 commenti:

BertoBB ha detto...

Secondo il dic.etimologico Strenna può venire dal sardo Istrina e anche di una voce sabina che vuol dire Salute, allora avete buona strenna.
Ciao

Carmen ha detto...

Quello di regalare soldi ai bambini non mi piace niente.

Anonimo ha detto...

io ricordo con piacere quando mio padre mi donava le strenne benché fosse una piccola quantità.
Ciao

amparo santaúrsula ha detto...

Mia nonna mi ha sempre dato strenne la notte di Natale. Lei metteva il denaro in buste e le pendeva nell'albero. Adesso, mia madre fa lo stesso con le mie nipoti e anche con me, mio fratello e mia cognata.

Anonimo ha detto...

Ricordo ancora con gioia questo delle stranae, che nel mio paesino si chiamano "les estrenes". Da piccolo, il giorno di natale, mia madre mi indosava il vestito da festa, scarpe pulite ed il capello ben pettinato e dopo me ne andavo via a casa dei mie zii; l'ultima casa a visitare era quella della mia madrina, mia zia Conxa, perché di solito mi dava più soldi.
Le stranae sono ancora oggi molto popolari al mio paesino. Io mantengo questa bella tradizione e mi piace dare le cosiddette stranae ai miei figli ed ai nippotini.
Ramon