lunedì 3 dicembre 2007

Tartufo d'Alba e riso Acquerello al Kursaal

(foto da internet)


Due prodotti italiani protagonisti del congresso “Lo mejor de la gastronomia”: il tartufo d’Alba e il riso Acquerello. Non è certo una sorpresa per quanto riguarda il tartufo bianco italiano, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, ma le varietà di riso sono tantissime e il riso Acquerello, fino a poco tempo fa, non era certo fra le più conosciute.



(foto da internet)

Ma cos’ha di particolare questo riso? Cosa lo rende così speciale? La famiglia Rondolino, il cui sodalizio con questo cereale risale al 1859, ha iniziato a coltivare la varietà Acquerello nel 1991. Per raggiungere l’eccellenza ha deciso di ridurre la superficie coltivata da 600 a 130 ettari. Da allora coltiva esclusivamente la varietà Carnaroli, rispettando tutti i requisiti dell’agricoltura biologica. Si tratta quindi di un riso veramente artigianale e sceltissimo, di produzione ridotta per garantirne la massima qualità, dai chicchi bianchissimi e minuti che aumentano due volte e mezzo quando sono pronti. Non è facile che scuocia e mantiene una consistenza omogenea, uniforme, pur conservando pienamente il suo sapore.



(foto da internet)


In Italia si coltiva prevalentemente riso appartenente al genere Oryza sativa japonica, i cui chicchi si mantengono ben sodi anche a cottura ultimata. Poiché le ricette prevedono livelli di consistenza e comportamento di cottura diversi, i cuochi utilizzano la varietà più idonea al piatto da preparare. Il riso a cottura lenta, come il Razza 77 o il Ribe, ha i chicchi grossi e con poco amido ed è adatto per insalate di riso e ricette che prevedono una doppia cottura del cereale. Le varietà Arborio, Carnaroli e Vialone, invece, hanno chicchi grossi con un’elevata percentuale di amido, rimangono morbidi e pieni e sono quindi adatti per la preparazione del risotto, Le varietà più morbide, come Maratelli e Balilla, hanno chicchi piccoli e ricchi di amido, perfetti per la preparazione di minestre di riso.


(foto da internet)

Ma quali sono i passi da seguire per preparare un risotto a regola d'arte? Se volete saperlo, cliccate qui.

Siate sinceri, vi è venuta voglia di assaggiare un bel risotto? Allora perché non preparate una di queste ricette?

Buon appetito!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Mille Cristina,
vedo che vuoi essere la sola ad avere una bella figura...
Cosa fai ? vuoi farci cadere in tantazione?
Sei una buona cuoca ma una cattiva amica.
Un bacione
Imma

vicente ha detto...

Non mi piace molto il risotto, forse non siamo acostumati a mangiarlo.

Xosé María ha detto...

No conocía ese tipo de arroz. Gracias.

Anonimo ha detto...

Mi pare una esagerazione pagare 15€/etto per un tartufo bianco,prezzo raggiunto all'ultima asta.

http://angolocottura.blogspot.com

Saluti
Alberto

amparo santaúrsula ha detto...

Se sono sincera devo dire che non mi è venuta voglia di assagiare il risotto perché non mi piace.Ma mi piacerebbe saper prepararlo bene e farlo qualche giorno per la mia famiglia.

Loli ha detto...

Mi è venuta molta voglia di mangiare un bel risotto, perchè a me piacciono molto i piatti di riso.La prossima volta che andrò in Italia lo mangerò.

giulietta ha detto...

Sono nata a Valentia e qui il rissotto è un prodotto più importante nella nostra gastronomia, come in qualcuna delle regione bagnate per il Mediterraneo. Ancora oggi la famiglia si siede intorno alla tavola tutte le domeniche. Nella mia regione ci sono molti cuochi che hanno scritto pubblicazioni che parlano del rissoto (in Valentia anche si coltiva). Molti di questi cuochi dicono che el segreto per fare bene il risotto è il fuoco. La verità è che non lo so perché sono un disastro nella cucina per questo mi sono piaciute le ricette che ha proposto il blog. Le farò, ma è sicuro che prima di mangiare lascierò che qualcuno assaggi il cibo

Rafa ha detto...

Questo fine settimana preparerò il risotto ai 4 formaggi, ti dirò come è andato ... Ciao.