domenica 17 dicembre 2006

Una pasta che non potrai rifiutare


Cosa occorre ad un film per essere un capolavoro? Semplice e complesso: una grande sceneggiatura, un grande regista, un grande cast. E uno splendido romanzo, com’è il caso de Il Padrino di Mario Puzo. Ricordiamo una recensione di Alberto Moravia all’uscita del film, nel 1972, in cui rifletteva che si trattava di un film sulla minoranza italo-americana negli Stati Uniti. E, forse, per la prima volta, il fenomeno della mafia era visto dal punto di vista etnico, senza quelle caratterizzazioni comiche o folcloristiche che si notavano nei film di ambiente italo-americano. Il Padrino è sempre stato considerato un film serio nel quale gli italo-americani erano presi sul serio. E gli italiani, invece, si domandavano, sconcertati e incomprensivi, come mai un paese come l’Italia, di così illustri tradizioni artistiche e culturali, non fosse riuscito a distinguersi negli Stati Uniti se non per la creazione di una cinica e spietata associazione criminale. Il film è un capolavoro perché fornisce un quadro fedelissimo della realtà di quegli anni. E’ un film che non invecchia mai, un film da rivedere allo sfinimento, da gustare quasi come un passito siciliano. Non importa se preferite il romanzo di Mario Puzo o la saga dei film di Francis Ford Coppola, i fedelissimi de Il Padrino lo sapete: in prossimità del Natale, di fronte a un’edicola newyorkese, Michael Corleone scopre che i sicari di Sollozzo hanno segnato, in maniera indelebile, la vita di suo padre: Vito Corleone. Michael telefona a suo fratello Sonny, il quale gli ordina di recarsi alla “casa” della famiglia. Qui Michael, in cucina, incontra il caporegime Clemenza, che gli insegna come fare una pasta per un esercito (sarebbero gli scagnozzi della famiglia).
Clemenza fa la pasta al pomodoro con le polpette, ma noi non siamo né Puzo né Coppola, e non desideriamo la fine di Michael Corleone. Semplicemente vi proponiamo una ricetta che è diventata un piatto “nazionale” italiano per antonomasia: spaghetti aglio, olio e peperoncino. Infatti, nelle prossime feste, capita che la casa si riempie di gente senza preavviso o si esce fino a tarda notte e, morti di fame, prima di coricarci, invece di andare in un bar a prendere un chocolate con churros, suggeriamo ai nostri amici: “Perché non ci facciamo una spaghettata?”, certo a casa di qualcuno. Oppure, se decidete di guardare la saga de Il Padrino, sicuramente, durante le 9 ore di film, vi verrà voglia di fare uno spuntino, e che c'è di meglio di questo piatto semplice ma appetitoso.
(Foto da Internet)

4 commenti:

Andreu ha detto...

E' un piatto semplice e divertente da spartire con gli amici.Provate!

Anonimo ha detto...

Il padrino. America, Italia, reati grandi e piccoli, mistero, potere, amore, etica? e anche gastronomia. Una meraviglia. Tante grazie, Puzo.

Xosé María ha detto...

¿Culturalmente es un poco como nuestra tortilla de patatas?

rma-ex ha detto...

È una buona idea! Ho pensato fare una "spaghettata" a due personaggi di mia casa che arrivano tardi in questi giorni di Natale.