domenica 3 dicembre 2006

Romeo e Giulietta a Verona

Così recita il coro che fa da prologo alla tragedia "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare:
Nella bella Verona,
dove noi collochiamo la nostra scena,
ci sono due famiglie di pari nobiltà,
ferocemente opposte l’una all’altra
a causa di una vecchia inimicizia,
per la quale ora c’è in corso una
guerra civile. Da queste due famiglie
nemiche sono nati
una coppia di amanti,
contrastati dalla sfortuna,
la cui sorte pietosa e avventurosa
porrà, con la loro morte,
una pietra sull’odio dei parenti.
La pietosa storia del loro amore,
al cui terribile corso porrà fine
la loro morte, e l’ostinata rabbiosa
inimicizia dei loro genitori,
cui porrà fine la morte dei figli:
questo è quanto su questo palcoscenico
vi rappresenteremo per un’oretta. ..
La storia degli infelici amanti Romeo e Giulietta e' piu' antica della tragedia di Shakespeare, e risale ad una tradizione letteraria e popolare di Verona redatta da Luigi Da Porto nel XVI sec. Su questa storia, che riflette in modo fantastico, ma non lontano dalla realtà, un tempo di lotte intestine testimoniato dalla presenza a Verona del XIII secolo di ben 700 case-torre, grazie all'affetto dei veronesi e, più in generale, di tutti gli amanti si è costruito un vero e proprio itinerario turistico che va dalla Casa di Giulietta alla casa di Romeo, fino ad arrivare alla Tomba di Giulietta nell'antico convento dei Cappuccini fuori le mura. Qui, in una suggestiva cella, un sarcofago in marmo rosso rimane aperto e vuoto: segno di tragedia e di lutti, ma oggi anche un appello di pace e di amore. Infatti, in questo periodo dell'anno, quando nell'aria c'è profumo di mandarini e il calendario segna l'inizio dell'avvento, la storia dei due sfortunati amanti assume un significato ancora più tragico, in uno stato d'animo collettivo particolarmente emotivo, in cui si riflette soprattutto sull'importanza della pace e dell'amore nel mondo, e la città di Verona si impone nelle case italiane con le scatole del Pandoro, dolce natalizio veronese.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma quale pandoro piace a te?
A me quello Maina, ma non si trova in Spagna.

José María ha detto...

Entre Mantegna y los itinerarios gastronómicos que proponéis, tengo ganas de hacer una escapada por Verona, Mantova y Padova... (hace mucho que no voy)

rma-ex ha detto...

La storia degli amanti è troppo triste, perciò preferisco un bel pezzo di pandoro e un bicchierino fra Angelico molto freddo.

Anonimo ha detto...

En El Corte Ingles, se consigue el pandoro Paluani. El que hace el propietario del Chievo. No esta mal.
En Mercadona, el pandoro Giulietta. Cuesta casi lo mismo pero no lo recomiendo.

Anonimo ha detto...

Sul blog di Quart de Poblet, propongono un dibattito tra pandoristi e panettonisti.
Votate Pandoro e difendete la vostra scuola.

dodo ha detto...

Io difendo il Panettone, perché il Panettone ha i frutti canditi e il Pandoro invece no. Tra i frutti canditi c'è l'arancia, l'arancia è un prodotto regionale della Comunitat Valenciana. Difendere il Panettone significa difendere l'arancia valenzana, o no?

gigi ha detto...

Pandoro, senz'altro. É molto piú delicato... con lo zucchero a velo sopra... É bello il rito: aprire la bustina dello zucchero a velo, buttarlo sul pandoro e poi chiudere il sacchetto e agitare... come se fosse un cocktail... la la la