sabato 2 dicembre 2006

UCCIDETE LA DEMOCRAZIA!




Un acceso dibattito infuria in questi giorni in Italia.
Due giornalisti, Enrico Deaglio (vedi>>) e Beppe Cremagnani (vedi>>), in collaborazione con il regista Ruben Oliva, hanno lanciato un film dal titolo polemico: "Uccidete la democrazia!", distribuito in omaggio come allegato del settimanale Diario. Di che cosa tratta?
Facciamo un passo indietro: domenica 9 e lunedì 10 aprile 2006, elezioni politiche in Italia. I sondaggi danno vincitore Romano Prodi. Durante lo scrutinio i risultati cambiarono fino a giungere alla risicatissima vittoria del centro-sinistra.
Il film sostiene che durante la lunga notte del 10 aprile un programmino informatico piazzato nel sistema del Viminale (sede del Ministero degli Interni) abbia cercato di trasformare le schede bianche in voti validi per Forza Italia, la coalizione capeggiata da Silvio Berlusconi.
"Uccidete la democrazia!" pone una questione chiara e drammatica: le ultime elezioni politiche dovevano essere truccate trasformando le schede bianche in altrettanti voti a Forza Italia ma l'operazione venne fermata all'ultimo momento perché, probabilmente, lo stesso ministro degli Interni di allora, Giuseppe Pisanu, se ne rese conto e la bloccò. La "rimonta truccata" del centrodestra, dunque si sarebbe bloccata a poche decine di migliaia di voti dal sorpasso, col risultato e le conseguenze politiche che tutti conosciamo.
Ma Deaglio e i suoi vanno oltre e, grazie a una "Gola profonda" (nel film interpretata da Elio De Capitani, il "Caimano" di Nanni Moretti) raccontano anche quello che accadde nella notte: con i tre "viaggi" di Pisanu a palazzo Grazioli (la residenza romana di Berlusconi), l'ira del Cavaliere e il tentativo di far annullare le elezioni rifiutato dall'allora Presidente della Repubblica Carlo A. Ciampi.
Sullo sfondo l'incredibile andamento del voto, l'angoscia e la confusione del centrosinistra che dura fino al momento in cui Marco Minniti (deputato Ds) arriva trafelato e agitatissimo al Viminale e, poi si placa quando riceve una telefonata. Una telefonata nella quale, qualcuno potrebbe avergli fatto sapere che il giochetto era stato scoperto e che Pisanu aveva deciso di intervenire. Solo allora, il segretario dei Ds, Piero Fassino, con aria quasi mesta e occhi spaventati annuncia a una piazza sull'orlo della disperazione, quasi alle 3 di notte, che il centrosinistra ha vinto le elezioni " con venticinquemila voti" di differenza.
Qui, il film lascia aperta una domanda: perché il centrosinistra se aveva scoperto o, quantomeno capito l'imbroglio, non ha reagito e denunciato? Perché si è lasciato strappare dal Cavaliere anche questa arma? Una risposta, secondo gli autori, potrebbe stare nel timore dell'Unione di rovesciare il tavolo di finire per dare una mano a screditare tutto, a "uccidere davvero la democrazia". Sullo sfondo si muovono altri personaggi. A partire dall'informatico americano Clinton Curtis che preparò un programmino che altri, a sua insaputa, usarono per truccare le elezioni in Florida nel 2001. Curtis, che oggi si batte per il "voto pulito", mostra e dimostra come, con l'elettronica, ormai, l'elettore conta davvero poco.
Il potere ce l'ha chi i voti li conta e può manipolarli nel mondo virtuale dei sistemi informatici. Perché la carta delle schede sulla quale il cittadino segna o non segna (scheda bianca) il suo voto, finisce chissà dove. I risultati ufficiali sono costruiti con l'elettronica e con l'elettronica si può fare tutto. Compreso prendere i voti di una città come Roma e modificarli, in modo che un certo numero di schede bianche "trasmigrino" a una delle due coalizioni in lizza determinandone la vittoria. E' quella che Deaglio e Cremagnani chiamano la "grande centrifuga": il misterioso "buco nero" che si sarebbe mangiato oltre un milione di schede bianche trasformandole in voti per Forza Italia. Una centrifuga che ha "lavato" l'Italia dando vita a un risultato che gli esperti definiscono "incredibile" se non impossibile.
Nel 2001, infatti, le schede bianche totali furono 1 milione e 692mila (4,2%); nel 2006 sono scese a 445 mila. Non solo, alle politiche del 2001, ogni regione aveva una sua percentuale "caratteristica" di "bianche": oscillante dal 2 all'8 per cento. Questa volta no: la percentuale, oltre a scendere ai minimi (1,1%), si appiattisce e diventa praticamente la stessa in tutte le regioni. Come se gli italiani della Campania si fossero messi d'accordo con quelli del Piemonte o della Liguria. Politica o fantapolitica? E il Viminale (dove oggi comanda il centrosinistra), tirerà fuori i dati ufficiali delle schede bianche? Perché oggi, a sei mesi dalle elezioni, quei dati non ci sono. Sul sito del Ministero degli Interni si trovano i risultati delle elezioni, i voti per i partiti e gli eletti. Ma il dato delle "bianche" e delle "nulle" non si trova. In passato questi numeri erano noti e ufficiali un mese dopo il voto. Se li conosciamo è solo perché qualcuno è riuscito ad averli per vie traverse. Il Viminale ci fornisce solo le schede bianche del 2001: solo la prima parte di un paragone impossibile. Un paragone che, a questo punto, andrebbe fatto a partire dalle buste per vedere se il loro numero corrisponde al risultato ufficiale o se qualcuno ci ha messo in mezzo un programmino come quello di mister Curtis.
Per ora, però, Enrico Deaglio è indagato dalla procura di Roma per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Continuerà...
(tratto da La Repubblica. Foto tratta da Diario)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Dice un principio che senza opposizione e senza educazione pubblica non c'è democrazia. Bisognarebbe quindi l'italia una terza forza in un grosso senso?
Alberto

Loska ha detto...

ovviamente sono visionari...come tutti quelli che oggi cercano di fare domande e scoprire un minimo di tutta la merda che ci stanno nascondendo

Sergi ha detto...

Bel panorama! Non sapevo dei trucchi elettorali. Incredibile! Ma sarà vero?