domenica 12 novembre 2006

La cucina veneta ai tempi di Goldoni


Per conoscere Venezia non è sufficiente visitare chiese, musei e monumenti, bensì occorre immergersi nella sua quotidianità e percorrere calli e campielli per entrare, così, nella magia e nel mistero di questa città sospesa tra terra e mare, tra storia e leggenda, che continua ad affascinare il mondo intero. Nel vivere quotidiano rientra, ovviamente, anche la gastronomia. Per comprendere quella si considera l’arte culinaria della Serenissima si deve ripercorrere la storia della città partendo da quello che fu il secolo più sfarzoso e che purtroppo segnò anche il suo lento declino: il Settecento.
Caratteristica della cucina tipica veneta è la varietà dei suoi piatti e la diversa provenienza degli ingredienti. Niente di più naturale per una regione che da tempi antichi ha mantenuto scambi commerciali dal nord dell'Europa all'Estremo Oriente. Testimonianza gastronomica degli scambi commerciali è l’uso delle spezie, che rivestono un ruolo importante nella cucina veneta, mentre nel resto dell'Europa furono spesso utilizzate per conservare i cibi più che per modificarne il sapore.
Tutta la gastronomia veneta è dominata da quattro elementi: polenta, riso, fagioli e baccalà. Ed è proprio il riso che ha determinato la creazione di circa quaranta piatti diversi. I più famosi sono "risi e bisi" e "risi e figadini". E vi presentiamo varie ricette di riso in memoria de Le Quattro stagioni di Vivaldi, il quale, da buon figlio della Serenissima, a tavola sembra che apprezzasse il riso nelle numerose “interpretazioni” della cucina veneta.
E suggeriamo un ulteriore approfondimento della gastronomia veneta con il libro dell’enogastronomo veneziano, Giampiero Rorato, La cucina ai tempi di Carlo Goldoni, in cui il giornalista descrive , con dovizia di particolari, la tavola e le tradizioni culinarie di Venezia, servendosi di un testimone d’eccezione, il Goldoni, che portò sui palcoscenici europei la vita della Repubblica Serenissima. Ma qual è il rapporto tra l’opera goldoniana e la cucina veneziana? Come si legge nel libro “nel suo teatro si avverte spesso un buon odor di cucina. Goldoni, nelle sue commedie, fornisce un panorama molto esatto della gastronomia veneziana, a tutti i livelli: cucina di casa e cucina di trattoria, con una particolare preferenza per quest’ultima...” Si potrebbe definire Goldoni un commediografo-gastronomo, anche se raramente racconta come vengono preparati i piatti... Un ghigno alla gastronomia Goldoni lo fa con La locandiera, efficiente donna d'affari che pone la sua locanda al centro della vita e che al suo buon andamento subordinerà sempre, e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio ed ogni lusinga.

(Foto da internet)


2 commenti:

José María ha detto...

Un verdadero lujo. Gracias.

rma delegato ha detto...

pensavo che il riso era cosa di Valencia, adesso vedo que gli italiani sono buoni cuochi con il riso.