domenica 5 novembre 2006

In ricordo di Giorgio Gaber assaporiamo "un risotto alla milanese"


Milano: la capitale morale dell'Italia, è sempre stata la città industriale per antonomasia, città culturale, sede delle più grandi case editrici italiane, nonché capitale della moda. Via Montenapoleone, il corso più "in" di tutta Italia, con le sue boutique chic, le vetrine impeccabili ed i negozi che pullulano di giapponesi che, nell'epoca dei saldi arrivano, addirittura, in viaggi organizzati per approfittare degli sconti dei negozi dei grandi stilisti, quali Armani, Valentino, etc. E' sempre associata a produttività, ma come città culturale ha sempre avuto un intenso movimento. Per questo vogliamo ricordare una personalità importante della vita milanese: Giorgio Gaber.

"Io sono G.G. sono nato e vivo a Milano..." (1939-2003)
Il cantattore Giorgio Gaber definisce la sua vita come una storia tutta milanese, una storia di vita e di nebbia che tanto ha amato. Sempre si è sentito affascinato dalla concretezza, dalla voglia di fare, dall'atteggiamento liberale e libertario della città.
Milano, una pura coincidenza. Giorgio Gaber, quando parla della sua carriera di cantante e attore, ne ricollega ogni episodio alla città che l'ha visto nascere, in via Londonio, quartiere Sempione, ed esordire in teatro, dimostrando un legame quasi fisico con il capoluogo lombardo. Nei bar del quartiere, punto d'incontro della città anni '50, come dentro le cantine dove si suonava il jazz, il «cantattore» milanese raccoglie idee, sensazioni, storie. E scrive le prime canzoni, debuttando in un locale dietro il Duomo, il Santa Tecla. E’ la nascente metropoli degli anni compresi tra ricostruzione e contestazione a far crescere nel giovane chansonnier la voglia di teatro. Le storie di bulli e impiegate, operai e ragazzi come lui che dagli spartiti potevano essere trasferiti senza molta fatica sui copioni teatrali.
Negli anni '70 si delinea una strada, un genere di rappresentazione composito, l'inizio di un progetto e di un lungo discorso: un "teatro d'intervento" sull'oggi, dove ogni spettacolo contiene temi diversi e in qualche modo ricorrenti che vedono la scelta del linguaggio autonomo della canzone a teatro. Il "Teatro Canzone" è il genere più rappresentativo e assolutamente originale nel percorso artistico di Giorgio Gaber: la canzone – così intesa – è in realtà l'unione tra un testo -un testo che ha in sé un suo racconto preciso- e una musica, che ne amplifica il fatto emotivo. Il teatro è un ulteriore mezzo per aumentare la resa emotiva del concetto: il testo, la musica, le luci, il palcoscenico, tutto è in qualche modo in funzione di un allargamento emotivo. Dopo esservi immersi nella vita culturale milanese vi proponiamo un momento di relax, gustando una tipica ricetta milanese: "il risotto alla milanese", e visitando alcuni locali alla moda della città..

4 commenti:

José María ha detto...

No se entiende muy bien el enlace. Saludos

Giuliana Mitidieri ha detto...

OK, Grazie, adesso dovrebbe andare meglio.
Ciao Giuliana

Anonimo ha detto...

Estamos preparando el rissotto. Ojala que quede tan bueno como vuestro blog. Por cierto, como en el mes pasado habeis ofrecido "gli arancini", os cuento que en Raiclick actualmente se puede ver un capitulo de la serie: "Gli arancini di Montalbano". Las bolas doradas solo se ven al final del capitulo y por el gesto del Comisario, imaginamos que estan muy bien.

José María ha detto...

Gracias, ahora funciona. Esta mañana no he podido leer el blog. Aparecía tan sólo una columna a la izquierda; pero ahora veo que funciona. Me equivoco o habéis cambiado de diseño... Me gusta mucho.
El recorrido grastronómico me encanta. ¡Enhorabuena!