sabato 24 febbraio 2007

Dolce&Gabbana


(Foto da Internet)

Gli stilisti Dolce&Gabbana hanno deciso di ritirare la pubblicità che ha fatto infuriare l'Instituto de la Mujer e il Govern della Generalitat della Catalogna.

I due creatori hanno dichiarato: "È arte. Nel resto del mondo continueremo a usarla".

La pubblicità incriminata era una foto in cui si vede una donna costretta in terra da un uomo seminudo che la tiene per i polsi mentre altri quattro osservano la scena. I due stilisti hanno assicurato che "ritireranno la foto solo dal mercato spagnolo" dove "sono rimasti un po' arretrati". E si sono chiesti: «Cosa ha a che vedere una foto artistica con un fatto reale?».




(Foto Ansa)


Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Domenico Dolce e a Stefano Gabbana che l'Instituto de la Mujer ha aperto, da tempo, un osservatorio per denunciare la pubblicità maschilista e che in Spagna, solo nel 2007 (e quindi in soli 55 giorni), sono morte 12 donne a causa della cosiddetta violenza domestica.

O forse chi disegna i jeans per Beckham non ha tempo di leggere i giornali?

6 commenti:

María ha detto...

Olé Gianpiero! Dolce e Gabbana hanno esagerato. Le sue dichiarazioni sono poco fortunate.

Alicia ha detto...

Sembra più una provocazione che una foto artistica. Hanno preso una decisione giusta.

Xelo Gómez ha detto...

...le altre foto che hanno usato per la loro pubblicità sono anche molto sgradevoli. A parte la qualità artistica delle foto, è chiaro che lo scopo non è l'arte ma il marketing. Saluti.

jorge ha detto...

Ma, da quando i disegnatori sono artisti? Anzi, cosa significa il paragone fatto da loro con Caravaggio?
Stiamo dando i numeri?
O i migliardari sono sempre cosi?

David ha detto...

Avete letto l'articolo del País di Manuel Rivas? La Spagna non è indietro, ma è avanti!

Anonimo ha detto...

Precisamente Dolce fa "voltare Gabbana" forse perché si parlino di loro nel mondo, in un altro senso lo fece Benetton 10 anni fa. Purtropppo il sesso vende di piú anche in pubblicità, ha raggione Xelo!
ps:Come dice Josto Maffeo ogni italiano è un partito politico, bisogna cambiare pens'io
Saluti
Alberto