giovedì 3 aprile 2008

Gas



(foto da internet)

Ridurre i consumi, fare attenzione agli acquisti, mettere al bando l'acquisto compulsivo e inutile, privilegiare il semplice e il sano, eliminare imballaggi inutili, ridurre i rifiuti e riciclare. Mangiare bene e sano senza spendere troppo. Così sono nati, quindici anni fa, i Gas, cioè i gruppi di acquisto solidale.

I Gas sono ormai centinaia, presenti in tutta Italia. Chiunque può dare vita a un Gas: basta mettersi insieme (minimo di 5-6, massimo di 40-50 persone) e cominciare a cercare nel proprio territorio i produttori, cercando di creare reti più corte possibili.

Ci si rivolge ai piccoli produttori vicini alla zona d'acquisto, per evitare lo spreco di carburante e le spese eccessive di trasporto, ma anche per poter verificare di persona i metodi di lavoro. È la logica opposta a quella delle grandi catene di distribuzione, che privilegiano i prodotti delle multinazionali, noncuranti dell'ambiente e della salute dell'uomo, esportatrici di rifiuti pericolosi nel terzo mondo, sfruttatrici dei lavoratori, spesso colluse con commerci di armi.

Così si risparmia, ci si riunisce, si discute, ci si aiuta. Come una volta, quando le comunità erano piccole e le distanze fra le persone erano ridotte. I prodotti arrivano presso l'indirizzo degli aderenti che manifestano disponibilità a ospitare i pacchi di tutti, generalmente poco imballati, per consentire un ulteriore risparmio al pianeta e al portafoglio.



(foto da internet)


Il primo Gas nacque nel 1994 a Fidenza (Parma), quando alcune famiglie decisero di passare alle vie di fatto, partendo dalla loro esperienza personale, e privilegiando le categorie della solidarietà e dell'eticità nei consumi.

Il contagio avvenne attraverso il passaparola e si estese a macchia d'olio: nel 2007 i Gas erano già 350 e oggi sono in continuo aumento in Italia, dal Nord al Sud, dove i gruppi che si organizzano trovano nei produttori che si oppongono alle regole stabilite i principali interlocutori.

I Gas, quindi, sono innanzitutto un'espressione di puro ottimismo. E i risultati, come sempre quando i tempi sono maturi, non si fanno attendere: riconosciuti dal Parlamento Italiano nella legge finanziaria 2008.

Le parole d'ordine sono solidarietà e semplicità. Solidarietà ai piccoli produttori, rispetto nei confronti della terra, dei suoi ritmi e tempi, rispetto nei confronti dell'uomo e dei modi di produzione, che devono essere tassativamente etici.

I nomi scelti sono divertenti, Gasp, Banda Gassotti, Gassiamoci... li contatta chi se li va a cercare in Internet, o chi li incrocia fortuitamente grazie al consiglio di un amico o alla loro partecipazione a eventi, dove spesso presentano i loro banchetti.

La difficile situazione economica attuale li aiuta: i Gas organizzano e promuovono iniziative intese a restituire il potere d'acquisto perduto, grazie a progetti che controllano tutto, dalla produzione alla distribuzione. E, viste le attuali bollette, sono in cantiere contatti con società operanti nel campo dell'elettricità disponibili ad accogliere richieste e suggerimenti: poter contare su forniture di energia esclusivamente verde e certificata e a basso costo è una delle priorità della rete.

Meditate, gente, meditate!

3 commenti:

vicente ha detto...

Con la crisis che c'è questa puó essere una buona iniziativa per risparmiare.

Pepe ha detto...

A Valencia esiste una specie di cooperativa ecologista, credo che è alla calle Orihuela (dietro erscuela oficial).

trini ha detto...

Ma funziona una rete cosí?