lunedì 14 aprile 2008

Aspettando il risultato delle elezioni

L’opera buffa della politica italiana è sotto gli occhi di tutti, anche se la convergenza di fatti e di simboli -dalla spazzatura di Napoli alla agitazione per la mozzarella, dalla rivelazione dello stato di profonda corruzione sistemica e para mafiosa affiorata con Mani Pulite alla preoccupazione per l'agonia della settima economia mondiale incapace di reagire- ha cambiato i toni e ha stancato sia gli italiani che gli stranieri.
Sole e nuvole si alternano in questo week-end di aprile, altalenante tra l’inverno e la primavera. E, mentre aspettiamo l’esito delle elezioni, riflettiamo sullo stato d’animo degli elettori.
In realtà la preoccupazione maggiore di molti guarda al dopo elezioni: quale che sia l'esito, vinca l'uno o l'altro dei due principali competitori, si teme che dalle urne non esca una netta vittoria e di conseguenza un governo più affannato a durare che capace di affrontare i problemi di fondo che incombono sull'Italia, sull'Europa e sul mondo intero.
Il candidato Walter Veltroni ha condotto una campagna elettorale misurata e responsabile, senza toni di rissa, senza attacchi scomposti all’avversario, innovativa ed equilibrata sugli impegni assunti con gli elettori. Durerà questo clima anche dopo? Il pareggio elettorale non ci sarà, o vince uno o vince l'altro. Ma al Senato questa regola vale di meno. Può accadere che uno vinca con una maggioranza relativa e non assoluta. Oppure con una maggioranza di pochissimi voti come lo è stato per Prodi. Tuttavia chi vince anche per un solo voto dovrà governare perché questa è la regola in democrazia. L'esperienza dei due anni passati, durante i quali l'opposizione di centrodestra non ha fatto altro che puntare sulla “spallata” per sgominare l'esile maggioranza di Prodi al Senato pesa giustamente nel ricordo di quanti seguono con attenzione le vicende della politica.

Berlusconi non ha il senso della misura, gli piace strafare. Non rispetta nessuna regola perché le regole le fa solo lui. L’ultimo atto della sua campagna elettorale, venerdì sera: pochi minuti alla mezzanotte. Matrix, cioè casa sua, Canale 5, conduttore Enrico Mentana. Prima di lui aveva parlato Veltroni pacato e raziocinante. Quando è arrivato il suo turno, Berlusconi ha mostrato i denti e la rabbia. Fin qui niente di speciale, l’assurdo è venuto dopo quando il suo show era terminato, Mentana aveva dichiarato chiusa la trasmissione e aveva cominciato ad illustrare il modo di votare correttamente con davanti un tabellone che riportava un facsimile di scheda elettorale. Il cavaliere era sempre nello studio, ma fuoricampo. A un certo punto, nello stupore generale, è rientrato in campo, si è sostituito a Mentana ed ha indicato lui il modo di mettere la crocetta sulle schede. Prima che accadesse, Mentana ha chiamato la pubblicità e il vergognoso spettacolo è stato oscurato. La conclusione sarebbe quello che ha scritto l'Economist: Berlusconi è inadatto a governare una nazione, è “unfit”. Metà degli italiani la pensano esattamente allo stesso modo.

Il popolo, sovrano, deciderà!

2 commenti:

vicente ha detto...

La partecipazione è bassa.

Clemente ha detto...

Ragazzi, vince Berlusconi.