sabato 19 gennaio 2008

L'arte delle donne

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni


Ci fu un tempo in cui l’arte era ad esclusivo appannaggio maschile. Un pregiudizio persistente ha impedito alle donne di esprimersi attraverso l’arte, fino al punto di considerare che il principale merito che avevano le donne artiste fino all’età delle avanguardie del Novecento fosse quello di essere mogli, amanti o figlie di pittori maschi. Solo nell’ultimo secolo, e con grande fatica, la donna ha potuto finalmente affermare senza censure la sua creatività anche nelle arti figurative: i risultati sono evidenti, ormai non c’è più nessuna barriera “sessuale” che possa dividere dipinti, sculture, architetture, fotografie o film.


Sofonisba Anguissola, Partita a scacchi

Nell’Anno Europeo delle Pari Opportunità, l'esposizione L'arte delle donne (dal Rinascimento al Surrealismo) dedica una mostra a cinque secoli di arte al femminile attraverso l'opera di artiste italiane e straniere: da Sofonisba Anguissola a Camille Claudel, da Lavinia Fontana a Frida Kalho, da Marietta Robusti Tintoretto a Tamara de Lempicka, da Artemisia Gentileschi a Elisabetta Sirani, ad altre ancora.

Un percorso espositivo che si snoda cronologicamente dalla metà del Cinquecento fino agli anni Settanta del Novecento. Una “breve ma veridica storia della pittura” e della scultura fatta da artiste donne. Una mostra che ci spiega che l’arte non ha sesso e che, seppur con oggettive difficoltà ed ostacoli, un centinaio di artiste donne siano riuscite da sole sia a lottare contro i pregiudizi e ad esprimersi artisticamente contro tutto e contro tutti.

In mostra 110 artiste tutte erudite, alcune delle quali raggiunsero una fama forse superiore a quella degli uomini a loro contemporanei, per un totale di 260 opere provenienti da musei e collezioni di 14 paesi, europei ed extraeuropei, quali il Museo Nacional del Prado e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou di Parigi, il National Museum of Women in the Arts di Washington, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.


7 commenti:

trini ha detto...

E' vero: l'arte non ha sesso. grazie Cristina.
p.d. in alcuni link non si vedono le parole

Anonimo ha detto...

Ciao Cris
Per il momento ho visitato virtualmente la capanna di campagna dei borboni a Napoli, mi resta ancora di andarci per vedere cosa hanno lasciato lì.
Saluti
Alberto

Lola ha detto...

Anche oggi ci sono donne che dipingono bene. A Valencia Rosa Torres e Carmen Calvo sono molto brave.

amparo santaúrsula ha detto...

Oggigiorno ci sono molte donne che dipingono bene. Nel mio paese, Elena Uriel fa un lavoro impressionante.

giulietta ha detto...

Mi piace quest'idea ma, purtroppo, questa discriminazione è stata anche in altri settori dell'arte come nella musica classica oppure il teatro. Vi ricordate del teatro di Shakespeare in cui gli uomini facevano i ruoli femminili? Ancora oggi c'è gente che pensa che ci sono cose che non le può fare una donna e sicuramente hanno ragione; perché quando una donna fa quello che voglia, lo può fare meglio che qualche uomo.

bibiana ha detto...

ciao Cristina, sai se questa mostra dell'arte delle done viene a nessuna città spagnola? Grazie per questo articolo, è molto interessante.

Cristina Manfreda ha detto...

Ciao Bibiana. Purtroppo non so se questa mostra arriverà in Spagna. Se così fosse, posterei qualcosa al riguardo.