mercoledì 30 gennaio 2008

Cosa significa "Buonismo"?

(foto da internet)
C’è una parola (o meglio ce ne sono varie, ma oggi ci soffermeremo su una in particolare), BUONISMO, che sui dizionari ha un significato ben preciso. Recita il dizionario Zingarelli «atteggiamento bonario e tollerante che ripudia i toni aspri del linguaggio politico». Anche il dizionario De Mauro associa la parola soprattutto al linguaggio giornalistico e politico «atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti».
Il termine è presente nei dizionari solo dal 1995, ma ha avuto subito molto successo e il vocabolo ha assunto progressivamente un uso sempre meno “buonista”.
La pragmatica, infatti, dice che il contesto in cui tale parola si utilizza influisce sull'interpretazione del significato, e l'intenzione del parlante ha un ruolo notevole.
In altre parole, se avete visto i senatori del centro destra stappare le bottiglie di spumante dopo la caduta del governo Prodi, non vi meraviglierete se nel centrodestra il termine “buonista” sia diventato sinonimo di “pappamolle”, ovvero persona indolente e pigra, prova di spina dorsale.

Per il centrodestra il luogo privilegiato delle accuse di “buonismo” è il tema dei diritti degli immigrati, e probabilmente nella prossima campagna elettorale sarà uno dei tormentoni in tema di sicurezza pubblica.
Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, utilizza il “buonismo” come il prezzemolo, ovvero in ogni minestra. Nelle ultime tre settimane ha ammonito l’ormai ex-ministro della salute Livia Turco ad abbandonare il “solito buonismo irresponsabile”, ha denunciato il “buonismo della sinistra radicale” e il “buonismo accattone” del governo che contestava il provvedimento del sindaco di Milano Moratti per l'epurazione dei figli degli immigrati irregolari dagli asili.
(Forse non sa che il “buonismo” è contemplato nella Costituzione della Repubblica e nella Convenzione sui diritti del fanciullo!)
Ancora, un po' di tempo fa abbiamo letto sui quotidiani: «Le primarie del partito democratico hanno spinto in vetta alle classifiche il buonismo veltroniano».
“Basta col buonismo” è il nuovo manganello con il quale si richiama alle norme costituzionali.
Diceva Primo Levi «Ogni tempo ha il suo fascismo» , e voleva avvertire che i nuovi fascismi si diffondono “in modi sottili”.
Allora non sarà forse il caso di ricondurre il termine “buonismo” al significato definito dai dizionari?
Tratto da GlialtriNoi, una rubrica del quotidiano La Repubblica.

6 commenti:

vicente ha detto...

come sarebe in spagnolo? Non capisco bene.

bibiana ha detto...

ciao Guliana, secondo me il lenguaggio politico tra la destra e la sinistra sempre è aspro, non è solo all' Italia, è in tutti i paesi. Questo sucede perchè non ha una volontà per fare dialoghi tolleranti e con educazione, è più facile insultare e discreditare.Magari i politici fanno un buon uso del "buonismo"

Giuliana Mitidieri ha detto...

Ciao Vicente, il termine "buonismo" viene dall'aggettivo "buono" e si riferisce, nel linguaggio politico o sociale, ad un atteggiamento di benevolenza e accoglienza nei confronti dell'altro. Detto in altre parole sarebbe il "politically correct".
Nel cinema, ad esempio, il "buonismo" potrebbe essere l'"happy end", il finale felice o, detto in un italiano un po' folclorico: finale tipo "a tarallucci e vino (i tarallucci sono simili alle "rosquilletas").
Un saluto
Grazie
Giuliana

Anonimo ha detto...

Cara Giuli: non ci si può sperare da parte dei politici, durante la baruffa pre-elettorale qua come in Italia, neanchè chiedergli un'atteggiamento così utopico com'è il buonismo dopo di che fanno un buon campanilismo di loro e dei loro partiti.
Il tempo del prezzemolo che colma il piatto è già scaduto.
Saluti
Alberto

Sophia ha detto...

perdon por el ot: yo soy de valencia, viviis en italia? yo en trieste

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny