sabato 20 ottobre 2007

Il gossip

(foto da internet)

Non è vero, ma ci credo: il gossip è un virus, che ha il potere di manipolare le opinioni e riesce persino ad essere più forte della verità. Il pettegolezzo: sinonimo di voce, indiscrezione, leggenda metropolitana, chiacchiera. Leggiamo nei dizionari: è un discorso “malizioso”, “indiscreto”, “ambiguo”, “ingannevole”, “inutile”, “assurdo”. Già nel 1750 il commediografo Carlo Goldoni in La Bottega del caffè evidenzia l’inutilità del pettegolo che complica la vita a tutti, persino a se stesso.
Chi è che non disprezza il pettegolezzo? Soprattutto se si considera che la sua fonte di successo consiste nel non avere origine. Che schifo! È roba da perditempo! Ma come mai una notizia insulsa, di bocca in bocca si ingigantisce e diventa una notizia da prima pagina (e non solo delle riviste di intrattenimento sociale)? Le voci corrono all’infinito, con smentite, precisazioni, approfondimenti, buone e cattive interpretazioni, fino a far perdere la storia d'interesse, che, poi,
si sgonfia da sola per essere sostituita con nuove e ancora più succose dicerie: non importa se siano vere, perché alla fine realtà ci diventano sul serio.


(foto da internet)
Il detto: “Si dice il peccato, ma non il peccatore” risulta quasi sempre falso: infatti per avere successo è fondamentale che il malcapitato oggetto del gossip sia una persona vicina alla comunità dei pettegoli, o, manco a dirlo, che sia uno di loro. Così, l’identità, seppur apparentemente segreta, sarà sempre facilmente ricostruibile. La gossip society è una specie di second life e lo dimostrano le ultime iniziative on line: una «GaraGossip» con tanto di voto sull'attendibilità della notizia, il suo buon gusto e il suo valore sul mercato, nonché una maratona di pettegolezzi, o comunicazioni informali, inventate.


(foto da internet)

Dalla portinaia ai media o ai reality show: tutti si spiano, e il pettegolezzo diventa occasione per socializzare, ovvero comunicazione informale. Non c’è niente da fare, se non leggere il libro Rumor e pettegolezzi. L’importanza della comunicazione informale, a cura di Marino Livolsi e Ugo Volli (Franco Angeli Edizioni, 2005).
Benvenuti nella società dell’Infotainment! Il pettegolezzo come passatempo nazionale e non. L’aveva già capito Fabrizio De Andrè: non a caso il cantautore cantava "La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo" (Un giudice, 1971).
Meglio non pensarci!


2 commenti:

Pepe ha detto...

La calunnia è un venticello...

Anonimo ha detto...

Il gossip è una gogna alla rovescia in sè, perché sebbene i personaggi cui appaiono sono esposti ai pettegolezzi altrui e ci soffrino diventano ancora più famosi di prima, persino il famoso gip di valletopoli appare sui rotocalchi; È stato ricattato?. Insomma mi pare che questo sia un girone per vedere chi la combina di rosso di più , perchè un schifoso guadagno sempre c'è!
Saluti
Alberto