mercoledì 31 gennaio 2007

La merenda va fatta così

(Foto da Internet)

Regola numero uno: la merenda è un pasto fondamentale, saltarla è tassativamente vietato. Regola numero due: si fa a ore precise (quattro e mezza d’inverno, un po’ più tardi d’estate). Regola numero tre: è una faccenda riservata ai bambini. I grandi, di pomeriggio, «non fanno merenda»: loro, poverini, «mangiano». Regola numero quattro: salvo compleanni e feste varie, quella che si fa a casa è più buona delle altre. Regola numero cinque: il menù non si improvvisa. Dev’essere vario, sano, «non grasso» ma soprattutto prevedere cose che non si vedono in tavola in altri momenti. Il che vuol dire, per esempio, niente latte e cereali che è roba da colazione. Lo spuntino del pomeriggio, secondo i bambini, funziona così. Il decalogo è dettagliatissimo e severo come pochi. Norme, divieti, eccezioni e postille che è tassativamente vietato infrangere, pena garantito trauma infantile. Perché la merenda è una questione seria, non un gioco: c’è quella giusta e quella sbagliata. E i bambini non transigono. Almeno non quelli intervistati da Michela Filippi, studentessa di Marketing Management alla Bocconi, che al rito dello spuntino pomeridiano dei piccoli ha dedicato la sua tesi di laurea. Lo studio discusso con la relatrice Stefania Borghini, intitolato «I bambini e i consumi: analisi del rituale merenda», presto diventerà un libro. La ricerca ha uno scopo serio: fornire alle aziende alimentari indicazioni utili per elaborare strategie mirate di promozione e vendita. Ma le confessioni dei bambini raccolte dalla Filippi, prima che uno strumento di marketing, sono una tenerissima rivendicazione dell’unico momento a misura di bambino nella vita piena di regole dei grandi. E sono anche la spiegazione di quella magia che trasforma la merenda in un carnevale quotidiano in cui i ruoli si invertono e, per un attimo, le gerarchie non valgono più. Le regole La premessa da non dimenticare è che la merenda è un diritto esclusivo dei bambini. Le leggi le dettano loro, dalla preparazione all’orario. I grandi, se vogliono, possono guardare. Al limite controllare, per gentile concessione. Luisa, nove anni, con mamma e tata fa così. «Può capitare che vogliano aiutarmi, perché dicono che fanno più in fretta e fanno meno pasticcio, ma secondo me non è che loro sono più brave, ma io glielo lascio fare così non si lamentano e poi magari capiscono che non combino disastri!». La seconda fondamentale questione è che non tutte le merende sono uguali. Alcune sono «giuste» altre «sbagliate»: buoni e cattivi, i bambini ragionano così. Per ottenere quella giusta le regole sono indispensabili ma ognuno è libero di scegliere le sue (il che significa sostanzialmente una cosa: le merende degli altri tutte sbagliate e quella che si fa a casa propria l’unica degna di essere mangiata). Gli «errori», ovviamente gravissimi e imperdonabili, sono sempre questioni di menù. Per le merende «sbagliate» non c’è pietà. Non ce l’ha nessuno dei bambini intervistati, tanto meno Filippo, dieci anni, che racconta: «Ho sentito che un mio amico invece di mangiare pane e marmellata mangia patatine in scatola. Non ho parole…». Tutti, in ogni caso, valgono complicati tabù alimentari. C’è chi non mangia le merendine confezionate e chi snobba miseramente i compagni che arrivano a scuola col panino. Per tutti però vale un principio: è vietato mangiare quello che si trova in tavola a colazione, pranzo o cena. Per il resto, via libera. In generale, dicono di preferire cibi sani e genuini, poi però snocciolano approfonditi elenchi di quanto più malsano si trovi in circolazione. E la compagnia? Quella interessa solo ai più grandi. Per i piccoli lo spuntino del pomeriggio è un piacere del tutto personale. Quel che conta è farlo. Perché la merenda, come dice la televisione, aiuta a crescere. E questo, i bambini, l’hanno imparato benissimo.

(Tratto da La Stampa)

11 commenti:

amparo s. ha detto...

Per me la merenda è anche un pasto fondamentale. Non sono una bambina ma faccio merenda tutti i giorni.

ramon ha detto...

I bambini (e le sue meravigliose regole della merenda), ci dimostra-
no che sono più intelligenti che i grandi. A casa mia, i miei figli, da sempre, hanno fatto della merenda un rito molto importante, e mai hanno preso cose che si mangiano in altri cibi del giorno (oggigiorno anche)

Sergi ha detto...

Viva la Nutella (o la Nocilla).

Jose ha detto...

La meglio merenda è sempre da mia nonna! mmm!

Anonimo ha detto...

Tra poco farò il pranzo e la merenda tutto e due insieme, così risparmierò tempo, fino alla cena che con i relitti del pranzo mangierò.
Buon pranzo!
Alberto

Jaume ha detto...

Viva il latte condensato e il pane.

Ispettrice Buonasera ha detto...

Ma che bello!la merendina!la cioccolata calda! Un post molto carino.

Luis ha detto...

Quando ero piccolo mia madre mi dava un panino con chorizo, allora il colesterolo non era un problema. Sono contro i donuts, e le cose fabricate industrialmente.

Mario ha detto...

Pane con prosciutto e pomodoro!

Pilar Puerto ha detto...

Qualcuno si ricorda che tanti anni fa merendavamo pane con latte condensato e Cola-Cao?. Qualche volta ti faceva starnutire per la polvere. Adesso suona strano. Per me da bambina la merenda era sempre dolce.

Xosé María ha detto...

Pan viño e azucre me daba mi abuela. Una merienda riquísima.