lunedì 8 gennaio 2007

COCHI E RENATO


"Stiamo lavorando per noi" è il titolo della trasmissione – quattro puntate su Raidue dal 10 gennaio – che segna il ritorno di Cochi e Renato in tv, coppia storica prima del cabaret italiano, poi della Rai che amava inventare e sperimentare.
La decisione di tornare sul piccolo schermo è stata presa dopo la tournèe che ha portato in giro per l'Italia la ditta Ponzoni-Pozzetto con "Nuotando con le lacrime agli occhi".
Ha affermato Renato Pozzetto: "siamo stati riscoperti da un pubblico giovane che, mischiato a quello del nostro zoccolo duro, riempie regolarmente i teatri dove ci esibiamo. È questo che ci ha convinti a tornare sul video, perché il popolo televisivo può essere sterminato, anche se quello del teatro ti fa subito capire se ti vuol bene".
Cochi e Renato sono nati artisticamente nel 1964, prima in un locale popolare che si chiamava Osteria dell’oca, poi trasferita in un cabaret, il Cab 64 di Milano, fino al trionfo nel mitico Derby.
"Stiamo lavorando per noi", è ambientato nella piccola piazza di una città qualunque, dove si esibisce una compagnia stravagante che recita a soggetto; una strada percorre la piazza per tutta la sua lunghezza e vi passano auto, taxi, biciclette, tifosi urlanti e persino un carro funebre. Ci sono anche due botteghe, una panetteria (gestita da Stefano Chiodaroli) e un ortolano (l’insegna è "Non solo cachi" e il titolare è Bebo Storti) e abitanti che non sempre sono disposti a sopportare gli artisti della piazza. È proprio sulla miscela di queste situazioni, ciascuna di per sé normale, ma in un insieme del tutto anormale, che Cochi e Renato puntano per coinvolgere gli attori che interpretano i bottegai, gli inquilini e il portinaio, l’attore Maurizio Milani, un vigile urbano, Sergio Sgrilli, tutti reduci da Zelig.
Mano a mano la piazza si anima e si fa un tuffo in quella Tv fatta più con l’intelligenza che con i miliardi. Arriva Massimo Boldi col suo telegiornale da Cipollino, ci sono il Mago Silvan con il suo "doppio" Raul Cremona, Lino Toffolo riemerge dal passato come una piacevole sorpresa, Renzo Arbore viene a suonare le sue canzoni senza tempo, Gene Gnocchi porta con sé la sua comicità al vetriolo, mentre Enzo Jannacci, il terzo "cochierenato", gioca con le sue canzoni strampalate, come la sigla finale Italiani, uno spaccato di come siamo fatti ma non ci vediamo. La sigla iniziale, invece è di Dario Fo, Cosa aspettate a batterci le mani, rielaborata nel testo da sembrare scritta oggi. C’è anche un’orchestra, quella dei Good Fellas, specialista in musica degli anni Cinquanta-Sessanta.
Cochi e Renato, sono, a nostro avviso, tra i migliori esponenti del cabaret made in Italy. Sono stati definiti dalla stampa come i "gemelli diversi": amici d'infanzia, compagni di scuola a Gemonio, sul Lago Maggiore; Aurelio "Cochi" Ponzoni era impiegato all'aeroporto di Linate; Renato Pozzetto era titolare di una ditta di raffreddamento. Si sono conosciuti per caso all’Osteria dell’oca ed è stato subito feeling; insieme hanno fatto buona parte della storia del nostro cabaret.

Abbiamo il piacere di farvi conoscere alcune canzoni di Cochi e Renato che sono rimaste nel nostro immaginario collettivo: Come porti i capelli bella bionda, A me mi piace il mare, La canzone intelligente, E la vita la vita e L'uselin de la comare.

Buon divertimento!

(foto da Internet)

2 commenti:

David ha detto...

Le canzoni sono molto divertenti. La scenetta di "come porti i capelli bella bionda" è fortissima.

Anonimo ha detto...

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Alberto