venerdì 7 settembre 2007

Brutti tempi per la lirica


(Foto da Internet)

Sembra che solo i cantanti in possesso di una tecnica pressochè perfetta siano degni di entrare nell’Olimpo della musica lirica; ma la verità è che pochi sono stati i privilegiati capaci di coinvolgere emotivamente il pubblico: Enrico Caruso, Maria Callas e Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007).

Fernando e Adele Pavarotti desideravano per il proprio figlio un lavoro stabile e per un po’ Luciano li accontentò lavorando come venditore di assicurazioni e come insegnante. Pavarotti avrebbe voluto diventare famoso come calciatore; ma il destino ha voluto che raggiungesse la fama come cantante lirico.

Il pubblico lo adorava ma era molto amato anche dai colleghi cantanti, lirici e non, che di lui hanno detto:

Andrea Bocelli:

Pavarotti è l'ultima grande figura carismatica del nostro tempo. Gli appassionati del 'bel canto' hanno una sorta di ammirazione sconfinata per lui.

Laura Pausini:

Conoscere Luciano e aver avuto la possibilità di stargli accanto non è stato solo un immenso onore. Ma uno tra i più bei doni che mi sia mai capitato di ricevere". Laura Pausini ricorda il tenore che l'aveva invitata anni fa al Pavarotti & Friends e al quale era legata da una profonda amicizia.

Placido Domingo:

Ho sempre ammirato la sua voce divina, dal timbro inconfondibile, dalla completa estensione vocale. Amavo il suo meraviglioso sense of humor e in diverse occasioni nei nostri concerti con Josè Carreras dimenticavo che stavamo esibendoci davanti a un pubblico pagante, perchè ci divertivamo troppo tra noi.

José Carreras:

I ricordi migliori sono quelli dell'intimità. Aveva una personalità molto divertente.

Joan Sutherland:

Era incredibile stare vicino a lui e cantare con lui. La qualità della sua voce era inconfondibile. Ti rendevi immediamentamente conto che era Luciano a cantare. Non sarà dimenticato.


Katia Ricciarelli:

Era "il Karajan dei tenori". Artista straordinario, dotato di una voce di platino, ma anche uomo spiritoso ironico, intelligentissimo, che aveva avuto il coraggio di affrontare cose considerate non del nostro mondo e che aveva capito tutto del potere mediatico.

Pavarotti si definiva: «uno che vende il positivo», «un eterno studente» «uno che crede nell’amore, come Nemorino nell’ Elisir, uno dei miei personaggi preferiti, come Rodolfo della Bohème, l’opera che nel ’61 mi ha lanciato».

Ieri La Repubblica ne parlava così:

Nei teatri di tutto il mondo il pubblico è impazzito per le interpretazioni di Luciano Pavarotti. Si ricordano ovazioni storiche: il 24 febbraio alla Deutsche Oper di Berlino venne applaudito per un'ora e sette minuti, i giornali scrissero che c'erano state 165 chiamate. Ad ascoltarlo nel giugno del 1993 al Central Park c'erano mezzo milione di persone. Sono caratteristiche di un divo, un cantante lirico come ce ne sono pochissimi nella storia, una leggenda del belcanto, che non verrà cancellata dal fatto che negli ultimi anni Pavarotti si sia trascinato faticosamente in un lunghissimo tour di addio, che forse non sarebbe mai finito, se a mettere la parola fine non fosse arrivato qualcosa di davvero definitivo, la morte.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Il grande fornaio di Modena messo a cantante d'opera ci lasciò,
ma la sua voce come tenore vinse e rimarrà tra noi all'alba.
Addio Luciano
Alberto

VICENTE ha detto...

Ciao Luciano. Il più grande.

Sonia ha detto...

Grandissimo. Ciao Luciano.

Clemente ha detto...

Forse era l'italiano più amato nel mondo. Addio Luciano.

Xosé María ha detto...

Adiós Maestro.

Alicia ha detto...

Pavarotti è stato chi ha democratizato la lirica. Luciano for ever.

David ha detto...

Per ricordarlo è meglio sentire i suoi dischi del 1960-1970. E' vera lirica.

amparo s. ha detto...

Un bravo cantante e una bellissima voce.
Molta gente sentirà la sua mancanza.

ramon ha detto...

Il mondo, oggi mi sembra che sia più vuoto, più triste e più brutto, perché la voce che faceva più sopportabile e bello questo mondo è sparita .La voce di Luciano Pavorotti se n’è andata per sempre, ma il suo ricordo restarà fra noi grazie alle registrazioni.,( lo so che non è lo stesso che la sua voce in diretta), ma sono un piccolo conforto. Il Bel Canto piange questa scomparsa (il mio cuore anche). Un giornale spagnolo (20 minutos) ha scritto oggi come commiato “ALL’ALBA, VINCERÒ” (Nessun dorma), bellissime parole nell’addio del più grande cantante di Opera attuale.