martedì 4 settembre 2007

ALBERTO SUGHI

Il Complesso del Vittoriano di Roma ospita fino al 23 settembre una mostra antologica dedicata ad Alberto Sughi che ripercorre la carriera dell'artista attraverso circa ottanta dipinti ed una sessantina di disegni realizzati dal 1946 ad oggi. Alberto Sughi è uno dei maggiori artisti italiani degli anni ‘50 e ricrea nei suoi dipinti atmosfere che il critico Enrico Cispolti definì "realismo esistenziale".


Solitudine ed incomunicabilità
sono i temi dominanti della poetica di Sughi, sentimenti resi pittoricamente attraverso una tavolozza volutamente monocroma.
La mostra al Vittoriano dedicata a questo grande pittore permette di ripercorrerne l’intero cammino artistico: i personaggi anonimi e ordinari hanno occhi e gesti privi di espressione, fissano il vuoto del tempo e dello spazio, drammaticamente assorti, negati al dialogo.



Sughi racconta:

Il mio incontro con l'arte è stato senza dubbio favorito dalla presenza di uno zio pittore e dalla passione di mia madre che, con intelligenza, ha stimolato la mia inclinazione per il disegno. Posso quindi convenire di avere seguito una strada che proprio in famiglia mi è stata suggerita; ho cominciato a disegnare all'età di sei anni e non ho più smesso.


Come si può dedurre dalle sue parole, il geniale pittore non segue studi artistici ma ha una formazione autodidatta, anche se la sua opera presenta evidenti influenze pittoriche e cinematografiche: amico di Rossellini, Germi e Rosi, riflette il suo amore per il cinema in alcune opere come La maschera al cinema, Cinema o Intervallo al cinema; per quanto riguarda le influenze pittoriche i quadri esposti in questa mostra riflettono chiaramente l'impronta di De Chirico e di Magritte, anche se la profonda solitudine e l'incapacità di comunicare presenti nelle opere sembra accostarli inevitabilmente anche ad Edward Hopper.

(Foto da AlbertoSughi.com)

4 commenti:

Vicente ha detto...

Bellissimi questi disegni. Non conoscevo il pittore.

Anonimo ha detto...

«Il fine della pittura non è quello di commuovere, ma piuttosto quello di rappresentare.» disse Sughi.
Sicuramente si dipingerebbe la mesta realtà d'oggi a Lampedusa commovesse.
Bentornata
Alberto

Anonimo ha detto...

Inoltre dei suoi disegni mi hanno colpito le parole di Sughi e certamente credo in l'importanza delle persone che ci circondano e che ci contagiano il suo entusiasmo, come te. Bentornata!
Pilar P.

Cristina Manfreda ha detto...

Vi ringrazio di cuore. Bentrovati!