martedì 26 maggio 2009

I Promessi Sposi

(foto da internet)
«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune».
Così iniziano I promessi sposi, il romanzo per antonomasia della letteratura italiana moderna, uno dei libri italiani più popolari, conosciuto nel corso del tempo da diverse generazioni di lettori, appartenenti a ogni classe sociale, i quali di volta in volta hanno variamente rivissuto le vicende di Renzo e Lucia e hanno su quel testo imparato la bella e più pura lingua italiana.
Però, attenzione, a scuola, per molti studenti, cominciano gli incubi dell’ultimo anno di liceo, anno in cui la lettura del romanzo di Alessandro Manzoni è obbligatoria.

(foto da internet)
Adesso gli Oblivion lo trasformano in un musical divertente e comico, tanto che il prodotto, pubblicato su youtube ha fatto registrare diecimila visite in tre settimane. È un mini-musical che si è ispirato a una delle opere sì più importanti, ma anche più "comicizzate" della storia della letteratura italiana. Guardate la parodia che ne fece il trio comico Solenghi-Marchesini-López nel 1990:



Nella versione degli Oblivion, l'inizio «Sul ramo del lago di Como inizia quel tomo che ti devasta con i suoi 38 capitoli...» è accompagnato dalle note di Ti amo di Umberto Tozzi. I personaggi: i Bravi si presentano reinterpretando Brava di Mina. Don Abbondio si rifugia dalla Perpetua: «C'ho un attimo di aritmia, c'è un pazzo criminale che ce l'ha con me». E lei risponde sulle note di Un senso di Vasco Rossi.

I commenti degli internauti: «geniale», «sontuoso», «bellissimo», «ottimo lavoro». Non mancano le considerazioni "scolastiche": «Un ottimo ripasso lampo prima dell'interrogazione», «Me l'avessero proposta così a scuola, l'avrei studiata più volentieri», «Domani ho l'interrogazione sui Promessi... mi porto la chitarra e le canto queste canzoni».

Ma chi sono gli Oblivion? «Qualche anno fa ci definivamo "un gruppo di giovani artisti". Ora siamo un po' meno giovani. Speriamo almeno di essere un po' più artisti. Veniamo tutti da esperienze diverse: c’è un mimo-sputafuoco, una urlatrice emiliana, un musicista medievale, una rockstar anni '80, una ballerina di tip tap... volendo potremmo aprire un circo».





Che pensate di questa rivisitazione in chiave satirica di una delle opere più importanti della letteratura italiana?

2 commenti:

Isabel ha detto...

Ottimo! niente è sacro.

Amparo ha detto...

Può essere divertente. Molta gente impara meglio con quello che le fa ridere.

Amparo Santaúrsula