lunedì 2 marzo 2009

Evviva la pasta!

(foto da internet)

Una collega professoressa di francese sosteneva che per conoscere ed amare veramente una lingua straniera bisogna non solo parlarla ma anche cantarla e mangiarla.

Tra le numerose attività culturali organizzate dal Dipartimento d’italiano dell’EOI di Sagunto allo scopo di diffondere la conoscenza dei diversi aspetti della cultura italiana tra i suoi allievi, questo lunedì ne verrà proposta una in cui tutti gli alunni che vi parteciperanno saranno protagonisti, almeno per un paio d’ore. In questo caso non esisterà una distinzione netta tra attori e spettatori, come accade durante uno spettacolo teatrale, ma tutti insieme, con la guida di un supervisore, ci dedicheremo ad preparare con le nostre mani la pasta fresca, un rito che ancor oggi un gran numero di nonne e mamme italiane ripetono molti fine settimana per la gioia di grandi e piccini in occasione del pranzo della domenica, il convivio che permette alle famiglie d’oggi di sedersi a tavola, tutti inisieme, lontane dal ritmo frenetico infrasettimanale.
Quella con cui ci cimenteremo è un tipo di pasta ripiena di facile preparazione che elaboreremo, infatti, con pochi ingredienti semplici e con l’ausilio di una limitata attrezzatura. Si tratta degli agnolotti di magro, così chiamati perché il ripieno che li caratterizza è composto da ingredienti che escludono la carne, lasciando il protagonismo ad ingredienti più atti al periodo quaresimale di cui questo piatto era tipico.

(foto da internet)

Nello svolgimento dell’attività, partiremo dalla preparazione dell’impasto (per ogni 100 gr. di farina 1 uovo ed una presa di sale) e del ripieno (a base di ricotta, spinaci, parmigiano, sale, noce moscata e uova). Una volta pronti entrambi, dopo aver lavorato l’impasto a dovere con l’apposita macchina per la pasta, tireremo delle sfoglie di una certa lunghezza che utilizzeremo per confezionare e dar forma agli agnolotti. Lo faremo disponendo al centro di ogni sfoglia di pasta, e per tutta la sua lunghezza, dei mucchietti di ripieno grossi quanto una nocciola, ad una distanza di circa 3-4 centimetri l’uno dall’altro, dopodiché piegheremo la sfoglia su sé stessa facendone combaciare le due estremità, superiore ed inferiore. Fatto ciò provvederemo ad eliminare l’aria restante tra i diversi mucchietti di farcia aiutandoci con le dita. Infine, cocluderemo l’operazione tagliando con la rotella tagliapasta gli agnolotti e l’eccesso di sfoglia risultante.

A tutti gli alievi che assisteranno all’attività ricordo di portare con sè un grembiule, un cucchiaino da caffè, uno straccio da cucina, un vassoio di cartone e una buona dose di entusiasmo!

Eugenio Gillani

5 commenti:

vicente ha detto...

Che buono!

Xosé Maria ha detto...

Enhorabuena. Es una actividad muy interesante.

Anonimo ha detto...

Bravo Eugenio
siamo felici di vedere che hai pubblicato questo post.
Ci vediamo alle 6,30
Tanti baci
le due handicappate

Amparo ha detto...

Sono sicura che sarà un'attività divertente. Ho voglia di assaggiare questi agnolotti.

Amparo Santaúrsula

Anonimo ha detto...

Bravo Eugenio
Gli agnolotti...Buonissimi !!!
Il mio Colesterolo... altissimo!!!
Un bacione
Imma