venerdì 15 febbraio 2008

Un pirata ciclista

(foto da internet)

Il mondo del ciclismo commemora il quarto anniversario della morte di Marco Pantani, il Pirata. Stasera la RTV di San Marino proporrà - dal Teatro di Cesenatico – "Il Mito Spezzato”, uno speciale dedicato all’asso del ciclismo, la cui vita è stata prematuramente stroncata da una overdose di cocaina il 14 febbraio 2004, almeno secondo l’inchiesta ufficiale.
Ci saranno testimonianze di tifosi d’eccezione come Davide De Zan (telecronista sportivo) o Vittorio Zucconi (giornalista di La Repubblica). In onore alla sua passione per la musica (quando, nel Giro del 1996, un infortunio gli impedì di gareggiare, lui ci volle comunque essere, e cantò la sigla della trasmissione E adesso pedala), Gaetano Curreri, voce degli Stadio, interpreterà E mi alzo sui pedali, colonna sonora della fiction a lui dedicata Il pirata.


(foto da internet)

Due ore di diretta in cui ospiti illustri e servizi giornalistici tenteranno di ripercorrere le tappe più significative dell’iter sportivo e umano del campione. Ci sarà Philippe Brunel, giornalista francese di L'Equipe e amico di Marco, autore di Gli ultimi giorni di Marco Pantani (edito da Rizzoli), il quale, oltre a ricostruire in maniera fortemente critica le indagini ufficiali - tanto da far riaprire di nuovo il caso sulla morte del Pirata da parte della procura di Forlì - contribuisce ad alimentarne il mito. Brunel ha detto che il suo «è un atto di ringraziamento per la generosità del ciclista nei confronti dei cronisti sportivi che come me lo seguivano». Purtroppo in Italia, ad eccezione del libro di rivelazioni della madre di Pantani, che uscirà a breve, non ci sono pubblicazioni significative su questa tragica vicenda.


(foto da internet)
Il libro pone tanti interrogativi su ciò che accadde in quella stanza d'albergo. È proprio vero che non ci fosse nessuno con Pantani quella sera? Perché è stata solo presa in considerazione come causa del decesso accidentale l'overdose per cocaina e sono state scartate frettolosamente altre ipotesi, sollevate per esempio da inspiegabili ecchimosi dietro le orecchie di Pantani? E perché il medico che eseguì l'autopsia portò a casa propria il cuore di Marco nel timore che qualcuno lo trafugasse?
È lungo l'elenco dei dubbi formulato nella contro-indagine, mentre sono lapidarie e poco convincenti, per il giornalista transalpino, le risposte dell'inchiesta, già riaperta una volta dopo che la mamma di Pantani parlò di minacce subite dal figlio a Campiglio dopo la tappa del 5 giugno 1999, tappa che ne provocò la sospensione.
Certo è che quel giorno iniziò la lunga discesa del ciclista amante della musica, la cui vita si concluse tragicamente in una stanza d'albergo, proprio come per Luigi Tenco. E, come nel caso del cantautore, che ancora fa discutere a quarant'anni dalla morte, la fine del pirata sembra una never ending story.

2 commenti:

vicente ha detto...

Un grande ciclista!

Anonimo ha detto...

Se non fosse l'ombra dell'Indurain, tranne in salita (Ha il menor tempo in scalare l'alpe d'huez)sarebbe comunque più amato.
Saluti
Alberto