venerdì 28 settembre 2012

Virginia Raffaele





(foto da internet)

Detto così, ai nostri studenti, il nome della Raffaele può essere ignoto. Eppure Virginia Raffaele è una delle nuove leve della comicità femminile italiana. 
Virginia Raffaele si è diplomata, nel 1999, all’Accademia Teatro Integrato e ha studiato danza classica e moderna all'Accademia Nazionale di Danza. Nel 2001 ha fondato il trio comico Due interi e un ridotto.
Ha lavorato in teatro, con spettacoli quali  Aristofane, L'amore di Don Perlimplino per Belisa di Lorca e Plautus di Plauto. 
In tv ha partecipato a numerose fiction e, nel 2010, inizia a prender parte alla trasmissione Quelli che il calcio e..., condotta da Victoria Cabello,  in qualità di imitatrice. Le sue imitazioni hanno ricevuto  notevoli consensi di pubblico sulla rete: tra i suoi bersagli ricordiamo la nuotatrice Federica Pellegrini, l'ex governatrice della Regione Lazio Renata Polverini, la cantante Ornella Vanoni, la consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti, nonché igienista dentale di Silvio Berlusconi, e la showgirl argentina Belén Rodríguez.
Vi proponiamo alcune imitazioni esilaranti: quella della Minetti, che con il burro di cacao in mano, maglioncino attillato e cellulare regolamentare si agita per lo studio, e quella di Belén Rodríguez.
Buon divertimento!

mercoledì 26 settembre 2012

lunedì 24 settembre 2012

Polpette (di saggezza linguistica III)




Cari lettori, 
la parola che oggi vi proponiamo è sgarro, nell'accezione gergale, con valore di provocazione, infrazione al codice di comportamento vigente nella malavita; e per estensione offesa, grave affronto.
In questi ultimi giorni, in Italia, si parla molto di "sgarro", dato che, nella cronaca nera dei giornali, ha occupato un posto di rilievo una notizia che riporta un presunto regolamento di conti, legato alla droga, avvenuto a Milano.

venerdì 21 settembre 2012

Per i chiodini (piccini, piccini)


(foto da internet)

Cari chiodini, piccini piccini della scuola Santa Anna di Quartell, non ci siamo mica dimenticati di voi. 
Com'è andato il ritorno a scuola? Siete contenti?
Come sempre, cercheremo di dedicarvi almeno un post al mese.
Oggi vorremmo parlarvi di un problemino che abbiamo avuto tutti da bambini: allacciare le scarpe!
In questi primi giorni di scuola, con il sonno, la fretta, i nervi, a volte non riusciamo a far bene questa semplice operazione.
Vogliamo aiutarvi con un bel tutorial proposto da Alessia crap & scraft... (qui troverete il template delle scarpe da stampare in pdf>>).
Siamo sicuri che le vostre maestre vi aiuteranno e che, in poco tempo, sarete capaci di allacciarvi le scarpe ad occhi chiusi!
Per festeggiare il nuovo anno scolastico vi proponiamo anche una filastrocca da recitare a lezione con i vostri compagni. Dice così:

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
«Col tempo, ti insegnerò tutto»
Insegnami fino al profondo dei mari
«Ti insegno fin dove tu impari»
Insegnami il cielo, più su che si può
«Ti insegno fin dove io so»
E dove non sai?
«Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, dall’albero al seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te»



Buon divertimento! E speriamo di vederci presto!

mercoledì 19 settembre 2012

Acqua, liscia o gassata?


(foto da internet)

Liscia, gassata o Ferrarelle? Chiedeva una pubblicità televisiva. Uno spot ricorrente da anni, che è tornato alla mente in estate quando al supermercato mi è venuto spontaneo comprare l’acqua naturale e quella gassata, così come in tutte le case e su tutte le tavole che ho frequentato puntualmente i commensali facevano la domanda. Che preferisci liscia o gassata o... ferrarelle?
Una domanda che mi ha accompagnato per molto tempo, ma che fuori Italia non sembra così “normale”. Eh sì, in Italia, ci sono due faide di "bevitori" d' acqua: i salutisti, decisamente a favore di quella naturale (l'anidride carbonica è un additivo da bandire), i consumisti, fanatici di bibite gassate e gassatissime.
 
 

Ma è poi vero che l' acqua con le bollicine fa male allo stomaco? L' idea è  radicata, ma gli esperti sostengono di no, giacché l'acqua gassata dà una dilatazione temporanea dello stomaco perché contiene anidiride carbonica, ma nel giro di pochissimo tempo questo gas viene in parte assorbito dalla mucosa gastrica (la parete interna dello stomaco) e neutralizzato dall' organismo, e in parte espulso dalla bocca con le eruttazioni.
Allora non è nemmeno vero che le bibite frizzanti alla lunga dilatano lo stomaco? Gli esperti dicono che si tratti di un' idea quasi folkloristica, visto che la dilatazione dello  stomaco non existe: quando non c' è il cibo questo organo è chiuso, una sorta di cavità virtuale,  e non c' è acqua gassata che possa modificarne il "tono" fisiologico, anche se il consumo è quotidiano.
 
(foto da internet)
Allora,  visto che è più gustosa, via con l' acquafrizzante senza remore né pregiudizi, anche se bisogna fare attenzione con i bimbi piccoli, sotto l' anno d' età!!!
L'’acqua gassata è più dissetante di quella "liscia", perché provoca una maggiore stimolazione delle papille gustative della lingua e dei recettori della gola. Ma per quanto riguarda il suo potere digestivo non c' e' alcuna dimostrazione che le bibite addizionate con anidride carbonica stimolino la motilita' dello stomaco.
 
(foto da internet)
 
Ancora una cosa: la bevanda più antica del mondo sta prendendo il sopravvento e la semplice distinzione tra liscia o gassata gli sta un po’ stretta. È nata una nuova figura, conosciuta come idrosommelier, che altro non è che un raffinato conoscitore delle varie acque.
Gli idrosommelier sono nati allo scopo di ricreare intorno all’acqua il rispetto che secondo loro questa bevanda merita e, per questo motivo, consigliano di richiedere, nei ristoranti con maggiore dedizione e cura verso la clientela, la carta delle acque, assieme a quella dei vini.


Così si scopre che in abbinamento a piatti delicati è meglio scegliere acque piatte o leggermente effervescenti; mentre con un brasato o uno spezzatino c’è bisogno di un’acqua con un residuo fisso molto alto. Il dessert, invece, richiede acque basse o medio basse. Da non dimenticare la temperatura: le acque lisce andrebbero servite a 10-12 gradi, mentre le frizzanti un po’ più fresche, a 8-9 gradi.

lunedì 17 settembre 2012

Polpette (di saggezza linguistica II)

(foto da internet) 

Secondo appuntamento con la nostra polpetta di saggezza linguistica. 
L'espressione di oggi è "in panciolle", usata come locuzione avverbiale legata ai verbi stare, starsene e sedere. Significa con la pancia all'aria, in ozio.
La usa Stefano Benni in un famoso racconto, intitolato Lombritticoetica (storie morali), in cui vengono narrate le disquisizioni filosofiche di lombrichi e pesci.

Ecco a voi il video. Buon divertimento!

venerdì 14 settembre 2012

Cristina Donà, cantautrice cult




(foto da internet)

Cari Chiodini vicini e lontani, vorremmo farvi conoscere una cantante rock italiana (cult), poco nota in Spagna: Cristina Donà.
La Donà è una delle nuove stelle del firmamento del rock tricolore, che negli anni '90, conobbe il suo momento di maggior spinta e successo commerciale. 
Vinse il premio Ciampi nel 1995, e collaborò con un nome di spicco della canzone d'autore newyorkese come Eric Wood, cinquistando un largo consenso di critica. Merito delle sue composizioni raffinate e dei suoi testi dal notevole impatto emotivo, sui quali una voce duttile e al tempo stesso disegna armonie sorprendenti.
Il suo nuovo album, intitolato Torno a casa a piedi, è un passo in una nuova direzione, più serena e solare. Manifesto del disco è Miracoli, gioiosa come una banda di paese (abbondanti i fiati, per la prima volta così presenti nelle canzoni della Donà), Il testo dice: "Io credo nei miracoli che la gente può fare";  ed ecco una piccola marcia trionfale in cui la Donà annuncia rivoluzioni affidandosi a colorite scorribande armoniche. La frase che apre la canzone è ispirata a Una storia vera, il film meno astratto di David Lynch. 






(foto da internet)


Le canzoni di Torno a casa a piedi, che devono anche alla mano da orchestratore di Saverio Lanza, sono in equilibrio quasi perfetto.  La scrittura è ispirata, le melodie funzionano, gli arrangiamenti pure. Bella la sua sua crepuscolare Lettera a mano, che qui vi proponiamo: una ballata dolente ed ermetica, che a un certo punto si impenna e si frantuma in uno strascico quasi robotico, Cristina Donà canta una ninna nanna a cui affida tutta la speranza e la dolcezza di una madre che sa che, solo per il fatto stesso di essere madre, sola non potrà mai più rimanere. È una ninna nanna cantata ma senza parole, veloce passaggio dallo smarrimento alla rassicurazione: ci dice che la vita va vissuta e che passata la giornata, passate le storie belle e brutte e passate le canzoni, avere un po' paura è normale, ma di avere fiducia, in sé e negli altri, vale sempre la pena.
La carriera della cantante milanese, incentrata tutta sulla musica di qualità, ebbe inizio 20 anni fa col disco Tregua. 
Tre anni dopo lanciò Nido, l'album più complesso e ambizioso della sua carriera. L'impianto sonoro, ricco e intricato, è al servizio di una voce quanto mai ricca di sfumature. I testi abbracciano una molteplicità di argomenti e sensazioni. 
Nel successivo Dove sei tu, la Donà mise in risalto tutta la sua limpidezza vocale ed iniziò a sperimentare con dei brani cantati in inglese. 

Nel 2004 uscì l'album Cristina Donà, cantato in inglese, e posteriormente, La quinta stagione, con 10 ballate intriganti a cui fece seguito Piccola faccia che segnò un'ulteriore tappa d'avvicinamento a un genere pop  morbido e universale. 
Buon ascolto!

mercoledì 12 settembre 2012

Un viaggio low cost

 
(foto da internet)

                    

 Che “le cose” siano alquanto improvvisate nei voli Ryanair lo sanno tutti, ma fino a questo momento nessuno ha fiatato. Adesso anche in Spagna è un tema ricorrente, ma, se permettete, con un legittimo interrogante: c’è un interesse recondito nel diffondere una cattiva pubblicità? O si trata di un complotto contro la compagnia irlandese, o com’è possibile che solo ora questi “incidente” di low security diventino un motivo di preoccupazione per i governi?
Fatto sta  che  quello che è successo venerdì scorso in un volo verso l’Italia ha davvero dell’incredibile!!! Un aereo della compagnia irlandese Ryanair è stato fermato presso l'aeroporto di Roma, a seguito di una denuncia presentata da un gruppo di passeggeri i quali, giunti dalla Danimarca, avrebbero lamentato forti pruriti alle gambe che sarebbero riconducibili a punture di zecche.

 
(foto da internet)
 
 
 La conferma è arrivata dopo la visita effettuata dai medici dell’aeroporto. L'aeromobile Ryanair, che si stava già preparando per un nuovo volo da Roma a Bari, è stato immediatamente bloccato e parcheggiato in una piazzola isolata dello scalo, dove sono state attivate tutte le procedure anti infezione previste dal protocollo di sicurezza aeroportuale.
È la prima volta che si verifica all’aeroporto di Ciampino un episodio del genere, sul quale sta peraltro indagando anche la polizia dello scalo per capire se gli insetti siano stati portati a bordo da un passeggero o se fossero già presenti sul velivolo prima dell'imbarco avvenuto nella capitale inglese. Intanto molti dei viaggiatori coinvolti, dopo essere stati sottoposti a profilassi, hanno presentato un esposto alla polizia. «Fino a poco tempo fa – ha detto il presidente dell’associazione dei consumatori Codacons - le zecche erano ospiti sgraditi dei treni, ora sembrano aver cambiato mezzo di trasporto preferendo l'aereo.
 

 
(foto da internet)
 
 
È assurdo che nel 2012 possano verificarsi casi simili ». E si stanno studiando le dovute azioni legali da intraprendere nei confronti della compagnia aerea.
Non c’è da meravigliarsi: con la benzina alle stelle, la macchina sta diventando  il mezzo di trasporto più esclusivo, mentre quello più accessibile sembra proprio l’aereo!!!


lunedì 10 settembre 2012

Polpette (di saggezza linguistica)


(foto da internet)

Cari chiodini vicini e lontani, 
inauguriamo, quest'oggi, una nuova rubrica che terremo, settimanalmente, sul nostro blog: si chiamerà "Polpette (di saggezza linguistica)" e si occuperà dei modi di dire e parole usate nella nostra lingua. Ci auguriamo che sia di vostro gradimento.
Inizieremo dal verbo gufare che, secondo il dizionario Sabatini Coletti significa: a) Fare il verso del gufo; e per estensione detto di persone, sbuffare; e b) portare sfortuna, essere di malaugurio.
Ci interessa l'accezione b). 
Nel linguaggio sportivo ha avuto molta fortuna questo verbo.
In Italia si gufa contro la squadra rivale, augurandole di perdere tutte le domeniche, di essere stracciata nella finale di coppa, di dire addio (magari ai rigori) alla Champions League, ecc.  
Che  la nostra squadra del cuore sia coinvolta in queste partite c'entra poco o niente. 
Quando si gufa, si è contro per sistema, per partito preso: anche se la squadra oggetto del nostro gufare si dovesse battere contro una squadra di un altro paese, non importa. L'importante qui è vederla perdere!
Su Facebook c'è addirittura il campionato fatto apposta per il tifoso-gufo.  
Ideato da Skysport al momento c'è uno speciale campionato tra tifosi. L'applicazione permette a tifosi e calciofili di sostenere la propria squadra e, contemporaneamente, di «gufarne» un'altra. Dal lunedì al weekend di campionato si avrà a disposizione tutto il calendario con le sfide di domenica in domenica. Per «condizionare» le partite ci sono a disposizione due comandi: tifa e gufa, appunto. 
Il risultato di ogni squadra è dato dalla differenza tra tifo a favore e tifo contrario (ad esempio, la Juventus, qualche settimana fa, aveva ottenuto 1855 voti positivi e 1854 gufate: un solo punto a favore contro i 115 raccolti dal Parma (227 voti positivi, 112 gufate). 
In testa alla classifica al momento c'è l'Inter, con 520 punti in positivo (è stata gufata 1065 volte), davanti al Milan che è a quota 283. 
Nell'applicazione sono anche disponibili delle statistiche (quanti tifano tra uomini e donne, la geografia del tifo e anche una scheda personale che evidenzia quante volte un giocatore ha tifato o gufato per una squadra). 
Attenzione: il testa a testa tra Inter e Milan coinvolge anche il capoluogo lombardo: i voti registrati dalle due squadre, grazie alla suddetta applicazione, vengono esposti in Piazza Cairoli, nel centro di Milano. Lo slogan è semplice: «Decidi tu di che colore sarà la tua città».

venerdì 7 settembre 2012

Il Palio e le donne







(foto da internet)


Hanno vinto le ocaiole (parola difficile da pronunciare in perfetto toscano). Su che cosa, vi chiederete?
In un’affollatissima assemblea nella sede dell’Oca, l’ultima a tenere le sue donne sulla soglia, si è deciso che dal 29 aprile 2012, festa della patrona Santa Caterina, le ocaiole avranno diritto di parola, di voto, di elezione negli organi dirigenti, come in tutte le altre Contrade. Una rivoluzione.
L'Oca, dunque, fa lo stesso percorso dell’Oxford and Cambridge University club, riservato a professori e laureati delle due prestigiose università, esclusivamente di sesso maschile. Poi, un giorno, oltre un secolo e mezzo di discriminazione finì con un referendum: gli uomini avevano deciso che le donne potevano far parte del club, archiviando la millenaria tradizione.
La passione per Siena e per la contrada, ha animato 62 donne e più, qualche anno fa, a iniziare una durissima guerra. Tra una battaglia e l’altra, nel 2008 le donne dell'Oca persero il referendum voluto dai dirigenti della Contrada. Lo spoglio diede ragione ai fedelissimi alla tradizione: niente donne in contrada.  
Con le ribelli si schierò anche Aceto, al secolo Andrea Decortes, il più famoso fantino della storia, che per l’Oca ha vinto il Palio ben cinque volte. Dopo l'amara sconfitta si decise di passare alle vie legali: le donne (ocaiole) andarono di fronte a un giudice civile e chiesero il rispetto dei loro diritti. A gridare con tanta veemenza, nel 2010, un’ocaiola doc: la cantante  Gianna Nannini che il Palio ce l’ha dentro le ossa e l’anima.
Il magistrato fece notare che sarebbe stata necessaria una base più larga o un mandato da parte della (centenaria) Società delle donne, abilitata a parlare a nome di tutte. È stata, invece, disse il giudice, «azionata da singole associate, una pretesa collettiva». Bocciate di nuovo. E così ancora avanti con la battaglia in tribunale, fino ad una nuova sentenza sine die. Alla fine, niente più giudici e niente più sentenze. La Contrada ha deciso per conto suo, con un documento votato a grande maggioranza, di non fare più nessuna distinzione tra uomini e donne.

mercoledì 5 settembre 2012

Torrnentone estivo II (ovvero "Il pulcino Pio")

(foto da internet)


Cari chiodini vicini e lontani, dopo le gesta della pittrice Giménez in quel di Borja, tormentone estivo-artistico-turistico, ecco a voi il vero tormentone musicale dell'estate che sta per finire: Il pulcino Pio.
La canzone in questione è una sorta di “Vecchia fattoria” moderna con un finale splatter (il pulcino Pio viene investito da un trattore!).
Secondo tradizione, il tomentone del tenero pulcino è odiato/amato dal pubblico balneare.
Stanchi di ascoltare la solita cantilena da più di tre mesi, stanchi di sentir ripetere in continuazione il solito pigolio, in molti stanno manifestando il loro dissenso verso questo animaletto postando su facebook e altri social network,  foto, vignette e addirittura manifesti di lutto inneggianti la scomparsa del Pulcino Pio!
A Bari, una ragazzina di 15 anni è stata presa a schiaffi da un altro ragazzo poiché cantava il tormentone dell'estate 2012. Il ragazzo, di qualche anno più grande, si è avvicinato alla vittima e le ha ordinato di smetterla. La 15enne avrebbe proseguito con il ritornello e a quel punto l'aggressore l'avrebbe colpita con due schiaffi in pieno volto.
Sarebbe scoppiata una rissa sedata per tempo dagli amici del presunto aggressore, che lo avrebbero allontanato di peso portandolo via. La vicenda non ha avuto strascichi giudiziari. Allo stato attuale non è stata presentata alcuna denuncia penale ma sono tanti i testimoni che, ieri sera, hanno assistito alla scena. 
Sarà stato il gran caldo?

lunedì 3 settembre 2012

Il tormentone estivo





(foto da internet)


Cari chiodini vicini e lontani, eccoci qui, puntuali, al nostro appuntamento col primo lunedì di settembre, data in cui riprendono le nostre pubblicazioni sul blog.
Come ogni estate, da che mondo è mondo, anche quest'anno abbiamo avuto un tormentone. Questa volta, però, vorremmo lasciar da parte le canzoni che ci hanno distrutto i timpani al mare, in montagna e al lago e vorremmo proporvi il noto caso della pensionata Cecilia Giménez e del suo celeberrimo restauro dell'Ecce Homo di Borja (in provincia di Saragossa, Aragona). 
L'autrice del restauro sostiene di essere brava con i pennelli e di aver agito in buona fede, anche se il suo famoso restauro, che ha rovinato l’Ecce Homo del modesto pittore Martínez, ha ormai fatto il giro della rete, attirando a Borja una folla di curiosi e stizzendo gli eredi  del pittore di cui sopra  che minacciano di denunciare tutti, dalla Giménez al prete di Borja. 
Ma ovviamente una vicenda succosa come questa non poteva certo fermarsi qui ed ecco che il web si è letteralmente scatenato, dando fondo a tutta la sua ironia per produrre delle parodie dell’Ecce Homo veramente esilaranti. 
Ovviamente anche Facebook non è stato da meno. Mentre compaiono numerosi gruppi a sostegno dell’opera di Cecilia Giménez,  potete trovare altre pagine interamente dedicate a tutte le foto ritoccate che gli utenti di ogni parte del mondo si sono divertiti a fare. E anche Twitter, con  l’hashtag #eccemono  è salito subito ai primi posti dei Trend Topic.
Tuttavia,  non manca chi ha apprezzato il lavoro svolto dalla Giménez. Qui in Spagna è partita una petizione che vuole conservare l’affresco di Martínez rovinato esattamente come è adesso. Pare che finora le firme raccolte siano più di 1500. Il passo successivo sarà quello di presentare la petizione al Comune di Borja, il quale, al momento, è indaffarato nel cercare di capire se si potrà mai ripristinare il dipinto originale e nel far cassa col gran numero di curiosi accorsi ad "ammirare" l'Ecce Homo versione Giménez.
Noi vi proponiamo l'ennesimo gioco, lanciato da La Repubblica, nel quale, pittori per un giorno, dovreste cercare di realizzare il vostro proprio dipinto. 
Buona fortuna!


venerdì 1 giugno 2012

Buone vacanze



Il Dipartimento d'italiano della EOI Sagunt, vi augura buone vacanze! Torneremo online a settembre!

venerdì 25 maggio 2012





In Spagna si chiamano "alpargatas", ma in Italia, chissà perché ricevettero il nome di espadrillas. Chi non ricorda le estati ormai andate quando questo acquisto era veramente d’obbligo. Ai piedi non potevano assolutamente mancare quelle scarpette di tela, con la suola in corda, arrivate direttamente dalla Spagna. Si trattava delle espadrillas. I colori non erano molti, nero, rosso, il blu stinto fino ad arrivare ai più audaci che non disdegnavano le strisce. In realtà già si trattava di un «remake» fashion visto che Picasso aveva indossato quelle calzature. Certo la qualità e i prezzi variavano anche se erano sempre contenuti, ma per uomini e donne si trattava di vero street weare.


Unico inconveniente la pioggia: la suola in corda una volta bagnata poteva portare qualche problema. Questa estate la moda, sempre pronta a riciclare e a riportare in auge le suggestioni del passato, complice anche la crisi economica, rilancia le espadrillas. Da Miuccia Prada al marchio Sanuk (direttamente dalla California), tutti sono pronti ad invadere di nuovo le strade europee e a vestire i piedi dei ragazzi. Questa volta le varianti sono molte, si va dalle classiche passando per il modello a zeppa, fino alla versione sandalo aperto o chiuso. Non mancano le fantasie caraibiche, le paillette e le immancabili righe. I materiali usati sono economici e naturali: tela, canapa e addirittura farro. Molto usato anche il denim, come insegna la nuova collezione primavera 2012 di Red Valentino, ultimamente sempre più impiegato per abiti e accessori.

martedì 22 maggio 2012

Sogni d'oro





Le notti insonni fanno ingrassare. Sembra una battuta poco comprensibile, ma in realtà dietro c’è una ragione meramente scientifica. Tutto parte dai ritmi circadiani. Non si tratta di una popolazione conosciuta
su una puntata di Star Trek, ma dell’orologio biologico che regola le nostre ore di veglia e sonno. Il meccanismo funziona grazie ad un ormone apposito, la melatonina. Quest’ultima, ed è opinione di numerosi esperti in materia, aiuterebbe a prevenire diabete e obesità. Il colesterolo infatti viene tenuto sotto controllo proprio attraverso la melatonina, dando un grande contributo a contrastare l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Un beneficio quindi per la pancia e per il cuore. Una banalizzazione giustificata però da dati acclarati attraverso una ricerca compiuta dai ricercatori dall’Università spagnola di Granada. L’esperimento è stato condotto su topi diabetici e in sovrappeso. Sostanzialmente una cattiva qualità dell’ormone della melatonina fa sballare i ritmi veglia-sonno, inducendo la persona a mangiare negli orari più diversi e irregolari. Un aiuto, oltre che dai farmaci, arriva dall’assunzione di alcuni frutti o verdure come mandorle, finocchio, senape o ciliegie. Rimangono poi sempre alcune regole di buon senso, come mantenere uno stile di vita sano, mangiare poco e cibi di qualità.

domenica 20 maggio 2012

Le alghe



Le alghe sono organismi vegetali autotrofi capaci di trasformare le sostanze inorganiche, presenti nell'ambiente in cui vivono, in sostanze organiche per produrre i principi nutritivi necessari alla loro vita, utilizzando l'energia della luce solare che, tramite la fotosintesi clorofilliana, è trasformata in energia chimica.
Il loro habitat è costituito dalle acque salate di mari e oceani, dalle acque dolci di laghi, fiumi, stagni e persino da piccole raccolte di acqua come le pozzanghere, che sono colonizzate da esseri viventi microscopici animali e vegetali, come appunto le alghe.
La classificazione delle alghe è molto complessa per via del grande numero di specie conosciute, oggi se ne contano circa 18.000, e per le forme e le dimensioni molto variabili, da organismi unicellulari microscopici, fino ad alcune specie marine gigantesche, che possono raggiungere anche notevoli lunghezze.

Le alghe unicellulari sono determinanti per l'economia del nostro pianeta, poiché fanno parte del fitoplancton, dal cui metabolismo è prodotto circa il 50% di tutto l'ossigeno fornito dai vegetali presenti sulla terra, e che inoltre riveste grande importanza come anello iniziale della catena alimentare dell'ambiente acquatico.
Le alghe pluricellulari vivono a diverse profondità e in funzione di ciò presentano colorazioni variabili: possiamo distinguere Alghe Verdi in cui la clorofilla è ben evidente, Alghe Rosse, in cui il verde della clorofilla è mascherato dalla contemporanea presenza di pigmenti rossi, Alghe Brune che presentano un colore verde scuro tendente al marrone, Alghe Azzurre contenenti pigmenti color blu-violaceo (anche se le moderne classificazioni le inseriscono fra i Cianobatteri, il termine Alghe Azzurre è ormai entrato nell'uso comune). La presenza dei pigmenti è funzionale alla lunghezza d'onda della luce presente alle profondità dell'habitat in cui ciascun gruppo vive, poiché i vari pigmenti variamente colorati sono capaci di captare la poca energia luminosa che giunge sott'acqua e trasferirla alla clorofilla, attivandola e rafforzandone l'azione fotosintetica.

Le alghe sono utilizzate dall'uomo da millenni: ancora oggi esse sono usate come concimi e fertilizzanti in agricoltura, come mangimi e integratori in zootecnia, come alimenti e integratori di alto valore nutritivo nell'alimentazione umana. Esse costituiscono fin da tempi antichissimi un alimento comune nella dieta di molti popoli, soprattutto orientali, come i Cinesi e i Giapponesi.
Il valore nutritivo delle alghe è dato dai suoi principali componenti: carboidrati, proteine, presenti mediamente intorno al 35%, talvolta fino al 70%, e inoltre acidi grassi Omega 3, antiossidanti, vitamine, fra cui betacarotene e vitamine del gruppo B, sali minerali e oligoelementi, di cui le alghe sono particolarmente ricche, come il ferro e lo iodio.
Quest'ultimo è particolarmente abbondante, per cui l'uso alimentare delle alghe è molto utile nella prevenzione delle patologie della tiroide, quando sia indicata un'integrazione di iodio; di contro, si deve tener conto della presenza di iodio nelle alghe quando vi sia già una patologia tiroidea conclamata, che richieda terapie farmacologiche specifiche, per evitare interferenze.

venerdì 18 maggio 2012

L'agro romano rischia di grosso




L’Agro Romano – la vasta area a vocazione agricola intorno alla Capitale – rischia di scomparire definitivamente. A preoccupare sono i risultati di un bando promulgato dal sindaco Gianni Alemanno ad inizio legislatura per la selezione “di nuovi Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, finalizzati al reperimento di aree per l’attuazione del Piano Comunale di housing sociale e di altri interventi di interesse pubblico”. In poche parole: nuovi terreni da rendere edificabili. Delle 334 proposte pervenute – numerosi i proprietari di terreni agricoli che hanno partecipato – ben 160 sono ammissibili. Queste le valutazioni della Commissione istituita ad hoc nel 2008 (composta dal direttore dell’Ufficio per le Politiche Abitative e dai direttori dei Dipartimenti Urbanistica, Patrimonio, Mobilità, Ambiente e Riqualificazione delle periferie).
Sommando le 160 aree ritenute compatibili con i requisiti fissati dall’invito pubblico, sono complessivamente 2.381 gli ettari di campagna romana (già in parte fagocitata negli anni da grandi capannoni industriali, ville e palazzoni) che presto potrebbero essere cancellati da una nuova colata di cemento. Aree bellissime sottoposte a vincoli, adiacenti alla Riserva del Litorale, a quella Marcigliana, ai parchi dell’Appia Antica, di Veio e tanti altri.
Legambiente Lazio commenta sconcertata la cartografia dei nuovi insediamenti proposti: “Il progetto di Alemanno va fermato subito – lancia l’allarme Lorenzo Parlati, presidente dell’associazione ambientalista – la giunta non può approvare questo scempio, l’assemblea capitolina tanto meno”. Entro l’estate infatti la giunta potrebbe dare il via alla maxi variante del piano regolatore (i tecnici sono già a lavoro per la stesura della delibera). Perché l’emergenza abitativa va affrontata: “Servono 25.700 alloggi – spiegava qualche mese fa il sindaco – di cui 6mila in edilizia agevolata e 19.700 in housing sociale. In questo modo potremmo offrire abitazioni con mutui e affitti a prezzi molto più bassi di quelli che si sono mai potuti vedere in questa citta”. Quelle fasce deboli, a cui si riferisce il sindaco, la possibilità di accendere un mutuo (ancorché piccolo) non ce l’hanno di certo. Ma sarebbe comunque uno spreco, se si considera che a Roma gli immobili non utilizzati, vuoti, sfitti, sono 245mila (ultimo dato disponibile, riferito al 2009). A tal proposito va segnalato l’invito del forum “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” al sindaco di Roma (così come ai sindaci degli altri 8100 Comuni d’Italia) a partecipare alla campagna per il nuovo censimento degli edifici sfitti o non utilizzati. Manco a dirlo, nessuna risposta.
Su 2.381 ettari, però, si possono costruire quasi 23 milioni di metri cubi di superficie edilizia. Corrispondenti non a 25.700 alloggi, ma ad oltre 66mila (il dato è fornito dalla stessa commissione). “Bisogna offrire ai privati terreni edificabili in cambio di nuove metropolitane – spiega l’assessore all’ Urbanistica, Marco Corsini – e poi ci sono delle compensazioni edificatorie ancora da riconoscere”. Cioè tutte quelle cubature che sono state sottratte dal Comune ai privati, in presenza di aree di pregio ambientale, e che vengono compensate dando la possibilità di costruire altrove. Non a parità di metri cubi bensì di valore immobiliare. “E comunque quelle 160 aree sono state selezionate – sottolinea Corsini – non scelte. Ciò vuol dire che alla fine saranno di meno”.
Esprime però le sue “perplessità” anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica: “Già nel 2008 avevamo criticato i criteri del bando, in particolare il fatto che si rendessero disponibili aree agricole, che fosse stabilita una distanza troppo grande dalle fermate del trasporto pubblico. E sul perché non venivano utilizzate le aree edificabili messe a disposizione dal Piano regolatore, né venivano attuati i ben 35 piani di zona per l’edilizia residenziale pubblica già approvati”.
E Legambiente rincara la dose: “Utilizzare la scusa dell’ housing è ridicolo e patetico. La verità è che Alemanno, dopo l’acqua, vorrebbe cedere ai privati anche l’Agro Romano”. Insomma una strumentalizzazione per dar vita a nuove anonime periferie senza servizi. L’ennesimo regalo – dopo quelli di Rutelli e Veltroni – a chi muove voti. D’altronde, come dice il presidente di Legambiente Lazio, “la campagna elettorale è già aperta”.

venerdì 11 maggio 2012

I benefici della pasta




La pasta non fa ingrassare, anzi è importante in tutti i regimi dietetici controllati ed è in grado di favorire il controllo della glicemia nel paziente diabetico. Molte persone che vogliono dimagrire ritengono che i primi alimenti a cui dover rinunciare in assoluto siano proprio la pasta ed il pane. Ma così non è: è la dose che fa la differenza. Le diete dimagranti più efficaci non sono quelle che ci fanno digiunare, bensì quelle che ci consentono di introdurre una quantità di cibo che dia sazietà con una bassa densità energetica, e per questo non solo frutta e verdura sono importanti ma lo è anche un buon piatto di pasta, condito magari con sughi di verdure. Una porzione da 80 grammi condita con del pomodoro fresco, un cucchiaio di olio, meglio se extravergine d'oliva e 2 cucchiaini di parmigiano apporta circa 420 kilocalorie, che sono anche meno se si ricorre a della pasta integrale (circa 400). Ci siamo così nutriti di un alimento ipolipidico che quindi ben si presta a regimi dietetici equilibrati (naturalmente se non si abusa con i condimenti) anche perché apporta una discreta quantità di proteine. Gli specialisti suggeriscono infatti che il rapporto tra proteine di origine vegetale ed animale sia di 2 a 1. Allora, piatti come pasta e fagioli, pasta e ceci o pasta e lenticchie sono sicuramente da rivalutare.

Ciò che conta poi, è che la pasta è essenziale per evitare che un regime ipocalorico provochi debolezza, apatia, tristezza: tutte sensazioni che spesso sono la diretta conseguenza di un ristretto apporto di carboidrati di elevata qualità biologica, come l'amido contenuto in tutti i cereali e derivati. La pasta mette di buon umore, previene e/o vince il senso di stanchezza, regala efficienza muscolare e buona qualità di vita. Ecco perché.

E' l'alimento principe della dieta mediterranea, un'insieme di abitudini alimentari che funzionano da elisir di lunga vita ed antidoto per le patologie cardiovascolari e tumorali. Se osserviamo la piramide alimentare, vediamo che la pasta, degna protagonista del gruppo dei cereali, vi è alla base, seconda solo a ortaggi e frutta. In una dieta sana ed equilibrata, almeno il 55 per cento delle calorie totali dovrebbe provenire dai carboidrati, soprattutto quelli complessi. Secondo le linee guida della corretta alimentazione italiana, la porzione di riferimento è di 80 grammi per la pasta secca e di 120 per quella all'uovo fresca, fino a un massimo di otto porzioni alla settimana. Si calcola infatti che per un soggetto adulto, in condizioni normali, sono necessari circa 180 grammi al giorno di glucosio (prodotto finale della digestione dell'amido) per soddisfare i fabbisogni di energia (100-120 grammi servono solo al sistema nervoso), e il nostro organismo non è in grado di accumularne grandi depositi: quindi l'approvvigionamento deve essere quotidiano.

Perché i carboidrati sono combustile fondamentale, anche per i nostri muscoli, tanto che gli sportivi ne consumano nell'intento di migliorare le loro prestazioni. E la pasta, grazie al fatto di avere un ridotto indice glicemico, soprattutto se condita con delle verdure, è garanzia di una migliore e più duratura sazietà, nonché di una più efficace prevenzione e controllo del diabete. Non solo: contiene inoltre una discreta quantità di sali minerali, potassio, fosforo, calcio, e di alcune vitamine del gruppo B. Povera di sodio, è particolarmente indicata anche per coloro che necessitano di mantenere dei buoni valori di pressione arteriosa.

Poi, s'è detto che fa bene anche all'umore, e questo è perché contiene il triptofano, aminoacido a partire dal quale il nostro organismo è in grado di produrre la serotonina, cioè quel neurotrasmettitore che viene a mancare nelle sindromi depressive. Integrale, infine, la pasta porta con sé il benefico effetto delle fibre sulla regolarizzazione della funzione intestinale e sul controllo di colesterolo e glicemia. Associata a ortaggi, come broccoli, melanzane, zucchine, pomodoro e basilico, il pesto ligure o ad erbe aromatiche si trasforma in un piatto bilanciato. Accoppiata a legumi o sughi di carne leggeri o pesce diventa un piatto unico.

mercoledì 9 maggio 2012

Il mundial del 1942




Era una campagna virale, è diventato un film. Tutto è iniziato con un video, pubblicato un paio di settimane fa su Repubblica.it: un sedicente insegnante giapponese lanciava attraverso il suo blog un appello per far riconoscere dalla Fifa i mondiali di Patagonia del 1942, mai registrati dalla storia (VIDEO ). Il povero Katsuro aveva pochi giorni prima visto sfumare un milione di euro a un quiz televisivo, proprio sull’ultima domanda relativa a quei campionati.

Una storia surreale che con oltre 100mila clic ha subito diviso la rete tra scettici e quanti rimanevano convinti che, nel fondo della leggenda, doveva pur esserci un po’ di verità. E infatti, nei giorni seguenti, sono spuntati anche presunti filmati inediti di quel Mundial e testimonianze di miti del calcio come Altafini e Buffon a sostenere che sì: quel Mondiale fu giocato per davvero. Tanto che un'associazione importante come Survival ha anche lanciato la sua proposta-provocazione alla Fifa: "Organizzate in Patagonia il Mondiale del 2026, per portare l'attenzione del mondo i diritti dimenticati degli Indios."

Una campagna virale che ci porta dritti al film dei due registi toscani, opera di pura finzione travestita da documentario, dove non bastano una storia strampalata e dei personaggi improbabili per smettere di credere che sia tutto vero. Un arbitro che spara colpi in aria invece di fischiare, un portiere indio che ipnotizza i rigoristi, una squadra nazista in missione segreta, emigranti e anarchici che organizzano i mondiali di calcio del 1942 in Patagonia, lontano dalla guerra che affligge l’Europa. Sono i protagonisti di una storia grottesca e visionaria, come sanno riconoscere i lettori di Osvaldo Soriano, lo scrittore argentino che meglio ha saputo far incontrare l’epica del calcio con la letteratura (“Il figlio di Butch Cassidy”, Einaudi 1995).

"Il Mundial dimenticato", nelle sale dal 1° giugno, riprende questa storia e la trasforma in un’avvincente inchiesta giornalistica, con la complicità di Sergio Levinsky, cronista argentino della rivista sportiva El Gráfico, e di alcune vere icone del calcio mondiale, come Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano, João Havelange.