Così iniziano I promessi sposi, il romanzo per antonomasia della letteratura italiana moderna, uno dei libri italiani più popolari, conosciuto nel corso del tempo da diverse generazioni di lettori, appartenenti a ogni classe sociale, i quali di volta in volta hanno variamente rivissuto le vicende di Renzo e Lucia e hanno su quel testo imparato la bella e più pura lingua italiana.
Nella versione degli Oblivion, l'inizio «Sul ramo del lago di Como inizia quel tomo che ti devasta con i suoi 38 capitoli...» è accompagnato dalle note di Ti amo di Umberto Tozzi. I personaggi: i Bravi si presentano reinterpretando Brava di Mina. Don Abbondio si rifugia dalla Perpetua: «C'ho un attimo di aritmia, c'è un pazzo criminale che ce l'ha con me». E lei risponde sulle note di Un senso di Vasco Rossi.
I commenti degli internauti: «geniale», «sontuoso», «bellissimo», «ottimo lavoro». Non mancano le considerazioni "scolastiche": «Un ottimo ripasso lampo prima dell'interrogazione», «Me l'avessero proposta così a scuola, l'avrei studiata più volentieri», «Domani ho l'interrogazione sui Promessi... mi porto la chitarra e le canto queste canzoni».
Ma chi sono gli Oblivion? «Qualche anno fa ci definivamo "un gruppo di giovani artisti". Ora siamo un po' meno giovani. Speriamo almeno di essere un po' più artisti. Veniamo tutti da esperienze diverse: c’è un mimo-sputafuoco, una urlatrice emiliana, un musicista medievale, una rockstar anni '80, una ballerina di tip tap... volendo potremmo aprire un circo».
Che pensate di questa rivisitazione in chiave satirica di una delle opere più importanti della letteratura italiana?















