domenica 10 giugno 2007

E tu che animale sei?


(foto da internet)

Si è celebrata, in questi giorni, una specie di festa della Repubblica della natura: una sorta di affermazione naturalistica di un paese che è ai primi posti in Europa per biodiversità. Grazie all'iniziativa promossa dal Ministero dell'Ambiente e Federparchi il 2 giugno è, da quest'anno, la giornata porte aperte dei Parchi e delle aree marine protette d'Italia. Il maggior numero di visitatori è stato registrato al Parco Nazionale d'Abruzzo, dove sono state organizzate escursioni sulle tracce di specie protette quali l'orso marsicano e il lupo dell'Appennino. Ma ovunque si sono moltiplicate le iniziative che intrecciano la scoperta naturalistica col patrimonio culturale del territorio: accesso gratuito a musei, castelli, rocche, monasteri e ville storiche dove poter imparare ad osservare la natura, ma anche a conoscere l'economia rurale e ad assaggiare i prodotti tipici.


(foto da internet)


Nell'ambito di queste interessanti attività, la sezione italiana del Wwf e il quotidiano La Repubblica, hanno creato il primo test-bestiario.
Si dice in italiano sei magro come una lucertola, o sei chiuso come un riccio; modi di dire che ci ricollegano alla ricchissima diversità biologica del nostro Paese. L'iniziativa ha tentato di dar voce alle piccole forme di vita: fiori, insetti, anfibi, rettili, dai quali attingiamo spesso -linguisticamente- per definire il nostro comportamento al lavoro o nella vita privata. Vi invitiamo a scoprire a quale piccolo animale siete più vicini.

Il test è strutturato su 5 voci:


a) AMORE ; b) LAVORO; c) FAMIGLIA ; d) CASA; e) TAVOLA


Buon divertimento!

venerdì 8 giugno 2007

Le cose che mancano

(Foto da Internet)

Il quotidiano Usa Today ha pubblicato la lista della nostalgia di 25 «oggetti e persone in via di estinzione». 25 perché 25 sono gli anni del giornale il prossimo 15 settembre, e ha deciso di festeggiarlo con delle classifiche: le top 25. Sembra incredibile, ma è così. Oggetti del nostro vivere quotidiano di solo alcuni anni fa, oggi fanno parte della storia. Non è poi così lontano il telefono a disco: il suono del dito che faceva girare i numeri accompagnava il pensiero, perché, allora, fare una telefonata rubava un bel po’ di tempo.

(Foto da Internet)

E che dire dei dischi in vinile, ormai oggetti da collezione? E il bon ton, che prevedeva delle regole sociali da osservare e rispettare, in cui non erano contemplati tanti insulti, parolacce o invettive?

(Foto da Internet)

Ci sono tante cose, ormai, dei tempi che furono, ma vi proponiamo una lista top five di oggetti italiani (e non) in via di estinzione:

1. La vecchia Cinquecento, quella dei fumetti e delle gite fuori porta, chissà poco aggraziata, ma tanto cara ai nostri ricordi.

2. La mitica Vespa: per metà macchina e per metà motocicletta. Vi ricordate la ruota di scorta?

3. Che comodo sarebbe poi trovare ancora per strada le cabine telefoniche? Il telefonino scarico e senza saldo sempre nel momento più sbagliato, e che si fa?

4. Nonostante la comodità degli euro, a volte mancano quelle facce conosciute delle vecchie lire, quei personaggi studiati a scuola che hanno fatto parte della nostra vita.

5. E perché no? In vespa o in giro per la strada era impensabile non avere uno zainetto Invicta a righe colorate: uno zainetto tutto fare, leggero e maneggevole, che si piegava e diventava piccolo piccolo. Le città ne erano piene.

Scrivete pure la vostra lista: se si condivide, la nostalgia si rimpicciolisce.

giovedì 7 giugno 2007

Corteggiamento classico o tecnologico?

(Vincenzo Cabianca, Corteggiamento -1860)

Paghereste 0,30€ per incontrare l'uomo o la donna della vostra vita?

È ciò che propone Simone Giancola, 26 anni, studente di medicina ed ex modellaro della Milano by night. Nell'estate del 2003 all'isola d'Elba, Simone adocchia una spledida ragazza a bordo di una barca con la targa e pensa "Magari la targa fosse un indirizzo!". In quel momento gli viene l'idea di Shyno ("timidezza zero"), lega delle magliette disegnate dallo stilista sardo Silvio Betterelli ad una community internet (shyno.com).


(Foto da Internet)

La t-shirt diventa un mezzo di comunicazione: basta mandare un SMS o un MMS al codice che riporta la maglietta e si può contattare in maniera del tutto anonima con il cellulare della ragazza o del ragazzo che la indossa. La persona che riceve il messaggio deciderà se rispondere o meno, iniziando così il gioco della "caccia".

Se invece non sentite la necessità di corteggiare nessuno, può darsi che la vostra unica pretesa in questione di magliette è che siano a posto e basta, non vi pare?

Ma secondo voi, l'amore a primo SMS esiste?

mercoledì 6 giugno 2007

Gemellaggio

(foto da internet)

Cari chiodini piccini piccini della scuola elementare Santa Anna di Quartell, il prossimo 11 giugno, dopo il cortile (il cortile non si tocca!) avrà luogo il gemellaggio tra il nostro dipartimento e la vostra classe. Come sapete il gemellaggio nasce grazie all'idea che ha avuto la vostra maestra Pilar.

Noi abbiamo cercato di aiutarvi un po': il nostro blog ha incluso, da tempo, uno spazio interamente dedicato a voi (L'angolo dei bambini), che vi ha permesso di giocare, disegnare, ascoltare filastrocche e favole in italiano, ecc.

Noi siamo molto orgogliosi di questa collaborazione. Anzi, vogliamo dirvi che questa è la collaborazione più bella che abbiamo avuto sinora! Siamo sicuri che nella vostra educazione futura ci sarà posto per la nostra lingua. E poi non è tanto difficile, no? Sapete parlare il valenzano e lo spagnolo e giocando giocando, state facendo una cosa bellissima: cerchiamo di spiegarvela in poche parole.


(foto da internet)


C'è un signore che si chiama Cummins che ha studiato come si imparano le lingue. Questo signore ha usato l'immagine di una bicicletta (ci sapete andare, no?) e ha spiegato che ogni ruota della bicicletta può essere pensata come una lingua. Con una ruota non si va molto bene, con due si comincia ad andare abbastanza bene ma, pensate, se ne inseriamo un'altra (tre ruote!), e poi ancora un'altra (quattro ruote!), sarà semplicissimo andare in giro.

Così sarà per voi; la vostra bicicletta avrà quattro (o più) ruote: il valenzano, lo spagnolo, l'inglese e l'italiano, e vi permetterà di andare in giro per il mondo comodi comodi, senza problemi di equilibrio... saprete chiedere un gelato al cioccolato a Madrid, a Barcellona, a Londra o a Roma!! Non è fantastico??

Chiudiamo qui. Ci vedremo l'11 mattina con tante sorprese. Prima di salutarvi, vorremmo offrirvi alcuni link che abbiamo scelto per voi che vi permetteranno, se volete, di continuare a giocare, magari quando siete al mare...


Ah! Grazie per i bellissimi disegni che ci avete regalato: li abbiamo messi qui>>.

Ciao!!

martedì 5 giugno 2007

Crocs-mania


(Foto da Internet)

C’è moda e moda: il made in Italy è incontrastato, almeno così si dice, ma per quanto riguarda le scarpe, probabilmente così non è. Le Tod’s hanno sì la comodità delle Camper, ma il prezzo comincia ad essere proibitivo. Le calzature italiane sono famose, ma, nel paese dell’apparire, le scarpe devono essere soprattutto belle, poco importa se poi sotto il tavolo bisogna togliersele, giacché il mal di piedi è davvero lancinante. Per non parlare poi del problema “trampoli”: eh, sì, quanto più alti sono i tacchi, tanto più insostituibile sarà lo slancio delle gambe. E mentre in America e in Cina nascono le «scuole di tacco» per imparare a gestire la falcata con certe calzature e scegliere quelle giuste per evitare i dolori, in Italia, per quest’estate, si prevede la crocs-mania. Nonostante il Times l’abbia definita «la scarpa meno elegante del mondo», d’estate si porta sempre di più la scarpa comoda, curativa: forse, viene la voglia di evadere anche ai piedi, tanto bistrattati durante l’inverno e durante il periodo lavorativo. Quest’anno via le Birkenstock, e spazio alle Crocs: il nome sta per Coccodrilli, ovvero, un rettile che può vivere sia a mare che sulla terraferma.
Cinque amici, durante una crociera ai Caraibi, decisero di brevettare, sul modello degli zoccoli medici, la «la perfetta scarpa da barca». Delle calzature di corsia il nuovo zoccolo ha la suola ortopedica e i fori a groviera, in più un materiale che non è né gomma né plastica, ma una resina ultraleggera che permette di camminare sia all’asciutto che in acqua, e un’infinità di colori, molti anche sgargianti. I chirurghi di «Grey's Anatomy» non se le tolgono neanche un attimo, diverse attrici le sfoggiano con la stessa fierezza dell'ultimo griffato tacco a spillo, poi le foto ai piedi di celebrità come Al Pacino a Matt Damon fanno il resto. Così le ciabattone iniziano a piacere a tutti e hanno ormai varcato i confini americani.
Neanche Internet ne è rimasto indifferente. La comunità online si divide tra i due partiti, ugualmente accaniti: i fan e gli oppositori. Si inaugurò «I hate Crocs dot com» («Io odio Crocs punto com»), un sito web per eliminare le Crocs. Tra le «armi di lotta», una serie di video su YouTube, come quello dello zoccolo tagliato in mille pezzi. Negli stessi giorni, in un blog italiano, si arrivava a picchi di entusiasmo tali da scrivere che, addirittura, se si lanciano in aria, le Crocs, ricadono sempre ai piedi. E quella dello zoccolo multicolore non sarà l'unica scommessa-business che l'Italia conoscerà nei prossimi mesi. Presto arriveranno mezzo milione di ciondoli da infilare nei buchi delle Crocs.
Sicuramente si sta esagerando, ma avete notato che le vetrine di Valencia, di Crocs, ne sono piene?

lunedì 4 giugno 2007

Un monte verde in un mare di blu

(Foto da Internet)

Un monte verde in un mare di blu è lo slogan del parco regionale del Monte Conero, 6011 ettari di paradiso naturale a un passo da Ancona.

Il Parco comprende il promontorio del Conero, massiccio calcareo che con i suoi 572 m. costituisce il rilievo più importante della costa Adriatica a nord del Gargano.

Le falesie che precipitano a strapiombo sull'Adriatico sono uno spettacolo unico per tutto il centro Italia. Per vedere luoghi simili bisogna raggiungere la costa Nord, fino alle pareti carsiche sopra Trieste, oppure scendere a quelle del Gargano, a sud. Invece qui, risalendo tra le ginestre in fiore che colorano di giallo i pendii del monte, nei giorni di primavera si vedono le prime isole della Croazia, le Cornati, l'Isola Lunga. Spalle al mare appare la cima innevata della Maiella.

La montagna, oltre ad essere diventata rifugio per branche di cinghiali, offre ottimi spunti per la ricerca di ciò che rimane delle testimonianze del passato. Qui, nella zona chiamata il Pantano, sono stati fatti ritrovamenti importanti: l'area fu abitata da cacciatori preistorici che hanno lasciato il segno del loro passaggio nelle incisioni rupestri d'alta quota. Nella fascia archeologica dei Pini si conservano i resti di una tomba d'età Picena, anteriore alla nascita di Roma. La zona offre anche testimonianze della vita religiosa del Medioevo: la chiesa di Santa Maria del Portonovo e i manufatti dei benedittini ricordano a tutti che questi luoghi erano meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli che dal Santuario di Santiago de Compostela scendevano a Roma, passando per Ancona e Loreto.


domenica 3 giugno 2007

Il blues del milleurista


(foto da internet)

Max Cosmico, 33 anni, riminese d'adozione, si è laureato in Economia e Commercio con 110 e lode. Guadagna circa 1000 euro al mese, fa il precario e di lavori stabili neanche l'ombra. Cosmico spopola in questi giorni in Italia con una canzone, già diventata tormentone. Vi si parla di sfruttamento, della legge Biagi ("Tu vali 1000 euro, mi disBiagi per te"), di ingiustizie, di frustrazioni, ma anche di spirito di riscossa.

Grazie a Youtube il video del suo singolo, autoprodotto, è stato già visto da centinaia di persone. E l'mp3, con il tam tam dei navigatori, sta riscuotendo un grande successo: oltre 4 mila gli streaming su MySpace. Dal web alla radio: 1000 euro blues è stata trasmessa prima da alcune emittenti locali e, negli ultimi mesi, anche dal Trio Medusa su Radio Deejay. Insomma, è diventato l'inno della schiera di giovani che non può andare a cena fuori ("C'ho una laurea e un nba, ma solo un cheeseburger posso offrire alla mia lei"), non riesce a fare un mutuo per comprare casa, non può comprare una macchina, né può pensare di avere figli.

Tieni duro Max!

sabato 2 giugno 2007

Chi va piano va sano e va lontano

(Foto da Internet)
Le vacanze spesso sono associate ai viaggi, in particolare le ferie estive: tutti vogliono staccare la spina, e scegliere una meta da ricordare. C’è solo un MA. Per coloro che solo possono godere delle ferie nel mese di agosto, la situazione è alquanto complicata: i prezzi sono alle stelle, i luoghi pullulano di gente e i servizi sono pessimi. Lo confessiamo, non condividiamo gli spostamenti ad agosto (il caldo è tale, che il detto “agosto, marito mio non ti conosco” si ripete con una frequenza straordinaria!). Ma, d’altro canto, che cosa si può fare? Dopo un anno di lavoro si ha pur voglia di evadere, di cambiare scena e di non vedere le stesse facce per qualche giorno. Non è possibile non andare da nessuna parte (anche se i soldi nel portafoglio non pesano mica!), ma ci sarà pure qualcosa di simpatico da fare che non sia stare a quattro di bastoni su una spiaggia affollata, o respirare un’aria di montagna incendiata che demotiverebbe chiunque, persino il miglior intenzionato dei viaggiatori? Per non parlare poi della difficoltà di organizzare il viaggio: in aereo, le continue telefonate all’agenzia: c’è posto-non c’è posto, la lista d’attesa, l’orario di partenza (eh, no, se si arriva di sera, si perde un giorno, etc.); in treno, almeno in quelli italiani, roba da matti; in pullman, forse varrebbe la pena solo per chi ha fatto un voto; in traghetto, le file agli imbarchi e il sole cocente avvilirebbe ogni anima pia.



(Foto da Internet)

E allora che ne dite di Festina lente, affrettati lentamente? E' il primo comandamento dei viaggiatori (badate bene e non turisti!) che non hanno alcuna fretta di arrivare. Il secondo è evita i non-luoghi o i luoghi comuni, e poi fermati, afferra sapori e odori che non puoi conservare in fotografia. Ecco le regole per godere il viaggio minuto per minuto, in cui non si può andare più veloce di quanto le proprie gambe consentano, quindi a piedi o in bici. Uniche eccezioni ammesse: a dorso di un animale o in un treno turistico.


(Foto da Internet)

I viaggiatori lenti si danno appuntamento questo fine settimana a Go Slow, a Venezia Mestre, nel primo salone dedicato a loro. Incontri con viaggiatori lenti, scrittori ed esperti, workshop, proiezioni, ma anche proposte concrete per dare vita a una "rete verde" fatta di strade, piste ciclabili, ferrovie turistiche. «Abbiamo presentato un disegno di legge per il recupero di ferrovie e strade dimesse - spiega Albano Marcarini, presidente di Co. Mo. Do. la Confederazione della Mobilità Dolce - un patrimonio lungo 11 mila chilometri per ora inutilizzato».

Buon viaggio!

venerdì 1 giugno 2007

La notizia più bizzarra

Questo pazzo pazzo mondo è veramente imprevedibile! Non ci credete? Date un'occhiata a questi video!

(foto da Internet)

(foto da Internet)

(foto da Internet)
E adesso diteci un po', quale di queste notizie vi sembra più stravagante? Ne conoscete qualcuna altrettanto curiosa?

giovedì 31 maggio 2007

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


(foto da internet)

Cesare Pavese nacque a Santo Stefano Belbo (Cuneo), nel 1908, da una famiglia originaria di quei luoghi, le Langhe, tanto cari allo stesso scrittore. Studiò a Torino, dove si laureò con una tesi su Walt Whitman. Nella città piemontese cominciò a frequentare gli ambienti della casa editrice Einaudi, intorno alla quale si erano radunati molti antifascisti. In quel periodo cominciò anche l'attività di traduttore di scrittori inglesi e americani classici e contemporanei, tra i quali Daniel Defoe, Charles Dickens, Herman Melville, Sherwood Anderson, Gertrude Stein, John Steinbeck e Ernest Hemingway.
Nel 1935 venne condannato al confino a Brancaleone Calabro; qui iniziò a scrivere una specie di diario, che sarà pubblicato postumo, nel 1952, con il titolo Il mestiere di vivere. Tornò a Torino l'anno seguente e durante la guerra si nascose in casa della sorella Maria, sulle colline del Monferrato. Anche da questa esperienza nasce uno dei suoi libri migliori, La casa in collina (1948).
Nell'ambito della poesia esordì nel 1936 con Lavorare stanca. Dopo questa pubblicazione, seguirono altre produzioni in prosa, come il romanzo Paesi tuoi (1941) e i racconti lunghi quali Il carcere (1938-39), La casa in collina e La spiaggia (1941), seguiti dai racconti di Feria d'agosto (1946), il romanzo Il compagno (1947) e La bella estate (1949). Nel 1947 uscirono I Dialoghi con Leucò, ma la consacrazione definitiva avvenne con La luna e i falò nel 1950.

Nell'agosto del 1950, in un albergo di Torino, Pavese si tolse la vita oppresso da una grave forma di depressione che lo aveva accompagnato in quasi tutta la sua esistenza, cedendo a quello che aveva chiamato il vizio assurdo. Dopo la sua morte venne pubblicata un'altra raccolta poetica: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1951).

Il post di oggi ha come titolo questa raccolta poetica postuma. Queste dieci, ultime poesie -otto in italiano e due in inglese- di Pavese sono state trovate, alla morte dell’autore, in una cartella nella scrivania del suo ufficio nella casa editrice Einaudi. I testi dattiloscritti portavano titoli e date di pugno dell’autore, come scritto dall’autore era il frontespizio: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi / 11 marzo – 11 aprile 1950.

(foto da internet)

Le liriche, scritte a Torino e a Roma, come si è potuto stabilire grazie all’epistolario, sono dedicate a Constance Dowling, un’attrice americana della quale Pavese si era innamorato, come testimonia il suo diario (Francesco De Gregori dedicò a Pavese alcuni versi -E Cesare perduto nella pioggia sta aspettando... (leggi il testo>>)- della sua famosa canzone Alice).

In queste ultime testimonianze poetiche Pavese abbandona il verso lungo e la poesia-racconto che avevano caratterizzato Lavorare stanca e crea dei versi molto brevi, musicali, che denotano lo stato di tensione amorosa. Si può affermare che le liriche di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi nascano e si chiudano sulla scia della passione amorosa per la Dowling: forse non aggiungono nulla di nuovo al già affermato mondo poetico di Pavese, ma offrono certamente una serie d’immagini belle ed eleganti, musicali e raffinate. La donna amata viene accostata ad elementi della natura e diventa daina dalle membra bianche, viso di primavera, acqua chiara, terra che aspetta.
La passione amorosa non è mai staccata da immagini dolorose: Sei la vita e la morte, tu eri la vita e le cose.

Vi proponiamo la lettura poetica di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, nel video girato da Andrea Galli in memoria delle vittime di Darfur (leggi il testo>>).

Buon ascolto!

mercoledì 30 maggio 2007

Patrimonio culturale a rischio per le variazioni del clima

(Foto da Internet)
Già si sapeva del pericolo dei cambiamenti climatici. Tutti siamo coscienti che in un futuro non tanto lontano il riscaldamento globale sarà causa di inondazioni, siccità, eventi meteorologici estremi, perdita di ecosistemi, desertificazione, aumento incontrollato delle malattie, oltre che migrazione di centinaia di milioni di persone. E per richiamare l’attenzione dei Grandi del mondo sui cambiamenti climatici e stimolarli ad intervenire subito per arrestare quella che rappresenta la prima minaccia globale dei nostri tempi, in Turchia, sul Monte Ararat, a 2.500 metri sopra il livello del mare, volontari di Greenpeace stanno costruendo una nuova Arca di Noè. Una squadra di 20 carpentieri di nazionalità turca e tedesca sta completando la costruzione dell’imbarcazione, che verrà presentata ufficialmente al pubblico domani, 31 maggio, nel corso di una cerimonia durante la quale gli scalatori di Greenpeace saliranno sulla vetta alta 5.137 metri del Monte Ararat per spingere i leader di tutte le nazioni a fare della protezione del clima una realtà.



(Foto da Internet)
Ma c’è dell’altro: salverà un’arca di Noè anche il patrimonio monumentale europeo? Anche chiese, monumenti e palazzi storici sono a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Se fino ad oggi era solo un sospetto, ora è diventata una drammatica certezza. Il quadro che ci prospettano è raccapricciante: la Sicilia senza la Valle dei Templi, Praga divisa in due per il crollo del ponte Carlo o lo storico centro di Londra come Venezia a causa delle alluvioni.
La Commissione europea ha finanziato il progetto Noah's Ark, coordinato dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) di Bologna, con la collaborazione di numerosi enti di ricerca specializzati. Noah's Ark sarà oggi oggetto di una conferenza internazionale, a Roma, in cui si esporranno i dati e i parametri ambientali che possono influenzare lo scenario futuro del patrimonio monumentale europeo, così come si cercherà di stimare il danno che questo subirà nei prossimi 100 anni. Il risultato degli studi è un "Atlante di vulnerabilità" con le mappe delle variazioni climatiche che potranno causare danni a materiali lapidei, metalli, legno, nelle aree di probabile rischio evidenziate. Sono state realizzate mappe dell'area europea relative al presente (1961-1990), al vicino futuro (2010-2039) e al lontano futuro (2070-2099) e mappe delle differenze tra le medie per quantificare l'entità delle variazioni. Oltre all'Atlante di vulnerabilità il progetto Noah's Ark ha prodotto anche delle "linee guida", con lo scopo di informare chi gestisce il patrimonio culturale sugli effetti prodotti dai cambiamenti climatici e indirizzare le autorità competenti verso opportuni interventi di adattamento, quali sistemi di monitoraggio dei parametri climatici critici.
Sarà possibile avere un futuro un po' meno grigio?

martedì 29 maggio 2007

I pittori della felicità

(P.A. Renoir, Le due sorelle (sulla terrazza)-1881, Musée de l'Orangerie, Paris)

La Pinacoteca De Nittis si inaugura con una mostra dedicata a tre protagonisti della scena artistica parigina: Zandomeneghi, De Nittis e Renoir. I pittori della felicità.

L'esposizione, a cura di Tulliola Sparagni ed Emanuela Angiuli, si compone di circa ottanta opere tra dipinti, disegni, pastelli e grafiche dei tre artisti, che potranno essere ammirate fino al 15 luglio.


(G.De Nittis, Colazione in giardino, 1884, Museo Pinacoteca Comunale de Nittis, Barletta)

Giuseppe De Nittis nacque a Barletta nel 1846, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri. A quindici anni si recò a Napoli, dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti. Ma De Nittis considerava che dipingere non fosse un mero esercizio di stile e la sua attitudine nei confronti della tradizione gli costò l'espulsione dall'Accademia per indisciplina. L'amore di De Nittis per la pittura “en plein air” fece sì che il pittore, a soli 17 anni, fondasse la "Scuola di Portici" assieme ad altri giovani pittori. Peppino, o l’italiano, come è chiamato in numerosi saggi, è stato indubbiamente uno degli artisti più innovatori ed originali dell’Ottocento. L'accademico francese Henry Houssaye lo considerava "il capo se non il maestro della nuova scuola dei disegnatori dal vero all’aria aperta. Lui ha spirito, colore, una vera conoscenza della prospettiva lineare e il dono della prospettiva aerea". A 21 anni, De Nittis si trasferisce a Parigi dove otterrà un successo che, secondo lui, non avrebbe nemmeno potuto sognare in Italia: "Se fossi rimasto in Italia, non sarei il poco che oggi sono. È a Parigi che devo la mia fama."

Tutt'altro che provinciale è uno dei pochi autori italiani ad essere considerato un impressionista internazionale. Ha saputo coniugare perfettamente il suo passato regionale ed italiano con le istanze artistiche acquisite nei suoi soggiorni esteri.


( FEDERICO ZANDOMENEGHI - A letto, 1878 - Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti)

Federico Zandomeneghi nacque a Venezia nel 1841. Figlio di uno scultore, studiò prima presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia e dopo completò i suoi studi artistici a Milano. Nel 1874, anno di nascita dell'Impressionismo presso il Caffè Nadar, Zandomeneghi partì per la capitale francese. Il soggiorno si prolungò tutta la vita ed egli entrò a far parte del gruppo degli impressionisti. Dipinse i soggetti tipici del movimento, ma la sua fama si legò profondamente alla maestria nel ritratto e alle scene di vita mondana. Dame dai cappellini e dai vestiti alla moda lo associarono all'arte dell'amico Pierre-Auguste Renoir.

Zandomeneghi e De Nittis arrivarono a Parigi da Firenze, dove avevano partecipato alle esperienze dei Macchiaioli. Ben presto diventano per tutti "Des italiens de Paris". Nel 1868, De Nittis ottenne un contratto e poco dopo partecipò alla prima mostra degli Impressionisti. Zandomeneghi, invece, non ebbe tanta fortuna; ma fu molto apprezzato da Renoir, il padre dell'Impressionismo, con cui condivideva alcune modalità espressive. In particolare, Zandomeneghi e Renoir hanno in comune i soggetti delle loro opere: le donne e la natura. Renoir, però, ha anche qualcosa in comune con De Nittis: il modo in cui tutti e due rappresentano la Parigi mondana, come possiamo osservare ne Il salotto della principessa di De Nittis e ne La passeggiata di Renoir.


lunedì 28 maggio 2007

La fame dello Zanni (ovvero il teatro in aula)

(foto da internet)


Ha scritto Antoni Navarro nel suo blog: "Il teatro è una scorciatoia pedagogica".
Siamo d'accordo. Ogni anno, nelle nostre classi, cerchiamo di fomentare l'uso del teatro come risorsa pedagogica mediante un semplice teatro di burattini, con personaggi nati da un rotolo di carta igienica, un po' di lana e dei pennarelli colorati.

Parlare un lingua, e sappiamo che può sembrare strano (!), significa anche, a nostro avviso, avere una forte conoscenza di sé, degli altri, degli oggetti e della realtà spazio-temporale in cui ci si trova. Noi crediamo che attraverso l’attività teatrale gli studenti vengono costretti a stare, per un certo tempo, nel cosiddetto altro da sé; e per poter realizzare questa necessità, dovranno essere nella massima condizione se stessi.
Tutto ciò richiede un importante lavoro: gli alunni saranno in grado di far vivere i loro personaggi teatrali se riusciranno a calarsi in se stessi, e nella solitudine del proprio essere, dirigendo la loro emotività, potranno controllare le loro pulsioni istintive per far emergere l’altro da sé. E', in difinita l'incontro dell'allievo con se stesso, con la sua interiorità, con il suo Io (a volte stravolto da un filtro affettivo alto) di cui ne potrà cogliere la potenzialità, la ricchezza creativa e creatrice. E' questo forse il valore fondante del far teatro a scuola.

Nell'ultima sessione del corso Italiano per Principianti, organizzato dal Cefire di Sagunt, parleremo, quindi di teatro (con una sorpresa!). Per introdurre questo tema che ci sta a cuore, abbiamo scelto un testo di Dario Fo: La fame dello Zanni.

Zanni (o Zanul, Zuan, Giovanni, Joan, ecc.), era il burlone che si esprimeva in dialetto e che affrontava nei suoi monologhi tutti i temi tipici della successiva Commedia dell'Arte: l'amore, il matrimonio burlesco, il lavoro e i rapporti con il padrone, la fame, i sogni e la morte.

Nella letteratura italiana lo Zanni è presente nelle opere di Pietro Aretino, il quale, nel 1534, descrisse uno Zanni che, nascosto dietro a una porta, contraffaceva tutte le voci… il filo storico col burattinaio non è evidente?

La figura profana dello Zanni cominciò a muoversi in Italia e in Europa grazie al lavoro di attori comici e figure che raccontavano storie di persone, i loro amori, le speranze di una vita spesso assai dura.



Furono gli attori itineranti, e gli attori che operavano presso le corti e i palazzi aristocratici, che diedero fama allo Zanni. Vennero censiti dai cronisti di corte, rimanendo perciò nelle cronache e nei resoconti, e giungendo fino a noi oggi. La figura dello Zanni, nel Cinquecento si sdoppiò in due caratteri: l'uno semplice e leale, Arlecchino, l'altro furbo e ingannatore, Brighella. Accanto a loro le maschere di Pantalone, Pulcinella e tutte le altre presenti nella Commedia dell'Arte animarono il teatro dell'epoca. I personaggi si muovevano sulla scena improvvisando battute e smorfie, piccoli drammi e grandi equivoci, burle di ogni tipo. L'esiguo testo scritto - il cosiddetto canovaccio - fungeva da riferimento e spunto per le acrobazie verbali e sceniche più disparate. L'improvvisazione richiedeva la definizione del personaggio, scena dopo scena, spettacolo dopo spettacolo. Nacque, così, un carattere e una fisionomia.

La fame dello Zanni di Dario Fo (leggi la trama>>), è la storia di una fame atavica recitata in grammelot con sproloqui e contorsioni da artista circense, ma è anche la denuncia delle condizioni di vita dei più umili: la loro disperazione, l'essere perennemente l'anello più debole della catena, vittime ignare dei soprusi e dell'ingiustizia.

Buon divertimento!

domenica 27 maggio 2007

A Capri, in piazzetta


(Foto da Internet)

L’estate è alle porte e sull’isola di Capri, nel porto di Marina Grande, già si avvistano i primi panfili. L’isola azzurra, alla ribalta in aprile con la prima edizione del Capri Film Festival, in cui ha celebrato, in una mostra fotografica itinerante, i divi del cinema che soggiornarono a Capri negli anni ‘50 e ’60, in estate diventa un centro movimentatissimo, di moda.
Eh, sì, Capri, Ischia e la Costiera amalfitana sono da sempre meta del jet set internazionale. Il fascino di questa luce, di questo sole, che rese mondialmente famosa la canzone O sole mio (vi proponiamo la versione dei tre tenori) si trova nel cuore del Mediterraneo, tra borghi suggestivi come Positano, Ravello (luogo incantato soprattutto per gli amanti della musica classica), le isole del golfo di Napoli, e, come no, la stessa città di Napoli.
Ogni paesino ha la sua peculiarità, ma hanno anche tante caratteristiche in comune: dai prodotti tipici alla gastronomia, alla storia etc. Ogni borgo ha il suo centro molto attraente, e ogni angolo esercita un’attrazione per svariati tipi di turisti: il sole, il mare, la buona cucina, la vita mondana, la musica e ce n’è anche per gli amanti del trekking (anche se il suggestivo Sentiero degli Dei non è solo prerogativa dei camminatori incalliti).
Poi, però, c’è un luogo, che accomuna tutti, la piazzetta di Capri, meta obbligata, affascinante, piccola e divertente, molto di più che il centro mondano della vita locale. E proprio qui, dopo aver fatto un tuffo nella storia locale, grazie alle decorazioni di ceramica, (in questo senso tutta la Costiera e le isole sono un museo en plein air), conviene fare una pausa: sedetevi a un bar e, mentre sbirciate qualche personaggio famoso, non perdete l’occasione di degustare una delikatessen: ci sono tante ricette appetitose, ma all'ombra di un tavolino, in piazzetta e, dopo una bella passeggiata estenuante di salite e discese, vi consigliamo di provare una bella fetta di torta caprese, accompagnata, come no, dal limoncello!
P.S: dedicato ai colleghi del Cefire, con i quali abbiamo fatto merenda con la torta caprese!

sabato 26 maggio 2007

Focaccia o Big Mac?

(Foto da Internet)

Qualche anno fa la notizia fece il giro del mondo. Protagonista della vicenda un panettiere che decise di far concorrenza a Mc Donald's aprendo un negozio proprio accanto al ristorante che la multinazionale americana aveva appena inaugurato. E poco dopo il colosso fu costretto a chiudere i battenti. La vicenda finì dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal New York Times al Liberation, attratti da una storia in cui, una volta tanto, il pesce piccolo mangia quello grande.

(Foto da Internet)

Tutto ha inizio nel 2001, quando ad Altamura, in provincia di Bari, viene aperta una sede di Mc Donald's, di ben 550 metri quadri, preceduta da una martellante campagna promozionale. Il trionfo sembrava sicuro. E invece Luca Di Gesù, giovane rampollo di una delle più antiche famiglie di panificatori di Altamura, spinto dal presidente di un'associazione costituita per tutelare la cultura alimentare locale, decide di sfidare il gigantesco fast food e apre una bottega di prodotti tipici: pane, friselle, pizze e pasticci (una squisita focaccia di grano duro imbottita di cardoncelli, cipolle e olive) proprio accanto al ristorante.

«La gente veniva a frotte al McDonald’s» racconta con divertito stupore Luca Di Gesù «ma si fermava davanti alle vetrine e dopo un’occhiata fugace entrava nella mia bottega a comprare il pasticcio, che era assai più buono degli hamburger, fatto con ingredienti di prima qualità e meno costoso».

La concorrenza di Luca è spietata e, nel giro di un anno e mezzo, il fallimento del megaristorante è inevitabile. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che la tradizione secolare del pane di grano duro avrebbe sconfitto gli hamburger e le patatine fritte. Una vicenda di orgoglio regionale che ha spinto il regista pugliese Nico Cirasola a scrivere la sceneggiatura di un film dal titolo Tu vuo' fà l'ammericano (vedi trailer>>).

E tu, preferisci la focaccia o il Big Mac?

venerdì 25 maggio 2007

Andrea Parodi: una voce coraggiosa



(foto da internet)

Andrea Parodi, nel suo primo cd da solista Abacada, cercò di descrivere, con questo titolo preso in prestito da un vocabolo sardo, quell'ora particolare del giorno che racchiude in sé il giorno e la notte, la quiete, la calma.

Andrea Parodi è stato, anch'egli, preso in prestito dalla notte: una malattia atroce lo ha stroncato a soli 51 anni. Era nato nel 1955 a Porto Torres, da padre ligure e madre sarda. Abbracciò con entusiasmo la cultura della madre diventando uno dei più grandi interpreti della canzone in limba.

Debuttò nel 1997 col gruppo Sole Nero, e solo un anno dopo, con la nascita nel 1998 dei Tazenda, raggiunse la notorietà artistica. La sua voce era particolarissima, con tonalità per molti irraggiungibili e con una forza ed energia incredibili.

Partecipò, con i Tazenda, a due Festival di Sanremo (vedi>>/testo>>) (in un'occasione al fianco di Pierangelo Bertoli) (vedi>>/testo>>) e, nel 1992, al Festivalbar (vedi>>).
Cinque anni dopo abbandonò la band e si dedicò alla sua carriera da solista, collaborando con artisti del calibro di Noa, del chitarrista Al Di Meola e di Fabrizio De Andrè.

Poco prima di morire tornò al fianco dei Tazenda, regalandoci di nuovo le più belle canzoni che avevano caratterizzato il percorso del gruppo sardo. La tournée del gruppo fece registrare le presenze di decine di migliaia di fan: momenti indimenticabili nei quali Andrea Parodi intonò grandi classici come S'istrada e' sa luna e Non potho riposare (leggi>>), quest'ultima insuperabile nella sua interpretazione.

Vogliamo ricordarlo con questo post che dedichiamo alla nostra collega Giovanna T. (con affetto).

giovedì 24 maggio 2007

Per non dimenticare

(Foto da Internet)

Quindici anni fa una strage lasciò attonita l’Italia: la strage di Capaci, che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta. Oggi c'è una targa sul tratto dell’autostrada Palermo-Mazzara (che collega il capoluogo siciliano con l'aeroporto di Punta Raisi). Ma al 23 maggio del 1992 risale, probabilmente, la svolta nella storia della lotta alla mafia: il mafioso Giovanni Brusca premette il pulsante che fece esplodere il tritolo e uccise Falcone. Ma non è finita: pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte sarebbe toccata all'altro magistrato in prima linea nella lotta a Cosa Nostra, Paolo Borsellino.
A quindici anni di distanza i protagonisti di quelle stragi sono finiti tutti in carcere: il mandante Brusca; Totò Riina, il gran capo di Cosa Nostra; così come Bernardo Provenzano, catturato lo scorso anno, dopo una latitanza quarantennale, nel paesino di Corleone, luogo simbolo della mafia siciliana.
La lotta alla mafia non si è certo conclusa, ma quella stagione è forse alle spalle.«La violenza efferata con cui si colpì uno dei più combattivi e moderni magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata - ha scritto Giorgio Napolitano in una lettera a Maria Falcone, sorella del giudice, e si è poi riferito all’altro attentato criminale, a Paolo Borsellino- innescò nel Paese una reazione ferma e diffusa, avviando con il concorso della magistratura e delle Forze dell'Ordine una feconda stagione di contrasto alle vecchie e nuove forme di penetrazione e di presenza della mafia. Questa battaglia -aggiunge il Capo dello Stato- va ripresa e sviluppata, con l'impegno di tutte le forze politiche e sociali e con la partecipazione convinta dei cittadini».
In occasione del quindicesimo anniversario della strage di Capaci sono state organizzate diverse iniziative commemorative: a Palermo è attraccata la «nave della legalità», partita il giorno prima da Civitavecchia, con migliaia di giovani studenti provenienti da tutta Italia sbarcati in Sicilia per testimoniare il loro no alla mafia. Erano circa mille e duecento: giovani siciliani e di ogni parte d'Italia per mostrare il loro appoggio alla manifestazione organizzata dalla Fondazione Falcone e dal ministero della Pubblica Istruzione. Tutti insieme si sono poi spostati a piedi fino all'aula bunker del carcere dell'Ucciardone: qui, nell'aula bunker del «maxiprocesso», luogo simbolo dell'attacco dello Stato alla mafia, si è discusso di lotta a Cosa Nostra ed educazione alla legalità insieme al presidente del Senato, Franco Marini, al ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni e al procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso. Nel frattempo un altro corteo si è recato a Corleone sui luoghi dell'arresto di Bernardo Provenzano: sulla strada che porta al rifugio del boss, recentemente ribattezzata via 11 Aprile 2006, in ricordo del giorno della cattura di Bernardo Provenzano, sono state stese le «lenzuola della legalità», realizzate proprio dalle scuole, mentre per le vie del paese le scuole corleonesi hanno organizzato una «festa della legalità». Poi, alle 16 è partito il corteo dall'Ucciardone fino all'"Albero Falcone", un albero-simbolo, cresciuto di fronte a quella che fu la casa del magistrato. Alle 17,58, ora esatta della strage, si è osservato il silenzio e il raccoglimento in memoria delle vittime. Infine, ultimo appuntamento, alle 21, a piazza Politeama, con il concerto gratuito, "Mille note contro la mafia".

mercoledì 23 maggio 2007

Dal futurismo al web
























Il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna apre le sue porte con la mostra Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, a cura di Germano Celant. L’evento intende documentare gli sconfinamenti e le contaminazioni che si sono stabiliti a partire dalle avanguardie storiche per affermare la caduta dello "specifico" artistico, quale pittura e scultura, a favore di un intreccio multimediale.


Vertigo inquadrerà tutte le forme di comunicazione mediatica del secolo, dalla radio al telefono, dalla fotografia al cinema, dalla televisione al video fino alle più recenti elaborazioni digitali, attraverso un percorso espositivo che prende avvio dalle prime incursioni storiche nel campo delle tecnologie con gli esperimenti sonori e poetici di Marinetti e Schwitters, con quelli visivi e filmici di Duchamp e Dalì, per arrivare, attraverso Andy Warhol e la Pop Art, la Conceptual Art e artisti come Fernand Léger, Piero Manzoni, Yves Klein, Louise Bourgeois, Joseph Beuys, Anselm Kiefer e Bill Viola, fino ai maggiori rappresentanti della scena odierna internazionale.




Nel percorso della mostra le esperienze artistiche si incrociano con la presenza di straordinari oggetti testimoni dell'evoluzione mediatica (da grammofoni d'antiquariato a radio originali di Guglielmo Marconi fino all'I-pod) e con specifici contributi cinematografici realizzati assieme alla Cineteca di Bologna, istituzione gemella del MAMbo, per una collaborazione che vede una fitta serie di eventi e progetti dedicati a Vertigo per tutta la durata del periodo espositivo.

A Bologna dal 6/05 al 04/11/2007

MAMbo Museo d'Arte Moderna - via Don Minzoni 14

INFORMAZIONI: tel. 0516496611 fax 0516496600

(Foto da Internet)

martedì 22 maggio 2007

Impariamo l'italiano! (in vari modi)



Tagzania: etichette per italiano

Cari chiodini vicini e lontani, abbiamo il piacere di comunicarvi che abbiamo aggiunto un nuovo palloncino alla mappa dei blog d'italiano: Learn italian-Impariamo l'italiano.
Il blog in questione è stato allestito da uno studente di primo anno (incredibile!), della EOI di Lleida, e sta riscuotendo un grande successo tra i nostri alunni. Vi potrete trovare un numero quasi infinito di esercizi, video, canzoni, link interessanti e quant'altro; insomma, un sito, ispirato alla filosofia del web 2.0, a disposizione della nostra rete (non sappiamo se ve ne siete resi conto, ma stiamo crescendo a vista d'occhio!). Facciamo i nostri complimenti all'autore di Learn italian-Impariamo l'italiano. Cento di questi studenti!

Parimenti, sempre restando in tema, vorremmo proporre ai nostri lettori, e ai nostri colleghi, due siti interessanti: il primo è Italki. Questo link vi permetterà di contattare un partner linguistico online per migliorare, ad esempio, il vostro italiano con qualcuno che, a sua volta, e magari dall'Italia, voglia migliorare lo spagnolo. Il secondo è soZiety, una rete sociale, funzionante con Skype, che vi consentirà di migliorare le vostre conoscenze linguistiche.

Meglio di così!!?

lunedì 21 maggio 2007

La primavera tra arte, immagini e musica


(Foto da Internet)


Mentre la cultura popolare italiana celebra il risveglio della natura e della primavera con il “Cantamaggio”, e Lucilla Galeazzi, da decenni tra gli interpreti più interessanti della musica popolare italiana, ha presentato a Roma, al Teatro Vascello, lo spettacolo Maggio, maggio è capitano, i fine settimana romani sono all’insegna dell’arte e della cultura.
Sabato e domenica scorsi, 19 e 20 maggio, sono stati gli ultimi giorni della nona edizione della «Settimana della cultura», che ha offerto la possibilità di visitare gratis musei e gallerie, aree archeologiche e monumenti: una straordinaria opportunità per far conoscere l’arte tanto al pubblico italiano quanto al turismo internazionale.
Ancora, sempre lo scorso fine settimana, nella capitale, è tornato l'appuntamento con Letterature - Festival internazionale di Roma, che dal 18 maggio al 21 giugno ospiterà, nella Basilica di Massenzio, alcuni dei più importanti autori della scena letteraria nazionale. Su un palcoscenico di rara suggestione, che ogni anno registra successi sempre più lusinghieri, gli scrittori, accolti, in alcuni casi, come delle vere e proprie rockstar, celebrano il testo e la parola. Il titolo della sesta edizione del festival è Cross/Over - Vicino, Lontano: i letterati si pronunciano sulla dimensione nomade, oltre i confini, del contemporaneo che caratterizza sia le forme espressive culturali che i percorsi di vita individuali e collettivi.
Saranno dieci le serate di Letterature e 18 gli scrittori invitati: 14 stranieri e 4 italiani. Una novità rispetto alle edizioni passate, una nuova formula proposta in cinque delle dieci serate: la presenza di immagini; infatti gli autori saranno introdotti da video-opere di artisti stranieri. Invece, le altre cinque serate si svolgeranno secondo la formula tradizionale: prima del reading dei testi-inediti- degli scrittori ospiti, attori italiani di cinema e teatro presenteranno gli autori leggendo brani tratti da loro opere già pubblicate in Italia. Poi, tutte le serate si concluderanno con la musica live proposta da musicisti della scena italiana, scelti in collaborazione con la Casa del Jazz di Roma.
Ma il risveglio letterario della primavera supera i confini della penisola: non solo Roma, bensì anche sul suolo elvetico, ha preso il via la seconda edizione di Chiassoletteraria (Chiasso, 17-20 maggio), dal titolo: Era destino.