giovedì 20 settembre 2007

La "Madonna" di Filippo Lippi

Il maestro del ‘400 Fra’ Filippo Lippi condusse una vita irregolare, si innamorò della monaca Lucrezia Buti e con lei ebbe due figli. Questo incontro lasciò un segno indelebile nelle sue opere: tutte le figure femminili da lui ritratte da quel momento in poi hanno i lineamenti della madre dei suoi figli.

(Filippo Lippi, Madonna con bambino e due angeli)

Infatti, la Madonna con bambino e due angeli, una delle sue opere più famose ed amate, rappresenta la sua giovane compagna con in braccio un Gesù bambino che ha i lineamenti di suo figlio Filippino Lippi, che sarebbe diventato pittore anche lui.

(Filippo Lippi, Madonna con Bambino)

I due si incontrarono per la prima volta nel Duomo di Prato, lei aveva solo 21 anni mentre lui ne aveva già 50. Si dice che lui, colpito dalla purezza dei suoi lineamenti, fece subito un rapido schizzo della donna.

(Filippo Lippi, Salomé)

La storia fra Filippo Lippi e Lucrezia Buti avrebbe subito fatto scandalo, perché lei era appena diventata monaca e lui era già un pittore famoso, nonché cappellano di un convento.

Il pittore dopo l’incontro con Lucrezia, ossessionato dalla sua bellezza, dipinse decine di madonne con il suo volto.

mercoledì 19 settembre 2007

A Pizza Hut


(Foto da Internet)

Com’è possibile che fino ad oggi Villa Taverna (residenza dell’ambasciatore USA a Roma), nel lussuoso quartiere dei Parioli, non avesse una pizza hut? (Traduzione per i puristi della lingua di Dante: una "casa della pizza"). Il rappresentante di Bush nel Belpaese ha trovato strano che, al suo arrivo in Italia, due anni fa, non ci fosse un forno a legna nella dimora che lo ospita. Ma, non potendo chiedere a Condoleezza Rice i soldi per dotare di pizzeria la sua esclusiva e super blindata casa (il budget dell'Us State Department non lo prevede!), Spogli ha deciso di ricorrere a una donazione di sponsor privati. Così, con gli euro in mano, nel patio, ha fatto costruire un bel forno con parete di mattoni in grado di raggiungere una temperatura di 400 gradi, (quelli necessari per rendere la pizza croccante fuori, morbidissima dentro: una pizza elastica e resistente, né troppo alta né troppo bassa, né umida né secca, né cruda né cotta). Il forno, nuovo di zecca, è stato inaugurato in occasione di una riunione riservata a tutti i giornalisti americani di Roma.”The pizza - ha sentenziato - brings people together”, fa riunire e incontrare le persone perché piace a tutti. "Userò il forno a legna - ha poi annunciato - per le colazioni di lavoro, molto frequenti nella vita di un ambasciatore americano". Dallo speech ai fatti: il pranzo ai giornalisti americani è stato servito a base di pizza, una miscellanea di gusti: dalla classica Margherita alla più sofisticata gorgonzola e sedano.


(Foto da Internet)

Simbolo planetario dell’italian food, di matrice napoletana, da una diffusione senza confini, "nu 'ncantesimo": ne fu conquistato Alessandro Dumas già nel 1835, e ne rimase entusiasta la regina Margherita di Savoia alla quale i pizzaioli napoletani dell'800 consacrarono la più popolare delle pizze...

P.S.: A parte le ricette classiche delle pizze, i chiodini vi consigliano anche una pizza casareccia made in Spain.
Non vi preoccupate per il forno: la potete fare tranquillamente in un Balay.
Invece dei prodotti made in Italy, per l’impasto: la farina El Gallo e il lievito di Mercadona. Poi, al posto del fior di latte o della mozzarella di bufala, la mozzarella danese di Mercadona o quella Copirineo (tagliate a fettine) di El Corte Inglés. Il pomodoro -chissà la parte più difficile: i barattoli Cidaco, però, hanno quasi il profumino del filetto di pomodoro Annalisa. Infine, non dimenticate una bella foglia di basilico!
Provateci, osate e diteci com’è venuta la vostra pizza!

martedì 18 settembre 2007

I chiodini (piccini, piccini) tornano a scuola

(foto da internet)

Cari chiodini (piccini, piccini) non ci siamo dimenticati di voi! Aspettiamo con ansia il grande poster nero, con il racconto Il vampiro che aveva mal di denti, che la vostra maestra Pilar ci consegnerà, all'inizio delle lezioni, alla EOI di Sagunt. Noi siamo un po' più fortunati di voi: inizieremo ad andare a scuola il primo ottobre. Voi, invece, è gia una settimana che ci andate; le vacanze sono finite, bisogna alzarsi presto, bisogna fare i compiti... Siamo convinti, però, che l'anno scolastico appena iniziato vi porterà un sacco di sorprese. Ah, ricordate che abbiamo realizzato un gemellaggio: dobbiamo fare molte cose divertenti insieme! Per il rientro, vi abbiamo preparato delle attività online:

1. una paginetta dedicata all'evoluzione;

2. un giochetto matematico (a dir il vero è un po' difficile);

3. un po' di pratica con le tabelline;

4. dei raccontini in inglese da leggere con la maestra Pilar;

5. un po' di musica;

E per finire dei giochi molto simpatici!

Buon divertimento!


lunedì 17 settembre 2007

E dopo il Vaffa-Day? La parola è ai cittadini!

(Foto da Internet)

Ancora una volta Beppe Grillo (vedi post del 6 settembre) nell’occhio del ciclone!

Alla Festa nazionale dell’Unità a Bologna Grillo era il convitato di pietra, almeno per Piero Fassino, al quale il comico si riferisce con il nomignolo il globulo, che ovviamente si riferiva al comico genovese quando ha detto:

Non è mandando a quel paese la politica che si salva l'Italia. La politica è quella cosa che riempie degnamente la vita... C'è una politica pulita, che noi sentiamo il dovere di mettere al servizio del Paese... La risposta al disagio dei cittadini non può venire dalle caricature demagogiche e dalle denigrazioni populistiche.

È questa la reazione di Fassino alla proposta del comico genovese, affinché i cittadini entrino in politica direttamente, attraverso le liste civiche.

Alcuni, politici e non, non condividono quanto detto dal segretario della Ds, altri invece considerano la proposta un’espressione di vera democrazia.

E voi, cosa ne pensate?


domenica 16 settembre 2007

Tanto tuonò che piovve!



Finalmente, dopo una lunga attesa, la spy story della Formula 1 si sta avvicinando ad un epilogo. Leggiamo su tutti i giornali che cosa sta succedendo, e, attoniti, pensiamo “No comment!”. In realtà non ci sono molti commenti da fare. Il verdetto del Consiglio Mondiale della Fia, a Parigi, punisce la McLaren per aver ottenuto documentazione tecnica della Ferrari in maniera illecita. La scuderia anglotedesca perderà infatti tutti i punti di costruttore nel campionato 2007 e dovrà pagare 100 milioni di dollari di multa. Ma, qual è il problema, non è vero che i denari coprono le vergogne?
Il nodo della questione è: è stata fatta veramente giustizia? “Peggio di così impossibile” –è stata accusata la McLaren-. È stata dichiarata colpevole di spionaggio, di aver guardato continuamente in casa altrui, di essere stata scorretta. Ma cos’è successo veramente a livello sportivo? Proprio niente, la scuderia anglotedesca non viene nemmeno sfiorata dal castigo. Calciopoli, in un certo senso, è stata punita, ma nella F1 si è pensato solo al dio denaro: ai soldi di Ron Dennis, degli altri soci miliardari e della Mercedes.
Perché non proviamo a commentare questa notizia, usando la saggenza dei proverbi?
D'altronde pazienza, tempo e denari acconciano ogni cosa!



(Foto da Internet)

Dall’altro lato, la Ferrari, scuderia antagonista, è soddisfatta che sia emersa la verità su questa vicenda, ma... ride bene chi ride ultimo!
Non ci sono cifre ufficiali, però 100 milioni di dollari dovrebbero corrispondere al 20-30 per cento del budget di un team come la McLaren, che, appunto, subisce un serio danno economico. Eh bè, con il denaro tutto si compra! Non c'è niente da fare: i denari fatti senza stento se ne vanno come il vento!
Certo, l’immagine della McLaren ne esce a pezzi, ma i piloti non sono stati penalizzati. E in Formula 1 detta legge il Mondiale piloti: è quello che emoziona la gente, quello che conta. Per usare un termine calcistico: è quello il vero scudetto. Non è un caso che nella lettera di replica della McLaren si legge tra le righe una profonda soddisfazione: «La cosa più importante è che disputeremo gare questo weekend, per il resto della stagione e delle prossime e i nostri piloti continueranno a lottare per il campionato». Ovvero, a buon intenditore poche parole!
Conclusione: gli errori dei medici li ricopre la terra, quelli dei ricchi il denaro!
Abbiamo ricordato alcuni detti popolari dedicati al dio denaro. Se vi siete incuriositi, cercatene pure altri!

sabato 15 settembre 2007

Addio peperoncino (almeno per gli over 50)!




(foto da internet)
Permetteteci di dedicare un post ai chiodini (maschietti), e in special modo a quelli che hanno già compiuto 50 anni (o stanno per compierli). Ragazzi, dobbiamo dire addio all'amato peperoncino! Il peperoncino, si sa, si usa in cucina per condire piatti prelibati (le penne all'arrabbiata, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, il caciucco, ecc.) e si usa anche per saziare altri piaceri (sacrosanti), trovando in esso una specie di Viagra (dei poveri) naturale. La Società Italiana d'Urologia ha pubblicato uno studio nel quale si consiglia una vita molto piccante a letto e pochissimo a tavola. Secondo lo studio in questione, l’attività sessuale regolare - e completa - evita il ristagno delle secrezioni nella ghiandola e possibili infezioni seminali. Troppo peperoncino, usato come Viagra dei poveri, al contrario, apre la strada a lesioni pre-cancerose.
I medici consigliano che anche il desiderio dev’essere naturale: altri alimenti considerati afrodisiaci come spezie, pepe, insaccati, aragoste e superacolici in realtà infiammano solo l’area, creando impulsi che sono tanto artificiali quanto pericolosi. A tavola, allora, meglio piatti ricchi di antiossidanti, dalle carote agli spinaci, dal kiwi alle carni rosse. Secondo l'indagine, sono gli italiani del sud, specialmente calabresi ed abruzzesi, ad abusare del peperoncino. Male anche birra e crostacei che hanno i medesimi effetti collaterali del peperoncino e aprono la strada a lesioni pre-tumorali.

(foto da internet)


La suddetta Società ha redatto un decalogo che vi presentiamo:

1. Controlli: effettuare una visita urologica ogni anno dopo i 50 anni.

2. Analisi: eseguire il dosaggio del psa una volta l’anno dopo i 50 anni.

3. Cibi vietati: evitare cibi dannosi come birra, insaccati, peperoncino, e crostacei. In particolare, peperoncino e aragoste, se assunti in eccesso, possono provocare la prostatite.

4. Alimenti consigliati: preferire cibi con sostanze antiossidanti.

5. Aumentare la diuresi: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno.

6. Attenzione all’intestino: regolarizzare la funzione intestinale.

7. Il sesso fa bene... Mantenere un’attività sessuale regolare.

8. ...se fatto bene: evitare di praticare il coito interrotto.

9. In continuo movimento: praticare attività fisica.

10. Centauri a rischio: usare biciclette e moto con moderazione.

Uomo avvisato...

giovedì 13 settembre 2007

I misteri di Leonardo


Il nome di Leonardo da Vinci è da sempre associato al mistero. Questo ha spinto numerosi autori a creare romanzi che prendono spunto da misteri irrisolti sulla figura di questo enigmatico artista: Il mistero della Gioconda, L’ultima cena, La battaglia di Anghiari, La vergine delle rocce...


L'identità della donna ritratta nel quadro "La Gioconda" non è del tutto certa: diverse sono le teorie in proposito, anche se alcune persone sembrano non avere alcun dubbio al riguardo, anzi sono disposte a giurare e spergiurare di essere discendenti dirette di Lisa Gherardini, moglie del Giocondo.


Alcuni quotidiani italiani ed esteri hanno riportato di recente una curiosa notizia: un informatico mantovano assicura che l'Ultima cena contiene delle figure nascoste che non si erano mai viste prima. Infatti secondo lui nel dipinto Cristo, vestito di rosso, ha davanti un calice (il Santo Graal?), c'è una donna con un bambino in braccio (la Madonna?), San Bartolomeo diventa un templare e sembra che alcuni apostoli sembrano incoronati.

Se vuoi saperne di più su questa curiosa teoria, guarda questo video dove si spiega in modo dettagliato la teoria di Pesci.

(Foto da Internet)

Addio Pechino!

(Foto da Internet)

POPOLO DI PECHINO, LA LEGGE È QUESTA:

I GIGANTI ITALIANI NON CI SARANNO

Cosa succede agli azzurri? Perché una nazionale seconda classificata alle ultime olimpiadi non parteciperà a quelle di Pechino, dato che non si trova fra le otto prime squadre di questo eurobasket? Cosa è cambiato in questi ultimi quattro anni?

Queste sono le domande che si rivolge un qualsiasi tifoso di pallacanestro. Questa squadra azzurra non è da poco: in essa giocano, per esempio, Belinelli, Mancinelli e Bargnani Come si spiega che con questi giocatori si possano vincere soltanto due di sei partite?

Non c’è dubbio: non si tratta di un problema di qualità. È evidente che sono cestisti desiderati dalle migliori squadre americane della NBA e quelli che rimangono in Europa sono ambiti dai più grandi dell’eurolega.

Che cosa manca dunque a questa nazionale? La squadra di alcuni anni fa era considerata una rivale da temere. Nessuno voleva trovarsela di fronte in una partita decisiva. Quale era il segreto, il perché di questo rispetto sul terreno di gioco? La qualità dei giocatori non è in discussione: pure tatticamente sono buoni, proprio buoni, ma questo non basta per diventare speciali, per essere tra i migliori, per appartenere a questo gruppo serve competitività, lotta, volontà, sofferenza, insoddisfazione. La grinta che ha sempre caratterizzato lo sport italiano. È la sua caratteristica agli occhi degli stranieri, ed è appunto questo che è mancato in questo campionato.

Noi che abbiamo visto giocare Andrea Meneghin o Antonello Riva non riconosciamo più questa nazionale. Speriamo che i dollari della NBA non facciano diventare queste meravigliose promesse della pallacanestro europea piccole, superbe star senza ambizione di vincere, senza sentimento di squadra.

Avete due anni per crescere e imparare dai vostri predecessori la rabbia, il coraggio e l’orgoglio nella lotta.

Ci vediamo nel 2009.

mercoledì 12 settembre 2007

Dario Fo e Franca Rame al Monastero di Santa Maria della Valldigna

(foto da internet)



Eh no! Non è uno scherzo! Avete letto bene: sabato 15 settembre, Dario Fo e Franca Rame dovrebbero inaugurare un'esposizione intitolata Pupazzi con rabbia e sentimento, presso il Monastero di Santa Maria della Valldigna. Scriviamo dovrebbero, usando il condizionale, perché il tutto è avvolto da un fitto mistero. Cerchiamo di raccontarvi quel che sappiamo: dunque, da fonti ben informate provenienti da Teatres de la Generalitat Valenciana, abbiamo saputo che il professor Conejero (sì proprio lui) ha organizzato una Festa del teatro che si sta celebrando, nel sopraccitato monastero, dal 7 settembre. Secondo il programma pubblicato su internet e secondo alcuni comunicati stampa che siamo riusciti a consultare, Fo e la Rame dovrebbero partecipare (sabato 15 settembre, alle ore 20) all'inaugurazione dell'esposizione che dovrebbe raccogliere l'opera pittorica di Fo, dai suoi primi studi all'Accademia ai suoi lavori per il teatro. Verranno esposti i pupazzi, i costumi della Sartoria Teatrale Pia Rame, le marionette e i burattini, alcuni dei quali appartengono al prezioso patrimonio ereditato dalla compagnia Famiglia Rame. Foto, locandine, manoscritti, aiuteranno a ripercorrere la ricca storia della vita e dell'arte di Dario Fo e Franca Rame. I due attori recitaranno anche uno skecth.

Abbiamo telefonato a Teatres de la Generalitat Valenciana: ci hanno confermato l'evento. Abbiamo telefonato alla Fundació Jaume II El Just e anche loro hanno giurato sul buon nome dell'istituzione la veridicità delle informazioni pubblicate online. I giornali locali, però, non dedicano nemmeno un rigo a tale manifestazione culturale. Comunque, se vi interessa assistere all'esposizione e allo spettacolo continuate a telefonare... Non si sa mai!

martedì 11 settembre 2007

A Roma, la Chiesa vi alberga

(Foto da Internet)
Settembre a volte spaventa: l’anno lavorativo comincia e le vacanze si vedono tanto lontane. La testa è piena di buoni propositi, ma, probabilmente, la cosa che proprio non va giù è quanto tempo dovrà passare per poter far di nuovo un bel viaggetto? Nonostante i voli low-cost (che in alcuni casi sono una vera e propria fregatura -volo a 1 centesimo, che meraviglia!, ma poi se si aggiungono le tasse, un collo, di valigia, e ancora le spese di carta di credito e bla bla bla, di low rimane ben poco), muoversi da soli o in coppia (per non parlare poi se ci si vuole spostare in famiglia) sta diventando proibitivo. Lo spirito dell’InterRail è una chimera: viaggiare per soffrire, nooo!!!, meglio si sta a casa: sparagne e comparisce (proverbio napoletano che si traduce: si risparmia e si può persino fare una bella figura).
Ma... se avete voglia di fare una scappata nella città eterna, godervi le viuzze del centro, stare comodi senza spendere una cifra, che ne dite di una "casa per ferie" a 500 metri da San Pietro e 100 metri da Castel Sant'Angelo?
È la Domus Carmelitana Sant'Alberto Patriarca di Gerusalemme, dei fratelli Carmelitani.
(Foto da Internet)

"Carissimi amici - si legge nella nota di benvenuto che ogni cliente trova nella sua stanza - questa casa, pur offrendo tutti i servizi alberghieri di un normale hotel desidera conservare il clima di una casa religiosa che accoglie chiunque bussa alla sua porta, senza distinzione di razza, nazione, religione, cultura".
I Carmelitani sono nati in Palestina, sul Monte Carmelo, e vogliono che questo efficientissimo resort faccia da "luogo di incontro tra Oriente e Occidente, tra ebrei, cristiani e musulmani, promuovendo il dialogo tra i popoli e la pace". Nella hall lunga e stretta c'è, su un leggio, la Bibbia. I carmelitani hanno ridotto il loro spazio di meditazione e preghiera e, in occasione del Giubileo, hanno deciso di investire nell'hostelleria. La casa è nata "come segno di accoglienza per i pellegrini che giungono a Roma".
Sacro e profano: preghiera e canali televisivi di ogni tipo, croce del Giubileo e servizio di lavanderia. Ma in cosa consiste realmente la differenza della domus carmelitana con un albergo laico? A parte che a pochi metri dalla sala della colazione si apre un piccolo spazio dedicato "al dialogo interreligioso": un tavolo-altare con il candelabro ebraico e la Torah da una parte e il Corano dall’altra, è tutto uguale, se non fosse che i pellegrini possono godere dei servizi di un albergo a quattro stelle con prezzi molto più competitivi. A Roma, c’è ne sono, di alberghi gestiti da religiosi, per tutte le tasche, e, se non ci credete guardate un po’ nelle pagine dell’ente del Turismo.
Perché così economici?
Semplice, esenti dal fisco.... In Italia, per legge, un ente religioso che si dedica a un’attività commerciale è esente dal pagare l’Ici.

lunedì 10 settembre 2007

Quando sei nato non puoi più nasconderti


(Foto da Internet)

No, non si tratta di un indovinello. È il titolo di un film del regista milanese Marco Tullio Giordana. È anche il titolo di un romanzo di di Maria Pace Ottieri a cui il film si ispira, ed è la traduzione del nome di uno dei migranti incontrati dal protagonista della storia.

Dopo I cento passi (guarda il video>>) e La meglio gioventù (guarda il video>>) Giordana affronta il tema dell'immigrazione clandestina in Italia e lo fa attraverso gli occhi di Sandro, un ragazzo di tredici anni di Brescia, che durante un viaggio con il padre cade inavvertitamente in mare. Dopo aver rischiato di morire, viene ripescato da alcuni extracomunitari che si trovavano su una carretta del mare per raggiungere le coste italiane. Sulla nave il ragazzo conoscerà le terribili condizioni dei clandestini e stringerà un'amicizia con due di loro. Si tratta di Radu e Alina che - una volta arrivato in Italia dove l'aspettano i ricchi genitori - tenterà di portare con sè a Brescia, ma si scontrerà con la ferrea logica della legge e della burocrazia.

Il film è in programmazione in questi giorni a Valencia nel cinema Albatros. Se andate a vederlo, scriveteci pure la vostra opinione.

domenica 9 settembre 2007

Indietro tutta




(foto da internet)

Avete provato ad accendere la tv (non importa se italiana o spagnola) prima dei tg? Ormai non importa neanche la fascia oraria; a mezzogiorno, o di sera, fa lo stesso. Ci troverete, ma proprio dappertutto, concorsi con buste, scatole magiche, telefonate in diretta, parenti che cercano di aiutare con preziosi consigli i concorrenti, pubblico ululante, ballerine, baldi giovanotti e altre stupidaggini varie.
Il tutto all'insegna del dio denaro che si può guadagnare con i quiz, con la fortuna e con gli sponsor. Ebbene, vent'anni fa, nella televisione italiana, andò in onda un programma cult che entrò a far parte del nostro immaginario collettivo: Indietro tutta.
Il programma, sotto l'apparenza di un gioco a premi, aveva forti toni satirici verso la televisione stessa e i suoi contenuti. L'alma mater della trasmissione era Renzo Arbore, il quale, con il suo programma, fra gag e personaggi curiosi, canzoni e finti giochi a premi, non faceva altro che stigmatizzare un certo tipo di tv, che, proprio negli anni '80, aveva iniziato ad orientarsi verso un tipo di intrattenimento sempre più commerciale e di basso livello culturale, fra salotti televisivi sempre più frivoli, ragazze sempre più svestite e giochi a premi sempre più banali che distribuivano soldi facilmente.
Tra gli elementi satirici della trasmissione ricordiamo il Bravo Presentatore (interpretato dal geniale Nino Frassica) le Ragazze Coccodè, che ballavano vestite da galline, lo sponsor immaginario della trasmissione, il Cacao Meravigliao, (quanti italiani cercarono di acquistare questo prodotto nei negozi e nei supermercati credendo, davvero, alla sua esistenza?); e poi ancora Riccardino (il bravissimo Mario Marenco), il Pensatore, il notaio e tanti altri...



(foto da internet)

Vent'anni dopo, vi proponiamo, come protesta contro questo tipo di intrattenimento, uno scketch tratto da una puntata di Indietro tutta, in cui il pubblico (in studio e a casa) deve indovinare il nome di un personaggio famoso -cliccate qui>>- (l'indimenticabile Massimo Troisi, confuso, però, dal notaio con Rossano Brazzi); la sigla d'inizio della trasmissione (La vita è tutto un quiz/ leggi il testo>>) e l'entrata dello sponsor immaginario Cacao Meravigliao (che era lo sponsorao della nostra trasmissao...).

Buon divertimento!

sabato 8 settembre 2007

Addio Diario!

(Foto da Internet)
Nel campo dell'informazione, rapporto 2006 di Freedom House, l’Italia risulta 61esima, dopo il Ghana e il Belize. Eppure solo quattro anni prima, nel 2002, il settimanale italiano Diario, diretto da Enrico Deaglio, ricevette il premio de Le Guide de la Presse come miglior giornale al mondo. La Guide de la Presse recensisce 3.500 giornali in tutto il mondo e ogni anno assegna alcuni premi in base a una Carta dell'informazione che stabilisce alcuni criteri di giudizio: qualità del lavoro redazionale, dell'informazione, così come originalità, impegno o indipendenza.
Questa la descrizione di Diario che compare sulla Guide de la Presse:
"E' il giornale della memoria. Della Shoah, degli eventi del G8 di Genova. È la testata che difende i diritti dell'uomo e combatte il revisionismo. È il settimanale più a sinistra e più intellettuale d'Italia. Nato nel 1996 come supplemento del quotidiano del Pci, l'Unità, è diventato indipendente qualche anno dopo. [...] Il settimanale, intellettuale per scelta, si è costruito su un'idea fondamentale: fare quello che gli altri non fanno. Quindi, niente televisione e niente foootball. Al contrario, la cultura si estende su una trentina di pagine, percorrono il giornale recensioni, racconti, impressioni di scrittori, la politica internazionale occupa una porzione impressionante. Il tutto servito da una veste grafica elegante, discreta, che lascia spazio ai testi molto lunghi. [...] La testata più interessante, più originale tra le recenti pubblicazioni italiane. C'è molto da leggere, è molto ben scritto e molto letterario. Il solo giornale in cui il piacere non consista tanto nello sfogliare la carta patinata, ma nel soffermarsi sugli articoli. Decisamente riservato a una élite intellettuale di sinistra".

(Foto da Internet)

Ebbene, ieri, 7 settembre, è stato lil giorno di addio del settimanale. Il giornale chiude i battenti. Undici anni di attività che si sono dovuti però scontrare con le dure leggi del mercato pubblicitario, e si dà ormai per conclusa l'estenuante sfida culturale al mondo dell'informazione. Eh sì, la "buona lettura", fatta di inchieste, reportage e approfondimento, è nata nell'Italia governata da Prodi e muore sotto lo stesso governo, dopo un duro lavoro ispirato "alla libertà del giornalismo" come testimonia la frase appesa nella redazione: «Cercate la verità, nel dubbio un po' a sinistra»".
Nelle 567 settimane in edicola ha sempre scovato nelle notizie, nella cronaca politica, internazionale e culturale, riscuotendo anche grande successo, come con l'inchiesta relativa agli imbrogli dell'ultima tornata elettorale, oppure con il famoso numero speciale intitolato Berlusconeide, un omaggio all'opera di Virgilio però dedicato alla figura del presidente-imprenditore. Non a caso il sottotitolo era "Tutto quello che dovreste sapere di Silvio Berlusconi prima di consegnargli le chiavi di casa". Risultato? 130.000 copie vendute.
È stata, però, un'attività che ha anche conosciuto la sofferenza e l'amarezza umana, come nell'agosto del 2004 quando in Iraq morì Enzo Baldoni, il giornalista freelance che collaborava con il settimanale.

venerdì 7 settembre 2007

Brutti tempi per la lirica


(Foto da Internet)

Sembra che solo i cantanti in possesso di una tecnica pressochè perfetta siano degni di entrare nell’Olimpo della musica lirica; ma la verità è che pochi sono stati i privilegiati capaci di coinvolgere emotivamente il pubblico: Enrico Caruso, Maria Callas e Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007).

Fernando e Adele Pavarotti desideravano per il proprio figlio un lavoro stabile e per un po’ Luciano li accontentò lavorando come venditore di assicurazioni e come insegnante. Pavarotti avrebbe voluto diventare famoso come calciatore; ma il destino ha voluto che raggiungesse la fama come cantante lirico.

Il pubblico lo adorava ma era molto amato anche dai colleghi cantanti, lirici e non, che di lui hanno detto:

Andrea Bocelli:

Pavarotti è l'ultima grande figura carismatica del nostro tempo. Gli appassionati del 'bel canto' hanno una sorta di ammirazione sconfinata per lui.

Laura Pausini:

Conoscere Luciano e aver avuto la possibilità di stargli accanto non è stato solo un immenso onore. Ma uno tra i più bei doni che mi sia mai capitato di ricevere". Laura Pausini ricorda il tenore che l'aveva invitata anni fa al Pavarotti & Friends e al quale era legata da una profonda amicizia.

Placido Domingo:

Ho sempre ammirato la sua voce divina, dal timbro inconfondibile, dalla completa estensione vocale. Amavo il suo meraviglioso sense of humor e in diverse occasioni nei nostri concerti con Josè Carreras dimenticavo che stavamo esibendoci davanti a un pubblico pagante, perchè ci divertivamo troppo tra noi.

José Carreras:

I ricordi migliori sono quelli dell'intimità. Aveva una personalità molto divertente.

Joan Sutherland:

Era incredibile stare vicino a lui e cantare con lui. La qualità della sua voce era inconfondibile. Ti rendevi immediamentamente conto che era Luciano a cantare. Non sarà dimenticato.


Katia Ricciarelli:

Era "il Karajan dei tenori". Artista straordinario, dotato di una voce di platino, ma anche uomo spiritoso ironico, intelligentissimo, che aveva avuto il coraggio di affrontare cose considerate non del nostro mondo e che aveva capito tutto del potere mediatico.

Pavarotti si definiva: «uno che vende il positivo», «un eterno studente» «uno che crede nell’amore, come Nemorino nell’ Elisir, uno dei miei personaggi preferiti, come Rodolfo della Bohème, l’opera che nel ’61 mi ha lanciato».

Ieri La Repubblica ne parlava così:

Nei teatri di tutto il mondo il pubblico è impazzito per le interpretazioni di Luciano Pavarotti. Si ricordano ovazioni storiche: il 24 febbraio alla Deutsche Oper di Berlino venne applaudito per un'ora e sette minuti, i giornali scrissero che c'erano state 165 chiamate. Ad ascoltarlo nel giugno del 1993 al Central Park c'erano mezzo milione di persone. Sono caratteristiche di un divo, un cantante lirico come ce ne sono pochissimi nella storia, una leggenda del belcanto, che non verrà cancellata dal fatto che negli ultimi anni Pavarotti si sia trascinato faticosamente in un lunghissimo tour di addio, che forse non sarebbe mai finito, se a mettere la parola fine non fosse arrivato qualcosa di davvero definitivo, la morte.

giovedì 6 settembre 2007

Il V Day


Dopo il Blog Day ecco il V Day! V Day sta per vaffanculo Day; un'iniziativa promossa da Beppe Grillo per l'8 settembre. Ricordate il film Mediterraneo (vedi>>)? Ricordate quando, tre anni dopo lo sbarco dei soldati italiani, un aereo da ricognizione è costretto a compiere un atterraggio di emergenza sull'isola e il pilota comunica ai soldati la notizia dell'armistizio con gli Anglo-Americani firmato dall'Italia l'autunno dell'anno precedente? C'è stato l'8 settembre, dice il pilota; ma i soldati, ignari di quanto successo altrove, non sanno cosa significhi quella data. Ebbene, 64 anni dopo, il celeberrimo comico italiano ha indetto una giornata di protesta che si terrà in numerose città italiane e anche all'estero. Di che cosa si tratta? Scrive Grillo sul suo magnifico blog:
"L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi 'culturali'. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare".


(foto da internet)

L'obiettivo del V Day è semplicissimo: la raccolta delle firme per un disegno di legge popolare detto Parlamento Pulito che prevede tre punti:

a) la non eleggibilità in Parlamento dei condannati in via definitiva;
b) l’impossibilità di essere eletti per più di due legislature;
c) l’elezione diretta del candidato da parte dei cittadini.
Hanno aderito all'iniziativa più 190.000 persone , L'Italia dei Valori, gruppi di 120 città italiane e di 20 città nel mondo, ma nessun giornale o televisione ne dà notizia, se non in modo marginale.
Vi chiediamo di diffondere il V Day! Per chiudere, ascoltate la canzone composta per l'evento.

Buon V Day!



mercoledì 5 settembre 2007

L'addio di Valentino

(Foto da Internet)

«Datemi una matita in mano e vi disegnerò un guardaroba»! Ormai lo stilista Valentino Garavani non risponderà più con questa frase, del dopo-sfilata del prèt à porter parigino, ai curiosi di sapere se la sua vena creativa fosse in via di esaurimento.
Il genio della moda, personaggio di spicco del made in Italy, antesignano del «glamour», prima amico fidato e poi stilista di donne bellissime e importantissime, ha detto basta. E non perché fosse a corto di idee. Lo stilista, come i grandi, ha deciso di uscire da vincitore, con gli applausi in corso: quelli dell’incredibile festa romana di luglio per i 45 anni della sua maison. Le grandi celebrazioni dello scorso luglio a Roma sono state, dunque, come il mondo della moda aveva intuito, il suo commiato, ieri confermato da un suo comunicato.
"Il grande evento che ha celebrato i miei 45 anni di lavoro, lo scorso luglio a Roma, è stato un momento magico , sicuramente irripetibile - ha detto il sarto - sarebbe impossibile eguagliare l'emozione e la gioia per l'amicizia e la considerazione che il mondo intero ha voluto esprimermi in questa occasione. Pertanto ho deciso che questo è il momento perfetto per dire addio al mondo della moda".

(Foto da Internet)
E se ne va ben consapevole di lasciare un segno, ovvero, un tratto, indelebile: l’inconfondibile rosso, i piccoli abiti da cocktail, i cappottini, i lunghi chiffon infiocchettati. L'ultima collezione di prèt à porter firmata Valentino Garavani sarà quella che andrà in passerella a Parigi il prossimo ottobre, mentre a gennaio sfilerà, sempre nella capitale francese, la sua ultima haute couture.

martedì 4 settembre 2007

ALBERTO SUGHI

Il Complesso del Vittoriano di Roma ospita fino al 23 settembre una mostra antologica dedicata ad Alberto Sughi che ripercorre la carriera dell'artista attraverso circa ottanta dipinti ed una sessantina di disegni realizzati dal 1946 ad oggi. Alberto Sughi è uno dei maggiori artisti italiani degli anni ‘50 e ricrea nei suoi dipinti atmosfere che il critico Enrico Cispolti definì "realismo esistenziale".


Solitudine ed incomunicabilità
sono i temi dominanti della poetica di Sughi, sentimenti resi pittoricamente attraverso una tavolozza volutamente monocroma.
La mostra al Vittoriano dedicata a questo grande pittore permette di ripercorrerne l’intero cammino artistico: i personaggi anonimi e ordinari hanno occhi e gesti privi di espressione, fissano il vuoto del tempo e dello spazio, drammaticamente assorti, negati al dialogo.



Sughi racconta:

Il mio incontro con l'arte è stato senza dubbio favorito dalla presenza di uno zio pittore e dalla passione di mia madre che, con intelligenza, ha stimolato la mia inclinazione per il disegno. Posso quindi convenire di avere seguito una strada che proprio in famiglia mi è stata suggerita; ho cominciato a disegnare all'età di sei anni e non ho più smesso.


Come si può dedurre dalle sue parole, il geniale pittore non segue studi artistici ma ha una formazione autodidatta, anche se la sua opera presenta evidenti influenze pittoriche e cinematografiche: amico di Rossellini, Germi e Rosi, riflette il suo amore per il cinema in alcune opere come La maschera al cinema, Cinema o Intervallo al cinema; per quanto riguarda le influenze pittoriche i quadri esposti in questa mostra riflettono chiaramente l'impronta di De Chirico e di Magritte, anche se la profonda solitudine e l'incapacità di comunicare presenti nelle opere sembra accostarli inevitabilmente anche ad Edward Hopper.

(Foto da AlbertoSughi.com)

lunedì 3 settembre 2007

Blog Day 2007

Blog Day 2007

Il 31 agosto si è celebrato il Blog Day 2007. Eravamo in ferie e, tra una cosa e l'altra, siamo arrivati tardi all'appuntamento. Cerchiamo di dar spazio a quest'interessante iniziativa, segnalando, in ritardo, cinque nuovi blog che ci sono particolarmente piaciuti. Abbiamo cercato di limitare la nostra scelta al mondo dell'insegnamento dell'italiano L2 e alle nuove tecnologie. Ecco a voi la nostra selezione:

1. Maestro Alberto, al secolo Alberto Piccini (blog di): fonte perenne d'ispirazione sull'uso delle nuove tecnologie applicate all'insegnamento (grazie Alberto!);
2. Vocescuola, un network d'informazione sulla scuola italiana (e molte altre cose ancora...).
3. Italian online lessons, blog gestito da Marco M., insegnante d'italiano online.
4. Ciao Bambini, blog della maestra Maria Pia, della quarta elementare della scuola di Fogliano (Go); chiodini (piccini, piccini) non ci siamo dimenticati di voi!
5. 2.0 per tutti: ovvero, la logica e gli strumenti del web 2.0 parlando "come si mangia".

Buona navigazione!

domenica 2 settembre 2007

Questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d'uso

(Foto da internet)


Non vi preoccupate, le ferie non ci hanno dato alla testa. Abbiamo scelto questo titolo per il post di oggi per denunciare la politica di You tube: a volte il famoso servizio di sharing censura, in questo modo, dei video poco graditi. Che cosa non abbiamo trovato? Ve lo raccontiamo in questo post. Dunque, in Italia, negli ultimi mesi, Lorena Berdún è stata ospite fissa di Maurizio Crozza, nella trasmissione Crozza Italia. La brava e simpatica sessuologa spagnola ha regolarmente tenuto una rubrica sul sesso. La trasmissione ha riscosso un alto gradimento di pubblico e di critica. Pensate: nell'Italia titubante sui Dico, nell'Italia di Benedetto XVI parlare di sesso in tv è quantomeno scioccante.
Alcuni blogger hanno dato amplia eco alla freschezza della Berdún, alla maniera divertente e, allo stesso tempo rigorosamente scientifica, con cui ha tenuto il suo spazio e sul ruolo molto divertente svolto da Crozza: spalla-traduttore della Berdún, senza mai una volgarità, senza intromettersi nel lavoro della sessuologa.
Qualcuno ha scritto: "Se prendo una nave spaziale, quanti anni luce ci metto ad arrivare fino a Madrid?". Ed un altro ancora ha aggiunto: "Se Gianfranco Vissani può parlate in tv di ricette, intingoli, padelle e di altri strumenti quotidioni perché la Berdún non può parlare di sesso e di orgasmi?".
Ce lo chiediamo anche noi. E ci chiediamo il perché della censura delle trasmissioni che qualche utente aveva inserito su You tube e che il servizio di sharing ha tolto dal video disponibile con il titolo che abbiamo dato a questo post.
Comunque, non tutto è perduto! Grazie a La Repubblica vi proponiamo il video dell'ultima puntuta della trasmissione di Crozza in cui ha preso parte la Berdún e vi annunciamo che il 28 giugno è uscito in italiano un libro della sessuologa spagnola il cui titolo è tutto un programma: Il nostro sesso - Come farlo bene. In esso la Berdún spiega agli italiani che vorranno leggerlo come farlo bene: consigli, giochi erotici, giocattoli e quant'altro...

Meditate, gente, meditate!!

sabato 1 settembre 2007

Benvenuti (a casa nostra)!

Cari chiodini vicini e lontani, le ferie sono finite e oggi, primo settembre, torniamo ad occuparci del nostro blog. Come vi annunciammo nel mese di giugno, abbiamo preparato per voi alcune sorprese per l'anno scolastico 2007/08 che si avvicina: ve le mostreremo un po' alla volta.

Oggi vi comunichiamo che il nostro dipartimento è cresciuto: siamo in quattro! Abbiamo il piacere di presentarvi la nostra nuova collega Mila López che ci accompagnerà nelle nostre avventure (appena sarà pronta la foto di famiglia la posteremo).

Prima di andare in ferie, avevamo pensato di dedicare una sezione sul nostro blog proprio a Mila (ne avevamo scelto il titolo: l'angolo di Mila), ma gli dei hanno voluto che la nostra collega venisse a lavorare a Sagunto... Cosicché, una delle sorprese che avevamo preparato per voi è proprio questa! Prossimamente cercheremo di introdurre i materiali che Mila ha preparato per voi.

Ah, siamo stati in Italia! Ci sono molte novità che vorremmo raccontarvi che riguardano l'insegnamento dell'italiano, il web 2.0, la politica, la letteratura, la società, la musica, il cinema... Insomma, tutti i temi chiodini che ci stanno a cuore. Un po' alla volta cercheremo di farvi sapere che cosa abbiamo visto (e sentito, e letto) di nuovo...



(Foto da internet)


Per chiudere, però, vorremmo girarvi una primizia: sappiamo come risolvere il problema della casa per i giovani! Non ci credete?! E' semplicissimo (almeno in Italia): basta iscriversi a determinati partiti politici (o sindacati), fare un po' di carriera al loro interno e poi comprare una casa nel cosiddetto giro di svendopoli. Incredibile?? Ma no!! Pubblichiamo l'amaro commento di un anonimo lettore:

"Se fossimo in qualsiasi paese al di là delle Alpi, dopo La Casta e dopo l'articolo sulla Casa Nostra, ci sarebbero state interrogazioni parlamentari precedute dalle dimissioni di tutti gli interessati, ma qui al di fuori dei settimanale e dei quotidiani che li denunciano, nulla succede. Come popolo siamo così tanto abituati alla vergogna che sono diventati ormai i nostri politici e la politica italiana in genere, che non ne facciamo oggetto di manifestazioni di piazza. Di proteste e di scioperi ".

E se ancora non ne siete convinti, leggete le pagine de L'Espresso e dell'ultimo scoop intitolato Casa nostra. Ah, guardate anche la mappa interattiva di svendopoli a Roma!