Il successo non si è fatto attendere, ed è esploso come un virus con le notti di Arcore.
venerdì 11 febbraio 2011
The Arcore’s Nights
Il successo non si è fatto attendere, ed è esploso come un virus con le notti di Arcore.
mercoledì 9 febbraio 2011
La nostra lingua italiana
Dice il ministro: «Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei Ministri - spiega - e sono e resto completamente contrario al fatto che l’attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici. In un periodo di crisi come quello attuale appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento significativo quale il 150esimo dell’Unità d’Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa».
Sembra alquanto strano che in un paese in cui i politici hanno abbandonato la politica per andare ai talk show, a difendere o accusare il cavaliere, il cavaliere invade in modo sempre più prepotente le sue televisioni con i videomessaggi, l'economia è sempre più stagnante, perdere un giorno di lavoro sia una cosa inaudibile.
Davvero non ci sono parole!
Perciò, noi abbiamo deciso di celebrare l’unità d'Italia a modo nostro, in nome della nostra lingua:
lunedì 7 febbraio 2011
Oltre lo stereotipo
[…] Di Enric González non ero lettore. Vedevo le sue colonne su “El País”, ma la mia curiosità non era mai abbastanza forte da integrare i suoi scritti tra le mie letture abituali. Fino a quando non mi è capitato tra le mani il suo libro “Storie di New York”. La parola vertigine non è esagerata. Esistono quasi tanti libri sulle città quante le stelle iin cielo, ma, che io sappia, nessuno è come questo. Credevo di conoscere sufficientemente Manhattan e i suoi dintorni, ma la dimensione del mio inganno mi è apparsa chiara subito alle prime pagine del libro. Poche letture mi hanno dato tanto piacere in questi ultimi anni. […]
Tratto da Otros cuadernos de Saramago
Forse è proprio per questo sguardo, che va oltre questa miriade di luoghi comuni, che un italiano non stenta affatto a riconoscersi nella descrizione che il giornalista catalano fa degli abitanti del belpaese, come dimostra questo estratto di un post di Rotta a Sud Ovest:
[…] Enric González ha pubblicato un altro libro delizioso sui suoi anni romani. Si intitola Historias de Roma e viene da pensare che sarà imprescindibile per la prossima visita alla capitale italiana. Nelle poco più di 120 pagine González porta nelle strade romane, tra barbieri e calzolai de toda la vida che danno al centro romano una calda atmosfera di quartiere in cui tutti si conoscono, perduta nelle altre capitali. Si muove tra Campo de Fiori e piazza Navona e indica quell'edicola il cui proprietario è "il tipico uomo di sinistra italiano (definizione: uomo permanentemente incazzato con i politici di sinistra)". Solo per questa frase, che fa il paio con quell'articolo in cui tempo fa sosteneva che il vero inno degli italiani non è Fratelli d'Italia, ma Azzurro, ha tutta la mia simpatia. Nei suoi cinque anni italiani è davvero andato oltre gli stereotipi e non lo fanno tutti. Ricordo un suo collega spagnolo, anche lui corrispondente da Roma, che dopo due anni nella capitale non aveva mai sentito parlare di Roma nun fa' la stupida stasera (ma che ci stai a fare a Roma, allora?!).
In Historias de Roma racconta del miglior caffè del mondo, il Caffè San Eustachio, di una delle piazze più belle del mondo, quella del Pantheon, della Biblioteca Casanatense, "che fu una delle migliori del mondo fino al XVIII secolo" e che è "uno dei prodigi romani meno conosciuti". E si perde estasiato davanti a una nevicata romana, svelando uno dei segreti meglio custoditi dalla città; se in una delle rare volte in cui nevica nella capitale ci si trova lì, bisogna correre al Pantheon: "entrate e guardate il tetto, il buco della cupola. I fiocchi entrano nel tempio e rimangono sospesi girando nell'aria. Solo questo. Forse avrete occasione di contemplare uno spettacolo più sublime, ma dubito sia in questa vita. […]
Capirete allora perché una tantum vi consigliamo un libro scritto in spagnolo, ma che vi aiuterà sicuramente a conoscere un po' meglio gli italiani.
venerdì 4 febbraio 2011
Gli Uffizi a un clic
Ciascuna di queste immagini è composta da circa 7 miliardi di pixel, una risoluzione che permette di osservare dettagli non visibili all’occhio umano, come i particolari delle pennellate e della patina.
mercoledì 2 febbraio 2011
Un paese anomalo
Anche questa volta ci rifacciamo a un libro per cercare di capire cosa sta succedendo nel Belpaese. Vi ricordate Sin noticias de Gurb? Ebbene facciamo finta di essere Gurb: siamo planati sul pianeta terra e capitati in Italia. L'altro aliena, travestito da Conde-Duque de Olivares lo sta cercando, ma gli risulta davvero complicato districarsi in questo scenario. Tutto è un caos. Allora noi gli daremo una mano affinché possa trovare Gurb.
Ecco cosa succede:

(foto da internet)
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri è indagato per reati immondi, uno dei quali -la concussione – e lui stesso in persona lo ammette.
2. Attaccato, contrattacca strepita e insulta la magistratura.

(foto da internet)
3. La storia tra la magistratura e il presidente del Consiglio dura da 14 anni, ma, questa volta,
per incastrarlo i giudici non hanno badato a spese.
4. Il partito di maggioranza del Paese chiede le dimissioni del presidente della Camera, che è anche il fondatore del partito, da cui è stato espulso, perché non d'accordo su tutto con il Presidente del Consiglio.
5. Il Presidente della Camera è da mesi al centro di uno scandalo che non aiuta a risolvere,
non lo spiega, non ne prende le distanze.
6. Il Presidente del Senato accorda un dibattito sul caso che riguarda il Presidente della Camera,
mettendo di fatto una Camera contro l'altra.
7. Il ministro degli Esteri che solo una volta in tre anni era andato al Senato a rispondere a un'interpellanza parlamentare, si fionda a Palazzo Madama, con tanto di documenti richiesti direttamente al governo di Santa Lucia e arrivati senza rogatoria internazionale perché richiesti dai giudici, né con una valigia diplomatica ma, più prosaicamente con un pacco FedEx.
8. Lo zelante ministro degli Esteri non ha detto una parola, alle Camere, di quel che accade in
Egitto, per esempio.

(foto da internet)
9. Il Copasir, comitato di controllo dei servizi segreti, non si riunirà più perché i due partiti che compongono la maggioranza, non intendono partecipare ai lavori in quanto con il passaggio di un deputato all'opposizione, non hanno più la maggioranza. Conclusione: il Comitato, di fatto, non lavora più.
10. Polizia e Carabinieri, altro pilastro dello Stato si lamentano, perché dalle notti di Arcore , si capisce che più che tutela della sicurezza del premier e dei suoi ospiti, le forze dell'ordine fanno da tassisti alle ragazze.
Noi, purtroppo non sappiamo come chiarire questo pasticciaccio al povero Gurb, che, nel frattempo, ha preferito riprendere i suoi panni di extraterrestre. Data la situazione, essere una bella ragazza è un po' pericoloso in questa pazza Italia allo sbando!!!
P.S.: È stato rivelato che il prefetto di Milano, su indicazione del premier, ha aiutato e raccomandato una ragazza fidanzata di un narcotrafficante (che ha patteggiato 8 anni dopo il sequestro di dodici chili di droga) a ottenere il passaporto italiano. E le ha fatto pure saltare la fila e non pagare il parcheggio.
lunedì 31 gennaio 2011
Quer pasticciaccio brutto de... Preganziol
Parafrasando Gadda, anche l'Italia è un pasticciaccio davvero brutto. E come nel suo romanzo, ci sono enigmi che difficilmente si risolveranno, almeno ufficialmente. Uno di questi è la scomparsa di "Gomorra" dagli scaffali della biblioteca di Preganziol. Chi l'avrà fatto sparire? L'ordine di togliere dagli scaffali i testi di Saviano sarebbe stato dato verbalmente alla responsabile della biblioteca di via Gramsci dall'assessore alla cultura, il leghista Roberto Zamberlan. La miccia che avrebbe fatto prendere questa decisione all'amministrzione comunale sarebbe stata l'intervento dello scrittore alla trasmissione «Vieni via con me», dove Saviano parla delle connessioni tra Lega e 'Ndrangheta nel Nord Italia, provocando una vera bufera mediatica. E il ciclone arriva fino a Preganziol. Le parole dello scrittore non piacciono agli esponenti di centro destra che reggono il municipio. Eppure, l'amministrazione nega di aver censurato l'opera di Saviano e pare non avere dubbi sul colpevole:
“L’ultima persona che ha preso in prestito Gomorra è stata la bibliotecaria, proprio colei che è finita sui TG nazionali mostrando che il libro non c’era più - ha detto il sindaco - jn queste settimane non è arrivata alcuna segnalazione della mancanza del testo. Chi l’ha preso? Un dipendente, un cittadino? Oppure è stato inserito erronemente nel posto sbagliato? Verificheremo in ogni caso la posizione della dipendente attraverso un’indagine interna”.Il comune ha sporto denuncia per furto contro ignoti.
E voi, credete che si verrà a sapere ufficialmente chi ha fatto sparire il libro o andrà a finire come nel romanzo sopraccitato?
venerdì 28 gennaio 2011
L'Unità d'Italia (in vari oggetti)
mercoledì 26 gennaio 2011
Una colazione made in Italy
La patria del cornetto alias «brioche», alias «croissant» è Venezia. È la tesi di Gianni Moriani, ideatore del master in «cultura, cibo e vino» all’Università Ca’ Foscari che sull’argomento ha scritto un libro «Cornetto e cappuccino. Storia e fortuna della colazione all’italiana»..

Le prime notizie del caffè, materia indispensabile per un buon cappuccino, lo descrivono «acqua negra» e sono del 1615: le portarono a Venezia i viaggiatori da Costantinopoli. Per gli stretti rapporti economici i commercianti italiani, levantini e lungimiranti, decisero d’importarlo. Trent’anni dopo, nel 1645, accadde ciò che oggi sarebbe un boom: Goldoni alla bevanda dedica una commedia, Bach compone una cantata.
L’«acqua negra» entrò nella cultura e frequentare i «caffè» diventò un modo di essere della borghesia veneziana. Ma il lusso viene ben presto gustato anche dalla povera gente, e, come no, dal clero... p.es. dai frati cappuccini. E sarà proprio uno di loro, nel 1683, ad inventare il cappuccino.

Marco da Aviano, diplomatico, venne mandato dal Papa a Vienna per coalizzare la lega cattolica contro il nemico turco. Qui, per gustarsi un caffè (che da Venezia intanto aveva raggiunto il resto dell’Europa) entrò in una bottega accanto al Duomo. Non gli piacque granché: l aroma era troppo forte, perciò chiese di aggiungere dell'acqua, poi del latte e il colore scuro diventò marrone. Assomigliava a quello del saio che indossava. L’esclamazione di chi lo servì, per quanto lapalissiana, fu la più immediata: «Kapuziner!».
E così, poiché la repubblica di Venezia confinava con l’Austria, «il dolce - dice certissimo il professor Moriani - prima di arrivare in Francia, per la golosità di Maria Antonietta, sbarcò in laguna col nome “chifel”».
lunedì 24 gennaio 2011
L'Italia vista da fuori
Dopo l’attenzione dedicata dalla stampa internazionale all'ennesimo scandalo protagonizzato da Berllusconi, i quotidiani esteri si chiedono come sia possibile che questa situazione non produca immediate conseguenze. Ma quali domande si pongoo gli italiani che risiedono all’estero? Come vedono l’Italia oltreconfine? Il quotidiano italiano La Repubblica ha aperto una casella postale, Vistadafuori@repubblica.it, per raccogliere le opinioni di tutti i residenti italiani all’estero che vogliano esprimere le proprie impressioni sull’Italia di oggi. E non è stato necessario attendere molto: migliaia di messaggi arrivati da tutto il mondo raccontano cosa si pensa dell'Italia fuori dal Belpaese. Tutte le e-mail ricevute hanno in comune lo stesso sentimento: il pessimismo. L’Italia è in Europa, ma è percepita come un'entità distante. Ridicolo, isolato e poco credibile, ecco come definiscono il proprio paese gli italiani residenti all'estero.
Mariano scrive dalla Danimarca:
L'Italia è ormai considerata nord Africa. Il mio capo danese mi mostra la cartina geografica e ridacchiando mi dice che forse l'Italia è il pezzo che manca alla Libia...
Luca da Londra:
Parlavo di Berlusconi con una ragazza. Lei dice: ma che razza di gente siete? Cacciatelo, cosa aspettate?...Ed io, scusa, ma di dove sei? E lei, "Mozambico".
Pierluigi racconta com'è la situazione vista da Bruxelles:
Drammatica per noi italiani, spassosa per i colleghi e amici stranieri. Al lavoro non passa giorno senza che colleghi lituani, polacchi, inglesi, belgi, tedeschi, sloveni e francesi mi fermino in corridoio per chiedermi l'ultima su Papi e le sue accompagnatrici.
Claudio dalla Germania è più amaro:
Negli anni '70 alcuni tedeschi ci consideravano inaffidabili e mezzi-mafiosi. Oggi, e per via delle varie vicende, i tedeschi fanno di peggio: ci ignorano.
Cuchu, dall'Olanda:

Che si dice dell'ennesimo scandalo che ha coinvolto Berlusconi? Le solite cose, le solite battute, i soliti commenti che noi italiani all'estero siamo costretti a sopportare da quando Berlusconi è Presidente del Consiglio.
Queste sono soltanto alcune delle testimonianze raccolte dal quotidiano, se volete leggerne altre, cliccate qui.
E che ne dite di esprimere anche voi il vostro parere su Berlusconi?
venerdì 21 gennaio 2011
Afiuco
Nel corso dei secoli le stelle si sarebbero spostate di circa un mese portando in regalo un segno zodiacale in più che abbraccia il periodo compreso dal 29 novembre al 17 dicembre. Cosicché, attenzione! Gli ex sagittario (o quasi) sono avvisati!
mercoledì 19 gennaio 2011
Un incasso da record
È il film italiano più visto di sempre. "Che bella giornata", che, con l'incasso del weekend scorso, ha persino sbaragliato il record di "La vita è bella".
La commedia ha avuto, da subito, una partenza bruciante al box office, insidiando, così, i film di Natale, e poi ha proseguito la sua corsa raggiungendo il miglior incasso del 2010, "Benvenuti al Sud", per culminare con lo storico sorpasso del film italiano più visto di tutti i tempi, "La vita è bella", il capolavoro di Benigni sull'Olocausto, premiato con l'Oscar.
"Che bella giornata" è il titolo del secondo film di Checco Zalone, attore pugliese 33enne lanciato da "Zelig" e da "Cado dalle nubi". Il film è uscito lo scorso 5 gennaio come cine-panettone dell'Epifania, per evitare, così, scontri diretti con i cinepanettoni natalizi Boldi, De Sica, e Aldo Giovanni e Giacomo.
Checco Zalone è sempre lui, quel personaggio ignorante a cui il candore permette di dire e fare cose terribili. In tandem con l'amico regista Gennaro Nunziante, nel film interpreta il custode del Duomo di Milano. Stavolta il tema che scotta è l'integrazione religiosa: Checco incontra una bella ragazza araba, Nabiha Akkari, che coltiva da sola un piano per vendicare i suoi, morti in un attentato. La sua missione è far saltare in aria la Madonnina, per i milanesi la Madunina...
Vi proponiamo i due brani tratti dalla colonna sonora del film, composta in toto dal comico pugliese che sfoggia. tra le varie doti, gli arrangiamenti delle sue canzoni-parodia orecchiabili, con l’intento del tormentone...
lunedì 17 gennaio 2011
I misteri della Cappella Sistina
È possibile che Michelangelo, genio ribelle contro il potere ipocrita e autoritario della Chiesa, abbia voluto nascondere proprio nel tempio simbolo della cristianità, nonché del potere ecclesiastico, un messaggio-denuncia usando dettagli anatomici del sistema nervoso come metafore? Ian Suk e Rafael Tamargo ricercatori del team della Johns Hopkins University School of Medisine ne sono sicuri e illustrano le loro osservazioni con tavole dettagliate. Nel dipinto, Dio, avvolto in un fluente drappeggio rosso è visto dal basso e offre la gola allo spettatore. Proprio i solchi del muscoloso collo di Dio nasconderebbero i contorni di un tronco encefalico umano (incluse alcune porzioni di midollo spinale, del ponte, del lobo temporale e altre strutture sub corticali).
Il collo degli altri personaggi nell’affresco, più o meno nella stessa posizione di Dio, è molto più liscio, per questo motivo le irregolarità su quello della divinità non possono essere accidentali, spiega il medico. Un’altra coincidenza sospetta, continua, è che, benché nel complesso i soggetti nella scena ricevano luce da sinistra, dal basso verso l’alto, la gola di Dio invece è illuminata da destra, dall’alto verso il basso. Con questo espediente, continua Tamargo, Michelangelo avrebbe voluto sottolineare quel particolare nel dipinto. Questa e altre considerazioni hanno convinto i due autori che le loro osservazioni non sono accidentali: Michelangelo ha voluto nascondere di proposito una rappresentazione neuroanatomica nell’affresco. Troppo perfetti quei suoi corpi dipinti per non far apparire quanto meno "strani" certi suoi "errori" banali che se fossero veri sarebbero banali, quasi da principianti. E infatti dietro quelle che appaiono come incongruenze ed errori, si celano in realtà particolari neuro-anatomici altrettanto perfetti. Un tronco encefalico e un midollo spinale degni di un esperto conoscitore di aspetti e dettagli di anatomia proprio nella raffigurazione di Dio.
Ma perché il grande artista del XVI secolo avrebbe fatto una cosa del genere? L'abitudine di molti artisti di dissezionare cadaveri a scopo conoscitivo era noto e, anche se non visto particolarmente bene e in qualche caso combattuto, non era comunque motivo sufficiente per pensare che Michelangelo abbia dovuto sperimentare gli effetti sulle sue abilità artistiche nascondendo questi particolari neuro-anatomici fuori contesto. Il significato che gli si attribuisce porta dritto a un messaggio inquietante che il genio ribelle avrebbe magistralmente scomposto e disseminato nel lavoro che l'allora Papa gli commissionò per la Cappella Sistina. Ne parlano in particolare due libri: il più recente, I segreti della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo, uno dei bestseller nella classifica del New York Times, scritto dal rabbino Benjamin Bleach, professore associato alla Yeshiva University di New York, e da Roy Doliner, guida vaticana dimostra che le figure disperse nel dipinto, sono in realtà rappresentazioni di lettere dell'alfabeto ebraico.
Stimolati da queste e altre "coincidenze", Doliner e Blech hanno unito le loro forze per dimostrare che le immagini dell'affresco collocato nel cuore della cristianità non sono affatto la summa del pensiero cristiano, ma, al contrario, secondo loro celano
un messaggio rivoluzionario, e per quei tempi eretico, rimasto incompreso per secoli, influenzato dagli studi cabalistici di Michelangelo. Con un codice che fa largo uso della simbologia ebraica e neoplatonica, il grande artista volle infatti esprimere un violento attacco alla corruzione della Chiesa, una nuova concezione della sessualità e l'idea della fratellanza universale tra le religioni.
Doliner e Blech portano quindi alla luce questo nuovo messaggio di questo genio ribelle in lotta perenne contro un potere ipocrita e autoritario con un'indagine storica condotta con rigore e passione che è al tempo stesso anche un racconto incalzante.
L'altro volume, La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro di Heinrich Pfeiffer (Jaca Book, 2007) si concentra invece sull'iconografia della Cappella Sistina partendo dalle pareti laterali dipinte fra gli altri da Botticelli, Perugino, Signorelli e del lavoro michelangiolesco nella volta, nelle lunette per arrivare infine alla parete del Giudizio Universale di Michelangelo.
Tutto ha inizio da una visita alla Cappella Sistina alla fine degli anni '50, all'epoca dei suoi studi universitari, quando padre Pfeiffer notò un affresco di Michelangelo, precisamente quello con “Noé deriso”, che presentava una stretta correlazione con l'affresco parietale di Cosimo Rosselli, posto perpendicolarmente al di sotto di quella scena.
Successivamente, le lunghe ricerche compiute nella letteratura teologica patristica e medievale per giugere all'esatta e corretta interpretazione di tutti gli affreschi della Cappella lo portarono ad ad affermare che il dipinto sia:
un vero e proprio programma filosofico-teologico che anticipa e determina l'intera storia degli affreschi della Sistina, dagli artisti quattrocenteschi sino al lavoro di Michelangelo. Si tratta di un programma iconografico unitario formulato dai teologi di Sisto IV, in pieno Quattrocento, e poi seguito dallo stesso Michelangelo molti anni dopo.
La pubblicazione è, però, anche l'occasione per mostrare la Sistina con un'eccezionale abbondanza di particolari in modo che questo scrigno d'arte "decodificato" nei significati e persino nell'uso dei colori di ciascuna scena.
venerdì 14 gennaio 2011
Regali sbagliati
Secondo Gabriel Sorbo, una specialista in marketing, la ricerca dimostra "come sia difficile scegliere il regalo giusto per le persone che amiamo". Secondo Sorbo "tutti sbagliamo ogni tanto e i dati mettono in luce come il 54% degli italiani preferirebbe ricevere soldi invece che oggetti. Il contante può essere il modo giusto per fare un regalo perfetto e senza stress". Regali indesiderati, ma anche regali ricevuti più volte, di misura sbagliata o non funzionanti. Dalla ricerca, infatti, emerge come il 17% degli italiani" riceve lo stesso regalo due volte, mentre il 21% ha ricevuto regali di misura sbagliata o che non funzionavano correttamente. I soldi come regalo, invece, sono considerati un dono sentito e personale dal 25%.
Se Babbo Natale, la Befana e/o i Re Magi vi hanno portato dei regali che proprio non volevate, inutili e sbagliati, e se preferite ricevere in dono dei soldi, vi preghiamo di scrivere il vostro reclamo nei commenti. L'anno prossimo andrà meglio (si spera).
mercoledì 12 gennaio 2011
I Polaroiders
Circa due anni fa, dopo 60 anni, il gruppo Polaroid disse addio agli apparecchi per le foto istantanee che aveva creato. Una fine annunciata e inevitabile: l'azienda - che aveva smesso di produrre macchine fotografiche per consumatori già da un anno - annunciò la chiusura degli stabilimenti negli Usa, Messico e Olanda dove venivano prodotte le pellicole. Poi, dopo poco, in pieno equilibrio tra l'ormai storico passato e uno sguardo fisso al presente, la Polaroid introdusse sul mercato un nuovo modello di fotocamera con stampante incorporata denominato PoGo, il cui compito primordiale sarebbe stato quello, non semplice, di ritagliarsi un posto nel panorama delle macchine fotografiche attuali facendo leva sui suoi punti di forza.
L'azienda era nata nel 1937: all'epoca produceva lenti polarizzate a uso scientifico e militare. La prima Polaroid vera e propria che sfornava foto istantanee era nata nel 1948. fu fondata da uno studente di Harvard, Edwin Land, che lasciò l'università a pochi mesi dalla laurea per creare la compagnia. Il celebre modello Swinger venne introdotto nel 1965 e divenne immediatamente popolarissimo. Negli anni '70 la Polaroid OneStep divenne il modello in assoluto più venduto di macchina fotografica.
Ma gli irriducibili della foto istantanea sono ancora in tanti, spiega Alan Marcheselli: «È il valore di quei minuti con la pellicola in mano, mentre vedi l’immagine nascere, che dà il senso e il piacere della fotografia», parola di polaroider.
Dopo la notizia che la casa madre decise di sospendere la produzione oltre che delle macchine anche delle pellicole, in Marcheselli scattò il desiderio di avvicinarsi al mondo della fotografia analogica istantanea.

(foto da internet)
«Ho iniziato a contattare gruppi di appassionati, a frequentare artisti e a sperimentare la libertà espressiva che ti concede la Polaroid - dice Marcheselli -. E, soprattutto, ho scoperto decine di persone come me, alla ricerca di uno spazio dove non sentirsi pesci fuor d’acqua se a una moderna macchina digitale si preferiva una vecchia analogica».
Così Marcheselli si è buttato sul nuovo progetto: creare il punto di riferimento più importante in Italia per gli appassionati di Polaroid. Allaccia contatti con «The Impossible Project», l’azienda austriaca che ha rimesso sul mercato le pellicole, coinvolge la fotografa Carmen Palermo e il web designer Christian Ghisellini, e insieme a loro lo scorso anno dà vita a «Polaroiders.it», unendo vintage e internet per creare il network dei «discepoli» della foto a sviluppo immediato.
«Chi si avvicina alla Polaroid per la prima volta cerca la riscoperta del fare uno scatto unico, non più replicabile e non riproducibile in più copie», commenta Marcheselli. «La creatività viene lasciata a chi scatta, e non alla macchina come accade nelle digitali. Con le Polaroid è tutto più vero e istantaneo, e ci si può poi comunque divertire a manipolare l’immagine; con il calore, la pressione e tanti altri piccoli trucchi».
E con autentiche leggende metropolitane da sfatare, come quella di sventolare la fotografia per accelerarne lo sviluppo. Parola di Polaroider: falso, visto che si rischia solo di alterarla.
lunedì 10 gennaio 2011
Ottavo (ed ultimo) appuntamento al cinema
L'inizio delle lezioni dopo la lunga pausa natalizia segna la fine de Il cinema italiano del terzo millennio. Proprio così, venerdì prossimo potremo vedere i due ultimi film del del ciclo programmato dal dipartimento d'italiano della EOI di Sagunt: La giusta distanza e Pranzo di ferragosto. Due film diversissimi tra loro per stile, soggetto e linguaggio con i quali speriamo di chiudere in bellezza questi venerdì all'insegna del cinema italiano
Quando nel paesino di Concadalbero, alle foci del Po, arriva la nuova maestra elementare, la bella e cittadina Mara, la nebbia sembra diradarsi e gli occhi degli uomini tornano a guardare. È così per Giovanni, diciottenne al primo incarico di inviato per "Il Resto del Carlino" e per Hassan, meccanico tunisino stimato e rispettato, in una parola "integrato". Sotto lo sguardo curioso del più giovane, nasce la storia d'amore tra i due adulti, dapprima sotto il segno dell'inquietudine (Hassan spia la ragazza al buio della sera), poi della passione, infine della tragedia. Solo trasgredendo alla regola della "giusta distanza" raccomandatagli dal direttore del giornale, che lo vorrebbe né indifferente né troppo coinvolto, Giovanni riuscirà a riportare la giustizia nel paese (l'Italia) dei giudizi scontati. (Fonte: Mymovies.it)
Gianni ha un lavoro: occuparsi dell'anziana madre, una nobildonna decaduta, capricciosa e un tantino opprimente. Madre e figlio vivono soli in un fatiscente appartamento nel centro di Roma e faticano a tirare avanti, ricoperti di debiti come sono. Nel bel mezzo dell'afa estiva Alfonso, l'amministratore, si presenta alla loro porta per riscuotere quanto gli è dovuto, ma propone a Gianni l'estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme. L'accordo non prevede però l'arrivo di una seconda signora, la zia di Alfonso, una simpatica anziana con qualche problema di memoria, ma l'amministratore lo convince a tenerla offrendogli del denaro. Gianni è costretto, suo malgrado, a dare asilo anche a una terza "mamma abbandonata" quando l'amico dottore, giunto per fargli una visita di controllo in seguito a un malore, gli chiede di potergliela affidare per non lasciarla sola durante il turno di notte. (Fonte: Mymovies.it)
Opera d'esordio come regista per lo sceneggiatore Gianni Di Gregorio che affronta la sua prima volta da regista attingendo alla sua esperienza personale e regalando una svolta a un fatto realmente accaduto. Incuriosito da quello che sarebbe potuto accadere se avesse davvero accettato di tenere la madre dell’amministratore per le ferie di ferragosto, ci racconta una piccola e tenera storia in cui l’improvvisato ospizio diventa il teatro di una serie di esilaranti scenette che offrono allo stesso tempo diversi spunti di riflessione.








