

Dice il ministro: «Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei Ministri - spiega - e sono e resto completamente contrario al fatto che l’attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici. In un periodo di crisi come quello attuale appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento significativo quale il 150esimo dell’Unità d’Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa».

Sembra alquanto strano che in un paese in cui i politici hanno abbandonato la politica per andare ai talk show, a difendere o accusare il cavaliere, il cavaliere invade in modo sempre più prepotente le sue televisioni con i videomessaggi, l'economia è sempre più stagnante, perdere un giorno di lavoro sia una cosa inaudibile.
Davvero non ci sono parole!
Perciò, noi abbiamo deciso di celebrare l’unità d'Italia a modo nostro, in nome della nostra lingua:
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