lunedì 3 febbraio 2014

Luoghi d'Italia (isole II)



(foto da internet)

A Giovanna T., con affetto

Castelsardo fu fondato nel 1102 dalla famiglia ligure dei Doria col nome di Castel Genovese, fu chiamato Castell'Aragonese nel 1448 dagli Spagnoli e infine fu ribattezzato Castelsardo nel 1769 dai governanti sabaudi.
Arroccato su un grande promontorio affacciato sul mare, Castelsardo con il suo quartiere della Cittadella, o Casteddu, offre una visione di gran fascino.
Infatti, da qualsiasi prospettiva lo si guardi Castelsardo regala vedute da cartolina, in particolare dal Castello.
 Con i suoi innumerevoli scalini e il dedalo di stradine su cui si affacciano le tipiche abitazioni sviluppate in verticale e le piazzette, il centro storico conserva l'impianto di oltre 900 anni fa.
Tra i monumenti più importanti spicca la Cattedrale di S. Antonio Abate, patrono della città, visibile dal mare anche da diverse miglia, grazie al suo campanile in maioliche colorate.
La chiesa¸ del 1503, conserva uno dei più preziosi retabli della Sardegna, realizzato dal Maestro di Castelsardo


(foto da internet)

Poco oltre, circondata da alte mura che fanno da quinta alla piazzetta antistante, si trova la Chiesa di S. Maria, dalla quale prendono avvio le antichissime sacre rappresentazioni della Settimana Santa. 
Il territorio di Castelsardo presenta interessanti tracce archeologiche, come, ad esempio, i numerosi nuraghi eretti nell'area circostante e le Domus de Janas.



(foto da internet)

Una di queste, la Roccia dell´Elefante, così chiamata per il particolare aspetto che nel tempo le hanno dato gli agenti atmosferici, risale all'età del Rame.



(foto da internet)

Dalla parte occidentale il promontorio di Castelsardo, allungandosi sul mare verso l´isola dell'Asinara, offre ai naviganti un sicuro riparo, mentre nella parte opposta degrada sul mare. E' qui che gli antichi romani hanno realizzato uno dei loro approdi, Cala Austina, ancora oggi una bellissima baia.
Sedute sulle scalette dei vicoli del borgo, è possibile vedere le donne intrecciare cestini in palma nana, seguendo una tradizione tramandata di madre in figlia che risale al XIV secolo.
I pescatori più anziani invece costruiscono con il giunco le nasse, una sorta di cestini conici utilizzati per la pesca dell'aragosta.



(foto da internet)

Da assaggiare gli spaghetti con i ricci oppure con la rinomata aragosta, e in generale tutti i piatti a base di pesce.
Il periodo migliore per gustare i ricci è quello invernale, da gennaio a marzo, mentre per le aragoste è preferibile attendere l´estate.
Buon viaggio!




1 commento:

Elia ha detto...

Bellissimo posto! Quanto vorrei andarci!!