venerdì 3 ottobre 2008

Borromini, un maestro del Barocco

(Borromini, San Carlo alle Quattro Fontane)


La notte del 3 agosto di 1667 Francesco Castelli, più conosciuto come Borromini, moriva gettandosi sulla propria spada. Questo suicidio pone fine alla tormentata esistenza di un genio, la cui opera non fu apprezzata dai suoi contemporanei che, condizionati dal canone neoclassico, la giudicarono gotica, di cattivo gusto e frutto di una mente insana, come la sua arte. Quello che il Castelli non sapeva è che il suo gesto disperato avrebbe reso impossibile che un suo desiderio, espresso tanto tempo addietro, si avverasse.
Nel 1634 i Trinitari di Spagna gli commissionarono il progetto della chiesa e del convento di San Carlo alle Quattro Fontane. La chiesa, così piccola da poter essere inserita in un pilastro di San Pietro, conosciuta dai romani come San Carlino è un autentico capolavoro. Finita l’opera, l’architetto ne rimase così soddisfatto da manifestare che la sua volontà era quella di essere seppellito proprio lì. Per questa ragione, la cappella annessa alla critpa sottostante alla chiesa di San Carlino, destinata alla sepoltura di Borromini è rimasta vuota.


(Bernini, Fontana del Tritone)


Francesco Borromini, architetto preferito dagli ordini religiosi, ebbe la sfortuna di vivere nell’epoca di Gianlorenzo Bernini, conteso dalle corti e ben più portato alle pubbliche relazioni. I due lavorano quindi per committenze diverse, che ne riflettono il diverso carattere e comportamento, il primo più schivo e riservato, il secondo più mondano, e protagonista. Bernini ricco ed acclamato dai suoi contemporanei; Borromini poverissimo, snobbato in vita e di una bravura che gli sarà riconosciuta soltanto moltissimi anni dopo la sua morte. I due protagonisti dell’architettura del Seicento protagonizzarono una diatriba tra due stili profondamente diversi che esprimevano la ricerca di linguaggi nuovi per la nuova realtà culturale che rappresenta il Barocco: Bernini più teatrale e magniloquente, Borromini più intimo e tormentato. Tutti e due grandissimi interpreti delle inquietudini dell’epoca.


(Borromini, Chiesa dei Re Magi)


La piccola chiesa dei Re Magi, che dà su Piazza di Spagna, fu costruita due volte: prima Papa Urbano VIII la commissionò al Bernini che la pensò in forma ovale, poi il suo successore Innocenzo X gli preferì Borromini che nel 1662 distrusse la chiesa precedente e ne fece una nuova di struttura rettangolare. Non si sa come fosse la chiesa progettata da Bernini, ma quella del Borromini è splendida. È curioso pensare come quest’antagonismo sia stato così prezioso per Roma che ha visto due geni sfidarsi sul campo dell’arte.

10 commenti:

Pilar Puerto ha detto...

È affascinante conoscere le storie occulte che ci sono dietro le grande opere. Difficile l'esistenza di Borromini e grandioso il suo legato.
Pace eterna per lui.

Clemente ha detto...

Quando sono stato a Roma, mi hanno raccontato una legenda della fontana dei fiumi e quasta chiesa. E' così?

BertoBB ha detto...

Ciao Cris
Ho ricavato alcune parole nuove dal testo, e la struttura scioccante per lo spagnolo "gli preferisco + nome" che se può tradurre come "a nome lo prefiero"?
Saluti

Patricia ha detto...

Non so dove è questa chiesa.

Amparo ha detto...

Dopo aver visto questi monumenti sono rimasta impressionata. Borromini è stato un gran maestro del Barocco.
La verità è che Italia è un paese pieno di monumenti meravigliosi.

Amparo Santaúrsula

Cristina Manfreda ha detto...

Clemente, la fontana di cui parli sarà la fontana di Piazza Navona, di Borromini; ma per sapere se la leggenda è vera, dovrei sapere quale leggenda conosci. Ce ne sono parecchie su questa fontana!

BertoBB. Secondo me la traduzione sarebbe "Prefiere a + nome".

Patricia, se la chiesa alla quale alludi è San Carlo alle Quattro Fontane, si trova vicino a Piazza Barberini, la piazza dove si trovano la Fontana del Tritone e la Fontana delle Api, tutte e due di Bernini.

Eda ha detto...

Salve !

Parlare di arte è un scivolare tra la belleza, lo sublime è l'amàro, lo tràgico.
Ammirèvole !

Cristina Manfreda ha detto...

Scusa, Clemente, ma prima ho avuto un lapsus: la fontana di Piazza Navona, quella dei quattro fiumi è di Bernini. Di Borromini è la chiesa Sant'Agnese in Agone, che si trova di fronte alla fontana. Una leggenda racconta che la statua che rappresenta il Nilo si copra il volto per evitare di vedere la chiesa. In realtà, questo è dovuto al fatto che nell'epoca in cui fu costruita la fontana non si conoscevano gli affluenti del fiume africano. E poi, la chiesa fu costruita dopo la fontana, per cui si tratta di una vera e propria leggenda, non della verità.

Anonimo ha detto...

vorrei sapere dove sono sepolti Bernini e Borromini
Ciao

Cristina Manfreda ha detto...

Il Borromini é sepolto nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e Bernini nella Basilica di Santa Maria Maggiore