mercoledì 22 ottobre 2008

Un appello per Roberto Saviano

(foto da internet)


Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro Gomorra, tradotto e letto in tutto il mondo.

È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere. Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.
Firmato: Dario Fo/ Mikhail Gorbaciov/ Günther Grass/ Rita Levi Montalcini/ Orhan Pamuk/ Desmond Tutu


(foto da internet)

I premi Nobel si mobilitano per Roberto Saviano e su Repubblica tutti aderiscono a quest'appello, con cui si chiede allo Stato di intervenire, di proteggere lo scrittore dalle minacce di morte dei Casalesi e sconfiggere la camorra. Chiedono di garantire "la libertà nella sicurezza" all’autore di Gomorra, che vive da clandestino, sotto scorta. Dopo la pubblicazione di Gomorra, Saviano è nel mirino della camorra: ha subito pesanti minacce, le ultime pochi giorni fa, quando informative e dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno rivelato l’esistenza di un piano per ucciderlo da parte del clan dei Casalesi.
Dal 13 ottobre del 2006 vive sotto scorta. Sempre alcuni giorni fa lo scrittore ha confessato il desiderio di poter tornare a una vita normale. «Andrò via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà» ha confessato. «Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale». L'intervista ha suscitato numerose prese di posizione, il presidente della Repubblica Napolitano e il premier Berlusconi hanno scritto a Repubblica per sostenere lo scrittore e assicurare il sostegno dello Stato, in tutta Italia sono scattate manifestazioni di solidarietà.
Vi proponiamo l'intervista del giornalista Enzo Biagi a Roberto Saviano:

7 commenti:

vicente ha detto...

Dobbiamo appogiare questa iniziativa anche qui.

Anonimo ha detto...

Ho paura di pensare che ancora oggi, nel 2008 in Europa, ci sono personne che devvono vivere sotto scorta e senza libertà per dire la verità.
Il mio supporto per questo giovane scrittore.
Sembra molto difficile lutare contro le personne che vogliono fare il terrorismo, ma dobbiamo cercare di luttare tutti insieme.
Encarna

sara ha detto...

Un giornalista vero. Deve restare e lo stato deve proteggerlo.

ángel ha detto...

Creo che El País ha pubblicato anche la campagna di firme.

Maria ha detto...

Mi sembra una iniziativa interessante, ma sono molto pessimista.

trini ha detto...

Firmo anche io.

Amparo ha detto...

È incredibile che nel 2008 succedano ancora queste cose. Dov'è la libertà di espressione?

Amparo Santaúrsula