mercoledì 10 ottobre 2007

SMS low cost



(Foto da Internet)

Ha solo 24 anni lo studente di Como che ha fatto tremare le compagnie telefoniche. La ragione? Ha creato un software rivoluzionario che permette di spedire SMS a costo zero. Messaggi gratis o, se se ne mandano tanti, a bassissimo costo è quanto offre Skebby, il programma che Davide Marrone dice di aver creato con qualche piccolo aiuto:

Ho deciso di provare a competere in prima persona con i colossi della telefonia. Così, sostenuto dal Politecnico e dalla Camera di Commercio di Como, ho fondato la mia Srl, Mobile solution. Mia e di mio papà, che è il mio socio, dato che ci ha messo i 10 mila euro iniziali.

È bastato un articolo su Corriere.it e il sito ha ricevuto moltissime visite ed il telefonino di Davide non ha smesso di squillare: lo hanno chiamato tv, radio, quotidiani e riviste. Il giovane non nasconde la sua sorpresa davanti a tanta notorietà e manifesta il suo desiderio di riuscire ad ingranare:

Ma di certo non mi aspettavo così tanta notorietà in una volta sola... Ho dovuto accelerare il rientro dalle vacanze perché ho già diversi appuntamenti a Como per un servizio fotografico, per promuovere Skebby. Se riesco, riparto alla fine della settimana per la Puglia, dove avevo programmato di rimanere fino ai primi di settembre. Altrimenti sacrificherò il mare... Non so quale sviluppo possa avere la mia impresa, la Mobile Solution, che ho fondato insieme a mio padre, per cominciare a guadagnare qualcosa, dovrei arrivare almeno a 10 mila sms al giorno venduti. Attualmente i miei utenti ne spediscono oltre quattromila, ma sono quasi tutti gratuiti e solo un centinaio al giorno a pagamento.
E voi, lo usereste un servizio di questo genere?


martedì 9 ottobre 2007

Marcia per la pace Perugia-Assisi

(foto da internet)

Si è tenuta il 7 ottobre la 17esima edizione della Marcia per la pace Perugia-Assisi, dedicata alla difesa dei diritti umani. La Marcia culmina una settimana d'impegno civile (la cosiddetta settimana per la pace) articolata attorno a due grandi temi:

a) Una settimana per…

riscoprire il significato autentico della parola pace;
promuovere la globalizzazione dei diritti umani;
ridare voce e forza alla coscienza di pace del nostro paese;
protestare contro la chiusura della politica e dei media alla società civile impegnata per la pace;
mettere i diritti umani al centro della politica, dell’agenda politica e dell’impegno politico;
promuovere un’informazione e una comunicazione di pace;
invitare tutti i cittadini ad impegnarsi personalmente per la pace;
promuovere l’educazione alla pace e ai diritti umani e il suo inserimento permanente in tutti i programmi scolastici;
valorizzare e accrescere l’impegno degli italiani, delle associazioni, degli Enti Locali, delle organizzazioni laiche e religiose, delle scuole per la pace nel mondo;
rafforzare il pacifismo politico;
rafforzare la società civile mondiale, la sua capacità di dialogare, progettare e agire insieme.

b) Una settimana contro...
la miseria e la guerra;
la cultura dell’odio, il cinismo, l’indifferenza, l’egoismo, l’individualismo, la competizione selvaggia, il razzismo, l’esclusione.



(foto da internet)

Circa 200.000 manifestanti hanno marciato con una fascia rossa in solidarietà alla rivolta dei monaci in Birmania.
Venticinque chilometri di solidarietà, con un corteo lungo circa 15 chilometri; oltre tre ore di tempo per percorrere il tragitto tra la testa e la coda della marcia.
Presente anche una delegazione dalla Russia per ricordare la giornalista Anna Politkovskaja, impegnata nella difesa dei diritti della Cecenia, di cui quest'anno si ricorda il primo anniversario della morte.
Alla marcia ha preso parte anche don Luigi Ciotti, con le ragazze e i ragazzi di Libera, e molti familiari delle vittime della mafia, che hanno portato lo striscione Pace e giustizia marciano insieme.
Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, ha letto, al microfono, il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo:

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.

Insieme ai manifestanti i ministri Rosy Bindi (Famiglia), Barbara Pollastrini (Pari Opportunità), il segretario dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente) e Paolo Ferrero della Solidarietà. Al loro fianco i segretari di Rifondazione Franco Giordano, e Oliviero Diliberto del Pdci.
Sulla Rocca di Assisi un enorme manifesto di Aung San Suu Kyi, leader della Lega per la democrazia in Birmania e premio Nobel per la pace nel 1991.
Gli organizzatori hanno affermato:

Alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni di persone sono ancora costrette a sopravvivere, e spesso a morire, senza conoscere pace, libertà, giustizia e democrazia.

Ricordiamo che la Marcia per la pace, Perugia-Assisi, è nata nel 1961, da un'idea dell'intellettuale umbro Aldo Capitini.

lunedì 8 ottobre 2007

Un po' di fantascienza: Nicolas Eymerich



(foto da internet)

Un po' di fantascienza con lo scrittore Valerio Evangelisti, nato a Bologna nel 1952. Nel 1994 vince il Premio Urania con Nicolas Eymerich, inquisitore, primo tassello di una saga che conta con altri romanzi, tutti pubblicati da Mondadori: Le catene di Eymerich, Le campane di Eymerich, Il corpo e il sangue di Eymerich, La crociata di Eymerich, Eymerich: la quinta essenza. Del 1998 è l'antologia di racconti Metallo urlante (Einaudi), mentre nel 1999 è uscito in tre volumi Magus. Il romanzo di Nostradamus, seguito nel 2000 dalla raccolta di saggi Alla periferia di Alphaville. Scrive sceneggiature per radio, cinema e televisione, ascolta la musica che fa da soundtrack ai libri che scrive ed è direttore editoriale della rivista Carmilla.

(foto da internet)
Nicolas Eymerich, inquisitore segna l’esordio nella narrativa del protagonista di una delle saghe più amate, che ha conquistato un pubblico di lettori, ben più ampio rispetto a quello dei soli appassionati di fantascienza.
Il lettore si tranquillizzi: ogni episodio è indipendente dall'altro, e le caratteristiche del personaggio, la sua psicologia, il suo modo di pensare e sentire, vengono delineate in ogni romanzo come fosse la prima volta. Un'eccellente maniera di affrontare la serialità, che concede la massima libertà a chi scrive ed anche a chi legge. Basato sulla vicenda di un inquisitore catalano realmente esistito nel Trecento, la creatura di Evangelisti è un uomo intollerante e spietato, molto intelligente, coltissimo, dotato di spirito e coraggio, privo di dubbi e tormentato, impegnato con inesauribile energia in una lotta contro culti pagani, sette demoniache e misteriose forze maligne. Le sue avventure si svolgono nel luogo che gli appartiene, l’Europa medievale popolata di cristiani, ebrei, musulmani ed eretici; ma anche in piani temporali diversi, dal passato prossimo al futuro più remoto. Perché il nemico di Eymerich è un’entità metafisica che ripropone attraverso i secoli un’unica, eterna sfida: un nemico che può subire solo sconfitte brevi e temporanee...Nel passato e nel futuro, poi, sempre presentati a capitoli alterni, in un avvincente e rigoroso montaggio che ha molto di cinematografico, si dipanano le conseguenze delle situazioni che Eymerich ha vissuto. Non di rado con esiti tragici per l'intero nostro mondo. In questo romanzo, l'inquisitore ha a che fare con il risorgere di antichi culti pre-cristiani che proiettano i loro tentacoli nel nostro futuro. Evangelisti ha saputo costruire un suggestiva teoria pseudo-scientifica, e si è rifatto, con molto rispetto e notevole creatività, al modello classico della narrativa fantastica, per giungere al capitolo conclusivo che unisce tutti i fili della storia e chiarisce l'enigma. Romanzo dopo romanzo, la saga fa ormai parte della letteratura popolare. La scrittura di Evangelisti è al servizio del racconto, dispone di toni e colori molto vari, ma non è mai vanitosa, è solida e sorvegliata, serve per sprigionare suoni, odori e brividi, dibattiti teologici come duelli all'ultimo sangue, metafisiche che fanno a scazzottate, incubi a occhi spalancati.
Buona lettura!

domenica 7 ottobre 2007

Für Elise & Per Elisa

(Foto da Internet)

Beethoven compose Per Elisa nel 1810. Ma pare che questa bagatella in re minore non fosse dedicata a nessuna Elisa, ma a Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza, con cui il compositore tedesco progettò, senza successo, di sposarsi.


(Foto da Internet)

Nel 1981 il pubblico di Sanremo ascolta una Per Elisa (leggi>>) ben diversa. Questa volta Beethoven non c’entra affatto: le parole della canzone, composta da Franco Battiato e Giusto Pio, sono di Alice, la cantante che presenta il brano al festival. La storia è quella del classico triangolo (lui, lei, l’altra), invece nell’immaginario collettivo italiano l’altra non è una rivale in amore, ma qualcosa di molto diverso.

Alice ne parla in questi termini:

Può sembrare strano ma, in fondo, perché dubitare che fosse vero? Un brano può essere stato scritto con una certa intenzione ed essere poi letto in un altro modo. È il bello della musica: significa che qualcosa è riuscita a passare attraverso di te.

Secondo voi cosa rappresenta Elisa per il pubblico italiano?


sabato 6 ottobre 2007

L'ultima indagine di Montalbano


(foto da internet)

Cari chiodini, vi comunichiamo che Andrea Camilleri ha scritto l’ultima indagine di Salvo Montalbano, ma il romanzo, con l’avventura conclusiva del commissario, uscirà postumo per scelta deliberata del noto scrittore siciliano. Camilleri ha già consegnato il manoscritto all'editore Sellerio di Palermo, chiedendogli tuttavia di chiuderlo in cassaforte e di pubblicarlo solo dopo la sua morte. Secondo Camilleri, nell’ultimo libro, il commissario Montalbano si troverà a vivere una situazione di disagio. Montalbano, infatti, non sopporterà di essere scambiato per il suo alter ego, quello televisivo (interpretato dall'attore Luca Zingaretti).

L’ultima indagine di Montalbano inizia, anche in questa occasione, con il classico morto ammazzato, ucciso in una strada. La vittima è un signore che, in tuta e scarpe da ginnastica, si accinge a fare una passeggiata a piedi insieme ad alcuni amici. All’improvviso, però, sbuca un tizio su una motocicletta, che fa fuoco con un’arma e uccide quell’uomo. Subito scatta l’allarme, viene avvertita la polizia, e si provvede a bloccare la strada. Poco dopo arriva sul posto, con una macchina di servizio, il commissario Montalbano, dove però viene scambiato con il personaggio televisivo, cosa che gli fa subito girare le scatole...


(foto da internet)

Non possiamo dirvi altro. Ci auguriamo, però, di leggere l'ultima indagine del celeberrimo commissario il più tardi possibile!

venerdì 5 ottobre 2007

Cose all'italiana

(foto da internet)
Immaginate George Bush che vuole Hillary Clinton a far parte del suo governo? Oppure Zapatero che flirta con Ana Botella? Perdindirindina, nooo!!! Ma, se invece che di un paese normale, stiamo parlando dell’Italia, allora tutto cambia.
Infatti, Walter Veltroni, sindaco di Roma e segretario in pectore del neo Partito Democratico, corteggia (politicamente) Veronica Lario, la moglie del suo più acerrimo nemico: Silvio Berlusconi, eh sì, sempre lui.
Veltroni racconta di aver incontrato Lady Berlusconi in Campidoglio e di averla trovata «open minded, con la mente aperta e con una grande autonomia intellettuale». Ipotizza addirittura il suo ingresso in un'eventuale squadra di governo.
(foto da internet)
Affermazioni che Veltroni spiega: «È solamente una manifestazione di stima, non c'è nessuna squadra, è l'idea di un Paese civile nel quale le persone si possono stimare, possono rispettarsi e possono incontrarsi e parlare anche al di là delle appartenenze di ciascuno». E non è, assicura il sindaco di Roma «un colpo basso a Berlusconi», che si affida alla riservatezza della sua consorte.


(foto da internet)

L’interesse che il sindaco di Roma ha dimostrato per l’avvenente signora Berlusconi non è piaciuto ai suoi concorrenti nella corsa alla guida del Pd: una bocciatura secca è arrivata soprattutto da Rosy Bindi, la quale sostiene «il partito degli italiani normali, quelli che la mattina escono di casa, fanno fatica con il sistema dei trasporti, che hanno il problema dei figli, della crescita della famiglia», ed ha anche sottolineato che non approva gli incontri di Veltroni con le donne famose, (tra cui Afef Jnifen -ex-modella e moglie dell’imprenditore Tronchetti Provera). La Bindi vuole incontrare le donne dei call center, delle fabbriche, della fatica del lavoro: «non voglio che il Pd sia il partito delle donne note».


(foto da internet)

Dall’altra parte, Afef, da donna famosa qual è accusa il ministro di "snobismo alla rovescia", e il ministro controbatte.
Con il paese sempre più alla deriva, mentre Hillary mette all’asta Bill, l’Italietta discute sul culto di Veronica Lario, e La Stampa ha persino aperto un dibattito, alquanto folclorico, in cui si domanda qual è l'ideale di donna democratica.

Ma..., il lupo perde il pelo ma non il vizio...: sono L’italiano!!!

giovedì 4 ottobre 2007

Un sacco d'arte

(Alberto Burri, Grande sacco, foto da Internet)

“La signora ama gli stracci”. Così scrive nel 1958 il settimanale di destra “Lo specchio”, contestando la decisione di Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, di esporre un’opera fatta di juta lacerata e rattoppata. L’opera si intitola “Grande sacco” e il suo autore è il pittore umbro Alberto Burri. Ma la “signora” non si lascia intimorire dalle critiche di coloro che considerano i “sacchi” dell’innovativo pittore opere senza nessun valore estetico e resiste. Il fatto arriva in Parlamento dove un deputato di sinistra mostra un vivo interesse per conoscere la somma pagata dalla Galleria Nazionale “per quella vecchia sporca e sdrucita tela che, sotto il titolo di Sacco grande, è stata messa in cornice da tale Alberto Burri”.

(Burri Alberto, Al temperamentale amico architetto Moschini, da Aamgalleria.it)

Il pittore, laureato in Medicina, scopre la sua vocazione artistica grazie alla Seconda Guerra Mondiale. Medico militare in Africa, viene fatto prigioniero in Tunisia e deportato a Hereford in Texas, dove comincia a creare delle opere servendosi di materiali di scarto: catrame (vedi>>), legno (vedi>>), ferro (vedi>>), plastica (vedi>>), muffe (vedi>>), tele (vedi>>). Di ritorno in Italia decide di abbandonare la medicina e di dedicarsi solo all’arte.

(Burri Alberto, Catrame, da Networkonline.it)

Chi ama l’arte contemporanea può visitare ed ammirare le opere attualmente in mostra alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), oppure può accontentarsi di fare una visita virtuale all’esposizione che il Museo Nacional Reina Sofia ha dedicato di recente a questo grande artista italiano.

mercoledì 3 ottobre 2007

Siepi barricate (Beatrice Parisi)









Parisi per pochi professori profeti? Perdinci, perbacco! Pacchiana proposta! Paf! Pagina ppt palese palingenesi palindromi per popolo. Panorama pantagruelico parologia pedagogica. Pennellata patafisica. Proemio Pelegi (predestinazione per puttanate pure) papocchio! Pardon! Poiché Parisi primeggia: poliglotta parlachiaro. Pompa pochissima. Portata potente, poscia possibilità pragmatica predominante. Pubblico proff plaude. Peraltro presto presidentessa Parnaso. Porgiamo perciò parabasi per parrocchia.
Parisi pandit!
Passaparola!
Cari chiodini, vicini e lontani: state tranquilli! L'inizio delle lezioni non ci ha dato alla testa!

(Ambigramma di Carlos Carpio Hernández)

Vogliamo rendere omaggio a Beatrice Parisi con la pubblicazione, in slideshare, del suo intervento La lingua batte dove il dante vuole tenutosi nell'ambito delle Giornate europee delle lingue di cui vi abbiamo parlato alcuni giorni fa.
Avete capito di che gioco si tratta? Scriveteci!
Grazie alla gentilezza di Beatrice Parisi, tra qualche mese potremmo disporre di uno spazio dedicato ai giochi linguistici dedicati all'italiano L2, al quale anche voi -se volete- potrete collaborare. Che ve ne pare?





martedì 2 ottobre 2007

Un leggero languorino

(foto da internet)
Conoscete quella sensazione allo stomaco, che non è fame, è solo “voglia di qualcosa di buono"? O meglio, quel famoso leggero languorino (la pubblicità dei Ferrero Rocher) che va assecondato, non importa né dove né quando, con spuntini, dolcetti e golosità varie (per essere golosi non c’è mica bisogno di essere un cavallo!).
Sono le ghiottonerie, dolci o salate, che ci accompagnano ovunque. Ieri, primo giorno di lezioni, verso la fine del pomeriggio, avevamo bisogno di un po’ di benzina, non ce la facevamo più: lo stomaco girava a vuoto (allora, ecco un pocket coffee: la carica del caffè e l’energia del cioccolato). Li portiamo nella nostra borsa da lavoro, da palestra, o da viaggio, sempre a portata di mano come lo snack che si mangia e si beve...
(foto da internet)
Se siamo in giro e ci fermiamo a un bar, o stiamo a casa, invece, all’ora X proviamo degli stuzzichini. La parola "stuzzichino" evoca mille cose, e, in effetti, le ricette in questo campo sono infinite. Patatine fritte, olive al naturale, mandorle o noccioline salate e sott'aceti vari sono i soliti stuzzichini che accompagnano l'aperitivo e che dovrebbero predisporre a gustare le bevande e a stimolare l'appetito. Ci sono, poi, tanti altri modi per rendere appetitoso questo intermezzo: dal pane alla pizza ai cracker alle piadine, dai gamberi alla trota o al salmone affumicati, dai salumi ai formaggi alla frutta etc., a seconda delle circostanze e dell’occasione.


(foto da internet)
Sono i mille modi diversi per arricchire una merenda, preparare un antipasto sfizioso, pianificare un buffet o un rinfresco.


(foto da internet)

Infine, non dimenticate las rosquilletas, un prodigio della comunità valenzana: placano la fame e soddisfano il palato!
Buon appetito!

lunedì 1 ottobre 2007

Calatrava approda a Venezia

Dopo 83 anni dalla costruzione del Ponte degli Scalzi sul Canal Grande di Venezia, un quarto ponte attraversa la principale arteria della città.

(Foto da Internet)

Ma questa volta Venezia, sempre uguale a sé stessa, si presenta completamente diversa a chi vi arriva in vaporetto dalla stazione di Santa Lucia.

(Foto da Internet)

Il nuovo ponte non è più un progetto ma una realtà. Una realtà che non è stata unanimemente accettata da tutti, anzi. Non a caso il disegno dell’opera è di Santiago Calatrava, il polemico architetto spagnolo che ha cambiato i connotati di tante altre città. E proprio per questo è una scelta alquanto strana, quella di Calatrava.

(Foto da Internet)

In una città in cui dopo il crollo del campanile di San Marco se ne ricostruisce uno uguale nello stesso luogo dove sorgeva il precedente; la stessa città che ha disprezzato in passato i progetti di grandi architetti contemporanei come Luis Kahn e Le Corbusier adesso sfata la tradizione con il nuovo ponte. Un’opera che alcuni reputano bellissima e rispettosa del contesto ma che altri considerano assurda e inutile.


(Foto da Internet)

E voi, da che parte vi schierate?

domenica 30 settembre 2007

Van Gogh e Gianluca Masi


(foto da internet)

Da tempo volevamo parlarvi di Gianluca Masi: un giovane astrofisico che osserva il cielo da Ceccano (FR), un piccolo centro a 90 km a sud di Roma. Masi ha lanciato, con successo, il Virtual Telescope, un'iniziativa volta a divulgare l'astronomia via internet. Gli appassionati di questa disciplina, potranno assistere, a prezzi bassissimi, ai cosiddetti live show: delle osservazioni in diretta in rete! In questi giorni, il dottor Masi è alla ribalta internazionale per aver individuato il giorno in cui Van Gogh dipinse il celeberrrimo quadro Notte stellata sul Rodano.
Verso la fine settembre del 1888, intorno alle 22.30, Vincent Van Gogh era sulla riva del Rodano, nei pressi della cittadina francese di Arles. Nella volta celeste si stagliava l'Orsa Maggiore che il pittore scelse come soggetto per il cielo e che raffigurò sulla tela in due fasi, intervallate tra loro da una pausa di qualche decina di minuti. Il risultato finale fu, appunto, Notte stellata sul Rodano, uno dei suoi capolavori. Masi, studiando la biografia del pittore, sapeva dove l'opera era stata realizzata e sapeva anche che Van Gogh dipingeva rapidamente; il cielo, dunque, doveva essere stato ritratto in un arco di tempo molto ristretto. Facendo leva sulle sue conoscenze, Masi scoprì quando venne dipinta Notte stellata sul Rodano. Si può affermare che il pittore fu molto preciso e che l'Orsa Maggiore venne ritratta ad Arles intorno alle 22.30 di un giorno compreso tra il 20 e il 30 settembre 1888.

Questi risultati sono stati presentati ieri a Frascati, all'interno della Notte della ricerca, una manifestazione che punta ad avvicinare alla scienza il grande pubblico. Una dimostrazione dell'importanza del lavoro dei ricercatori, con applicazioni anche al di fuori dei laboratori e che, in qualche caso, può aiutare a conoscere meglio anche l'opera dei grandi artisti.

sabato 29 settembre 2007

Un fiume di parole


(foto da internet)

Vi proponiamo alcune riflessioni sulla lingua italiana, che hanno in comune, a parte l’argomento –lingua italiana-, il fatto che si tratta di fenomeni linguistici contemporanei che si nutrono tutti dal passato.

Che cosa rende diverso un ragazzo di vent’anni da altre età? I ventenni seguono la moda in massa e parlano in codice, con parole inventate, storpiate, allucinate, copiate, strapazzate, ovvero con tutti quei modi di dire che sono sconosciuti a tutti coloro che non hanno vent'anni. Ma il libro di Gianluca Lauta I ragazzi di via Monte Napoleone -Il linguaggio giovanile degli anni Cinquanta nei romanzi e negli articoli di costume di Renzo Barbieri-, dimostra che le parole dei giovani sono vecchie, anzi vecchissime. Le usavano i nonni, e le usano oggi i ventenni, più o meno tali e quali. Ci sono 1000 parole e centinaia di modi di dire piuttosto spassosi che sono passati dal gergo dei ventenni che avevano la “banana in testa” e la “Vespa” a quelli che hanno oggi la “bandana in testa” e il “Vespone”. Parole gergali come “pomiciare” per baciare con la lingua, “pace” per dire basta, “fighetta” per dire ragazza o ragazza alla moda, “abbacchiato” per dire mogio, “rendere l'idea” per farsi capire, “palla” per bugia ma anche per noia, “tranquillo” per tutto ciò che non è mondano, e via dicendo, non sono per niente nuove.
Neologismi, superlativi, mode, espressioni dialettali, inglesi, gergali, sembrano essersi diffuse, lentamente, di giovane in giovane, e poi tra gli italiani, alcune accolte da tutti, altre rimaste come intrappolate tra le cose che si fanno a vent'anni e poi non si fanno più. Sempre negli anni Cinquanta nascono i superlativi dei sostantivi e degli aggettivi, tutta quella carrellata di -issimo a cui oggi non si fa più caso ma che allora fa erano assai bizzarri: cominciarono prima i media con “Canzonissima”, e poi proseguirono i ragazzi attaccando la desinenza a tutto quanto piacesse “da morire”: risatissima, salutissimi, primissima, bambolinissima. Altri -issimi sono diventati cosa diversa, una forma non graduata e perentoria: ad esempio "Sono fidanzatissimo" (sono un fidanzato innamorato e mi comporto da tale) , "mi sento arrivatissimo" (ho raggiunto i miei obiettivi). I ventenni di via Monte Napoleone e le signorine acculturate e snob che raccontava allora Franca Valeri parlavano molto con gli -one, oggi fuori uso. "Che fracassone", "che gelatone", "che serata odiosona", fanno tanto da vecchia zia.

(foto da internet)

È stata da poco presentata l'ultima edizione del Vocabolario della lingua italiana, Zingarelli 2008, in cui è stato dato spazio a termini tratti dal linguaggio giornalistico, tecnico e giovanile. Vi ricordate della testata di Zidane a Materazzi nella finale del Mondiale dell'anno scorso? Ebbene, la "craniata" è appunto uno dei nuovi vocaboli accolti dalla nuova edizione. Per non parlare delle ricche donazioni fatte dallo slang giovanile che hanno riversato tra le 2.668 pagine dello Zingarelli new entry come “arrapante”, che ispira sesso, “raga”, diminutivo di ragazzi, etc. Invadono nella edizione 2008 del vocabolario italiano della Zanichelli le nuove parole del mondo del lavoro e della politica, anche se nella casa editrice di Bologna non hanno fatto in tempo a inserire voci dell’ultim’ora come «grillismo»(ricordate i post del 6.09 e del 17.09?). Sapevate che termini come «anti-politica», molto in voga ai nostri giorni, comparivano già nelle precedenti edizioni e risalgono addirittura al 1974? La vera novità è, però, nei contenuti, con l’introduzione nel vocabolario delle sfumature di significato: 900 schede che confrontano parole analoghe illustrandone le differenze di senso, indicando quando e come usare l’una piuttosto che l’altra.
Immersa sicuramente nel presente, quest'edizione dello Zingarelli fa anche un'importante operazione di recupero del passato: nel formato cd-rom c'è infatti la possibilità di consultare il Dizionario della Lingua Italiana di Tommaseo e Bellini pubblicato tra il 1865 e il 1879 in otto volumi dall'editore Pomba, un'importante testimonianza storica dell'evoluzione dell'italiano.

(foto da internet)

Infine, cosa ne dite di questa frase? : «Cmq se 6 a ksa tel. se inv. nn c 6 e x te va bene scrv 1 sms». Ecco, il nuovo, o almeno così crediamo, modo di scrivere: diciamo tutto in pochi caratteri. Questione di praticità e di velocità? Probabilmente. La lingua così si adegua, diventa più stringata, alcune sillabe vengono sostituite: alcuni esempi "x" al posto di "per" e la "k" al posto di "ch". Ma il fenomeno non è nato con la diffusione di internet e degli sms, spiegano dall'Accademia della Crusca: «Dai manoscritti medievali alle lettere private di ieri e di oggi l'esigenza di risparmiare tempo e spazio ha spesso portato scriventi diversi ad adottare scritture tachigrafiche (cioè molto rapide) o brachilogiche (cioè brevi e concise) ».

venerdì 28 settembre 2007

A proposito di cinema...

(foto da internet)
Notizie del cinema italiano: a Roma, il primo cittadino, Walter Veltroni, ha presentato la seconda edizione della kermesse cinematografica che si terrà nella città eterna dal 18 al 27 ottobre. Gli organizzatori ci tengono a definirla festa, ovvero, luogo di divertimento, di incontro, più che recinto di cinefili duri e puri.
Corsa agli Oscar: sarà "La sconosciuta", film di Giuseppe Tornatore, a rappresentare l’Italia nella mecca del cinema per il miglior film straniero. Tornatore, già premio Oscar nel 1990, con “Nuovo Cinema Paradiso” (1988), (una curiosità: "Nuovo Cinema Paradiso" è il film straniero più amato dagli inglesi) ha battuto con otto voti a favore a sette, il film di Daniele Luchetti "Mio fratello è figlio unico".
(foto da internet)
Il film, presentato l'anno scorso alla prima edizione della Festa del cinema di Roma, racconta la storia di violenze e sopprusi subiti da un'immigrata dell'Europa dell'est e nel giugno scorso ha fatto incetta di David e di Donatello, compresi quello per la miglior regia e la miglior attrice. Per Tornatore sarà la terza volta: dopo l’oscar diciassette anni fa, la seconda nomination fu nel 1996 con “L’uomo delle stelle”.
“La sconosciuta” racconta la drammatica storia di una ragazza ucraina emigrata in Italia in cerca di lavoro e della figlia che non ha mai visto, e vive tra i fantasmi del suo passato. Fa le pulizie in un palazzo, lustra le scale, ma il suo bersaglio è una famiglia di orafi che vi abita, gli Adacher, composta da moglie, marito e figlioletta. Per arrivare a lavorare in casa loro, Irena diventa amica della vecchia domestica Gina, fino a prenderne il posto: di qui, il disegno della "sconosciuta" prende la forma di un inesorabile, progressivo inserimento in quella famiglia, dove conquista fiducia e, in qualche modo, potere.
Sapremo se l'Italia è entrata nella cinquina del miglior film straniero il 22 gennaio mentre l’appuntamento degli Oscar sarà per la notte del 24 febbraio. L'ultimo Oscar italiano come miglior film straniero risale a dieci anni fa, quando vinse “La vita è bella” di Roberto Benigni.


(foto da internet)
Infine, un’ultima cosa: sapevate che ormai le comparse non esistono più? Ormai è giunta la fine dei volti anonimi sullo sfondo, che servivano all’atmosfera del film. Questi eroi comuni sono stati soppiantati dalle comparse digitali. Leggete un po’ qui!

giovedì 27 settembre 2007

Giornata Europea delle lingue


(foto da internet)

Festeggiamo, a modo nostro, la Giornata Europea delle Lingue, segnalando ai nostri lettori, e ai nostri colleghi, due siti interessanti recensiti da Maestroalberto (vedi sidebar): LiveMocha e Mango Languages. Ma lasciamo la parola a Maestroalberto:
"LiveMocha è una community dove si possono studiare molte lingue come l’Inglese, il Tedesco, lo Spagnolo, il Francese, l'Italiano, ecc.
All’atto della registrazione si dovrà indicare la lingua madre, la lingua che vogliamo imparare e il livello di conoscenza.
Una volta scelto il corso, avremo a disposizione una serie di strumenti interattivi che agevolano l’apprendimento: esercizi, letture, video, registrazioni da ascoltare, ecc.
Il sito mette a disposizione dell’utente anche un pannello dove registrare i propri progressi linguistici.
Si potranno aggiungere altri utenti alla community che diventeranno dei veri e propri compagni di corso e potremo ricercare le persone che fanno al caso nostro secondo alcuni parametri.
Si dispone anche di una chat room. Gli esercizi sono strutturati tramite dialoghi, pronuncia e scrittura. Oltre agli amici si potrà chiedere sostegno a tutor online.
LiveMocha è un modo di apprendere le lingue che privilegia l’aspetto sociale in puro stile web 2.0."
(foto da internet)

Il secondo sito recensito è Mango Languages. Scrive Maestroalberto:
"Mango offre corsi di circa 100 lezioni interattive per studiare alcune lingue come l'inglese, lo spagnolo, il tedesco, il francese, l'italiano, ecc.
I corsi sono specifici secondo la madrelingua: Inglese per madrelingua spagnoli, Russo per madrelingua inglesi, e così via.
Ogni lezione è composta da decine di diapositive; ogni diapositiva è un’esercitazione, di solito una breve conversazione che si può ascoltare nelle due lingue scelte.
Il corso di Italiano, impostato per madrelingua inglesi, ci sembra abbastanza utile per chi vuole rafforzare la conoscenza di questa lingua".
Il servizio è ancora in fase beta; c'è ancora qualche imprecisione, ma può essere un valido strumento di ripasso!

Buon divertimento!

mercoledì 26 settembre 2007

Massaciuccoli muore

(foto da internet)

Massaciuccoli: nome impronunciabile (e ancor di più se pronunciato alla toscana). Il lago di Massaciuccoli si trova in provincia di Lucca, ed è un gioiello raro: settecento ettari, profondo non più di 3 metri, incastonato in 2500 ettari di padule, ricco di canali e isolotti, a neppure tre chilometri dal mare. Il male che lo affligge ha un nome semplice: una forma grave e prolungata di incuria. Per anni le fogne dei centri vicini hanno scaricato qui. E poi le discariche a cielo aperto, presso le rive, lo hanno trasformato in una pattumiera. E ancora, l’agricoltura con i concimi chimici che scivolano silenziosi nell’acqua e ne compromettono l’equilibrio. Il fondo, ricoperto da uno spesso strato di melma sedimentata, è straricco di veleni. E fin qui sembrerebbe una storia quasi normale per i nostri tempi. Ma perché è famoso il lago di Massaciuccoli? Semplice: era il lago di Puccini.
Sino alla morte, Puccini aveva fatto del lago il suo regno; lo difendeva e mal tollerava cambiamenti. Il 23 luglio del 1921 aveva indirizzato una supplica a Renato Simoni:
«Ti prego, ti scongiuro di vedere e parlare al sig. Toepliz, direttore generale della Banca Commerciale, perché lui intervenga colla direzione delle Torbiere di qui, perché non i venga tolta la caccia nel lago che da più di 15 anni io ho tenuto. Tu solo puoi salvarmi. Se no debbo sloggiare per sempre da Torre del Lago».

(foto da internet)

Si dice che il paese e le sue rarefatte atmosfere gli avessero ispirato immortali melodie. In questi luoghi, oltre a finire Manon, Puccini scrisse anche La Bohème, Tosca, parte de La Fanciulla del West, La rondine e Il trittico.
Torre del lago aveva allora 120 abitanti, 12 case in tutto. Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cinghiali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere.
Ma questo eden è ormai a serio rischio per l’inquinamento strisciante, per gli sfregi di una speculazione selvaggia; tutto così diverso ormai dai gusti del Maestro, seppellito a pochi metri dallo scempio, proprio di fronte a quello specchio d’acqua che lo vide più volte intento nella caccia o immerso nella sua arte.

martedì 25 settembre 2007

No Anorexia





Insolite, trasgressive, scomode, crude: sono le campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani che da 30 anni portano il marchio della provocazione. Ricordiamo il neonato ancora legato dal cordone ombelicale, il bacio tra un prete e una suora, l'ammalato terminale di Aids, i preservativi colorati, i volti dei condannati a morte, la coppia gay che si sbaciucchia, i terroni-incivili con le facce pulite dei liceali calabresi.


(foto da internet)

Adesso è la volta della ragazza scheletrica della campagna No Anorexia. Il corpo nudo di Isabelle Caro: 31 chili di ossa, campeggia, da ieri, sui manifesti delle città italiane. La foto è stata realizzata per la nuova campagna pubblicitaria di Nolita. Forse, per la prima volta un'azienda di moda vuole affrontare il problema, che, solo fino a poco tempo fa, era un tabù. La ragazza francese ha scelto di esporsi, nella sua scheletricità- come ha detto in un’intervista a Vanity Fair -in edicola mercoledì prossimo - «perché la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l'anoressia». Una malattia che, dopo 15 anni, l'ha ridotta a 31 chili di ossa e pelle affetta da psoriasi, ricoperta di una lanugine bionda e completamente nera sotto gli zigomi. «Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo - ha detto - ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire».

(foto da internet)

La polemica già imperversa: La campagna "No anorexia-Nolita" ha il supporto del Ministero della salute. Mentre il ministro Livia Turco approva la pubblicità shock e crede che questa iniziativa potrà essere uno spiraglio per il dramma dell’anoressia, Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba, (associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia) la ritiene esageratamente cruda, e senza senso. Ventila persino un effetto rimbalzante, ovvero, la pubblicità potrebbe ottenere l’esatto contrario di quello che si propone: molte ragazze potrebbero pensare di poter diventare più magre e provare una sorta di invidia nei confronti della modella anoressica fotografata per una pubblicità.
Ecco, la polemica è servita!
Ma il fotografo sostiene: «Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo».

lunedì 24 settembre 2007

Stefano Benni e Beatrice Parisi a Valencia!

(foto da internet)

L'ultima settimana di settembre, poco prima dell'inizio delle lezioni, porterà con sé delle grate sorprese per gli appassionati (studenti e non) della nostra lingua.
Venerdì 28 settembre, alle ore 16, presso la Facoltà di Filologia dell'Universitat di València (Saló de Graus), lo scrittore Stefano Benni terrà una conferenza sulla creatività linguistica e sulle difficoltà di resa nella traduzione.
Tempo fa, abbiamo dedicato alcuni post a questo importantissimo autore e abbiamo celebrato, assieme a voi, il Luisona Day.


Sempre venerdì 28, Beatrice Parisi, responsabile dell'edizione italiana di Verbalia, terrà due conferenze / incontri in due posti diversi:
il primo, intitolato Gioco e letteratura, si terrà presso la Facoltà di Filologia dell'Universitat di València (Saló de Graus), alle ore 12.00, e il secondo, invece, presso l'IES Benlliure di Valencia, nell'ambito delle giornate organizzate dai Cefire della provincia di Valencia dedicate all' Europa delle lingue, alle ore 18.30, e avrà per titolo La lingua batte dove il dante vuole.

Per l'occasione, Bob Dylan -sì, proprio lui-, ci ha regalato una presentazione online dell'evento. Non ci credete? Cliccate qui>>.

Come dice Dylan: Vi aspettiamo!

domenica 23 settembre 2007

La tigre diventa "tigresa"

(Foto da Internet)

Chiodo schiaccia chiodo si propone ancora una volta di unire il mondo spagnolo e quello italiano, ma questa volta si serve di una grande ambasciatrice della musica italiana. Non per niente, la nuova fatica di Mina si chiama “Todavia”, un album di ben 14 canzoni cantate rigorosamente in spagnolo.

Ma dov’è lo spunto italiano, vi domanderete voi? Beh, il gioco che vi proponiamo è quello di paragonare queste canzoni alle versioni originali italiane, ripescate dal repertorio degli ultimi 15 anni di Mina. Ma questo non è l’unico interesse del nuovo CD della Tigre di Cremona: oltre alla sua splendida voce ascolterete ben sette partner di lusso. Ce n’è per tutti i gusti, dal cantautore classico Joan Manuel Serrat, al "duende" flamenco di Diego “el Cigala”, con il quale ripropone la splendida “Un año de amor”, a Tiziano Ferro, Miguel Bosé e tanti altri. L’eterno senso dell’umorismo della diva italiana si materializza nell’inatteso invito a Javier Zanetti, capitano dell’Inter, squadra del cuore della cantante, per la ricreazione di “Parole, parole”. Per chi ama i gossip bisogna dire che il partner previsto per questo duetto era Pedro Almodovar (il quale ne propose una versione cantata da Miguel Bosé in uno dei suoi film) che alla fine declinò l’invito pretestando inattesi problemi di lavoro. Se volete sentire il duetto con Joan Manuel Serrat, vi invitiamo ad ascoltare il programma radiofonico spagnolo “La Madriguera” che lo ha proposto in anteprima.

Per quanto riguarda gli altri brani, abbiamo fatto del nostro meglio per tentare di scovare in rete le versioni originali e quelle spagnole.

Buon divertimento!


Grande amor (Grande amore): da “Olio”, 1992

Vuela por mi vida (Volami nel cuore): da “Cremona”, 1996

Un año de amor (Un anno d’amore): da “Studio Uno”, 1964


Llévate ahora (Portati via): da “Bula Bula”, 2005

Cuestión de feeling (Questione di feeling): da “Finalmente ho conosciuto il Conte Dracula” 1985

Corazón felino (Brivido felino): da “Mina Celentano”, 1998

Uvas maduras (Succhiando l’uva) da “Veleno”, 2002


Nieve (Neve): da “Sorelle Lumière”, 1992

Agua y sal (Acqua e sale): da “Mina Celentano”, 1998

No se si eres tú (Sei o non sei). da “Bula Bula”, 2005

Parole parole (Parole parole): da “Cinquemilaquarantatrè”, 1972

Como estás? (Come stai?): da “Sorelle Lumière”, 1992


sabato 22 settembre 2007

Miss, mia cara Miss


(Foto da Internet)
Appuntamenti fissi della televisione italiana: a Febbraio-Marzo il festival della canzone di Sanremo, a Settembre, da Salsomaggiore Terme, la Rai ci propone Miss Italia.
Quest'anno i presentatori sono due mostri sacri della televisione italiana: il Signor Mike e la bimba prodigio (ormai donna matura) Loretta Goggi. Mike Bongiorno è il signore che, in un certo senso, ha inventato la televisione italiana, non una, ma due volte: quando lanciò quella pubblica con il quiz Lascia o Raddoppia (1955), e quando contribuì all’affermazione di quella privata agli inizi degli anni ’80. Mike è anche famoso per le sue innumerevoli “papere”. Loretta Goggi è un’artista di talento: imitatrice, doppiatrice (è sua la voce di Titti, il canarino dei cartoons inseguito da gatto Silvestro), conduttrice, intrattenitrice e ballerina.
(Foto da Internet)
I veri protagonisti del concorso sono loro. Chi sarà la reginetta del concorso, in questa edizione, si è capito sin dalla prima serata, sarà solo un mero dettaglio. Infatti le due star della televisione non hanno esitato a litigare in diretta: dopo la scenata della dama, però, si è imposto il comportamento politically correct, ovvero: the show must go on. Lo spettacolo deve continuare, per carità, Allegria! (come direbbe Mike, una delle sue espressioni più famose!). Non sarà che questa rissa televisiva sia una mossa strategica per alzari gli ascolti alquanto magri nel Miss Italia 2006?

(Foto da Internet)
Solo qualche giorno fa un altro concorso di Miss era notizia sui quotidiani, e non precisamente per la bellezza delle concorrenti: al Miss Venezuela un giovane ha fatto irruzione sul palco per rubare la corona alla reginetta. Viene da pensare che, contaminata dai reality-show, la televisione-spazzatura, sempre più povera di contenuti, si può solo aiutare con squallidi colpi di scena.
Ormai, Miss, mia cara miss, (come cantava Totò) essere bella e dolce non è più sufficiente, serve ben altro!

venerdì 21 settembre 2007

Poesie e mutande (dans le metrò)

(foto da internet)

Nel metrò delle più importanti città americane può succedere di tutto: il signore (o signora) seduto accanto a voi potrebbe essere in mutande, oppure potrebbe declamare i versi di Pier Paolo Pasolini (magari in mutande!).
Di che cosa stiamo parlando? Di due interessanti iniziative sorte, negli ultimi tempi, nel metrò di New York e in quello di Washington.
A New York è stato lanciato il No Pants Subway Ride Day (e cioè il giorno in mutande nel metrò), proposto da un gruppo di giovani artisti, i quali hanno cercato di far ridere la gente che va sempre in fretta, sola e a testa bassa in metrò. L'esperienza ha raccolto l'adesione di circa 300 persone, le quali, a gruppi di 25, dalle sei del mattino, con partenza dalla stazione di Brooklyn Bridge City, hanno fatto la spola da una stazione all'altra. Gli organizzatori hanno cercato la complicità di uomini, donne e bambini, con un'ottima riposta da parte del pubblico.
Solo quattro regole per prender parte all'evento: niente pantaloni o gonne, portare le mutande (in buono stato); comportarsi con naturalità; e, se ci sono delle obiezioni, rispondere semplicemente: Today I forgot my pants (Oggi ho dimenticato i pantaloni).
Nella patria della libertà, però, vari partecipanti all'evento sono stati arrestati con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico!


(foto da internet)
A Washington, invece, la società che gestisce la metropolitana ha deciso di rendere omaggio alla lirica europea, tappezzando le pareti di carrozze e stazioni con i versi di cinque poeti dei 27 stati d'Europa. Per l'Italia sono stati scelti Leopardi (leggi>>), Pasolini (vedi>>), Ungaretti (vedi>>), Penna (vedi>>) e, a sorpresa, Miglino (leggi>>).
Una maniera davvero originale di viaggiare in metrò! Complimenti!