lunedì 29 settembre 2014

Gaber (m/f)






(foto da internet)

La canzone La libertà (ascolta>>), scritta da Giorgio Gaber nel 1972, è un testo potente con un ritornello che è un vero e proprio manifesto: 
"La libertà non è star sopra un albero / non è neanche il volo di un moscone / la libertà non è uno spazio libero / libertà è partecipazione" (vedi il testo completo>>). 
E se il cantautore milanese afferma, a mo' di incipit: "Vorrei essere libero, libero come un uomo"anni dopo, abbiamo sentito cantare, provocatoriamente, lo stesso testo al femminile: "Vorrei essere libera, libera come una donna" che non guasta affatto (ascolta>>). 





(foto da internet)

La sfida, la provocazione gaberiana, è, dunque, ancora viva. La figlia di Giorgio Gaber, Dalia, alma mater della Fondazione Gaber,  ha permesso che nascesse questa versione al femminile de La libertà appositamente per Il
tempo delle donne, un maxi spazio fatto di incontri, feste e dibattiti che si è tenuto alla Triennale di Milano, dedicato alle donne (e agli uomini), da venerdì 26 a domenica 28 settembre, e ideato dalla Fondazione Corriere, ValoreD e Women for Expo.
Dalia Gaber sostiene che, nella mitica canzone di suo padre, si è cambiato uomo con donna per poter offrire una versione ironica a questo brano (attualissimo) che ha più di quaranta anni. 
Il peso di portare il testo di Gaber al femminile è toccato ad Andrea Mirò, una raffinata cantautrice, compositrice, musicista e direttrice d’orchestra. 




(foto da internet)

La Mirò, affascinata dall'idea, ha raccolto l'idea insolita cantando la canzone con la sua elegantissima voce. 
La cantautrice sostiene: "Viviamo in una società ambivalente: da una parte c’è una donna ultra liberata, qualche volta sopra le righe e dall’altra parte ci sono femminicidi, soprusi, luoghi dove le donne sembrano vivere ancora nel Medioevo. Ci sono concetti che vanno ancora ribaditi. È una cultura al femminile che deve essere sviluppata nelle menti e nei cuori degli uomini, ma anche delle donne". 
La cosa più bella di questa libertà gaberiana al femminile? Forse la sua forte provocazione. 
L'indimenticabile Gaber (Giorgio) ne andrebbe fiero.

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