Allora, via alle interviste per strada, per capire gli umori dal basso. Si sa cosa succede a Udine o a Barletta? No: tutto si concentra sull'asse Roma - Milano, e se si parla di organizzazioni criminali si fa una puntatina su Napoli (purtroppo sempre più sulla scena per i problemi dei rifiuti) o su Palermo. Roma e Milano, ovviamente, sono metropoli importanti, ma che certo non rappresentano tutta l'Italia.
Se c’è il noir, la provincia esce dall'anonimato e diventa protagonista. Ma, alla fin fine, sono comunque cifre negative che indicano un malessere sociale. In altre parole: gli episodi di cronaca fungono da testimonial di un malessere sociale che pure esiste, ma che, certo, il taglio dato a un evento potenzia e amplifica, com'è successo con il caso Cogne.
Nonostante la contro-programmazione dei quiz, gode di buona salute anche Studio Aperto, su Italia1. E, questo, senza aver rinunciato alla «politica non politicata» applicata al carovita o alle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, e garantendo quel target giovane che caratterizza la rete.
Non è un caso che il taglio a tutta cronaca sembri contagiare anche il Tg2, un telegiornale con un format basato sull’informazione e coadiuvato da rubriche consolidate, quali Costume & Società e Medicina 33. Infine, il Tg3 che, sebbene continui con la scelta di privilegiare i temi «difficili», dai diritti negati alla sicurezza sul lavoro, si assicura una certa audience.
Chi invece non cerca vie di fuga nella «nera», cavalca con successo l'antipolitica. È il caso di Michele Santoro, che è riuscito con AnnoZero a dar voce a una sinistra arrabbiata, poco istituzionale, ma che pesa sull’Auditel. E anche Ballarò, su Raitre, nato come contenitore riformista, ha propeso per la causa del trend anti-casta.
E allora dov’ è l'Italia positiva di cui parla Prodi? Infatti, quello che i TG non raccontano mai è l'Italia normale, quella che lavora e, perché no, in alcuni casi, funziona pure, ovvero quella maggioranza silenziosa e laboriosa che ha consentito il boom dell'export del made in Italy. Un record di cui Prodi si bea, ma che, in TV, ormai, non trova spazio.



























