mercoledì 5 novembre 2008

Efferato delitto... virtuale

(foto da Tecnoblog)

Si può uccidere qualcuno nel mondo virtuale e finire in carcere nel mondo reale? Sembra una follia, ma è successo davvero! Una quarantatreenne giapponese ha scoperto che l'uomo che aveva sposato all'interno del videogioco Maplestory, versione manga di Second Life, aveva appena divorziato da lei. Separarsi nel mondo virtuale è semplicissimo: basta un click e sei single di nuovo... La donna scaricata, però, l'ha presa veramente male e, siccome era in possesso dell'account e della password dell'ex-marito virtuale, ha eliminato il personaggio che lui aveva creato con non poche difficoltà. In fondo, uccidere qualcuno nel mondo virtuale è facilissimo: basta un semplice click per eliminare l'avatar della persona odiata.

Nel mondo reale però possono succedere cose altrettanto incredibili: l'uomo l'ha denunciata per "Essersi intromessa illegalmente all'interno di un computer e aver manomesso dati elettronici" e lei, dopo mesi di indagini, ha confessato. "Spero che la mia ex-moglie vada in prigione", ha detto il marito "assassinato" virtualmente. E il suo desiderio è stato esaudito: lei è finita in carcere, in uno reale.

Pare che si tratti del primo caso in assoluto in cui un reato compiuto in una relazione su Internet venga punito con un arresto reale. Ma i quotidiani inglesi ne citano un altro: due ragazzi sono stati condannati per avere picchiato e derubato virtualmente un compagno di classe.


Se volete saperne di più, leggete l'articolo che ha pubblicato La Repubblica.

3 commenti:

vicente ha detto...

Qui a l'horta si dice: desficiosos n'hi ha a garberes.
I have a dream!

Amparo ha detto...

È una notizia assai curiosa e sembra incredibile che succedano queste cose. Per evitare queste situazioni penso che sia meglio non giocare.

Amparo Santaúrsula

Anonimo ha detto...

Meno male che la realità è differente, ma é triste che un giocco finisce per uccidere e fare male a la gente reale.


Encarna