domenica 8 ottobre 2006

Passeggiamo con Montalbano e degustiamo gli arancini


Continuiamo le passeggiate gastronomiche: stavolta andiamo in Sicilia e grazie alla scrittura di Andrea Camilleri, ed in particolare attraverso i racconti del suo commissario Montalbano, scopriamo gli arancini (o le arancine). Cibo come legame alla vita, ad una terra, ad una cultura, espressione di una affettività che trova nella visceralità della ingestione del cibo il proprio rituale di continuità, forse con la memoria o con il semplice piacere di gustare la vita in un sol boccone. In tutti i libri in cui è protagonista il buongustaio Montalbano la cucina siciliana acquista un ruolo rilevante (grazie anche ai due personaggi Adelina, la cameriera, e Calogero, proprietario della trattoria omonima), anche come strumento che lo redime dalla sua solitaria solitudine. Ovvero affettività, spesso intesa come convivialità, passionalità e comunicazione.
Nei diciassette racconti de Gli arancini di Montalbano tornano quei casi strani che attivano il "ciriveddro" di Montalbano, portandolo immancabilmente alla verità, scoperta sempre quasi per caso, da una naturale osservazione delle smagliature al normale tessuto quotidiano. Nel racconto Una mosca acchiappata a volo, l'omicidio di una vecchia prostituta rischia di rovinargli la festa di Capodanno con i mitici arancini della "cammarèra" Adelina.
Andrea Camilleri, Gli arancini di Montalbano, Milano, Mondadori, 1999.

1 commento:

josé maría ha detto...

Muy interesante. Me encanta la gastronomía y la literatura. Espero seguir paseando contigo.