lunedì 23 settembre 2013

Luoghi d'Italia (IV)



(foto da internet)


Il nostro viaggio continua verso nord, quasi al confine con la Francia, per visitare la splendida Apricale (in ligure Avrigà), in provincia di Imperia.
Apricale deriva da apricus, cioè luogo soleggiato, esposto al sole. Il borgo si snoda intorno alla piazzetta, con una miriade di scale che immettono nei vecchi edifici. La piazza, con la fontana di origine gotica e i sedili in pietra, è il cuore del paese: attorno ad essa sorge un groviglio di case, vicoli, scalinate, sottopassi e orti. Da ammirare  il reticolo dei vecchi carugi in pietra: vicoli lastricati che serpenteggiano tra ripide scalinate.
Dietro alla piazza si trova l'Oratorio di S. Bartolomeo, che ospita un polittico rinascimentale raffigurante la Madonna della Neve (1544).




(foto da internet)

La parte più alta del borgo è circondata da una magnifica cinta muraria con tre  porte ad arco.
Da vedere anche la Pieve di S. Maria degli Angeli, con pregevoli affreschi rinascimentali e barocchi e, appena fuori, la Chiesa di S. Antonio Abate, del XIII secolo, con facciata barocca, e le rovine di S. Pietro in Ento, una pieve romanica di origine benedettina, il più antico edificio di culto del territorio.




(foto da internet)

Apricale è nota anche per i suoi statuti che risalgono al XIII secolo. In essi si regolarizzò la vita degli abitanti del borgo con norme e fondamenta ben precise. Ogni aspetto è minuziosamente contemplato, spaziando dalla regolarizzazione delle principali attività di sostentamento, al pagamento delle tasse e dei tributi e ovviamente nelle scelte di condanna per i reati più gravosi, come, ad esempio, l'amputazione di un piede o della mano per i ladri di bestiame.
Ad Apricale si produce un olio extravergine di oliva di eccezionale qualità. Siamo nella terra dell'oliva taggiasca, così chiamata perché arrivò a Taggia,  portata dai monaci di San Colombano. E', attualmente, una delle più rinomate olive per produzione di olio extravergine e una delle migliori olive da mensa, poiché il frutto, nonostante le ridotte dimensioni, è molto gustoso.


(foto da internet)

L'oliva taggiasca matura tardivamente in gennaio. Il frutto ha altissimo contenuto in olio (circa il 25-26%).
Si utilizza in gastronomia in molti dei piatti liguri a base sia di carne sia di pesce, in particolare gli umidi. 
Da degustare anche la sardenaira, i tagliarini al pesto, il coniglio con le olive e, per finire, le magnificha pansarole da accompagnare con lo zabaione.

Buon viaggio!








venerdì 20 settembre 2013

I Macchiaioli a Madrid



(foto da internet)


Dal 12 settembre al 5 gennaio 2014, si può ammirare a Madrid, presso la Fundación Mapfre un magnifica mostra dedicata ai Macchiaioli. 
Il termine  macchia (mancha) venne usato come termine dispregiativo  per designare un gruppo di pittori che sorse, nel XIX secolo, tra i tavoli del caffè Michelangiolo a Firenze. 
I cosiddetti Macchiaioli, diedero vita a un movimento artistico che si oppose alle convenzioni accademiche del tempo.  
Ruppero con il classicismo e il romanticismo imperanti e rinnovarono la cultura pittorica italiana, donando alla stessa un nuovo respiro. 



(foto da internet)

Questi artisti sono pertanto considerati come i promotori della pittura moderna italiana, con molte affinità con le ricerche plastiche condotte dagli artisti impressionisti. 
Questo tipo di pittura esercitò un influsso fondamentale sui registi italiani quali Luchino Visconti e Mauro Bolognini che trovarono in questo genere un'ispirazione iconografica e un linguaggio particolare dell'immagine. 
Le opere esposte a Madrid sono circa cento, e provengono dalle più importanti collezioni italiane pubbliche e private; il percorso descrive uno dei capitoli più brillanti del processo di modernizzazione della pittura europea.



(foto da internet)


Nei loro dipinti, di piccole dimensioni ma grandiose nella loro concezione, questi giovani pittori italiani crearono una visione autentica e innovativa del paesaggio toscano, con forti contrasti di luce e ombra ottenuta attraverso la giustapposizione di macchie di colore. 


(foto da internet)

Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Giovanni Boldini e Odoardo Borrani sono stati tra i principali protagonisti del movimento, tutti riuniti intorno al critico e mecenate Diego Martelli.

Buon divertimento!

mercoledì 18 settembre 2013

La nuova lingua degli italiani


(foto da internet)

Dopo aver inflazionato la cronaca politica e le pagine dei giornali, ora il “rottamatore” entra tra le nuove voci dello Zingarelli 2014 con il significato figurato di “colui che si propone di allontanare e sostituire un gruppo dirigente considerato antiquato” (fino a ieri si riferiva a chi si occupa della rottamazione delle auto). 
(foto da internet)

In genere le parole trovano posto nei vocabolari dopo tanti anni di rodaggio tra la gente, stavolta sono bastati tre anni a sdoganare la formula di Matteo Renzi. Ma se la scelta di inserire “rottamatore” non stupisce, altri vocaboli  registrati tra le 1500 new entry del dizionario suonano meno familiari, come ad esempio “adultescente”, neologismo usato per indicare i giovani trentenni le cui condizioni di vita (studio, lavoro, casa) e la cui  mentalità  sono considerate simili a quelle di un adolescente. Insomma, un'evoluzione di Peter Pan, malattia inguaribile dell’Occidente: gli anglosassoni li chiamano “kidult”, i bambini adulti  (kid+adult) e i francesi “adulescent” (contrazione dei termini “adult” e “adolescent”).

(foto da internet)

Ma come vengono selezionate le nuove voci? Massimo Arcangeli, direttore dell’Osservatorio linguistico Zanichelli, spiega: «Le parole sono simili ai fenomeni carsici, esplodono, si inabissano e poi magari si ripresentano. È importante tenerle a lungo sotto osservazione, valutarne la frequenza d’uso e anche il peso qualitativo e culturale. I mutamenti della lingua sono molto veloci, è naturale che a volte si arrivi in ritardo, come nel caso di “videointervista” o “self-publishing”, in circolazione già da un po’». 

Colpisce che i “cocopro“ siano entrati solo ora, mentre è cosa nota che il “posto fisso” ha fatto il suo tempo, nonostante la Lonely  Planet continui a menzionarlo tra le caratteristiche dell’italian way of life, insieme al cornetto al bar e al cappuccino. «Le parole sono pesanti, rappresentano il reale», continua Arcangeli. 

(foto da internet)

Altri modi di dire sembrano invece rinverdire il vecchio burocratese, sempre in agguato: da  “pedaggiare” (sottoporre a un sistema di pedaggio) a “asteriscare” (contrassegnare con un asterisco), da “profilazione” (descrizione sintetica del profilo di una persona) allo “sbigliettamento” (emissione dei biglietti per uno spettacolo). «Un dizionario registra la densità dei cambiamenti, dunque anche la rinascita del burocratese, per il quale ci sarà unritorno di  fiamma», spiega Arcangeli che cura sul sito Zanichelli il Dizionario del parlar chiaro. 



(foto da internet)

Certo, l’identikit dell’italiano che viene fuori dallo Zingarelli 2014 non è confortante:  “iperattivi”, si vestono  “bling bling”, cioè “in modo vistoso e ostentato” e sembrano affetti da un crescente “nostalgismo”, probabilmente segno che nonostante la velocità dei cambiamenti, si preferisce vivere di rimpianti.

lunedì 16 settembre 2013

Luoghi d'Italia (III)



(foto da internet)

Il nostro viaggio continua in Toscana, in provincia di Grosseto, alla volta della splendida Pitigliano, nota col nome di Piccola Gerusalemme. 
Chi arriva nel borgo dalla statale 74 non può fare a meno di restare incantato per la visione magica che si trova di fronte: il borgo di Pitigliano, di origini etrusche, sospeso sulla sua rupe di tufo tra valli verdeggianti. 
Pitigliano appare al viaggiatore disteso sulla una rupe a forma di mezzaluna, isolato dall’erosione millenaria di tre fiumi che le scorrono intorno e difeso da fortificazioni cinquecentesche.
Palazzo Orsini è il maggiore monumento di Pitigliano. Costruito nel XIV secolo, fu la residenza dei conti Orsini. 



(foto da internet)

Sulla piazza retrostante, si trova la  fontana medicea a cinque archi, preceduta dall’acquedotto seicentesco che scavalca l’antico fossato con un arco in tufo. 
Dalla piazza tre vie parallele si inoltrano nell’abitato, intersecate da una serie di vicoli pittoreschi.
La via principale conduce a un’altra piazza, dove si trova la Cattedrale, ampliata nel Settecento in forme barocche, con bella facciata e grandioso altare all’interno. 


(foto da internet)

A metà di via Zuccarelli si trova il Ghetto. La comunità ebraica visse per mezzo millennio a Pitigliano dove trovò sicuro rifugio e fu esempio di convivenza tra ebrei e cristiani, tanto da meritarsi la definizione di “Piccola Gerusalemme”. 
La Sinagoga, rivolta a est, è stata recentemente restaurata ed ha recuperato il suo arredo, con l’Aron (Arca Santa) sul fondo, la Tevà (il pulpito) al centro, il matroneo per le donne in alto, i lampadari e le decorazioni dipinte, tra cui la scritta che ricorda la fondazione del tempio nel 1598. 
Sotto la sinagoga si sviluppano vari ambienti scavati nel tufo - il bagno rituale, la macelleria e la cantina kasher, il forno degli azzimi. Poco fuori, il cimitero ebraico custodisce monumenti funebri dell’'800.



(foto da internet)

Lungo la strada per Sorano, sul costone tufaceo e oltre il torrente che dà vita a una bella cascata, si trova il rinascimentale Parco Orsini di cui rimangono, in mezzo alla vegetazione, padiglioni, statue e sedili intagliati nel tufo.



(foto da internet)

A Pitigliano potrete degustare i famosi Gnocchi di pane al Cinghiale e lo Sfratto, un dolce di origine ebraica che prende il nome da un evento del XVII secolo, quando  il granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici intimò agli ebrei del circondario di trasferirsi nel ghetto di Pitigliano; a tale scopo vennero inviati dei messi che utilizzando dei bastoni picchiavano sui portoni delle case ebraiche per avvertire gli abitanti. Questi dolci a forma di bastone ricordano tale evento. 
Lo Sfratto ha forma allungata, simile ad un bastone, contiene un ripieno composto da miele, scorzette di arancio, noci, anice e noce moscata. 

Buon viaggio!


            

venerdì 13 settembre 2013

Jimmy Fontana (in memoriam)

Si è spento in questi giorni a Roma Jimmy Fontana, al secolo Enrico Sbriccoli, noto cantante, contrabbassista e attore, divenuto famoso negli anni '60. 
Fontana conobbe il suo periodo di massimo successo grazie a due brani musicali famosissimi: Che sarà, e, in particolar modo, Il mondo, che resteranno per sempre nella nostra memoria collettiva.





Fontana fu un grande appassionato di jazz e imparò, da autodidatta, a suonare il contrabbasso. Trasferitosi  a Roma, dove si iscrisse alla facoltà di Economia e commercio, iniziò a frequentare i jazzisti della capitale, collaborando con la Roman New Orleans Jazz Band. 
In breve abbandonò gli studi universitari per dedicarsi a tempo pieno alla musica, e iniziò anche a cantare, scegliendo il nome d'arte di Jimmy Fontana; Jimmy in omaggio al sassofonista Jimmy Giuffre, di cui era ammirator, e Fontana, come raccontò lo stesso artista, venne scelto a caso dall'elenco telefonico! 
Intrapresa la carriera da solista, si avvicinò alla musica leggera e conobbe un periodo di grande successo grazie ai brani sopraccitati. 

Con Il mondo, scritta insieme a Gianni Meccia, Carlo Pes e con l'arrangiamento del maestro Ennio Morricone, vinse "Un disco per l'estate 1965". Il brano venne poi interpretato anche da molti artisti internazionali in diverse versioni.

La canzone Che sarà, invece, conobbe un grandissimo successo internazionale -anche in spagnolo- grazie all'interpretazione di José Feliciano.




Il brano in questione, venne interpretato, in italiano, anche dal gruppo musicale Ricchi e poveri.





mercoledì 11 settembre 2013

L'arte culinaria italiana

(foto da internet)
 
I dieci errori da non commettere. In viaggio per gli States, in Europa o in qualsiasi altro punto del mappamondo un italiano vede molto spesso alterato i rituali culinari: dal ketchup usato come passata di pomodoro al cappuccino a ogni ora.
Ecco allora le 10 le regole che demoliscono i luoghi comuni sul cibo del Belpaese più diffusi all'estero: un tormentone in dieci punti che gira in Rete ideato dall'Accademia Barilla, che fa sempre sorridere. Per insegnare agli stranieri come evitare orrori culinari al momento di mettere in tavola o degustare una specialità italiana. 


1 - Mai e poi mai sorseggiare un cappuccino durante i pastiCaffè e cappuccino sono l'orgoglio italiano nel mondo, ma il primo viene consumato alla fine del pasto e il cappuccino per colazione, accompagnato da un dolce (meglio un cornetto, o brioche). Se vuoi, puoi ordinare un cappuccino a fine pasto, ma sappi che un italiano non lo farebbe mai. 
 
 
2 - Risotto e pasta non sono un contornoL'organizzazione delle portate nella cucina italiana è unica, e prevede che pasta e risotto vengano serviti come portata singola e unica (eccezion fatta per specialità come l'Ossobuco alla milanese). Servire la pasta accanto a un altro cibo è un errore che viene commesso in molti paesi, ma in Italia è considerato sacrilegio. 
 


(foto da internet)


3 - Non versare condimenti nell'acqua della pastaTutti i condimenti devono essere aggiunti solo un volta che la pasta è scolata e servita in un piatto, assolutamente mai aggiunti nell'acqua di cottura.
 
4 - Ketchup sulla pasta: vi prego, non si può...Questa è una combinazione da shoc per gli italiani: anche se il ketchup ha affinità con la salsa di pomodoro, aggiungerlo sulla pasta è considerato un vero reato culinario. Lo si può tenere per le  patatine fritte o hot dog.  
 
5 - Spaghetti Bolognese? Macché, sono tagliatelle!È probabilmente il piatto più famoso della cucina italiana, il più esportato, eppure non c'è un ristorante, a Bologna, che lo cucini. Questo perché la ricetta originale prevede che con il sugo bolognese vengano condite le tagliatelle, e non gli spaghetti. Vi sembra un dettaglio di poco conto? Nella cucina italiana azzeccare la giusta combinazione di pasta e condimento è d'obbligo.  
 


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6 - Pasta con il pollo: mai in ItaliaParlando con americani viene fuori che una delle ricette più conosciute considerata "tipicamente italiana", è la pasta con il pollo. È imbarazzante: dobbiamo dirvi che in Italia non esiste nessuno che serva una pietanza simile. 
 
7 - "Caesar salad"Questa insalata, che prende il nome dal suo creatore, Caesar Cardini, fa parte di quel lungo elenco di piatti creati da chef di origine italiana che però in Italia sono sconosciuti.  



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8 - La tovaglia a quadrettoni bianca e rossa non esistePer qualche strana ragione questa tovaglia è associata al nostro cibo e allo stereotipo del "mangia-spaghetti": all'estero tutti i ristoranti italiani la usano. Probabilmente i turisti che visiteranno l'Italia resteranno delusi quando scopriranno che in Italia non sono poi così comuni. Eccetto forse qualche ristorante per soli turisti. 


(foto da internet)

9 - Le "Fettuccine Alfredo" sono famose solo oltreoceanoQuesto è forse il punto più curioso della top ten. Le fettuccine Alfredo sono il piatto "italiano" più famoso negli Stati Uniti ma totalmente sconosciute in Italia. Questi noodles, conditi con burro e Parmigiano Reggiano, sono infatti stati inventati nel Belpaese da Alfredo Di Lelio, proprietario di un ristorante a Roma, ma non si sono mai diffusi né tantomeno sono diventati un "piatto tradizionale". Eppure, oltreoceano sono incredibilmente popolari tanto da diventare un simbolo della Dolce Vita. I turisti americani che arrivano in Italia sperando di degustare fettuccine Alfredo in qualsiasi ristorante della penisola sono guardati con disappunto.

 
(foto da internet)


10 - Impara il rispetto della tradizione e i consigli della mamma Lei ha imparato a cucinare dalla mamma, che ha imparato dalla sua mamma, che a sua volta ha imparato dalla sua e così via. È un sistema testato. Ma cosa ogni madre insegna alla propria figlia in fatto di cucina? Che l'amore è al centro di tutto. Il cibo italiano va sempre condiviso con chi si vuole bene.



lunedì 9 settembre 2013

Luoghi d'Italia (II)


(foto da internet)

Poco distante da Castelluccio di Norcia, la nostra prima meta in questo viaggio tra i borghi d'Italia, si trova, già nelle Marche, e in provincia di Macerata, un borgo affascinante: Visso. Anch'esso situato nel cuore incontaminato del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si trova in una conca circondata da una corona di monti. Visso colpisce gli occhi dei visitatori per il suo affascinante ambiente naturale.
Il borgo ad impianto medievale, è ricco di balconcini e case torri, palazzetti gentilizi, portali in pietra e antiche vestigia che rievocano antiche memorie.




(foto da internet)


Visso è caratterizzata dal Museo-Pinacoteca Civico e Diocesano e il Museo dei Manoscritti Leopardiani, istituito ed organizzato nel 1972 ed ospitato nella Chiesa di Sant´Agostino. 
La chiesa, costruita nel 1340 in stile gotico, presenta una graziosa facciata tricuspidata, rosone e portale ogivale con colonnine. 
Il museo comprende oltre 200 opere provenienti dalle chiese dislocate nella cittadina e nelle sue frazioni e custodisce inoltre alcuni manoscritti di Giacomo Leopardi (sei idilli tra cui "L'infinito").



                                                                (foto da internet)

A Visso, potrete degustare il famoso ciauscolo, un insaccato spalmabile composto da un impasto di carne di maiale: pancetta, spalla, rifilatura di prosciutto e di lonza, sale, vino e aglio. 


(foto da internet)

Le cordelle, altrove chiamate pici, sono un  altro prodotto tipico piatto locale. 
Si tratta di un formato di pasta lunga, tipo grosso spaghetto fatto a mano, a base di acqua e farina. Viene condita con guanciale, olio, pepe e pecorino.

Buon viaggio!



venerdì 6 settembre 2013

Piccoli consigli per la rentrée


(foto da internet)
Ci siamo, la rentée scolastica (e non) è alle porte. Come affrontare al meglio il rientro e la ripresa della routine?
Secondo gli esperti, uno dei momenti di certo più difficili è senz'altro il risveglio. Per affrontare  lo stress da “sveglia che suona”, gli esperti consigliano di scegliere il giusto sottofondo musicale, un po’ di attività fisica e una buona colazione.
Secondo recenti studi il risveglio mattutino è il momento più importante della giornata, capace d’influenzare lo stato d’animo, il proprio livello di energia e la determinazione.
Quindi, fate attenzione ai particolari: scegliete una colazione curata e ascoltate la giusta musica. Come vedete, basta poco per iniziare bene la giornata.

La prima azione che  compiamo al risveglio è spalancare gli occhi; gli esperti sottolineano l’importanza in questi casi di avere nella propria camera da letto una luce soffusa, non troppo forte. A livello psicologico inoltre, lo svegliarsi incrociando subito lo sguardo di una persona cara favorisce un risveglio all’insegna del buonumore. Niente broncio e/o incazzature al mattino!
Per quel che riguarda la prima colazione, sembra importante risvegliare l'olfatto con il profumo di un buon caffè (o tè). Quindi, non solo il senso della vista è importante, ma, dopo il risveglio, l'olfatto ed anche il tatto vanno stimolati a dovere.  E qui una bella doccia con acqua fresca aiuterebbe a riattivare il sistema nervoso simpatico e migliorare la circolazione. 



(foto da internet)

Per la musica, invece, appena svegli, mettete sul vostro lettore due o tre canzoni del vostro genere preferito.

Insomma ricordate di:

- Impostare l’orario giusto: non impostate la sveglia all’ultimo minuto. Prendetevi del tempo per voi stessi magari svegliandosi mezz’ora prima per fare le cose con calma permette di vivere l’inizio del nuovo giorno in maniera positiva e meno traumatica.

- Mettere una canzone che vi piaccia come sveglia: gettate via le sveglie dai suoni forti e fastidiosi. Grazie alle sveglie di ultima generazione o al proprio cellulare è possibile impostare suonerie con le proprie canzoni preferite. Un buon sottofondo musicale, come la propria playlist personale, è utile anche quando ci si alza dal letto per andare sotto la doccia.

- Svegliarvi con una luce soffusa: la vista è il primo senso che viene attivato quando ci si sveglia. Ecco che quindi è consigliabile svegliarsi in una stanza dalla luce soffusa e non accecante.

- Alzarvi (se potete) in buona compagnia: incrociare subito uno sguardo “amico” favorisce un risveglio all’insegna del buonumore.




(foto da internet)

- Fare attività fisica: l’ultima cosa a cui pensereste appena sveglio è quella di fare attività fisica, eppure è dimostrato come anche piccoli “risvegli muscolari” possano fare del bene non solo a livello fisico. Un po’ di sana attività aerobica è fondamentale per rimettere in moto il sistema circolatorio.

- Occhio anche alla giusta temperatura dell’acqua: Il tatto è uno dei sensi più delicati e sollecitati durante il risveglio. Lavarsi con un’acqua alla giusta temperatura permette di riattivare il sistema nervoso simpatico e migliorare la circolazione, con benefici anche per la pelle ed il cuoio capelluto.

Ed ultimo, ma non meno importante, la colazione: una completa prima colazione aiuta a tenere sotto controllo la fame durante il giorno e a contenere l’introito calorico. Per farlo, occorre dedicare il giusto tempo alla preparazione di questo primo pasto, fondamentale per iniziare la giornata con la giusta carica d’energia. Quindi, caffè (e/o tè), fette biscottate con marmellata o miele, frutta e cereali...

E via!

mercoledì 4 settembre 2013

Il tormentone


Qual è stato il tormentone dell’estate 2013? La colonna sonora estiva che ha perseguitato tutti ogni giorno sotto l’ombrellone, in campagna o in montagna. Anche se di musica ormai non se ne vende più, se i jukebox in spiaggia sono un lontano ricordo e se la vacanza intesa come raro momento di libertà e di sregolatezza dei costumi è immagine saldamente legata agli anni ‘60-’70 e non certo al 2013, se i tempi dei Righeira sono ben lontani, è pur vero che mai come quest’anno, l’estate, il sole e il mare sono tornati massicciamente in tantissime canzoni, quasi se si cercasse di esorcizzare il momento di crisi rappresentando in canzone un Italia iconizzata come tanti anni fa.
C’è Greta che propone un brano dal titolo “L’Estate” con tanto di video e testo che strizzano l’occhio agli anni ’50; le redivive sorelle Paola e Chiara rievocare le estati spensierate degli anni ’80 con il loro nuovo singolo “Divertiamoci”; il rapper Moreno, vincitore di Amici, addirittura attraversare tre decenni di canzone estiva nella sua “Sapore d’Estate” (che cita i testi di Buscaglione “Guarda chemare”, Gino Paoli “Sapore di sale” e Paolo Belli “Sotto questo sole”. E poi c’è ancora il cantautore Pacifico con “Sarai l’Estate”; la raffinata coppia Nathalie-Raf che duetta in “Sogno d’Estate”; Cesare Cremonini con “MezzaEstate”. Anche il mitico Jovanotti non è rimasto indifferente all’ “Estate”.
Ma in tutta questa indigestione di sole, mare, estate, vacanze, di luoghi comuni e amori onirici, la canzone che realmente rischia di fotografare al meglio l’Estate 2013 è quella di una sconosciuta cantautrice siciliana emigrata a Torino, Levante, che sta spopolando in radio con un brano “Alfonso”, dal ritornello diretto e liberatorio: La canzone che, forse, più di ogni altra è riuscita a entrare in sintonia con il sentire comune degli Italiani che non sognano più di ri-cantare gli anni ’60 o gli anni ’80, ne hanno abbastanza del Pulcino Pio e sono ben consci del tipo di vita che tocca adesso.


lunedì 2 settembre 2013

Luoghi d'Italia (I)



(foto da internet)

Cari chiodini vicini e lontani eccoci, puntuali come sempre, al nostro appuntamento dopo le vacanze estive.
Come ricorderete, l'anno scorso lanciammo la rubrica Polpette di saggezza linguistica, dedicata ai modi di dire in italiano; quest'anno, invece, vorremmo proporvi un viaggio attraverso alcuni borghi poco noti agli studenti stranieri che abbiamo intitolato Luoghi d'Italia. 
Ci auguriamo che sia di vostro gradimento.

Permettetemi d'iniziare da un piccolo paese della mia regione: Castelluccio di Norcia.
Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (Perugia) posto in cima ad una colle che si eleva sull'omonimo altopiano, tra i più vasti dell'Italia centrale, ed inserito nello splendido Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad una altitudine di 1.452 m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. 
L'attuale nucleo abitativo risale al XIII secolo. La storia di Castelluccio, e il suo sviluppo, sono strettamente legate alla storia della pastorizia. Quando nacque l'esigenza di cambiare l'attività della pastorizia da stagionale a stanziale, cominciò il disboscamento delle alture per creare nuovi pascoli. 



(foto da internet)

Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l'altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza: la Fiorita. 
Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della Fiorita ricade nella terza e nell' ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo affascinante spettacolo. Ogni anno tutto è affidato all'andamento climatico della stagione. Le specie floreali che tingono l'altopiano in questo periodo sono innumerevoli; camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, trifogli, acetoselle...

Oltre alla Fiorita, Castelluccio è famoso per la produzione di lenticchie. Chiamata dagli abitanti  Lénta, è il prodotto rappresentativo del paese per eccellenza. La lenticchia locale ha un inconfondibile sapore, presenta dimensioni molto piccole, e una particolare resistenza ai parassiti. Viene seminata, non appena il manto nevoso è completamente disciolto e verso la fine diLuglio viene raccolta. 





(foto da internet)


Castelluccio forma parte di un territorio magico, in cui la natura e il tempo sembrano sospesi, conferendo al borgo una realtà unica e irripetibile. 
E proprio qui, nel regno della mitica Sibilla, che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorirne la fruizione. 
Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di straordinaria bellezza.

Buon viaggio!