venerdì 17 settembre 2010

Leggende del XXI secolo

(foto da internet)

C'erano una volta le leggende. Narravano di fatti eccezionali, delle gesta di eroi, di esseri fantastici, di amori e di tradimenti. Oggi, nell'era di Internet, della tecnologia e delle comunicazioni di massa, le leggende sono diventate metropolitane e continuano a intromettersi nella vita quotidiana.

È vero, per esempio, che in un certo prodotto è nascosta una pericolosa sostanza cancerogena?
E nelle campagne nostrane circolano indisturbate misteriose pantere fantasma?


(foto da internet)

Paolo Toselli, studioso di misteri, di questi e tanti altri inquietanti interrogativi si occupa ormai seriamente da oltre 20 anni, e con un gruppo di altri appassionati di mezza Italia, ha dato vita al «Centro per la raccolta delle voci e delle leggende contemporanee».

Un anniversario che viene celebrato con una mostra, «C'era una volta», che si inaugura oggi, venerdì 17 settembre, ad Alessandria, al Museo Etnografico. Ovviamente la data non è frutto della casualità, quale modo migliore per sfifare le credenze superstiziose?
«Nel 1988 - ricorda Toselli - erano usciti in Italia i primi libri, tradotti, sull'argomento e anche i primi articoli. Occupandomi all'epoca di ufologia, da tempo era al centro del mio interesse il meccanismo di come circolavano e venivano trasmesse le informazioni al riguardo. Da qui alle leggende urbane il passo è stato breve: perché non raccogliere, conservare e cercare di andare all'origine di queste storie?».


(foto da internet)



Il risultato è una mole enorme di materiale, che Toselli conserva a casa sua e nei quali sono finiti, ad esempio, la storia della raccolta degli scontrini fiscali per donare una carrozzella a una persona indigente («nata nel 1991 ad Alessandria»).
In quelle carte si parla pure dell'incolpevole tronchetto della felicità, già accusato di ospitare velenosissimi ragni e, nell'estate 1987, imputato anche di diffondere l'Aids: diceria infondata che però causò un'ondata di panico fra quanti tenevano nelle loro case questa pianta.
Si analizzano i racconti («una vera epidemia nel settembre 1993») di bambini rapiti al supermercato da nomadi e ritrovati quando ormai erano già stati rapati a zero.
Narrazioni fantasiose, diffuse da una parte all'altra dell'Italia con il passaparola e, a volte, anche con qualche articolo di giornale. Un cammino che ora la capillare rete di collaboratori del Centro ha cercato di compiere a ritroso, spesso riuscendovi, riportando quelle storie alla loro vera dimensione, quella di leggenda, appunto, seppur moderna.




(foto da internet)



Poi è arrivato il «ciclone Internet», che ha cambiato tutto. Tra le novità che ha scatenato c'è la straordinaria forza delle immagini. Un conto è raccontare, spergiurando che è vero, che sull'Appennino ligure e sui monti della Valle di Susa sono stati paracadutati lupi o vipere, un conto, invece, è vedere la fotografia dell'ignaro turista sulla terrazza di una delle Torri Gemelle di New York con alle spalle il Boeing che sta per schiantarsi. La forza comunicativa è completamente diversa.
«Internet - commenta Toselli - ha, però, reso tutto più statico. Con la ritrasmissione continua del messaggio, al contrario di quanto avviene con il passaparola, non ci sono più aggiunte, modifiche, varianti».

1 commento:

Paolo ha detto...

Pinocchio ha perso la Fatina Turchina.
Pinocchio Fairy Turchina lost. The child in society decade of the third millennium.
Paolo Manzelli x Linda Giannini .

Il bambino del terzo millennio non dice piu bugie ma le subisce; non e lui a cui cresce il naso ma si spera che prima o poi cresca a coloro che incoscientemente lo deprivano impunemente della creativita’ naturale togliendogli ogni prospettiva di pensare ad un futuro che non sia di progressivo degrado culturale e sociale .
La Fata Turchina della meravigliosa favola di Carlo Collodi e’ scomparsa , …volatilizzata definitivamente … , ma putroppo sono rimasti nella realta’, il Gatto e la Volpe, vestiti da politicanti, e Mangia Fuoco che vive nella sede del Ministero della Pubblica Istruzione.
Il Pinocchio contemporaneo si trova a vivere sui banchi di scuola in un mondo antico di conoscenze spesso troppo antiquate che gli studenti debbono ripetere come sono state scritte nei libri di scuola.
Con tali programmi scolastici si acquisiscano nozioni, suddivise arbitrariamente in discipline, che di fatto allontanano la mente dei giovani dai problemi e dalle esigenze dello sviluppo culturale e sociale in cui si troveranno a vivere da grandi.
Quando gli studenti escono dai programmi della scuola ancora intrisi di vecchi e spesso obsoleti contenuti, i giovani si trovano, ancor peggio, in balia dei programmi della TV; cioe’ di un modo falso e bugiardo in cui “Tutto quanto fa Spettacolo” che condiziona il loro pensare con le reclams ed i modelli di vita bugiardi e fasulli , che nell’insieme tendono costantemente a condurre alla deriva la loro creativita e il loro candido spirito.
In queste condizioni in cui opera la falsita’ e l’ inganno dei tanti e tantissimi “gatti e volpi” randagi che si aggirano nel mondo contemporaneo ; si ode solo il rimpianto dei tempi andati da parte di tanti e tanti nonni che ancora riescono, come il “grillo parlante” a motivare i bambini ed i giovani di oggi, verso una differente moralita’ e una perspicace attenzione orientata al fare una maggior riflessione sulla importanza della loro vita .
Come il grillo parlante le nonne ed i nonni putroppo non sempre vengono ascoltati ed infatti si assiste ad un continuo depauperamento della energia creativa innata nei giovani, che in molti casi viene sistematicamente degradata mediante il ricorso a varie forme di sballo. Questi ultimi deleteri atteggiamenti giovanili sono conseguenza della perdita di quella “Fatina Magica” che, giovani e meno giovani, non sanno piu dove ricercare nel quadro di questa situazione di deriva culturale e sociale cha caratterizza gli inizi del terzo millennio. C’e solo un posto dove virtualmente puo’ rinascere in internet il PINOCCHIO 2.0, con la sua Buona Fatina, cosi che con la comunicazione interattiva si ritrovi ancora oggi rimedio ai guai di Pinocchio FIRENZE 04/OTT/2010 .