lunedì 15 novembre 2010

Due letterine che hanno rivoluzionato il mondo


(foto da internet)

Eh, sì, proprio la parolina più globale che ci sia,“OK ”, quella più usata, per non dire abusata, viene da un errore di ortografia. Un libro ricostruisce le origini dell'abbreviazione che fu introdotta negli Usa a metà Ottocento. Una vicenda che lo storico della lingua, Allan Metcalf, dell'American Dialect Society, ha ricostruito nel suo Ok: The Improbable Story of America's Greatest Word, in libreria, in Italia, il 9 novembre scorso.

E, ok, forse duecento pagine per una storia da due lettere potranno sembrare troppe, ma quella sillaba che ha fatto il giro del pianeta non è forse la più grande invenzione americana?Se volete cercare quante volte appare sul web è come riempire il mare col secchiello: l'uso dell'ok è universale. E che dire dell'abuso che ne fanno gli italiani?


(foto da internet)

E pensare che nacque per scherzo e a strapparlo dall'oblio ci pensò una campagna elettorale...

Il papà di quella parolina, Charles Gordon Greene, non pensava certo che avrebbe avuto fortuna: (altrimenti l'avrebbe brevettata). L'editore del Boston Morning Post creava abitualmente acronimi per i suoi lettori: una lingua per fedelissimi simile a quella usata oggi su internet. Mister Greene inzeppava i suoi articoli di "NG" cioè no go, (non andare). "GC", gin cocktail, etc. Finché, il 23 marzo 1839, in una disputa con il rivale Providence Journal gli scappò quel "o. k." che, specificò, significava "all correct".

Ma perché con la O e con la K?
L'abbreviazione scorretta, arguisce Metcalf, era simile alla pronuncia. Come altre abbreviazioni usate sul giornale: per esempio "ow" per all right, tutto bene.
Non se ne sarebbe parlato, però, se di mezzo non ci fosse un presidente. Leggenda vuole che l'inventore dell'ok sia stato il populista e massacratore d'indiani Andrew Jackson, accusato dai suoi avversari di essere un illetterato. Nel 1828 produssero una sua finta e sgrammaticata lettera che ottenne l'effetto opposto: una valanga di voti. Non ci sono prove che siglasse i documenti davvero ok, oll korrect, m
a di certo sdoganò l'uso della K al posto della C.


(foto da internet)



Fu ancora un altro presidente a dare popolarità a quella parolina: Martin van Buren, nel 1840, in cerca di un secondo mandato. Veniva da Kinderhook, New York. E i suoi sostenitori lo chiamarono OK,Old Kinderhook, che nel nuovo significato stava anche per l'uomo giusto. Fu una campagna elettorale spettacolare. La sillaba campeggiò su ogni cartello, battezzò nuovi club. E una rissa diede vita al suo contrario, K. O.: che stava per kicked over, (espulsi, e non per il pugilistico knock-out). Da allora Ok è diventata abbreviativo diffuso fra i telegrafisti prima e i telefonisti poi.

Il cinema ci ha messo del suo e Ok è diventato così popolare da essere la prima parola pronunciata sulla Luna, fino all'ultima rivoluzione: i messaggini telefonici che hanno amplificato all'infinito il suo uso.
(tratto da www.repubblica.it)

In Italia il termine OK si è diffuso a partire dal 1943, quando le truppe statunitensi sbarcarono in Sicilia ed iniziarono la campagna militare che li avrebbe portati a risalire tutta la penisola. Da allora ha invaso la lingua in tal modo che è la parola più usata. D'altro canto, provate pure a cercare una parolina più efficace di OK e poi ce lo direte?


OK Italia???




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